La Risonanza Magnetica (RM) è una tecnica diagnostica non invasiva che fornisce immagini dettagliate del corpo umano utilizzando campi magnetici, senza esporre il paziente a radiazioni ionizzanti. Permette di visualizzare soprattutto gli organi interni, insieme allo scheletro e alle articolazioni, fornendo un’immagine tridimensionale delle parti interne del corpo.
La risonanza magnetica viene sfruttata in numerosi campi di studio, come la neurologia, la neurochirurgia, l’urologia, la traumatologia, l’ortopedia, la gastroenterologia, la cardiologia e l’oncologia. In oncologia, viene utilizzata per la diagnosi, la stadiazione e la valutazione della risposta al trattamento di diversi tipi di cancro.
Risonanza Magnetica con Mezzo di Contrasto
La risonanza magnetica con mezzo di contrasto si distingue dalla tradizionale risonanza magnetica per l’utilizzo di un liquido chiamato “mezzo di contrasto” iniettato per via endovenosa. I mezzi di contrasto più noti e utilizzati sono quelli a base di gadolinio, un metallo delle terre rare, disciolto in una soluzione acquosa. Tra i meno usati e conosciuti, si segnalano quelli a base di ossido di ferro e quelli a base di manganese.
L’utilizzo del mezzo di contrasto durante una risonanza magnetica rappresenta un importante strumento diagnostico per lo studio di patologie neoplastiche e infiammatorie. Le sue proprietà e la sua distribuzione nell’organismo permette infatti di ottenere immagini ancora più dettagliate e precise, in particolare di vasi e lesioni, anche di natura tumorale, facilitando la loro visualizzazione e caratterizzazione.
Di norma, l'iniezione del mezzo di contrasto avviene in una vena del braccio, mediante siringa, e ha una durata compresa tra i 10 e i 30 secondi. Per la maggior parte dei pazienti, l'iniezione del mezzo di contrasto è indolore e non provoca alcun tipo di malessere particolare; per una minoranza dei pazienti, invece, è associata a sensazioni/disturbi temporanei, come per esempio: brividi di freddo, nausea, mal di testa e/o vomito. Gli effetti più consistenti del mezzo di contrasto sono in atto nelle prime ore che seguono l'iniezione; dopodiché si assiste a una loro graduale attenuazione.
La durata della risonanza magnetica con mezzo di contrasto dipende dalla zona da esaminare. In genere, l’esame dura dai 30 ai 60 minuti.
Preparazione all'Esame
Osservare un digiuno completo nelle ultime 6 ore che precedono l'esame. Prima di sottoporsi all’esame, il paziente deve togliere qualsiasi oggetto e indumento con parti metalliche. Dopo essersi privato di qualsiasi oggetto e indumento con parti metalliche e aver risposto alle ultime domande pre-esame, il paziente deve stendersi, in posizione supina, su un apposito lettino scorrevole, che servirà a immetterlo all'interno dell'apparecchiatura diagnostica.
A guidare e assistere il paziente durante l'accomodamento sul lettino, è un tecnico di radiologia, il quale, subito dopo, provvede anche a fornirgli tutte le possibili comodità (es: cuscini, coperte, tappi per le orecchie ecc.) e a dargli le ultime istruzioni fondamentali al corretto svolgimento dell'esame. La presenza di un sistema di comunicazione garantisce un controllo completo della situazione e la possibilità, a chi si sta sottoponendo alla procedura, di riferire eventuali malesseri o problematiche.
Controindicazioni della Risonanza Magnetica
La risonanza magnetica è un esame del tutto sicuro, perché l’assenza di radiazioni ionizzanti la rende innocua per l’organismo ed adatta anche per essere ripetuta in un breve arco di tempo. Prima di sottoporsi a questo tipo di procedura è opportuno compilare un breve questionario insieme al medico o al personale addetto, in modo da accertarsi che non vi siano fattori che possano causare controindicazioni.
Controindicazioni Assolute
- Pacemaker cardiaci e neurostimolatori: La risonanza magnetica non può essere effettuata su pazienti portatori di pacemaker cardiaco e di neurostimolatori, poiché i campi magnetici prodotti dall’apparecchiatura potrebbero alterare il loro funzionamento.
- Strutture metalliche interne: La risonanza magnetica non può essere effettuata su pazienti portatori di strutture metalliche quali, ad esempio, protesi, viti, valvole cardiache, che siano state inserite nel corpo in seguito a importanti interventi chirurgici. In caso contrario, il campo magnetico potrebbe provocarne lo spostamento in altra sede e/o alterarne il funzionamento.
