Riduzione Gastrica Endoscopica: Tecnica e Risultati

L’obesità è un problema planetario, al punto che secondo la World Obesity Federation, entro il 2035 oltre metà della popolazione mondiale sarà in sovrappeso o obesa. Fondamentale dunque mettere in campo tutti gli strumenti di prevenzione fin da giovanissimi, ma anche dare risposte a chi è già alle prese con il problema.

Oggi non mancano certo le possibilità di trattamento, dalle terapie farmacologiche (analoghi recettoriali di GLP-1 e GLP-1/GIP), alla chirurgia bariatrica. Ma c’è anche una terza via, quella dell’endoscopia bariatrica, che sta guadagnando sempre più terreno, sia per l’accessibilità (anche in termini di risorse Ssn), che per la sua efficacia.

Cos'è la Gastroplastica Verticale Endoscopica (Endosleeve)?

Si chiama gastroplastica verticale endoscopica o più semplicemente Endosleeve, e permette di ridurre il volume dello stomaco e di perdere fino al 14-20% del peso iniziale. La plicatura gastrica è una procedura endoscopica minimamente invasiva che prevede la riduzione delle dimensioni dello stomaco tramite uno specifico procedimento di suturazione. Si tratta di un intervento particolarmente efficace nel trattamento dell’obesità, in quanto limita la quantità di cibo che lo stomaco può contenere e contribuisce a una maggiore sensazione di sazietà.

Al contrario di altre procedure quali il bendaggio o il manicotto gastrico, la plicatura non prevede l’utilizzo di un dispositivo impiantato o la rimozione di parti dello stomaco, pertanto risulta un intervento meno invasivo. Gli studi riguardanti questa particolare tecnica chirurgica ne hanno ampiamente dimostrato l’efficacia: oltre ad una perdita media del 30% del peso corporeo nel primo anno successivo all’intervento, si sono riscontrati sui pazienti notevoli miglioramenti nei problemi di salute che spesso si legano all’obesità, quali l’ipertensione, il diabete o le apnee notturne.

Come si esegue la plicatura gastrica endoscopica

“La gastroplastica verticale endoscopica - spiega il prof. Ivo Boskoski, Associato di Gastroenterologica all’Università Cattolica del Sacro Cuore e dirigente medico presso la UOC di Endoscopia Digestiva Chirurgica di Fondazione Policlinico Gemelli IRCCS - è una procedura mininvasiva messa a punto per trattare in via endoscopica l’obesità. La procedura endoscopica, che dura 25-30 minuti, viene effettuata in anestesia generale o in sedazione profonda; su un normale gastroscopio viene montata una suturatrice, con la quale si procede a ‘cucire’ dall’interno, escludendola, una parte dello stomaco; il ‘restringimento’ riguarda l’antro e il corpo dello stomaco, mentre viene risparmiato il fondo gastrico (perché la distensione del fondo gastrico con il cibo produce un senso di sazietà). Guidato dalle immagini trasmesse dall’endoscopio, il chirurgo esegue una piega nello stomaco del paziente e ne fissa insieme le estremità tramite un filo di sutura. Si effettuano diverse piccole pieghe all’interno dello stomaco seguendo uno schema ben preciso allo scopo di ridurre la dimensione dello stomaco. In questo modo è possibile ridurre le capacità contenitive dello stomaco fino al 70%.

A differenza di altri interventi di chirurgia bariatrica, in cui lo stomaco viene parzialmente rimosso ed è necessario riorganizzare l’apparato digestivo in maniera spesso drastica, la plicatura è una procedura meno invasiva. Salvo complicazioni, la durata dell’intervento può variare dai quaranta minuti alle due ore. Al paziente è generalmente richiesto di rimanere in osservazione in ospedale da uno a due giorni.

A chi è consigliata la plicatura gastrica

Per il momento è indicato nei pazienti con obesità (dall’età pediatrica a quella geriatrica), cioè con indice di massa corporea (o BMI) superiore a 30. Le linee guida non si pronunciano invece né a favore, né contro l’uso dell’endoscopia bariatrica nelle persone con sovrappeso (BMI tra 27 e 29,9 Kg/m2) e almeno una comorbidità associata, non controllato dalla terapia medica. Questa indicazione viene discussa caso per caso dal team multidisciplinare per il trattamento dell’obesità.

Nonostante la comprovata efficacia, è bene sottolineare che la plicatura gastrica non è una soluzione adatta a tutti i pazienti. Solo il medico curante può effettuare una corretta valutazione e determinare se il paziente è un candidato adatto a questo tipo di procedura. In linea generale comunque è necessario un indice di massa corporea (BMI) di almeno 30, primo indicatore per definire il rischio per la salute di malattie legate al peso.

Gastric Mucosal Ablation (GMA)

Da qualche anno, per ottenere un maggior calo ponderale, a questa procedura restrittiva endoscopica, viene associata la Gastric Mucosal Ablation (GMA), l’ablazione termica della parete del fondo dello stomaco, ricca di cellule produttrici di ghrelina (l’ormone della fame). “Più di recente dunque - prosegue il prof. A questo livello sono infatti presenti le cellule entero-endocrine produttrici di ghrelina (‘l’ormone della fame’), che nelle persone con obesità tendono ad essere ‘iperattive’.

