La risonanza magnetica (RM) del massiccio facciale è un'indagine diagnostica avanzata utilizzata per valutare la struttura e le patologie del viso.
Cos'è il Massiccio Facciale?
Il massiccio facciale è un gruppo di ossa del cranio che comprende la mandibola, le ossa palatine, le due ossa mascellari e le ossa zigomatiche. Si distingue dal neurocranio, che ha il compito di proteggere l'encefalo e ha una funzione esoscheletrica.
Indicazioni per la Risonanza Magnetica del Massiccio Facciale
Ci sono diverse indicazioni per cui un medico potrebbe richiedere una RM del massiccio facciale. Consente di studiare l’eventuale presenza di masse o alterazioni a carico del massiccio facciale.
Come Viene Eseguita la Risonanza Magnetica?
Il capo viene posizionato in apposito supporto ed è circondato da una bobina ricetrasmittente. Tale bobina non è chiusa e consente al paziente di vedere oltre la medesima.
La procedura di una RM del massiccio facciale può essere eseguita senza e con l'uso di un mezzo di contrasto (MDC). L’utilizzo del mezzo di contrasto è in funzione alla patologia oggetto di studio. L'uso del MDC può migliorare notevolmente la visibilità di alcune strutture e patologie, ma deve essere valutato attentamente, specialmente in pazienti con problemi renali o allergie.
È importante portare con sé i precedenti esami radiologici (Radiografie, Tac, Risonanze, Ecografie, Visite, ecc.), anche se eseguiti in altra sede e consegnare il questionario per la risonanza magnetica debitamente compilato dal proprio medico di medicina generale. Non è necessario sospendere l’assunzione di farmaci in uso.
Risonanza Magnetica e Sinusite
Quando parliamo di sinusite parliamo di un’infiammazione dei seni paranasali, una serie di cavità delle ossa del massiccio facciale che sono collegate al naso attraverso stretti canali e che si dividono in seni frontali, sopra gli occhi, seni mascellari, sotto gli occhi, seni etmoidali, tra gli occhi, e infine il seno sfenoidale, che si trova più in profondità e si apre nella parte posteriore del naso.
“Le cause della sinusite possono essere virali, come il classico raffreddore che colpisce la mucosa delle fosse nasali e successivamente quella del seni paranasali, oppure batteriche, riconoscibili perché associate ad una secrezione giallastra che fuoriesce dal naso.
“Bisogna innanzitutto distinguere tra sinusite acuta e sinusite cronica. Invece, in caso di sinusite cronica i sintomi sono più subdoli, limitati ad un senso di peso al viso, perché dopo la guarigione della rinite resta una forma infiammatoria cronica nelle cavità dei seni paranasali. Ma non provocando sintomi evidenti o acuti può passare diverso tempo prima che il paziente se ne accorga.
La diagnosi viene fatta per via endoscopica. L’endoscopio è uno strumento flessibile e sottile a fibre ottiche, con una telecamera alla sua estremità: viene infilato nella fossa nasale e lo specialista può seguire le immagini su uno schermo. Come cura possono venire prescritti fluidificanti, mucolitici, decongestionanti nasali, cortisonici e antistaminici (soprattutto nei pazienti allergici). E oggi abbiamo a disposizione farmaci biologici, che rappresentano una vera rivoluzione nelle cure delle forme allergiche.
La rinosinusite cronica si divide in due grandi gruppi: rinosinusite senza poliposi nasale e rinosinusite con poliposi nasale. Con una certa frequenza in entrambe le situazioni rappresenta la manifestazione locale di un’infiammazione sistemica. Per questo motivo devono essere sempre ricercati possibili fattori associati come sensibilizzazione allergica e asma.
La rinosinusite cronica senza poliposi nasale può anche essere secondaria a una via di drenaggio mucoso fra seni paranasali e naso caratterizzata da un’architettura alquanto complicata. La rinosinusite cronica può riconoscere diverse cause. All'origine possono esserci anomalie anatomiche come deviazioni del setto nasale, malformazioni o varianti anatomiche nella via di drenaggio fra seni paranasali e naso, che favoriscono accumulo di muco nell’ambiente rinosinusale quindi sovra infezione.
L’infiammazione locale e il conseguente edema mucoso con limitazione anche in questo caso del drenaggio di muco dai seni paranasali al naso rappresenta l’altro grande capitolo di possibili cause di rinosinusopatia.
Questa malattia evidenzia un’infiammazione sistemica. Il racconto anamnestico da parte del paziente indirizza sempre lo specialista verso una diagnosi quanto più attenta e precisa. La TC risulta essere fondamentale per rinosinusiti caratterizzate da varianti anatomiche.
A seconda delle cause individuate dal medico specialista in otorinolaringoiatria, differenti saranno i trattamenti messi in atto. Nelle conformazioni più articolate e complesse di Rinosinusite cronica, la chirurgia figura come uno dei passaggi del trattamento.
CBCT del Massiccio Facciale
L’esame CBCT del massiccio facciale consiste nello studio di questa parte del corpo attraverso un’apparecchiatura simile a quella utilizzata per le ortopanoramiche. Il paziente, per sottoporsi a questo accertamento, si avvicina alla apparecchiatura restando in piedi e seguendo le indicazioni del TSRM appoggia la testa su un supporto specifico che consente uno studio migliore. L’esecuzione di questo esame è piuttosto semplice e di breve durata.
Per quel che riguarda gli accorgimenti da seguire in vista dell’esame, non è richiesta alcuna specifica preparazione. In occasione dell’esame, poi, è indispensabile avere con sé eventuali esami radiologici effettuati in precedenza.
Il CBCT del massiccio facciale è un esame più che sufficiente per lo studio della sinusite. Rispetto alla risonanza magnetica, si tratta di un metodo che garantisce un’esecuzione più veloce e che si dimostra più semplice.
