Risonanza Magnetica alla Testa e al Collo: Guida Completa alla Preparazione

La risonanza magnetica (RM), o risonanza magnetica nucleare (RMN), è un esame di diagnostica per immagini che consente di visualizzare in modo estremamente dettagliato i tessuti molli del corpo umano. Quando viene eseguita a livello cervicale, permette di studiare con precisione tutte le strutture anatomiche del collo, supportando una diagnosi accurata. Questa guida è pensata per rispondere in modo chiaro ed esaustivo alle principali domande dei pazienti.

Cos’è la Risonanza Magnetica del Collo

La risonanza magnetica del collo utilizza campi magnetici e onde radio per ottenere immagini tridimensionali delle strutture interne del corpo, senza l’uso di radiazioni ionizzanti. È particolarmente efficace nell’esplorazione di:

  • Muscoli del collo
  • Linfonodi cervicali
  • Ghiandole salivari e tiroidee
  • Trachea, laringe e faringe
  • Colonna cervicale
  • Vasi sanguigni
  • Nervi cranici e spinali

Risonanza magnetica con o senza mezzo di contrasto

La risonanza può essere eseguita:

  • Senza mezzo di contrasto, nei casi in cui è sufficiente la visualizzazione anatomica di base.
  • Con mezzo di contrasto a base di gadolinio, sostanza sicura e ben tollerata che migliora la visibilità di lesioni vascolarizzate, tumori o infiammazioni.

La necessità del contrasto viene valutata dal medico in base al quadro clinico e al sospetto diagnostico.

Quando viene prescritta la RMN del collo

La risonanza magnetica del collo viene indicata in diversi casi clinici. Tra le principali indicazioni:

  • Studio di tumori o lesioni sospette
  • Infiammazioni e infezioni dei tessuti molli
  • Dolori muscolari persistenti o cronici
  • Disfonia e altri problemi vocali
  • Patologie neurologiche a carico dei nervi del collo
  • Malattie vascolari (aneurismi, stenosi, trombosi)
  • Follow-up oncologico dopo diagnosi o trattamento

Come prepararsi all’esame

La preparazione per la risonanza magnetica del collo varia in base all’uso del contrasto:

  • Senza contrasto: non è richiesta alcuna preparazione specifica.
  • Con contrasto: può essere necessario il digiuno di 4-6 ore prima dell’esame.

È fondamentale informare il personale sanitario nei seguenti casi:

  • Presenza di protesi metalliche o dispositivi impiantati
  • Pacemaker (compatibilità da verificare)
  • Gravidanza (l’esame è indicato solo se strettamente necessario)
  • Allergie note, soprattutto a mezzi di contrasto
  • Claustrofobia (possibilità di sedazione leggera)

Si consiglia di indossare abiti comodi e privi di parti metalliche (cerniere, bottoni, ganci).

E' consigliabile indossare indumenti comodi, camicia o maglietta con maniche larghe, che si possano alzare facilmente in caso debba essere fatta un’iniezione con il mezzo di contrasto. Non è necessario andare accompagnati.

Via tutti gli oggetti metallici

Prima di fare l’esame occorre togliere gioielli, reggiseno, piercing, fermagli per capelli, cinture, occhiali, orologio, apparecchi per l'udito, protesi dentarie mobili, cinti sanitari, busti... Inoltre, non si possono portare nel macchinario cellulari, carte di credito o altre tessere magnetiche. Si consiglia di indossare indumenti senza bottoni automatici, chiusure lampo o altre parti metalliche.

Perché vanno tolti?

Tutto ciò che è metallico e ferromagnetico non può entrare nella risonanza magnetica perché si può riscaldare, si può dislocare, cioè può spostarsi perché attratto dal magnete dell’apparecchiatura, oppure può interferire con l'acquisizione delle immagini impedendo alle onde a radiofrequenza di penetrare nell’area del corpo da esaminare. In alcuni centri viene fatto indossare un camice al posto dei vestiti per cautela e per evitare che la persona entri nel macchinario con indumenti che contengono comunque metallo (per esempio con ganci o chiusure metalliche che la persona si dimentica di avere).

Trucco e tatuaggi

E’ possibile che venga richiesto anche di rimuovere i cosmetici dal viso e dagli occhi, perché alcuni trucchi potrebbero contenere metallo. La presenza di tatuaggi estesi può essere valutata dal medico, per la possibile presenza di sostanze metalliche. Per esempio tatuaggi vecchi possono rischiare il riscaldamento e l’ustione perché andavano nel profondo del derma e venivano fatti con sostanze che contenevano particelle metalliche in genere ferrose.

