Risonanza Magnetica per Ernia Cervicale: Informazioni Dettagliate

La risonanza magnetica cervicale è un esame diagnostico non invasivo che interessa la parte più elevata della colonna vertebrale. In particolare, la risonanza magnetica cervicale fornisce immagini dettagliate delle vertebre del tratto cervicale, del midollo e dei dischi della colonna vertebrale.

La RMN del rachide cervicale è un esame diagnostico della parte più alta della colonna vertebrale, ovvero le 7 vertebre che si trovano nella zona posteriore del collo, insieme al midollo spinale. A differenza di un esame radiologico, o radiografia, la RMN non utilizza raggi X né radiazioni ionizzanti.

Si usa quindi per verificare la presenza di ernie o discopatie cervicali, oppure di problemi di altra natura (es. lesioni del midollo di varia origine).

Come Funziona la Risonanza Magnetica?

La risonanza magnetica è una tecnica di imaging che viene utilizzata in molti campi in ambito medico, soprattutto in quello ortopedico. La risonanza magnetica sfrutta la composizione atomica del corpo umano attraverso l’azione del campo magnetico generato, al fine di andare a generare immagini dei tessuti corporei.

La risonanza magnetica è un’ottima tecnologia per indagare sulle strutture che altrimenti sarebbero poco visibili con altri tipi di esami. In ambito ortopedico, è utile per indagare principalmente:

  • Legamenti
  • Tendini
  • Capsula articolare
  • Componenti specifiche della colonna vertebrale

La tecnica viene utilizzata in larga scala su problemi relativi ai vari tratti della nostra colonna poiché, a differenza della radiografia, è possibile visionare importanti strutture che, solitamente, causano le problematiche più comuni. È possibile vedere dettagliatamente, per esempio, la situazione dei dischi intervertebrali, che sono elementi fondamentali nei problemi di colonna.

Un’ altra differenza sostanziale la possiamo fare con la tecnologia della TAC. In quest’ultima, infatti, vengono utilizzate radiazioni ionizzanti per ottenere le immagini, cosa che non accade nella risonanza magnetica.

Risonanza Magnetica Aperta

Originariamente, esisteva solo un tipo di risonanza magnetica, ovvero il modello chiuso. Con il passare degli anni e l’avanzare della tecnologia, è stato ideato un altro tipo di modello di risonanza, ossia quello aperto. In quest’ultimo, non è necessaria la completa introduzione del paziente all’interno del magnete, ma questo coprirà soltanto la zona strettamente interessata dall’esame. Questo permette una maggior semplicità dell’esecuzione della procedura e una maggior velocità di esecuzione.

La risonanza magnetica aperta, a differenza di quella chiusa, non può essere utilizzata in ogni parte del corpo a causa della minor risoluzione e della minor qualità delle immagini. La RMN aperta esclude i possibili effetti collaterali legati alla claustrofobia, ma in generale questo tipo di sistema risulta più tollerato anche dalle persone che non ne soffrono, grazie al maggior comfort percepito durante l’esecuzione.

Cos'è l'Ernia Cervicale?

Come detto l’ernia discale cervicale è una condizione che colpisce la colonna vertebrale, nella sua porzione superiore, vicino al collo. L’ernia cervicale è una patologia che interessa il rachide cervicale, ovvero le vertebre situate nella parte superiore della colonna vertebrale (C1-C7), i cui sintomi possono variare notevolmente da caso a caso o addirittura mancare del tutto. Con il termine “ernia cervicale”, ci si riferisce alla condizione per cui il nucleo di uno di questi dischi, situato nella regione cervicale, fuoriesce dalla sua posizione normale.

Anatomia della Colonna Cervicale

Il tratto della colonna cervicale è formato in totale da sette vertebre (C1 - C7). Esse vanno a formare una curva in lordosi e sostengono il peso del nostro cranio. Possiamo dividere la zona cervicale in:

  • Superiore (C1-C2)
  • Inferiore (C3-C7)

Le vertebre cervicali sono formate da:

  • Corpo vertebrale
  • Processo spinoso
  • Processi trasversi

Tra una vertebra e l’altra sono presenti i dischi intervertebrali. L’unica eccezione si ha nelle prime due vertebre cervicali superiori, denominate atlante ed epistrofeo. Esse hanno una struttura anatomica diversa rispetto al resto delle vertebre della colonna e vanno ad articolarsi tra loro differentemente, senza l’interposizione del disco.