TAC dei Seni Paranasali
Per un primo approccio della sinusite e dello studio dei seni paranasali viene utilizzata la TAC.
La letteratura internazionale è unanime nel ritenere che la radiologia tradizionale del naso e dei seni paranasali sia insufficiente per la diagnosi delle patologie che interessano queste strutture e soprattutto per un eventuale trattamento chirurgico. Pertanto questo tipo di indagine deve essere abbandonato o riservato ai casi più semplici o come primo studio nel bambino.
La TAC dei seni paranasali deve essere eseguita ad alta risoluzione e con sezioni sottili in più proiezioni per fornire al chirurgo una ricostruzione tridimensionale del complesso naso-sinusale. Il mezzo di contrasto non è quasi mai necessario mentre in casi sospetti di alcune patologie particolari (ad esempio il papilloma invertito o l’angiofibroma giovanile) il chirurgo potrà completare l’indagine radiologica con la richiesta di una Risonanza magnetica con e senza contrasto.
Le TAC moderne (spirali) permettono una acquisizione delle immagini molto rapida, il computer consentirà al radiologo tutte le ricostruzioni possibili senza sottoporre il paziente a dosi di radiazioni ionizzanti elevate.
In questi due casi la ricostruzione sagittale è utile per la diagnosi di sinusite odontogena. Si apprezzano segni di infezione osteitica sui contorni di una radice che aggetta (come spesso accade) nel seno mascellare.
Per il chirurgo oltre lo studio dettagliato dell’estensione della patologia che richiede un intervento, sono di fondamentale importanza alcune strutture che la TAC correttamente eseguita permette di identificare con precisione.
La Tac dei seni paranasali deve essere eseguita con modalità ben precise. L’esecuzione ad alta risoluzione e con ricostruzioni a sezioni sottili ed in più proiezioni è indispensabile per mettere in evidenza tutti i dettagli anatomici importanti.
Il mancato controllo della sintomatologia dopo terapia farmacologica suggerisce un percorso terapeutico differente, in questo caso la TC del massiccio facciale in tre proiezioni e senza mezzo di contrasto rappresenta un passaggio necessario.
La TC è fondamentale per lo studio di rinosinusiti caratterizzate da varianti anatomiche delle vie drenaggio dei seni paranasali. In questi casi la sintomatologia può anche non caratterizzarsi dalla presenza di muco, ma, per esempio, da dolori facciali acutizzati da sbalzi pressori (atterraggio in aereo o escursioni subacquee).
Trattamento della Rinosinusite Cronica
ll trattamento della rinosinusite cronica è finalizzato a ridurre l'infiammazione e a favorire il drenaggio del muco lungo la corretta via.
La chirurgia endoscopica rinosinusale (FESS) si esegue in anestesia generale per ridurre il discomfort del paziente. In alcuni casi selezionati, la programmazione può essere in regime di day surgery, ovvero senza ricovero di una notte.
L’obiettivo della chirurgia è quello di ristabilire il corretto drenaggio mucoso fra naso e seni paranasali allargando gli spazi di transizione fra questi due ambienti. Al termine della procedura si posiziona una medicazione nasale che limita il gocciolamento di sangue evitando di norma il tampone nasale.
Nelle forme complesse di rinosinusite cronica senza o con poliposi nasale la chirurgia rappresenta uno step, spesso necessario, del trattamento.
Il trattamento propriamente detto è completamente indolore perché viene effettuato in anestesia locale. Dopo gli interventi sul setto nasale e sui turbinati il paziente proverà per alcuni giorni un fastidio paragonabile a quello di un forte raffreddore. In generale non si utilizzano tamponamenti se non batuffoli di cotone.
Qualora il tamponamento dovesse essere necessario, verranno inseriti nelle narici delle piccole e morbide spugne (Merocel®), che saranno rimosse entro 24 ore.
Le complicazioni sono scarse e poco pericolose, per lo più emorragie che di solito si arrestano spntaneamente e richiedono assai di rado un tamponamento nasale.
Gli interventi sul naso richiedono in genere due sedute (una per ciascuna narice, a distanza di 2-3 settimane). Il trattamento LAUP viene effettuato in una seduta successiva. Il tasso di riuscita dell’intervento è tra l’80% ed il 90%.
La maggior parte delle reazioni secondarie consiste in dolori più o meno forti durante la deglutizione con senso di corpo estraneo in gola. Durante la prima settimana sovente il paziente deve nutrirsi esclusivamente di alimenti leggeri, liquidi, frullati o passati e comunque molto morbidi.
Per qualche giorno sono da evitare attività pesanti svolte in ambienti molto caldi o molto freddi, così come lavori in ambienti polverosi.
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Servizi Specializzati
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- Cone beam (radiologia odontoiatrica digitale)
- TAC
- Risonanza magnetica
- Ecografia
- Ecocolordoppler
Esempi di Costi di Alcuni Esami
| Esame | Costo |
|---|---|
| MOC Femorale e Lombare | Da € 75 a € 60 |
| Mammografia con Tomosintesi 3D | Da € 130 a € 100 |
| Tac Torace | Da € 200 a € 120 |
| Angio tac singolo distretto | Da € 350 a € 180 |
| Total Body | Da € 430 a € 360 |
| RM ATM | Da € 200 a € 160 |
| RM Colonna Vertebrale | Da € 300 a € 240 |
| Visita SenologicaEcografia MammariaMammografia con tomosintesi 3D | Da € 180 a € 120 |
| Ecografia Addome Completo | Da € 120 a € 96 |
| Ecografia Mammaria | Da € 75 a € 56 |
| Ecodoppler Arti Inferiori | Da € 100 a € 80 |
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