La Risonanza Magnetica (RM) dell’addome, superiore o inferiore, è un esame diagnostico che consente di studiare gli organi addominali come fegato, intestino, vie biliari, pancreas, reni, milza, ghiandole surrenali, utero, ovaie, vescica e prostata. Questa tecnica di imaging avanzata, non invasiva e indolore, utilizza campi magnetici e onde a radiofrequenza per produrre immagini estremamente dettagliate, tridimensionali e ad alta definizione, senza l’impiego di radiazioni ionizzanti (come i raggi X).
Che cos'è la Risonanza Magnetica?
Utilizzata a partire dai primi anni ’80, permette di visualizzare gli organi interni e lo scheletro, ed è fondamentale anche per monitorare l’evoluzione di condizioni patologiche già diagnosticate. Viene usata per lo studio della patologia muscolo-scheletrica e del sistema nervoso (cervello, midollo spinale e nervi periferici).
Come Funziona la RM
Per effettuare la RM addome, il paziente viene invitato a sdraiarsi in posizione generalmente supina su un lettino che scorre all’interno di un cilindro cavo, aperto a entrambe le estremità. La tecnologia contiene un potente magnete che crea un campo magnetico costante. Speciali bobine presenti nel macchinario, durante l’esame, emettono onde radio simili a quelle usate dalle trasmissioni radiotelevisive, che interagiscono con il corpo. Nel suo percorso, il campo magnetico allinea gli atomi sensibili al suo effetto. Gli spostamenti indotti dal campo magnetico e dalle onde a radiofrequenza usati per eseguire l’esame fanno sì che gli atomi emettano deboli segnali di risonanza, che vengono captati, registrati e trasformati in segnale digitale.
L’indagine dura in genere circa 30-45 minuti.
L’introduzione dei recenti sviluppi della risonanza ha anche permesso di rendere la diagnostica di alcune patologie meno invasiva.
Alcune strutture dispongono di apparecchiature per risonanza aperte sui lati, riducendo il senso di claustrofobia e di ansia generato in alcune persone.
Chi Prescrive la Risonanza Magnetica?
La RM è un esame con obbligo di prescrizione medica, anche quando viene svolta in regime di solvenza (a pagamento). Può essere prescritta dal medico di medicina generale oppure dallo specialista. Nel caso in cui sia una prestazione in regime di servizio sanitario nazionale è necessario presentare l’impegnativa su ricetta elettronica.
Quando è Necessario il Mezzo di Contrasto?
La RM all’addome può essere eseguita con o senza l’impiego di un mezzo di contrasto. La RM all’addome viene utilizzata per studiare fegato, reni, pancreas, milza e vescica e richiede spesso l’utilizzo del mezzo di contrasto.
Somministrata endovena, questa sostanza paramagnetica consente una visualizzazione più nitida delle aree interessate dall’esame.
È una risonanza magnetica che prevede anche l’iniezione di un mezzo di contrasto in vena. Si tratta di una particolare sostanza paramagnetica (chelati del Gadolinio) che si distribuisce nei vasi e negli organi, alterando temporaneamente le proprietà molecolari delle strutture in cui vanno a localizzarsi, modificando il segnale e quindi l’immagine della risonanza magnetica.
Queste sostanze, si distribuiscono nei vasi e negli organi in maniera simile ai mezzi di contrasto iodati utilizzati per la tomografia computerizzata (TC). Le molecole di gadolinio alterano temporaneamente le proprietà molecolari all’interno del campo magnetico delle strutture in cui vanno a localizzarsi modificando il segnale e quindi l’immagine della risonanza magnetica.
Preparazione alla Risonanza Magnetica con Mezzo di Contrasto
Tutti coloro che devono sottoporsi alla risonanza con mezzo di contrasto devono eseguire un dosaggio della creatinina nel sangue prima dell’esame. Questo parametro è un indicatore dell’efficienza della funzione renale. Il gadolinio può avere azione nefrotossica nei pazienti con insufficienza renale.
Non è indispensabile una preparazione specifica per l’esecuzione della risonanza con mezzo di contrasto.
- Osservare un digiuno completo nelle ultime 6 ore che precedono l'esame.
Cosa Indossare e Oggetti da Rimuovere
Generalmente le persone che devono sottoporsi alla risonanza magnetica vengono invitate a spogliarsi per indossare un camice e dei calzari monouso forniti dalla struttura sanitaria.
E' consigliabile indossare indumenti comodi, camicia o maglietta con maniche larghe, che si possano alzare facilmente in caso debba essere fatta un’iniezione con il mezzo di contrasto.