La colonna cervicale accoglie e protegge numerose e importanti radici nervose che trasportano i segnali nelle zone craniali e brachiali. Possiamo ritrovare all’interno della nostra zona cervicale due plessi nervosi:

  • Cervicale
  • Brachiale

Da essi, si diramano numerosi fasci nervosi che conducono stimoli motori, tattili e dolorifici fino alle dita delle mani. Ne deriva che una compressione di una o più di queste radici, portano a problematiche relative ai vari decorsi nervosi.

La causa più comune in assoluto di compressione radicolare è la formazione di protrusioni discali ed ernie nel tratto cervicale. In questi casi, i dischi vertebrali interposti tra le vertebre fuoriescono parzialmente dalla loro sede e invadono lo spazio delle radici nervose.

Sintomi dell'Ernia Cervicale

I sintomi dell’ernia cervicale possono variare notevolmente da caso a caso o addirittura mancare del tutto.

  • Dolore al collo e rigidità: Uno dei primi sintomi dell’ernia cervicale è il dolore nella regione del collo. Questo dolore può variare da lieve a intenso e può essere aggravato da movimenti improvvisi o dalla permanenza in una stessa posizione per lungo tempo.
  • Irradiamento del dolore: Il dolore causato dall’ernia cervicale può irradiarsi verso altre parti del corpo, come le braccia, le mani o le spalle.
  • Mal di testa occipitali: Un altro sintomo tipico dell’ernia cervicale sono i mal di testa che hanno origine nella parte posteriore della testa (regione occipitale) e possono irradiarsi verso l’alto fino alla fronte.

In presenza di un quadro generale di più sintomi e fastidi relativi alla zona del collo, della testa e delle braccia che non vanno incontro a miglioramento spontaneo e perdurano da diverso tempo, è sempre consigliabile indagare a fondo sulla zona cervicale, perché potrebbe essere quella la causa del problema. I sintomi più comuni in questi casi sono:

  • Dolore localizzato nella zona del collo e delle spalle
  • Cefalea
  • Nausea
  • Vertigini
  • Formicolii agli arti superiori e alle dita
  • Perdita di forza nei muscoli delle braccia
  • Rigidità dei muscoli del collo e delle spalle
  • Ridotta mobilità cervicale

Tipi di Ernia Cervicale

Ma quanti tipi di ernia cervicale esistono e quali ne sono le conseguenze? Per comprendere meglio, è essenziale sapere che l’ernia cervicale può essere classificata principalmente in base alla posizione che assume rispetto al midollo spinale e alle radici nervose.

  • Ernia Foraminale: Questo tipo di ernia si verifica quando il materiale discale fuoriesce lateralmente verso il forame intervertebrale, ovvero lo spazio attraverso cui passano le radici nervose.
  • Ernia Mediana: L’ernia mediana, invece, si verifica quando il materiale discale sporge direttamente all’indietro nel canale spinale. Questa tipologia può essere più pericolosa poiché ha il potenziale di comprimere il midollo spinale stesso o più radici nervose contemporaneamente.

Esistono poi variazioni e sottoclassificazioni basate su fattori specifici come la dimensione dell’ernia o la sua esatta localizzazione e/o ulteriori aspetti. Tra le ernie discali cervicali si distinguono ad esempio l’ernia molle dall’ernia dura. Le ernie molli sono quelle in cui si ha una semplice erniazione del nucleo polposo.

Quando Fare la Risonanza Magnetica Cervicale?

Per la corretta diagnosi dell’ernia cervicale tecniche di imaging come la risonanza magnetica (RM) o la tomografia computerizzata (TC) sono fondamentali. La risonanza magnetica (RM) è considerata lo standard di riferimento poiché fornisce immagini dettagliate dei dischi intervertebrali e delle strutture nervose, permettendo così di identificare con precisione la presenza e la posizione dell’ernia.

