Risonanza Magnetica: Cos'è e a Cosa Serve

La Risonanza Magnetica (RM) è un esame diagnostico avanzato che permette di ottenere immagini dettagliate degli organi interni, dei tessuti molli e delle strutture ossee, senza l’uso di radiazioni ionizzanti.

Questo esame si basa su un campo magnetico potente e onde di radiofrequenza, che interagiscono con le molecole del corpo per creare immagini ad alta definizione.

Che cos'è la risonanza magnetica?

La risonanza magnetica è una metodica diagnostica non invasiva che utilizza radiazioni elettromagnetiche totalmente innocue per l’organismo.

Il segnale che si ottiene dalle radiazioni viene elaborato da un computer in grado di visualizzare sullo schermo la corrispondente immagine su vari piani del corpo umano. Tale immagine può essere poi elaborata e riversata su CD.

A cosa serve?

La risonanza magnetica consente di visualizzare la colonna vertebrale, le articolazioni e gli organi interni del paziente.

Viene utilizzata per diagnosticare una grande varietà di patologie, tra le quali:

  • sospette alterazioni della colonna vertebrale;
  • patologie dell’apparato muscolare e osteo-articolare;
  • patologie del sistema nervoso centrale e periferico;
  • patologie del sistema cardio-vascolare;
  • patologie delle ghiandole mammarie;
  • patologie del distretto uro-genitale;
  • patologie dell’apparato gastro-intestinale.

La risonanza magnetica cardiaca

La struttura di Città di Lecce Hospital è equipaggiata con il sistema di RM MAGNETOM Sola, che consente di eseguire esami all’avanguardia, come l’imaging multiparametrico della prostata e la cardio-RM avanzata.

Come si svolge la risonanza?

Per essere sottoposto alla risonanza magnetica il paziente deve indossare un camice fornito dal personale e distendersi su un lettino scorrevole che viene posizionato all’interno di un cilindro cavo, aperto a entrambe le estremità, costituito da un potente magnete dentro cui vengono irradiati fasci di onde radio.

Durante tutta la durata dell’esame, il paziente dovrà restare fermo e rilassato mentre il lettino scorre avanti e indietro per consentire l’analisi della parte interessata da parte dei macchinari.

Poiché l’emissione delle onde radio provoca una serie di rumori forti e secchi, che potrebbero risultare fastidiosi, vengono forniti degli appositi auricolari che il paziente dovrà indossare.

L’esame può durare dai 20 ai 60 minuti, a seconda della parte del corpo da esaminare e del tipo di indagine richiesta. È importante restare immobili durante la scansione per garantire immagini nitide.

La durata della risonanza magnetica varia a seconda delle parti del corpo che devono essere esaminate. Si oscilla fra i 20 minuti necessari per uno studio del cranio, ai 60 minuti necessari per studi più complessi.

In alcuni casi, può essere necessario l’uso di un mezzo di contrasto, generalmente a base di gadolinio, per migliorare la visibilità di determinati tessuti o anomalie.

Norme di preparazione

Non occorre alcuna preparazione per fare la RM senza contrasto. Nel caso della risonanza magnetica con contrasto, invece, è necessario il digiuno.

Controindicazioni e rischi

La risonanza magnetica è un esame innocuo e indolore che non presenta rischi a patto che vengano rispettati alcune precauzioni. Vediamo, nei dettagli, quali sono.

Pazienti con pacemaker cardiaco, neurostimolatori e protesi

La risonanza magnetica non può essere effettuata su pazienti portatori di pacemaker cardiaco, di neurostimolatori, di strutture metalliche quali, ad esempio, protesi, viti, valvole cardiache, che siano state inserite nel corpo in seguito a importanti interventi chirurgici. In caso contrario, il campo magnetico potrebbe provocarne lo spostamento in altra sede e/ alterarne il funzionamento.

In presenza di protesi metalliche fisse (anca o ginocchio), di chiodi e viti per frattura o di protesi dentarie, la risonanza magnetica può essere effettuata a seconda di qual è la parte del corpo da esaminare, che deve necessariamente trovarsi lontano dalle protesi che disturbano l’immagine, e dal tipo di materiale di cui è composta la protesi.

