Interpretazione degli Esami del Sangue per la Rosolia

Il virus della Rosolia generalmente causa lievi infezioni caratterizzate da febbre ed eruzioni cutanee che persistono per 2-3 giorni. L’infezione è estremamente contagiosa; il periodo con rischio più elevato di contagiosità è da alcuni giorni prima fino a 7 giorni dopo la comparsa del rash. Il vaccino ne permette la prevenzione.

Rischi della Rosolia in Gravidanza

I soggetti maggiormente esposti al rischio di sviluppare gravi complicanze sono rappresentati dalle donne che contraggono il virus in gravidanza, poichè possono trasmettere l'infezione al feto. Il rischio di trasmissione aumenta durante il primo trimestre e nelle ultime settimane della gravidanza. La trasmissione materno-fetale del virus della Rosolia può causare aborto, nascita prematura o una patologia nota come sindrome da rosolia congenita (CRS), che può causare numerose malformazioni permanenti nel bambino.

Diagnosi della Rosolia: il Rubeo Test

Il test d'elezione per la diagnosi di Rosolia, in presenza di sintomi correlati, consiste nella ricerca nel sangue degli anticorpi prodotti dal sistema immunitario in risposta ad un’infezione da virus della Rosolia. Se si pianifica una gravidanza, è consigliato per tutte le donne verificare la propria immunità alla rosolia dosando le IgG specifiche (rubeo test). Il metodo più sicuro per valutare il proprio grado di immunità alla rosolia è il Rubeo test che indica il tasso di anticorpi antirosolia nel sangue materno.

Il dosaggio IgG permette di verificare lo stato di immunizzazione, valutando se siano presenti livelli protettivi di anticorpi contro il virus della Rosolia. Importante verificare lo stato dell’immunizzazione prima o all’inizio di una gravidanza. In particolare, la protezione placentare è meno valida al primo e al terzo trimestre di gravidanza.

Modalità di trattamento del campione per consegna differita: conservare in frigorifero ad una temperatura compresa tra +2° C e +8° C fino ad un massimo di 48h.

Il Complesso TORCH: Analisi Importanti in Gravidanza

Le analisi indicate dal complesso Torch vanno a ricercare se nel sangue della persona vi è la presenza o meno di anticorpi diretti contro una specifica infezione. Si tratta di analisi che vengono svolte generalmente su consiglio del medico ginecologo prima di una gravidanza o al suo inizio (ma anche come moni­toraggio durante l’attesa) per escludere o tenere sotto controllo l’eventualità che il bambino possa nascere con dei disturbi a causa di una di queste infe­zioni.

Le analisi vanno a ricercare se la donna ha sviluppato nell’organismo gli anticorpi diretti a combattere ciascuna malattia perché in questo caso significa che l’infezione è già stata contratta e non può più ammalarsi (quindi non può essere trasmessa al bambino), fatta eccezione ai casi del cytomegalovirus e dell’herpes virus simplex che, invece, rimangono sempre latenti nell’organismo e possono riattivarsi quando le difese sono deboli oppure se non vi sono gli anticorpi e, quindi, la donna potrebbe ancora incorrere nella malattia.

Interpretazione dei Risultati Specifici del Test TORCH

  • Anticorpi anti-Toxoplasma IgG: il risultato indica che non si è mai con­tratta l’infezione se il risultato è all’interno dei valori considerati normali.
  • Anticorpi anti-Toxoplasma IgM: il risultato indica che l’infezione non è in corso quando il valore descritto nel referto si trova all’interno dei valori normali. Se il risultato è superiore a questo valore e si trova tra 0.200 e 1.000 indica la probabile presenza di anticorpi nel sangue e, quindi, la probabile infezione da Toxoplasma in corso o recente (la ricerca degli anticorpi anti-Toxoplasma avidity eliminerà ogni dubbio).
  • Anticorpi anti-Toxoplasma avidity: si svolge quando sia gli IgG, sia gli IgM sono alti.
  • Rubeo Test IgM: quando è inferiore a 0.600, il suo valore è normale e indica l’assenza di una recente infezione dal virus della rosolia. Se il valore è compreso tra 0.600 e 1.000, il caso è dubbio e, quindi, è con­sigliabile ripetere l’esame a distanza di 7-15 giorni per valutare l’evoluzione degli anticorpi.
  • Anticorpi anti-cytomegalovirus IgG: il suo valore indica l’assenza di una infezione dal virus se si trova tra 0 e 15 U.I. (Unità Internazionali) per milli­litro di sangue.
  • Anticorpi anti-cytomegalovirus IgM: il suo valore indica l’assenza di una recente infezione dal virus se si trova tra 0 e 0.5 U.I. (Unità Internazionali) per millilitro di sangue. Se il suo valore è superiore, invece, è indicativo di una infezione recente. Se si tratta di una donna in gravidanza che sta per partorire, il ginecologo consiglierà di eseguire un tampone cervicale per valutare la presenza del virus sul collo dell’utero.
  • Anticorpi anti-herpes simplex di tipo 1 (labiale) o di tipo 2 (sessualmente trasmesso) IgG: se il risultato è “assente ” o “negativo” significa che nel san­gue della persona non sono presenti gli anticorpi diretti contro questo agen­te infettivo e, quindi, indica che la persona non ha mai contratto la malattia. Questo significa che potrebbe ancora contrarla e in gravidanza questo com­porta un rischio per il futuro bambino. Se il risultato, invece, è “presente” o “positivo”, la persona è venuta a contatto con la malattia nel corso della sua vita.
  • Anticorpi anti-herpes simplex di tipo 1 (labiale) o di tipo 2 (sessual­mente trasmesso) IgM: se il risultato è “assente ” o “negativo” significa che la malattia non si trova nella fase acuta e se gli anticorpi IgG sono “positivi”, la persona è venuta a contatto con il virus in passato che rimane latente. Se il risultato, invece, è “presente” o “positivo”, indica che la malattia è in corso o, comunque, è recente.

Distinguere la Rosolia da Altre Malattie

Trasmesso per via aerea, dopo circa 18 giorni di incubazione il virus responsabile della rosolia provoca un’eruzione cutanea simile a quelle del morbillo o della scarlattina, il che rende le tre patologie difficilmente distinguibili.

lgM sono anticorpi che, se presenti, indicano non solo che la persona ha contratto l’infezione, ma anche che è ancora in corso, cioè si trova nella fase acuta, o comunque è relativamente recente (una volta avvenuta la guarigione, infatti, via via scompaiono).

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