Cosa Vede la Risonanza Magnetica Cervicale?

Le problematiche più comunemente rilevabili attraverso l’esame di risonanza magnetica del distretto cervicale sono:

  • Protrusione cervicale
  • Ernia cervicale
  • Rettilinizzazione
  • Stenosi del canale vertebrale
  • Spondilolistesi
  • Iperlordosi

Come si Svolge l'Esame?

La risonanza è davvero precisa come crediamo? La maggior parte degli studi della colonna cervicale con risonanza magnetica non richiede la somministrazione del mezzo di contrasto.

La RMN è un esame diagnostico non invasivo, non doloroso né fastidioso. Il paziente viene adagiato sul lettino e, in base alla sezione da studiare, sono posizionate all’esterno del corpo le cosiddette bobine, sotto forma di fasce o casco ad esempio, sagomate in modo da adattarsi alla regione anatomica da studiare. La testa non viene “ingabbiata” ma viene semplicemente posizionata una bobina ricetrasmittente intorno alla cervicale senza che il viso venga coperto.

L’esame, nonostante la sua natura tutt’altro che invasiva, richiede innegabilmente un discreto impiego di tempo affinché possa essere svolto nella maniera più precisa e dettagliata: fornire delle indicazioni oggettive per indicare la corretta durata dell’intervento è impossibile, in quanto la rapidità delle operazioni è spesso dipendente dal livello di collaborazione offerto dal paziente.

Preparazione all'Esame

La risonanza magnetica non richiede una particolare preparazione nei giorni precedenti all’esame, per cui il paziente ha la possibilità di alimentarsi in modo normale e di praticare le consuete attività quotidiane, le quali potranno essere riprese al termine della RM. Il giorno dell’esame non è necessario sospendere l’assunzione di farmaci in uso (es.

Se l’esame prevede l’utilizzo del mezzo di contrasto è necessario essere a digiuno da almeno 6 ore.

Ti chiediamo di presentarti nel Centro con 20 minuti di anticipo rispetto dell'orario previsto per l'appuntamento. Porta con te i moduli che trovi a questo link. già compilati e firmati. Ti ricordiamo che per eseguire questa prestazione è obbligatorio essere in possesso di una prescrizione medica (max 6 mesi).

Controindicazioni

La risonanza magnetica è un esame di routine e molto diffuso e per questo presenta poche controindicazioni. Esse sono:

  • Gravidanza
  • Obesità
  • Presenza di protesi metalliche
  • Portatori di pacemaker

Anche le donne al primo trimestre di gravidanza (se in età fertile devono escludere una possibile gravidanza in corso) e i bambini al di sotto dei 3 anni di età non possono effettuare questo esame. Alcuni dispositivi intrauterini o protesi interne e l’anemia falciforme possono costituire delle controindicazioni all’esame.

Costi

Una risonanza magnetica al rachide cervicale eseguita in convenzione ha un costo di € 56,15.

Diagnosi dell'Ernia Cervicale

La diagnosi dell’ernia cervicale inizia solitamente con un’anamnesi dettagliata e un esame fisico approfondito. Il medico indagherà sulla natura e sulla durata dei sintomi presentati dal paziente, oltre a eseguire test per valutare la forza muscolare, i riflessi e la sensibilità nelle aree interessate.

Una volta posta la diagnosi di ernia cervicale attraverso questi strumenti, il medico può proporre il trattamento più adeguato alle specifiche esigenze del paziente. È importante ricordare che una diagnosi tempestiva può migliorare significativamente l’efficacia del trattamento, riducendo il rischio di complicazioni a lungo termine.

Trattamento dell'Ernia Cervicale

Le opzioni terapeutiche variano a seconda della gravità dei sintomi e della specifica situazione del paziente. La scelta della cura più adatta dipende da molti fattori, inclusa la gravità dei sintomi e l’impatto sulla qualità di vita del paziente. È importante consultare un medico specializzato in disturbi della colonna vertebrale per una valutazione accurata e per discutere il piano terapeutico più adatto.

