Risonanza Magnetica Cervicale: Cosa Evidenzia?

La risonanza magnetica cervicale costituisce ancora oggi una delle tecniche più all’avanguardia quando si parla di esami diagnostici. A questo punto appare chiaro di come questo tipo di esame sia estremamente versatile e utile in tanti ambiti della medicina.

Come Funziona la Risonanza Magnetica

Un magnete di grandi dimensioni produce un campo magnetico di notevole potenza (anche circa 15.000 volte maggiore di quello terrestre) che manipola gli atomi di idrogeno del corpo. Non in pochi confondono il funzionamento della risonanza magnetica con quello della TAC. Quest’ultima sfrutta i raggi X, i quali si attenuano in maniera diversa a seconda del tessuto colpito, fornendo alla fine un’immagine in un apposito rilevatore chiamato detettore.

Il macchinario che viene utilizzato per la risonanza magnetica ha dimensioni notevoli, si parla di un cilindro lungo 150 cm e largo 70 cm. Nel caso della risonanza magnetica cervicale, si utilizza un apposito scanner concavo ubicato nel lettino. Al paziente viene chiesto di rimanere immobile per 30 minuti all’interno del cilindro in modo da ottenere le immagini che in una fase successiva saranno l’oggetto della diagnosi.

In linea generale, la risonanza magnetica è un esame molto efficace e versatile in tanti ambiti della medicina proprio perché permette di vedere in maniera chiara i tessuti molli e i tessuti duri che compongono il nostro corpo.

Cosa Evidenzia la Risonanza Magnetica Cervicale

Si usa quindi per verificare la presenza di ernie o discopatie cervicali, oppure di problemi di altra natura. In particolare, la risonanza magnetica cervicale fornisce immagini dettagliate delle vertebre del tratto cervicale, del midollo e dei dischi della colonna vertebrale. Ecco alcune delle condizioni che può evidenziare:

  • Ernie del disco: Il prolasso discale consiste nella rottura di un disco vertebrale che aprendosi causa la fuoriuscita del materiale del nucleo polposo del disco comprimendo i nervi circostanti della colonna vertebrale.
  • Lesioni del midollo spinale: Il midollo spinale è tra i soggetti più comuni studiati tramite la risonanza magnetica cervicale. Grazie a questa tipologia di esame vengono individuate le lesioni del midollo che a loro volta possono derivare da patologie come la sclerosi multipla. Essa, è una patologia autoimmune demielinizzante, poiché attacca la guaina mielinica dei neuroni ostacolando la comunicazione tra gli stessi.
  • Tumori: La tecnica diagnostica di risonanza magnetica cervicale viene prescritta anche per la stadiazione e la valutazione della risposta al trattamento di alcuni tipi di tumore.

Sicurezza e Controindicazioni

Tutti i tipi di risonanza magnetica sono assolutamente indolore e non costituiscono alcuna fonte di pericolo per il paziente. Uno dei vantaggi di questo esame è che il paziente non viene esposto a radiazioni ionizzanti come per esempio i raggi X. Proprio per questo si può definire la risonanza magnetica cervicale un esame sicuro e senza molte controindicazioni.

Inoltre, per i pazienti più claustrofobici, occorre precisare che la testa non viene ingabbiata durante la risonanza magnetica cervicale poiché viene applicato uno strumento atto a non coprire il viso. La testa non viene “ingabbiata” ma viene semplicemente posizionata una bobina ricetrasmittente intorno alla cervicale senza che il viso venga coperto.

La presenza all’interno del corpo di schegge e frammenti metallici può costituire un problema durante la risonanza magnetica, dunque, sta al team medico valutare e ben ponderare se è necessario effettuare ugualmente questa tecnica. Anche tutti coloro che sono portatori di dispositivi metallici per uso medico devono essere sottoposti ad un esame precedente in modo da stabilire la compatibilità di queste protesi con la risonanza magnetica. La presenza di pacemaker cardiaci o di protesi del cristallino deve essere attentamente valutata dal medico radiologo prima dell’esecuzione del seguente esame. In genere, quest’ultimo non è indicato per tutti i possessori di pacemaker, mentre per coloro i quali sono dotati di una protesi del cristallino è richiesta una apposita documentazione circa la compatibilità.

Una conseguenza della risonanza magnetica è l’aumento della temperatura corporea del paziente. La maggior parte degli studi della colonna cervicale con risonanza magnetica non richiede la somministrazione del mezzo di contrasto. Il giorno dell’esame non è necessario sospendere l’assunzione di farmaci in uso. Viene chiesto al paziente di assumere e mantenere più posizioni per poi ottenere solitamente due immagini.

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