Controindicazioni Relative
- Protesi metalliche fisse: In presenza di protesi metalliche fisse (anca o ginocchio), di chiodi e viti per frattura o di protesi dentarie, la risonanza magnetica può essere effettuata a seconda di qual è la parte del corpo da esaminare e dal tipo di materiale di cui è composta la protesi.
- Claustrofobia: La risonanza magnetica è sconsigliata nel caso in cui il paziente soffra di claustrofobia.
- Gravidanza: Per le pazienti in stato di gravidanza l’esame è sconsigliato nei primi tre mesi di gestazione e in ogni caso deve essere eseguito solo dietro precisa indicazione specialistica.
- Allattamento: Sulla base di attendibili ricerche scientifiche, i medici affermano che l'allattamento al seno non rappresenta in alcun modo una controindicazione alla risonanza magnetica con mezzo di contrasto al gadolinio.
- Contraccettivi intrauterini (spirale): Le donne che utilizzano mezzi contraccettivi intrauterini, come la spirale, devono accertarsi, una volta effettuata la risonanza magnetica, che il dispositivo non abbia subito spostamenti.
Reazioni Allergiche e Rischi del Mezzo di Contrasto
- Allergie note al mezzo di contrasto: Le principali controindicazioni riguardano allergie note al mezzo di contrasto.
Tra gli effetti avversi lievi si registrano principalmente: mal di testa, nausea e/o vertigini. Moderata reazione allergica al gadolinio. Severa reazione allergica al gadolinio.
Altri rischi includono:
- Fibrosi nefrogenica sistemica: È una rara condizione morbosa altamente debilitante, che risulta dalla formazione di tessuto cicatriziale sulla cute, sulle articolazioni, sugli occhi e sugli organi interni.
- Ritenzione di gadolinio nei tessuti: È un fenomeno che, secondo alcune ricerche, riguarderebbe un 1% della dose di gadolinio iniettata. Sempre in base alle medesime ricerche, i tessuti più colpiti sarebbero il tessuto osseo e il tessuto cerebrale.
Tipologie di Macchinari per Risonanza Magnetica
Esistono diverse tipologie di macchinari per risonanza magnetica, ognuna con caratteristiche specifiche:
- Risonanza Magnetica ad Alto Campo 1.5 Tesla: Sfrutta i vantaggi della tecnologia digitale in termini di qualità e velocità, offrendo immagini di elevata qualità.
- Risonanza Magnetica Aperta ad Alto Campo 1.2 Tesla: Adatta a pazienti claustrofobici, bambini, persone sovrappeso o anziani, grazie alla sua struttura aperta.
- Risonanza Magnetica ad Alto Campo 3 Tesla: Offre immagini di elevato dettaglio anatomico, permettendo di studiare strutture molto piccole e riconoscere alterazioni tissutali ai primi stadi.
- Risonanza Magnetica O-Scan: Specifica per la diagnosi degli arti e per la RM mammella.
Risonanza Magnetica Aperta
La risonanza magnetica aperta si differenzia da quella risonanza tradizionale chiusa perché non prevede il posizionamento del paziente all’interno di un tubo chiuso. Non provoca i tipici rimbombi sonori e quindi è più silenziosa della RM chiusa, e il magnete si posiziona solo in corrispondenza della parte del corpo da valutare.
I vantaggi rispetto alla RM chiusa riguardano soprattutto l’aspetto psicologico e il comfort del paziente. Infatti, la stanza dedicata all’esame è più piccola e confortevole, il paziente affronta l’esame con minore disagio dal momento che non c’è la componente “claustrofobica” causata dal tubo. Per questi motivi, la RM aperta è adatta a bambini, o alle persone che soffrono di disturbi di panico o ansia, ma anche a persone sovrappeso, obese e anziani.
Durante l’esecuzione dell’esame vengono garantiti al paziente sia la vista al di fuori del magnete che la possibilità per un accompagnatore di restare vicino al paziente (estremamente utile in caso di pazienti non autosufficienti). In aggiunta, grazie all’umanizzazione degli spazi tramite cromoterapia e pannelli naturalistici retroilluminati, l’apparecchiatura abbina un elevato potere diagnostico a un bassissimo impatto claustrofobico.
Sicurezza e Precauzioni
La risonanza magnetica è una procedura diagnostica sicura per la maggior parte delle persone. Tuttavia, è fondamentale:
- Informare il medico di eventuali protesi metalliche, pacemaker o altri dispositivi impiantati.
- Comunicare eventuali allergie note al mezzo di contrasto.
- Segnalare la presenza di claustrofobia o altri disturbi che potrebbero causare ansia durante l'esame.
- Rimuovere tutti gli oggetti metallici prima dell'esame.
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