Pazienti claustrofobici

La risonanza magnetica è sconsigliata nel caso in cui il paziente soffra di claustrofobia.

Pazienti in stato di gravidanza e allattamento

Per le pazienti in stato di gravidanza l’esame è sconsigliato nei primi tre mesi di gestazione e in ogni caso deve essere eseguito solo dietro precisa indicazione specialistica, ad esempio per la valutazione di fratture per cui risulti controindicato l’esame radiografico (bacino).

Nei casi in cui per effettuare la risonanza magnetica sia necessario iniettare un mezzo di contrasto, le donne che allattano dovrebbero raccogliere prima dell’esame il latte occorrente per le 24 ore successive alla risonanza.

Pazienti che utilizzano contraccettivi intrauterini (spirale)

Le donne che utilizzano mezzi contraccettivi intrauterini, come la spirale, devono accertarsi, una volta effettuata la risonanza magnetica, che il dispositivo non abbia subito spostamenti sotto l'effetto dei campi magnetici prodotti nel corso dell'esame.

Rischi dell'esame

Una volta attuate tutte le precauzioni che abbiamo indicato nel paragrafo precedente, l’unico rischio connesso alla risonanza magnetica è costituito dalla possibilità di reazione allergica alla sostanza eventualmente utilizzata come mezzo di contrasto.

La reazione allergica può manifestarsi con sintomi lievi (nausea, vomito e prurito). In casi eccezionali possono verificarsi reazioni più gravi, rischio che aumenta se si è affetti da gravi disfunzioni renali, delle quali è sempre consigliabile avvertire il personale.

La paura di "essere chiusi dentro"

Capita che ci venga chiesto se, in Auxologico, disponiamo di apparecchiature “aperte” per la Risonanza magnetica.

Non esistono RM completamente aperte (e in realtà non esistono più neppure RM chiuse): la paura di essere chiusi in uno stretto tubo è un retaggio che la Risonanza Magnetica si trascina dalle prime macchine, che risalgono a oltre 20 anni fa.

La risonanza magnetica è un’indagine sicura e del tutto innocua per l’organismo umano.

Quando quest’ultimo viene disattivato, gli atomi tornano al loro orientamento naturale, cedendo l’energia accumulata ed emettendo un segnale.

Il pace-maker cardiaco è tutt’oggi annoverato tra le controindicazioni assolute all’esecuzione di risonanze magnetiche.

Recentemente, si è iniziato ad impiantare pace-maker compatibili col campo magnetico.

Dipende dal tipo di esame che si deve effettuare. Il campo magnetico determina, infatti, un aumento della temperatura corporea soprattutto quando il corpo del paziente si trova totalmente o quasi interamente all’interno del magnete.

Le linee guida più recenti, concordate in seguito ad un gruppo di lavoro istituito dalla ASL (Azienda Sanitaria Locale), hanno portato a definire che è possibile sottoporre a risonanza magnetica pazienti portatori di protesi del cristallino successive all’anno 1985.

Come prepararsi alla risonanza magnetica?

La risonanza magnetica è un esame radiologico che utilizza campi magnetici e onde a radiofrequenza per acquisire immagini di parti del corpo. Può essere accompagnata dall’iniezione in vena del gadolinio, mezzo di contrasto che permette di evidenziare eventuali lesioni attive nel sistema nervoso centrale.

L’esame può durare da 30 minuti a un’ora circa, a seconda della zona interessata, del macchinario, delle procedure previste dal centro.

E' consigliabile indossare indumenti comodi, camicia o maglietta con maniche larghe, che si possano alzare facilmente in caso debba essere fatta un’iniezione con il mezzo di contrasto.

Non è necessario andare accompagnati.

Via tutti gli oggetti metallici

Prima di fare l’esame occorre togliere gioielli, reggiseno, piercing, fermagli per capelli, cinture, occhiali, orologio, apparecchi per l'udito, protesi dentarie mobili, cinti sanitari, busti...

Inoltre, non si possono portare nel macchinario cellulari, carte di credito o altre tessere magnetiche.