Una volta distrutta la mucosa del fondo gastrico (con argon plasma), nei pazienti sottoposti a gastroplastica verticale endoscopica, la mucosa rigenerata è sana e potenzia gli effetti sulla perdita di peso, arrivando a -28% del BMI iniziale a 12 mesi e a -32% del BMI iniziale a 18 mesi.

E qualche giorno fa, per la prima volta al mondo, è stata utilizzata al Gemelli una sonda di ultima generazione che consente di ‘bruciare’ più velocemente una porzione più ampia di mucosa del fondo dello stomaco. Ma nel frattempo la ricerca e i miglioramenti tecnologici non si arrestano. “Qualche giorno fa - ricorda il prof. Cristiano Spada - siamo stati i primi al mondo a utilizzare la versione aggiornata di questa sonda laser per l’ablazione della mucosa, che consente di trattare in maniera più veloce una superficie maggiore di mucosa gastrica. L’intervento è stato effettuato su una quarantenne con un BMI di 38.

Tecniche di Chirurgia Endoscopica Bariatrica Mininvasiva

Le tecniche endoscopiche mininvasive per il trattamento chirurgico dell’obesità sono tecniche di plicatura gastrica, introdotte in Europa a partire dal 2013. Consistono nell’effettuare delle suture lungo la parete dello stomaco, utilizzando uno strumento, detto “gastroscopio”, che si inserisce dalla bocca, senza quindi praticare tagli. Lo scopo è quello di ridurre il volume dello stomaco, proprio come fanno interventi maggiori come la sleeve gastrectomy, ottenendo una riduzione dell'80% della capacità gastrica iniziale.

Un’altra tecnica di chirurgia endoscopica mininvasiva è Endobarrier®, attualmente sospesa perché in corso di approvazione da parte della Food and Drug Administration (FDA) americana. L’effetto di questa tecnica è simile a quello del bypass gastrico, ma è reversibile: accedendo endoscopicamente per via orale, si applica un dispositivo tubolare al duodeno del paziente e questo ha la funzione di creare una barriera tra il cibo e l’intestino.

Le tecniche di chirurgia endoscopica bariatrica mininvasiva hanno meno rischi associati all’operazione, come ad esempio fistole e peritoniti, e il decorso post-operatorio è più leggero. Questo è possibile perché non si effettuano tagli chirurgici, ma il gastroscopio e i microstrumenti vengono fatti accedere attraverso la bocca. D’altro canto, come tutti gli interventi di chirurgia bariatrica, anche quelli con approccio endoscopico mininvasivo sono preceduti da una valutazione da parte di un team multidisciplinare e sono seguiti da un percorso completo di follow-up.

Rischi e Complicazioni

Come ogni procedura medica, la riduzione gastrica endoscopica presenta alcuni rischi, seppur rari:

  • Perforazione: in casi rari può verificarsi perforazione della parete di uno degli organi attraverso i quali è introdotto l’endoscopio.
  • Emorragia: È possibile, anche se raro, che i traumatismi dell’endoscopio possano essere causa di emorragia.

Il mancato rispetto delle scadenze e dei controlli post-operatori e delle prescrizioni farmacologiche e dietologiche, anche in caso di apparente benessere, può comportare l'insorgenza delle complicanze segnalate e gravi conseguenze per la salute del paziente stesso.

Decorso Post-Operatorio e Alimentazione

In seguito all’intervento di plicatura gastrica, al paziente è richiesto di seguire un regime alimentare ristretto per circa una settimana. Dopodiché, si potrà tornare alla routine quotidiana ma sarà comunque necessario continuare a regolare l’alimentazione attraverso l’adozione di una specifica dieta. Durante l’intero percorso il paziente è seguito da un dietista specializzato, il quale lo aiuterà ad adattarsi al nuovo regime alimentare e a valutare i tempi soggettivi per la reintroduzione di determinati cibi.

In questo periodo, i pazienti sono spesso incoraggiati a preparare i propri pasti e a tenere un diario alimentare in cui annotare ogni cibo ingerito e le relative quantità. Si tratta di buone abitudini fondamentali in questa fase del recupero, in quanto è importante che, nonostante il naturale maggiore senso di sazietà, il corpo riceva vitamine, minerali e tutti i micronutrienti di cui ha bisogno. Anche l’aspetto psicologico rappresenta un altro fattore di particolare rilevanza: è infatti importante che il paziente impari a riconoscere il senso di sazietà e a fermarsi di conseguenza, evitando eventuali abbuffate.

Per aiutare in tal senso, è possibile adottare delle piccole e sane abitudini, tra cui masticare più lentamente, bere dell’acqua poco prima del pasto e aspettare almeno un’ora prima di bere nuovamente. In ogni caso, ogni paziente è un caso a sé: sarà cura del medico curante suggerire le strategie migliori volte a facilitare l’adozione di questo nuovo regime alimentare.

È importante comprendere che tutti gli interventi gastrorestrittivi non comportano un automatico calo ponderale, ma rappresentano uno strumento ulteriore fornito al paziente per modificare le proprie abitudini alimentari. Questa operazione costituisce il primo passo in un importante modifica dello stile di vita.

Durante il periodo di stabilizzazione del peso è consigliabile non intraprendere una gravidanza. In realtà non esistono controindicazioni effettive.

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