Rumore e sensazione di chiusura

Occorre sapere che l’esame è rumoroso, e il macchinario può dare un senso di claustrofobia. Per ridurre il rumore l’operatore fornisce le cuffie, e si possono mettere in atto alcuni accorgimenti come valutare con il medico il ricorso a blandi tranquillanti se si soffre di claustrofobia. Esiste la possibilità di fare la risonanza magnetica aperta.

Come si svolge l’esame

Dopo la preparazione, il paziente viene fatto sdraiare su un lettino mobile che scorre all'interno del tubo della risonanza. Durante l’esame:

  • La durata è generalmente compresa tra 20 e 40 minuti.
  • L’ambiente può risultare rumoroso: vengono fornite cuffie o tappi per le orecchie.
  • È essenziale rimanere immobili per tutta la durata dell’acquisizione delle immagini.
  • Se richiesto, il mezzo di contrasto viene iniettato per via endovenosa durante la procedura.

L’esame, nonostante la sua natura tutt’altro che invasiva, richiede innegabilmente un discreto impiego di tempo affinché possa essere svolto nella maniera più precisa e dettagliata: fornire delle indicazioni oggettive per indicare la corretta durata dell’intervento è impossibile, in quanto la rapidità delle operazioni è spesso dipendente dal livello di collaborazione offerto dal paziente.

La testa non viene “ingabbiata” ma viene semplicemente posizionata una bobina ricetrasmittente intorno alla cervicale senza che il viso venga coperto.

Il paziente viene adagiato sul lettino e, in base alla sezione da studiare, sono posizionate all’esterno del corpo le cosiddette bobine, sotto forma di fasce o casco ad esempio, sagomate in modo da adattarsi alla regione anatomica da studiare.

Dopo l’esame

Se non è stato somministrato il mezzo di contrasto, si può riprendere subito la normale attività quotidiana.

Se è stato utilizzato il gadolinio, è consigliato bere molta acqua nelle ore successive per facilitarne l’eliminazione.

Gli effetti collaterali sono rari e generalmente lievi. In caso di sintomi insoliti (rash, nausea, difficoltà respiratorie), è importante contattare il medico curante.

Il referto

Il referto radiologico viene elaborato da uno specialista in radiologia e reso disponibile:

  • Generalmente entro 24-72 ore dall’esame.
  • In casi urgenti, anche nella stessa giornata.

Sarà il medico curante a spiegare il contenuto del referto e a indicare eventuali approfondimenti diagnostici o terapeutici successivi.

Quando non si può fare la risonanza magnetica

Ci sono condizioni in cui la risonanza magnetica non si può fare, in particolare se si ha:

  • Pace maker o defibrillatore interno. In questo caso bisogna sentire il parere del cardiologo che valuterà le caratteristiche del pace maker e quelle del macchinario dove si va a fare la risonanza magnetica. Il macchinario della risonanza magnetica può interferire con il pace maker o il defibrillatore interno e può bloccarne il funzionamento. Esistono pace maker compatibili che funzionano anche in risonanza magnetica, ma il parere deve essere dato dal cardiologo.
  • Protesi oculari magnetiche.
  • Stimolanti di crescita ossea (dispositivi che stimolano l’accrescimento del tessuto osseo o la calcificazione).

Esistono altre condizioni (per esempio presenza di clips vascolari o schegge in materiale ferromagnetico) in cui la risonanza magnetica non viene fatta.

Prima dell’esame viene richiesto di compilare un foglio con domande sulle condizioni che non permettono di fare la risonanza magnetica, e quelle per cui è necessario avere il parare del medico, o del radiologo. Tutte queste domande vengono comunque ripetute dall’operatore prima dell’esame.

Si può fare in gravidanza?

E' prudente non far fare la risonanza magnetica alle donne in gravidanza, in particolare nel primo trimestre di gravidanza, anche se non è stata comprovata la sensibilità dell'embrione ai campi magnetici e di radiofrequenza utilizzati per queste indagini. In genere è quindi preferibile non fare la risonanza magnetica a donne incinta soprattutto nei primi mesi, a meno che ci siano situazioni di pericolo per la vita della madre (per esempio se è necessaria la risonanza magnetica per fare una diagnosi differenziale con malattie gravi, come tumore o encefalite).

Per le donne che allattano è consigliabile raccogliere e conservare il proprio latte prima dell’esame, e sospendere l’allattamento al seno nelle 24 ore successive all’esame. Il mezzo di contrasto potrebbe infatti passare nel latte, in piccole quantità.