Si consiglia di indossare indumenti senza bottoni automatici, chiusure lampo o altre parti metalliche.

Perché vanno tolti?

Tutto ciò che è metallico e ferromagnetico non può entrare nella risonanza magnetica perché si può riscaldare, si può dislocare, cioè può spostarsi perché attratto dal magnete dell’apparecchiatura, oppure può interferire con l'acquisizione delle immagini impedendo alle onde a radiofrequenza di penetrare nell’area del corpo da esaminare.

In alcuni centri viene fatto indossare un camice al posto dei vestiti per cautela e per evitare che la persona entri nel macchinario con indumenti che contengono comunque metallo (per esempio con ganci o chiusure metalliche che la persona si dimentica di avere).

Trucco e tatuaggi

E’ possibile che venga richiesto anche di rimuovere i cosmetici dal viso e dagli occhi, perché alcuni trucchi potrebbero contenere metallo.

La presenza di tatuaggi estesi può essere valutata dal medico, per la possibile presenza di sostanze metalliche. Per esempio tatuaggi vecchi possono rischiare il riscaldamento e l’ustione perché andavano nel profondo del derma e venivano fatti con sostanze che contenevano particelle metalliche in genere ferrose.

Rumore e sensazione di chiusura

Occorre sapere che l’esame è rumoroso, e il macchinario può dare un senso di claustrofobia.

Per ridurre il rumore l’operatore fornisce le cuffie, e si possono mettere in atto alcuni accorgimenti come valutare con il medico il ricorso a blandi tranquillanti se si soffre di claustrofobia.

Esiste la possibilità di fare la risonanza magnetica aperta.

Quando non si può fare la risonanza magnetica

Ci sono condizioni in cui la risonanza magnetica non si può fare, in particolare se si ha:

  • Pace maker o defibrillatore interno. In questo caso bisogna sentire il parere del cardiologo che valuterà le caratteristiche del pace maker e quelle del macchinario dove si va a fare la risonanza magnetica.

Perché?

Il macchinario della risonanza magnetica può interferire con il pace maker o il defibrillatore interno e può bloccarne il funzionamento. Esistono pace maker compatibili che funzionano anche in risonanza magnetica, ma il parere deve essere dato dal cardiologo.

  • Protesi oculari magnetiche

Perché?

Ciò che è metallico o ferromagnetico non può entrare nella risonanza magnetica perché si può riscaldare, si può dislocare, oppure può interferire con l'acquisizione delle immagini.

  • Stimolanti di crescita ossea (dispositivi che stimolano l’accrescimento del tessuto osseo o la calcificazione)

Perché?

Possono interferire con l'acquisizione delle immagini

Esistono altre condizioni (per esempio presenza di clips vascolari o schegge in materiale ferromagnetico) in cui la risonanza magnetica non viene fatta.

Prima dell’esame viene richiesto di compilare un foglio con domande sulle condizioni che non permettono di fare la risonanza magnetica, e quelle per cui è necessario avere il parare del medico, o del radiologo.

Tutte queste domande vengono comunque ripetute dall’operatore prima dell’esame.

E’ importante leggere il foglio informativo che viene consegnato prima di fare l’esame, e chiedere le cose non chiare o i dubbi che si hanno al neurologo e all’operatore al momento della prenotazione o dell'esame.

Si può fare in gravidanza?

E' prudente non far fare la risonanza magnetica alle donne in gravidanza, in particolare nel primo trimestre di gravidanza, anche se non è stata comprovata la sensibilità dell'embrione ai campi magnetici e di radiofrequenza utilizzati per queste indagini.

In genere è quindi preferibile non fare la risonanza magnetica a donne incinta soprattutto nei primi mesi, a meno che ci siano situazioni di pericolo per la vita della madre (per esempio se è necessaria la risonanza magnetica per fare una diagnosi differenziale con malattie gravi, come tumore o encefalite).

Per le donne che allattano è consigliabile raccogliere e conservare il proprio latte prima dell’esame, e sospendere l’allattamento al seno nelle 24 ore successive all’esame. Il mezzo di contrasto potrebbe infatti passare nel latte, in piccole quantità.