Un approccio multidisciplinare che combina trattamenti medici, fisioterapia e modifiche dello stile di vita offre le migliori prospettive di successo nel lungo termine.

Opzioni di Trattamento Non Chirurgiche

  • Farmacoterapia: l’utilizzo di farmaci anti-infiammatori non steroidei (FANS) può aiutare a ridurre il dolore e l’infiammazione.
  • Fisioterapia: esercizi mirati possono migliorare la flessibilità del collo e la forza dei muscoli supportivi, alleviando così i sintomi associati all’ernia cervicale.

Intervento Chirurgico

L’intervento chirurgico per l’ernia del disco cervicale rappresenta una soluzione terapeutica adottata in casi selezionati, quando i trattamenti non invasivi non hanno sortito l’effetto desiderato o quando si presentano sintomi gravi come deficit neurologici. Esistono diverse tecniche chirurgiche per affrontare l’ernia cervicale, tra cui la discectomia cervicale anteriore e fusione (ACDF) e la sostituzione del disco cervicale (CDR).

  • La discectomia cervicale anteriore e fusione (ACDF) è una delle tecniche più comuni. Il chirurgo effettua un piccolo taglio nel lato anteriore del collo per accedere alla colonna vertebrale cervicale.
  • La sostituzione del disco cervicale (CDR), invece, prevede la rimozione del disco danneggiato seguita dall’inserimento di una protesi artificiale che mima la funzionalità del disco naturale.

Entrambi gli interventi sono eseguiti sotto anestesia generale e richiedono un ricovero ospedaliero.

Prevenzione dell'Ernia Cervicale

La prevenzione dell’ernia cervicale rappresenta un investimento nel lungo termine per la propria salute. La prevenzione primaria si basa sull’adozione di un corretto stile di vita che include attività fisica regolare, postura adeguata durante le attività quotidiane e l’utilizzo ergonomico dei dispositivi tecnologici. Un altro aspetto chiave nella prevenzione dell’ernia cervicale è rappresentato dall’ergonomia sul posto di lavoro e nelle abitazioni.

Cosa Fare Dopo l'Esame?

Dopo aver effettuato l’esame di risonanza magnetica, è opportuno far visionare i risultati a un medico specializzato che potrà indirizzare al meglio il paziente verso la terapia più adatta alla sua sintomatologia e alla sua situazione complessiva.

In generale, in presenza di segni e sintomi che perdurano da diverso tempo, è strettamente consigliato intraprendere un percorso di fisioterapia. Molto spesso, il dolore e la sua stessa causa derivano da abitudini e movimenti scorretti ripetuti nel corso degli anni e questo porta numerosi squilibri e compensi nel nostro corpo. Proprio per questo motivo, è necessario servirsi della fisioterapia, non solo per agire direttamente sulla zona di dolore attraverso tecniche antidolorifiche e antinfiammatorie, ma soprattutto per andare a correggere e a riequilibrare il distretto cervicale e le zone a esso collegate, in modo da migliorare significativamente la situazione e da evitare ricadute.

Il percorso fisioterapico varia molto in base alla gravità dei sintomi. Generalmente, il trattamento consiste in:

  • Tecar
  • Laser YAG
  • Terapia manuale
  • Massoterapia
  • Esercizi di mobilità articolare
  • Rieducazione posturale
  • Stretching

Una volta ottenuta un’attenuazione significativa dei sintomi, è opportuno effettuare un percorso di mantenimento di rieducazione posturale.

Informazioni Aggiuntive

Per questa prestazione, il CD con le immagini non viene rilasciato al momento dell'esame, ma è necessario prenotare la voce "Ritiro CD In Sede" una volta ricevuto il referto.

Prestazioni S.S.N.: l’assenza dell’impegnativa preclude l’esecuzione della prestazione.

No, l’esame è doloroso, né pericoloso. L’esame di per sé non è pericoloso.

non è necessario sospendere l’assunzione di farmaci in uso (es.

Questo testo è stato redatto dagli specialisti di Humanitas Mater Domini. Nessuna parte di esso può essere in alcun modo riprodotta per terze parti o da queste utilizzata.

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