Quando può essere eseguita solo dopo la valutazione del medico radiologo

  • Se si soffre di claustrofobia.
  • Se si è portatori di:
    • protesi auricolari o nell’orecchio interno
    • valvole cardiache, cateteri cardiaci
    • protesi cardio-vascolari
    • protesi ortopediche
    • neurostimolatori
    • pompe per infusione di farmaci
    • protesi dentarie fisse o mobili
  • Se si è stati vittime di incidenti stradali o di caccia per cui nel corpo potrebbero essere presenti schegge metalliche.
  • Se si lavora o si è lavorato come fabbro, tornitore, carrozziere...per cui nel corpo potrebbero essere presenti schegge metalliche.
  • Se si è in gravidanza, o si allatta al seno.
  • Se si ha un dispositivo intrauterino (spirale) - le donne che hanno dispositivi intrauterini dopo aver effettuate l’esame di risonanza magnetica dovrebbero fare una visita di controllo ginecologica per verificare il posizionamento del dispositivo, che potrebbe spostarsi per effetto del campo magnetico del macchinario.

Anche queste indicazioni possono variare parzialmente da centro a centro, è quindi importante leggere il foglio informativo e fare tutte le domande che si ritengono necessarie al medico e all’operatore presente al momento dell’esame.

Cosa succede se non si può fare la risonanza magnetica?

In caso l’esame di risonanza magnetica sia considerato salvavita per la persona, il medico valuterà come procedere. Si possono considerare esami alternativi, come la tomografia assiale computerizzata, se utili per ciò che si vuole andare a vedere e valutare. Oppure, dove le indicazioni lo permettono, per esempio se c’è una protesi metallica o ferromagnetica a distanza dall’area di interesse (la persona ha una protesi al ginocchio e deve fare la risonanza magnetica all’encefalo) si può fare la risonanza magnetica avvisando che può esserci qualcosa che si scalda o si muove, dicendo alla persona di suonare il campanello presente nel macchinario per avvisare l’operatore.

Quando non si può fare il mezzo di contrasto

L’esame di risonanza magnetica con mezzo di contrasto è controindicato per chi ha avuto manifestazioni allergiche gravi dopo precedenti somministrazioni di mezzo di contrasto - per esempio shock anafilattico, asma grave, edema della glottide - oppure per chi ha malattie allergiche acute in atto - per esempio asma, orticaria generalizzata, angioedema.

Se una persona ha avuto manifestazioni allergiche lievi o moderate dopo una precedente somministrazione di mezzo di contrasto, oppure se ha in atto reazioni allergiche come l’orticaria, o una rinite allergica non controllata da antistaminici o steroidi in spray nasali, è considerata a rischio per il mezzo di contrasto. Dovrà quindi, se è necessario fare l’esame con mezzo di contrasto, assumere dei farmaci prima dell’esame, che riducano il rischio di reazione allergica.

Se la persona non ha mai avuto allergie, oppure ha avuto precedenti reazioni allergiche a farmaci, ma NON dopo la somministrazione precedente di mezzo di contrasto, può fare la risonanza con mezzo di contrasto, perché non c’è controindicazione all’effettuazione dell’esame.

Risonanza Magnetica Collo: domande frequenti

  • Fa male la risonanza magnetica al collo? No, l’esame è totalmente indolore. Non comporta alcun tipo di fastidio fisico.
  • È sicura? Sì, è un esame non invasivo e privo di radiazioni. Può essere ripetuto anche più volte senza rischi.
  • È rumorosa? Sì, durante l’esame si avvertono suoni forti e ripetitivi. Per questo motivo ti verranno fornite cuffie protettive o tappi per le orecchie.
  • Posso farla con un pacemaker? Dipende dal tipo di dispositivo cardiaco. Alcuni pacemaker di nuova generazione sono compatibili con la RMN (RM-compatibili), ma è sempre necessaria la valutazione dello specialista cardiologo.
  • Serve il digiuno? Solo se l’esame prevede l’uso del mezzo di contrasto. In tal caso è consigliato il digiuno da 4 a 6 ore prima della procedura.
  • Posso guidare dopo l’esame? Sì, in assenza di sedazione o effetti collaterali, puoi guidare regolarmente dopo la risonanza.
  • Il mezzo di contrasto è pericoloso? No, il gadolinio utilizzato è generalmente ben tollerato. Raramente può provocare lievi reazioni allergiche, più frequentemente in soggetti predisposti.
  • In gravidanza si può fare? La risonanza può essere eseguita in gravidanza solo se strettamente necessario e in casi selezionati. È il medico a decidere caso per caso, valutando i benefici e i rischi.
  • La risonanza magnetica vede tutto? La RM è uno degli esami più precisi per lo studio dei tessuti molli, ed è particolarmente efficace nel rilevare anomalie e lesioni nel collo. Tuttavia, la scelta dell’esame diagnostico più indicato spetta sempre al medico.
  • Posso sottopormi all’esame se soffro di claustrofobia? Sì, in presenza di claustrofobia è possibile ricorrere a sedazione leggera, oppure optare per macchinari aperti dove disponibili.

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