Quando può essere eseguita solo dopo la valutazione del medico radiologo

  • Se si soffre di claustrofobia
  • Se si è portatori di:
    • protesi auricolari o nell’orecchio interno
    • valvole cardiache, cateteri cardiaci
    • protesi cardio-vascolari
    • protesi ortopediche
    • neurostimolatori
    • pompe per infusione di farmaci
    • protesi dentarie fisse o mobili
  • Se si è stati vittime di incidenti stradali o di caccia per cui nel corpo potrebbero essere presenti schegge metalliche
  • Se si lavora o si è lavorato come fabbro, tornitore, carrozziere...per cui nel corpo potrebbero essere presenti schegge metalliche
  • Se si è in gravidanza, o si allatta al seno
  • Se si ha un dispositivo intrauterino (spirale) - le donne che hanno dispositivi intrauterini dopo aver effettuate l’esame di risonanza magnetica dovrebbero fare una visita di controllo ginecologica per verificare il posizionamento del dispositivo, che potrebbe spostarsi per effetto del campo magnetico del macchinario.

Queste sono alcune condizioni per cui viene richiesto al medico di valutare l’opportunità di fare l’esame, in base al rischio di surriscaldamento o spostamento dell’oggetto, o a quanto può interferire con l’esame di risonanza magnetica.

Anche queste indicazioni possono variare parzialmente da centro a centro, è quindi importante leggere il foglio informativo e fare tutte le domande che si ritengono necessarie al medico e all’operatore presente al momento dell’esame.

Cosa succede se non si può fare la risonanza magnetica?

In caso l’esame di risonanza magnetica sia considerato salvavita per la persona, il medico valuterà come procedere.

Si possono considerare esami alternativi, come la tomografia assiale computerizzata, se utili per ciò che si vuole andare a vedere e valutare.

Oppure, dove le indicazioni lo permettono, per esempio se c’è una protesi metallica o ferromagnetica a distanza dall’area di interesse (la persona ha una protesi al ginocchio e deve fare la risonanza magnetica all’encefalo) si può fare la risonanza magnetica avvisando che può esserci qualcosa che si scalda o si muove, dicendo alla persona di suonare il campanello presente nel macchinario per avvisare l’operatore.

Le possibili alternative vengono in ogni caso valutate dal medico per decidere come procedere.

Quando non si può fare il mezzo di contrasto

L’esame di risonanza magnetica con mezzo di contrasto è controindicato per chi ha avuto manifestazioni allergiche gravi dopo precedenti somministrazioni di mezzo di contrasto - per esempio shock anafilattico, asma grave, edema della glottide - oppure per chi ha malattie allergiche acute in atto - per esempio asma, orticaria generalizzata, angioedema.

In questi casi, il neurologo valuterà come procedere e potrà proporre alla persona altre metodologie di indagine.

Se una persona ha avuto manifestazioni allergiche lievi o moderate dopo una precedente somministrazione di mezzo di contrasto, oppure se ha in atto reazioni allergiche come l’orticaria, o una rinite allergica non controllata da antistaminici o steroidi in spray nasali, è considerata a rischio per il mezzo di contrasto.

Dovrà quindi, se è necessario fare l’esame con mezzo di contrasto, assumere dei farmaci prima dell’esame, che riducano il rischio di reazione allergica.

Anche in questo caso il neurologo deciderà se proporre altre metodologie di indagine.

Se la persona non ha mai avuto allergie, oppure ha avuto precedenti reazioni allergiche a farmaci, ma NON dopo la somministrazione precedente di mezzo di contrasto, può fare la risonanza con mezzo di contrasto, perché non c’è controindicazione all’effettuazione dell’esame.

Le procedure messe in atto per valutare e garantire la sicurezza della persona e la buona riuscita dell’esame possono variare parzialmente da centro a centro, per questo è importante leggere il foglio informativo e fare al medico tutte le domande che si ritengono necessarie.

