Il Rubeo test è un'indagine di laboratorio che consente di rilevare un'infezione in corso o pregressa del virus della rosolia. In un precedente articolo, dedicato agli esami del sangue da effettuare durante la gravidanza, abbiamo menzionato anche il cosiddetto “Rubeo test”. Si tratta del test per stabilire se la futura mamma ha contratto o meno, nella sua vita, il virus della Rosolia. Ma perché è così importante verificare se la donna, prima della gravidanza, ha già avuto, durante la sua vita, la Rosolia?
La rosolia è un'infezione virale che presenta abitualmente un decorso benigno e comporta manifestazioni lievi. La febbre e le eruzioni cutanee associate alla malattia si risolvono normalmente nel giro di 2-3 giorni, senza necessità di ricorrere a un trattamento specifico. Trasmesso per via aerea, dopo circa 18 giorni di incubazione il virus responsabile della rosolia provoca un’eruzione cutanea simile a quelle del morbillo o della scarlattina, il che rende le tre patologie difficilmente distinguibili.
Purtroppo, nonostante la rosolia sia una malattia abbastanza lieve, se contratta durante la gravidanza, può avere effetti nefasti sulla salute del feto, provocando malformazioni congenite e/o aborti spontanei.
Perché il Rubeo Test è Importante?
Il Rubeo test fa parte degli esami del sangue indispensabili per valutare lo stato di salute della coppia che si prepara ad avere un bambino. Il Rubeo test è utile, inoltre, per sapere se la donna è a rischio di contrarre la rosolia durante la gestazione. In ogni caso, è consigliabile sottoporsi al test della rosolia anche quando si è sicure di avere già contratto la malattia: se presa in forma leggera, infatti, può non essere sufficiente a produrre immunizzazione.
Il Rubeo test è indicato soprattutto alle donne in gravidanza o a quelle che la stanno pianificando, per verificare la presenza di una quantità sufficiente di anticorpi anti-rosolia necessari a proteggere dalla malattia. Durante i primi mesi di gravidanza, nel caso in cui la futura mamma non fosse immunizzata per la rosolia, in caso di contagio si esporrebbe il bimbo a rischi seri, come cecità, sordità e ritardo mentale. Il test può essere richiesto anche in neonati con difetti congeniti che possano far sospettare un'infezione intrauterina da virus della rosolia.
Rischi della Rosolia Congenita
La rosolia è una patologia a eziologia virale, molto pericolosa se trasmessa dalla madre al feto durante la gravidanza; se contratta per la prima volta nel corso della gestazione, può infatti determinare un insieme di alterazioni note come “sindrome da rosolia congenita”, con anomalie della vista e dell'udito, cardiopatie e disturbi neurologici. Una volta contratto dalla madre, il virus può raggiungere la circolazione fetale e moltiplicarsi rapidamente nei tessuti embrionali, provocando danni cromosomici e alterazioni dell'organogenesi.
La rosolia congenita può comportare varie conseguenze, che occorrono a seconda dell'epoca gestazionale in cui viene contratta l'infezione. Il rischio di malformazioni fetali gravi è massimo quando la rosolia viene contratta nel primo trimestre di gravidanza, mentre le infezioni contratte dopo la ventesima settimana raramente provocano malformazioni congenite. Come si legge sul sito del Servizio Sanitario Regionale dell’Emilia Romagna, i rischi per il feto sono maggiori nelle prime settimane di gravidanza, per poi ridursi gradualmente:
- se la rosolia viene contratta durante le prime 10 settimane di gravidanza, il rischio di danni al feto può arrivare all’85-90%;
- il rischio si riduce al 30% se l’infezione avviene tra la 11ª e la 16ª settimana;
- il rischio scende quasi a zero dopo la 16ª settimana.
I danni provocati dalla rosolia in gravidanza possono essere:
- aborto spontaneo;
- difetti dell’occhio e dell’orecchio;
- malformazioni cardiache;
- danni cerebrali;
- danni al fegato e alla milza;
- alterazioni ossee.