Prima di fare l’esame occorre togliere gioielli, reggiseno, piercing, fermagli per capelli, cinture, occhiali, orologio, apparecchi per l'udito, protesi dentarie mobili, cinti sanitari, busti...Inoltre, non si possono portare nel macchinario cellulari, carte di credito o altre tessere magnetiche. Si consiglia di indossare indumenti senza bottoni automatici, chiusure lampo o altre parti metalliche.
Tutto ciò che è metallico e ferromagnetico non può entrare nella risonanza magnetica perché si può riscaldare, si può dislocare, cioè può spostarsi perché attratto dal magnete dell’apparecchiatura, oppure può interferire con l'acquisizione delle immagini impedendo alle onde a radiofrequenza di penetrare nell’area del corpo da esaminare.
In alcuni centri viene fatto indossare un camice al posto dei vestiti per cautela e per evitare che la persona entri nel macchinario con indumenti che contengono comunque metallo (per esempio con ganci o chiusure metalliche che la persona si dimentica di avere).
Trucco e Tatuaggi
E’ possibile che venga richiesto anche di rimuovere i cosmetici dal viso e dagli occhi, perché alcuni trucchi potrebbero contenere metallo. La presenza di tatuaggi estesi può essere valutata dal medico, per la possibile presenza di sostanze metalliche. Per esempio tatuaggi vecchi possono rischiare il riscaldamento e l’ustione perché andavano nel profondo del derma e venivano fatti con sostanze che contenevano particelle metalliche in genere ferrose.
Rumore e Sensazione di Chiusura
Un problema potrebbe però essere rappresentato dal rumore prodotto dal macchinario durante l’esecuzione. Un’altra criticità è legata alla sensazione di claustrofobia scatenata dal fatto di dovere stare all’interno del dispositivo per un intervallo di tempo relativamente lungo, sebbene oggi lo spazio a disposizione sia maggiore rispetto a quello delle vecchie apparecchiature.
In alcune strutture il personale fornisce al paziente dei tappi per le orecchie o delle cuffie attraverso cui ascoltare musica, che copre il suono dell’apparecchiatura. Non è, invece, consentito portare apparecchi propri. In casi particolari, il medico propone una leggera sedazione.
Rischi e Controindicazioni
I medici sono concordi nell’affermare che l’esame RM non comporti reali rischi per i pazienti che si sottopongono a questo tipo di accertamento. Anche per le donne in attesa, non esistono particolari problemi nello svolgimento dell’esame dopo i primi tre mesi dall’inizio della gravidanza.
La risonanza magnetica con contrasto è una procedura diagnostica sicura per la maggior parte delle persone.
L'avvertenza principale riguarda gli individui con preesistente reazione al mezzo di contrasto paramagnetico.
Esistono diversi tipi di mezzo di contrasto, lineari o macrociclici, a seconda del complesso chelante. Tuttavia, l’Agenzia Europea dei Medicinali ha vietato l’uso di quelli lineari, in via precauzionale nonostante non vi siano stati segni clinici di tossicità ma solo problemi di stabilità.
Effetti Collaterali del Mezzo di Contrasto
Per la maggior parte dei pazienti, l'iniezione del mezzo di contrasto è indolore e non provoca alcun tipo di malessere particolare; per una minoranza dei pazienti, invece, è associata a sensazioni/disturbi temporanei, come per esempio: brividi di freddo, nausea, mal di testa e/o vomito. Gli effetti più consistenti del mezzo di contrasto sono in atto nelle prime ore che seguono l'iniezione; dopodiché si assiste a una loro graduale attenuazione.
Tra gli effetti avversi lievi si registrano principalmente: mal di testa, nausea e/o vertigini. Lievi reazioni possono comparire nell’immediato oppure fino a una settimana dal momento dell’esame. Sono effetti solitamente leggeri che si risolvono anche senza trattamento.
Il rischio di reazione al gadolinio dipende da una predisposizione personale del soggetto.
In passato sono state emesse rarissime segnalazioni di farmacovigilanza relativamente ad una malattia, la fibrosi nefrogenica sistemica, in persone con grave insufficienza renale in seguito all’uso di alcuni mezzi di contrasto con gadolinio.
Possibili rischi includono:
- Moderata reazione allergica al gadolinio.
- Severa reazione allergica al gadolinio.
- Fibrosi nefrogenica sistemica (rara).
- Ritenzione di gadolinio nei tessuti (in rari casi).
Controindicazioni all'uso del Mezzo di Contrasto
L’esame di risonanza magnetica con mezzo di contrasto è controindicato per chi ha avuto manifestazioni allergiche gravi dopo precedenti somministrazioni di mezzo di contrasto oppure per chi ha malattie allergiche acute in atto. In questi casi, il neurologo valuterà come procedere e potrà proporre alla persona altre metodologie di indagine.