Tipologie di macchinari

Risonanza Magnetica ad Alto Campo 1.5 Tesla

Il sistema di Risonanza Magnetica ad alto campo 1.5 Tesla sfrutta i vantaggi della tecnologia digitale in termini di qualità e velocità. Si caratterizza infatti per un’elevata qualità delle immagini e per la velocità di esecuzione degli esami. L'assenza di radiazioni ionizzanti, inoltre, la rende particolarmente adatta anche per la ripetizione di esami a breve distanza di tempo.

A che cosa serve?

Grazie al magnete ad alto campo 1.5 Tesla è possibile studiare e diagnosticare in modo preciso moltissime patologie. Le macchine di ultima generazione attenuano gli artefatti dati dal movimento naturale dell’organismo umano, limitando il rischio di dover ripetere l’esame.

Quando si esegue?

Con la Risonanza Magnetica si possono studiare tutte le parti del corpo umano; gli esami più frequenti riguardano il cranio e la colonna vertebrale. La tipologia degli esami eseguibili riguarda anche l’apparato osseo-articolare.

Come funziona?

La Risonanza Magnetica ad Alto Campo Tesla 1.5 offre al paziente il massimo del comfort. L'apparecchiatura è dotata di un tunnel ad ampio diametro di ben 70 cm in grado di far sistemare comodamente il paziente, riducendo fortemente, o azzerando del tutto, la sensazione di oppressione durante l’esame.

Gli esami sono estremamente veloci, non solo grazie al ridotto tempo di esecuzione ma anche riguardo la preparazione del paziente ed il suo posizionamento all’interno della macchina che, in alcuni casi, avviene con il supporto dell’intelligenza artificiale.

E’ un esame totalmente innocuo, senza radiazioni ionizzanti (ovvero quelle potenzialmente pericolose per il corpo) e non necessita di alcuna preparazione se effettuato senza mezzo di contrasto. In caso contrario, sono previsti degli esami preliminari che verranno comunicati in fase di prenotazione.

E’ sempre necessaria una consulenza medica prima dell’esame per verificare eventuali controindicazioni.

Risonanza Magnetica Aperta ad Alto Campo 1.2 Tesla

La Risonanza Magnetica aperta ad alto campo 1.2 Tesla (modello FUJIFILM OASIS Velocity 1.2T ), è una tecnologia presente in Italia in pochissimi centri.

A differenza della classica Risonanza Magnetica, composta da un “tubo” dove il normale svolgimento dell’esame può essere compromesso dallo stato di disagio dei pazienti claustrofobici, nella Risonanza Magnetica Aperta la macchina è composta due magneti piatti posti uno sopra all’altro.

Questi magneti superconduttivi aperti, ad alto campo, con bobine dedicate ai vari distretti corporei, sono in grado di effettuare tutte le indagini diagnostiche di Risonanza magnetica, anche quelli che prima richiedevano l’utilizzo di macchinari ad alto campo tradizionali, mantenendo la stessa qualità diagnostica.

A cosa serve?

Grazie al magnete ad alto campo 1.2 Tesla è possibile studiare e diagnosticare in modo preciso moltissime patologie. Le macchine di ultima generazione attenuano gli artefatti dati dal movimento naturale dell’organismo umano, limitando il rischio di dover ripetere l’esame.

Quando si esegue?

Con la Risonanza magnetica si possono studiare tutte le parti del corpo umano; gli esami più frequenti riguardano il cranio e la colonna vertebrale. La tipologia degli esami eseguibili riguarda anche l’apparato osseo articolare.

Come funziona?

Durante l’esecuzione dell’esame vengono garantiti al paziente sia la vista al di fuori del magnete che la possibilità per un accompagnatore di restare vicino al paziente (estremamente utile in caso di pazienti non autosufficienti).

In aggiunta, grazie all’umanizzazione degli spazi tramite cromoterapia e pannelli naturalistici retroilluminati, l’apparecchiatura abbina un elevato potere diagnostico a un bassissimo impatto claustrofobico.