Come si Esegue il Rubeo Test
Il Rubeo test viene eseguito su un campione di sangue venoso prelevato dal braccio o, nei neonati, dal cordone ombelicale o dalla puntura del tallone. Il Rubeo test ricerca nel sangue gli anticorpi prodotti dal sistema immunitario in seguito a un'infezione o a una vaccinazione per la rosolia.
Interpretazione dei Risultati del Rubeo Test
Il metodo più sicuro per valutare il proprio grado di immunità alla rosolia è il Rubeo test che indica il tasso di anticorpi antirosolia nel sangue materno. Se si pianifica una gravidanza, è consigliato per tutte le donne verificare la propria immunità alla rosolia dosando le IgG specifiche (rubeo test).
Il Rubeo test consente di misurare due tipi di anticorpi:
- Immunoglobuline M (IgM): compaiono per prime nel circolo sanguigno dopo l'esposizione al virus della rosolia. I livelli di questi anticorpi aumentano e raggiungono i livelli massimi dopo circa 7-10 giorni dall'infezione, per poi diminuire progressivamente nelle settimane successive.
- Immunoglobuline G (IgG): impiegano più tempo per comparire nel circolo sanguigno rispetto alle IgM ma, una volta prodotte, permangono per il resto della vita e proteggono contro eventuali nuove infezioni. L'incremento dei livelli di IgG in prelievi successivi conferma l'infezione in corso.
Normalmente, il risultato del Rubeo test è negativo per le IgM (significa che la rosolia non è in corso e non è stata contratta recentemente). Se le IgG sono presenti, invece, vuol che c'è immunità nei confronti dell'infezione e non si corrono rischi. Qualora le IgG fossero assenti, significa che il paziente non è immune nei confronti della rosolia. Qualora l'esito fosse positivo, ma è probabile che il paziente abbia contratto recentemente l'infezione, la situazione verrà valutata caso per caso dal medico.
La rosolia può essere confermata sottoponendo più volte il soggetto a prelievo (durante la presunta fase acuta e nel corso della convalescenza) ed effettuando il test delle IgG. L'aumento di quest'ultima classe di immunoglobuline conferma, infatti, la presenza di un'infezione pregressa. Se il Rubeo test risulta negativo, cioè non ci sono anticorpi (IgG e IgM negativi), l'esame va ripetuto almeno tre volte nell'arco della gestazione (ogni tre mesi), in quanto la futura mamma potrebbe essere suscettibile al contagio.
Quando si verifica una sieroconversione in gravidanza, cioè compaiono anticorpi specifici di tipo IgM in una donna precedentemente negativa, si devono fare altri esami per escludere il passaggio del virus al feto. Nel neonato, la presenza di IgG, ma non di IgM indica che le immunoglobuline di classe G della madre sono passate al feto in utero.
Di seguito una tabella riassuntiva dell'interpretazione dei risultati:
| Risultato IgM | Risultato IgG | Interpretazione | Azione Raccomandata |
|---|---|---|---|
| Negativo | Presenti | Immunità acquisita | Nessuna |
| Negativo | Assenti | Non immune | Considerare la vaccinazione prima della gravidanza. Ripetere il test durante la gravidanza. |
| Positivo | Positivo | Infezione acuta o recente | Valutazione medica approfondita. |
Cosa Fare in Caso di Mancanza di Immunità
Se dall'esame del sangue risulta che non si è immuni, è necessario sottoporsi a vaccinazione anti-rosolia prima di intraprendere una gravidanza. Come spiegato, se la donna ha ricevuto, durante la sua vita, il vaccino contro la rosolia, può stare tranquilla. Se questo non è avvenuto, e non si è mai contratta la malattia in passato, il sistema di prevenzione più efficace in assoluto è sottoporsi al vaccino della rosolia, che riguarda anche altre due malattie esantematiche come il Morbillo e la Parotite.
Occorre, poi, aspettare almeno 6 mesi prima di cercare di concepire un bambino, previo test di controllo per verificare che l'immunizzazione sia effettivamente avvenuta.
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