Se una persona ha avuto manifestazioni allergiche lievi o moderate dopo una precedente somministrazione di mezzo di contrasto, oppure se ha in atto reazioni allergiche come l’orticaria, o una rinite allergica non controllata da antistaminici o steroidi in spray nasali, è considerata a rischio per il mezzo di contrasto. Dovrà quindi, se è necessario fare l’esame con mezzo di contrasto, assumere dei farmaci prima dell’esame, che riducano il rischio di reazione allergica.
Se la persona non ha mai avuto allergie, oppure ha avuto precedenti reazioni allergiche a farmaci, ma NON dopo la somministrazione precedente di mezzo di contrasto, può fare la risonanza con mezzo di contrasto, perché non c’è controindicazione all’effettuazione dell’esame.
Gravidanza e Allattamento
La gravidanza rappresenta una controindicazione relativa alla risonanza magnetica con contrasto. E' prudente non far fare la risonanza magnetica alle donne in gravidanza, in particolare nel primo trimestre di gravidanza, anche se non è stata comprovata la sensibilità dell'embrione ai campi magnetici e di radiofrequenza utilizzati per queste indagini. In genere è quindi preferibile non fare la risonanza magnetica a donne incinta soprattutto nei primi mesi, a meno che ci siano situazioni di pericolo per la vita della madre.
Sulla base di attendibili ricerche scientifiche, i medici affermano che l'allattamento al seno non rappresenta in alcun modo una controindicazione alla risonanza magnetica con mezzo di contrasto al gadolinio. Per le donne che allattano è consigliabile raccogliere e conservare il proprio latte prima dell’esame, e sospendere l’allattamento al seno nelle 24 ore successive all’esame, in quanto il mezzo di contrasto potrebbe passare nel latte, in piccole quantità.
Condizioni in cui la RM potrebbe essere controindicata
Ci sono condizioni in cui la risonanza magnetica non si può fare, in particolare se si ha:
- Pace maker o defibrillatore interno (a meno che non siano compatibili e con l'approvazione del cardiologo).
- Protesi oculari magnetiche.
- Stimolanti di crescita ossea.
Altre Considerazioni
Prima dell’esame viene richiesto di compilare un foglio con domande sulle condizioni che non permettono di fare la risonanza magnetica, e quelle per cui è necessario avere il parare del medico, o del radiologo. Tutte queste domande vengono comunque ripetute dall’operatore prima dell’esame. E’ importante leggere il foglio informativo che viene consegnato prima di fare l’esame, e chiedere le cose non chiare o i dubbi che si hanno al neurologo e all’operatore al momento della prenotazione o dell'esame.
Dopo essersi privato di qualsiasi oggetto e indumento con parti metalliche e aver risposto alle ultime domande pre-esame, il paziente deve stendersi, in posizione supina, su un apposito lettino scorrevole, che servirà a immetterlo all'interno dell'apparecchiatura diagnostica.
A guidare e assistere il paziente durante l'accomodamento sul lettino, è un tecnico di radiologia, il quale, subito dopo, provvede anche a fornirgli tutte le possibili comodità (es: cuscini, coperte, tappi per le orecchie ecc.) e a dargli le ultime istruzioni fondamentali al corretto svolgimento dell'esame. La presenza di un sistema di comunicazione garantisce un controllo completo della situazione e la possibilità, a chi si sta sottoponendo alla procedura, di riferire eventuali malesseri o problematiche.
Come una risonanza magnetica convenzionale, anche la risonanza magnetica con contrasto è rumorosa.
Dopo l'Esame
Una volta terminata la risonanza magnetica con contrasto, un incaricato del personale medico aiuta il paziente a scendere dal lettino e a rimettersi in piedi; dopodiché, lo invita a rivestirsi e a seguirlo in un'apposita sala d'attesa dell'ospedale (o della clinica), dotata di ogni comfort.
Le immagini prodotte durante la scansione vengono valutate da un radiologo (un medico specializzato nell'interpretazione nella diagnostica per immagini) ed eventualmente discusse con altri specialisti che lo supportano nell’interpretazione delle immagini nel contesto del quadro clinico del paziente. Alcune strutture consentono di scaricare il referto direttamente dal portale, quando disponibile.
Anche se accompagnata da un referto scritto, è bene non trarre conclusioni sui risultati autonomamente, ma rivolgersi tempestivamente al medico che l’ha prescritta per l’interpretazione delle immagini.
Dopo l'esame, è possibile porre domande al personale di accettazione dell'ospedale quando si prenota l'esame su cosa mangiare, quali preparazioni fare, quali farmaci smettere di prendere, se bere acqua o fare sport. Il foglio informativo che viene consegnato prima di fare l'esame è altrettanto importante per sapere come meglio prepararsi. Le indicazioni variano da centro a centro, in base alle procedure, al macchinario, e alla pratica operativa di ciascun centro.
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