La Risonanza Magnetica Aperta ad alto campo presenta anche alcuni vantaggi di tipo più tecnico, dovuti alla configurazione fisica del magnete stesso. Infatti l’ampio spazio disponibile, compreso fra il lettino dove si trova il paziente e la piastra sovrastante, unitamente al campo magnetico di 1.2 Tesla (12.000 gauss) a “vettore verticale”, consente alla persona di assumere posizioni e posture particolari, impossibili nelle apparecchiature chiuse, per poter effettuare indagini particolari.

Il paziente durante l’esame non avvertirà su di sé nessun tipo costrizione o di dolore.

Questo tipo di risonanza è un esame totalmente innocuo, senza radiazioni ionizzanti (ovvero quelle potenzialmente pericolose per il corpo) e non necessita di alcuna preparazione se effettuato senza mezzo di contrasto. In caso contrario, sono previsti degli esami preliminari che verranno comunicati in fase di prenotazione.

E’ sempre necessaria una consulenza medica prima dell’esame per verificare eventuali controindicazioni.

Risonanza Magnetica ad Alto Campo 3 Tesla

La Risonanza Magnetica ad alto campo 3 Tesla è una delle apparecchiature più performanti nel campo della diagnostica ad alta specializzazione.

E’ un’apparecchiatura di ultima generazione che, oltre ad avere un altissimo campo magnetico (3 Tesla), ha una tecnologia di acquisizione delle immagini completamente digitalizzata, con un software di ottimizzazione delle immagini che ne accrescono l’accuratezza.

A cosa serve?

Le caratteristiche di questo macchinario migliorano la qualità, la specificità e la predittività diagnostica, in quanto si sfrutta l’alto campo e la tecnologia avanzata per studiare e fare diagnosi, in modo assai più preciso, di moltissime patologie.

La risonanza magnetica ad alto campo 3 Tesla riesce ad ottenere immagini di elevato dettaglio anatomico permettendo di studiare strutture molto piccole e riconoscere quanto prima alterazioni tissutali ai primi stadi, consentendo di individuare la patologia e trattarla con più alte probabilità di successo e guarigione.

Quando si esegue?

Con la Risonanza Magnetica si possono studiare tutte le parti del corpo umano; gli esami più frequenti riguardano il cranio e la colonna vertebrale.

La tipologia degli esami eseguibili riguarda anche l’apparato osseo articolare.

La qualità delle immagini rende questa strumentazione il riferimento per gli esami dei distretti cerebro-vascolari e neurologici, oltre a consentire di effettuare esami funzionali, di spettroscopia, della prostata e del pancreas.

Come funziona?

Questa nuova strumentazione consente una maggiore risoluzione spaziale, con immagini sempre più dettagliate, e anche, in alcuni casi, una più veloce esecuzione dell’esame rispetto alle risonanze magnetiche più diffuse.

Gli esami sono estremamente veloci, non solo grazie al ridotto tempo di esecuzione ma anche riguardo la preparazione del paziente ed il suo posizionamento all’interno della macchina che, in alcuni casi, avviene con il supporto dell’intelligenza artificiale.

E’ un esame totalmente innocuo, senza radiazioni ionizzanti (ovvero quelle potenzialmente pericolose per il corpo) e non necessita di alcuna preparazione se effettuato senza mezzo di contrasto. In caso contrario, sono previsti degli esami preliminari che verranno comunicati in fase di prenotazione.

E’ sempre necessaria una consulenza medica prima dell’esame per verificare eventuali controindicazioni.

Risonanza Magnetica O-Scan

O-Scan è il nuovo sistema di Risonanza Magnetica per la diagnosi degli arti. È costituito da un magnete molto compatto e da una seduta ergonomica per il paziente in grado di assicurargli un’esperienza ottimale.

A cosa serve?

La RM OSCAN è una metodologia di rilevante importanza nella valutazione diagnostica delle patologie muscolo-scheletriche. Fornisce informazioni che altre metodiche diagnostiche non possono fornire.

La Risonanza Magnetica è uno degli strumenti diagnostici più avanzati, utile per studiare organi, tessuti e articolazioni con immagini di alta qualità. Sicura e non invasiva, è fondamentale per la diagnosi di molte patologie neurologiche, ortopediche e oncologiche.

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