Retinopatia Diabetica e Retinografia: Informazioni Importanti

La retinopatia diabetica è una complicanza del diabete che colpisce gli occhi. È causata da un danno ai vasi sanguigni del tessuto della parte fotosensibile dell’occhio, la retina. Può svilupparsi in tutti coloro che soffrono di diabete di tipo 1 e di diabete di tipo 2. La retinopatia diabetica è la più importante complicanza oculare del diabete mellito e la più comune causa di cecità negli adulti in età lavorativa.

Cos'è la Retinopatia Diabetica?

Secondo la definizione fornita dalla Società Italiana di Diabetologia, con il termine retinopatia diabetica (RD) si indica: “una complicanza del diabete che può condurre ad una compromissione visiva più o meno severa fino alla cecità a causa della maculopatia diabetica e le complicanze della RD proliferante come le emorragie retiniche, il distacco di retina trazionale ed il glaucoma neovascolare.”

Esistono due tipi di retinopatia:

  • Retinopatia diabetica non proliferante (NPDR): La retinopatia diabetica precoce può essere lieve, moderata o severa. Con l’avanzare della malattia le pareti dei vasi sanguigni si indeboliscono e vanno soggetti ai microaneurismi, piccoli rigonfiamenti che danneggiandosi danno vita a sanguinamenti.
  • Retinopatia diabetica proliferante (PDR): La retinopatia diabetica proliferante (PDR) o avanzata è il tipo più grave perché coincide con la crescita anormale di nuovi vasi sanguigni a danno della retina. I neovasi sono stimolati anche dalla formazione di aree ischemiche nella retina. Il diabete, ancor più se controllato male, si associa ad un’anomala crescita di vasi sanguigni deboli, più soggetti a rottura o più piccoli e questo comporta una minore capacità di trasporto di ossigeno ai tessuti retinici.

L'importanza della diagnosi precoce

La retinopatia è una malattia “silenziosa” che può svilupparsi a lungo senza sintomi, fin quando non interessa la macula. Purtroppo, la retinopatia diabetica è una condizione in cui i sintomi spesso compaiono molto tardi, quando ormai le lesioni sono già in fase avanzata e le possibilità terapeutiche sono poche e poco efficaci. Questo rende ancora più importanti i vari programmi di screening e i trattamenti precoci, che consentono di ridurre in maniera significativa le gravi complicanze visive.

Una gestione adeguata della retinopatia diabetica può ridurre del 90% il rischio a 5 anni di sviluppare cecità nei pazienti con retinopatia proliferante.

Statistiche sulla retinopatia diabetica e la cecità

I dati statistici relativi ai casi di retinopatia sono impressionanti:

  • Circa il 4% dei pazienti con diabete insorto prima dei 30 anni (I tipo) da un punto di vista legale sono ciechi e nel 90% di questi la cecità è attribuibile alla retinopatia diabetica.
  • Allo stesso modo sono legalmente ciechi circa il 2% dei pazienti con diabete mellito insorto dopo i 30 anni (II tipo) e, in 1/3 dei casi, la cecità, anche qui, è attribuibile alla retinopatia diabetica.
  • La retinopatia diabetica risulta essere la causa più frequente di nuovi casi di cecità negli adulti di età compresa tra 20 e 75 anni.

Si stima che circa il 4% dei pazienti con diabete di tipo 1 insorto prima dei 30 anni da un punto di vista legale sia considerato cieco e nel 90% di questi casi la cecità è attribuibile proprio alla retinopatia diabetica; circa il 2% dei pazienti con diabete mellito di tipo 2 insorto dopo i 30 anni è considerato legalmente cieco e in oltre il 30% dei casi la cecità è attribuibile ancora una volta alla retinopatia diabetica.

Retinografia: uno strumento di screening essenziale

Lo screening viene effettuato attraverso alcuni esami, tra cui il principale è la retinografia. L’aumento della diffusione del diabete mellito di tipo 2 e la sua sempre maggiore comparsa in età precoce rendono la retinografia un esame di screening essenziale per prevenire gravi perdite visive.

Cos'è la retinografia?

La retinografia è un esame del fondo oculare tramite il quale è possibile analizzare lo stato di salute di vari elementi che compongono il nostro occhio. Nello specifico, ci si riferisce a: corpo vitreo; retina; macula; testa del nervo ottico. La retinografia è un test diagnostico utilizzato dagli oftalmologi per ottenere un quadro dettagliato del fondo oculare e della retina. Prevede la dilatazione della pupilla del paziente al fine di ottenere un quadro dettagliato delle parti più profonde dell’occhio.

Questo test ha lo scopo di studiare la circolazione sanguigna della retina e del nervo ottico e, consente di ottenere una fotografia a colori della parte interna dell’occhio per poterla osservare nel dettaglio. Aggiungere all’oftalmoscopia la fotografia a colori del fundus o retinografia e l’OCT è utile dal punto di vista clinico e per lo screening in quanto fornisce una documentazione permanente della retinopatia osservata alla oftalmoscopia; risulta pertanto essenziale quando si debbano fare confronti nel tempo delle condizioni fondo oculare e discutere degli effetti del trattamento. La retinografia viene eseguita tramite il retinografo.

Le immagini acquisite durante la retinografia consentono al medico di ottenere informazioni essenziali sulla salute dell’occhio del paziente.

Come si svolge la retinografia?

La retinografia è un esame effettuato senza ricorrere, necessariamente, all’anestesia, con paziente sveglio durante tutta la procedura. Il medico applica un collirio per dilatare la pupilla e procede all’esame, tramite l’impiego di uno strumento, chiamato retinografo. Si tratta di una macchina fotografica collegata ad un biomicroscopio, in grado di effettuare una fotografia a colori e di mettere in evidenza eventuali occlusioni venose o arteriose, possibili campanelli d’allarme di lesioni o patologie anche gravi. Le pupille resteranno dilatate per diverse ore, per questo motivo si consiglia al paziente di farsi accompagnare da una persona di fiducia, indossare occhiali da sole protettivi e non mettersi alla guida di un veicolo.

Effetti collaterali della retinografia

Seppur si tratti di un esame blando e non invasivo, la retinografia comporta alcuni effetti collaterali, come:

  • Visione sfocata
  • Difficoltà a concentrarsi
  • Sensibilità alla luce

Questi disagi possono durare anche qualche ora, è consigliabile quindi riposarsi e non sforzare la vista dopo aver effettuato l’esame.

Retinografia digitale

Ad aumentare questa percentuale potrebbe contribuire la retinografia digitale, esame che, rispetto all’esame del fondo oculare, presenta alcuni vantaggi: può essere eseguito da un operatore ben formato (non necessariamente un medico) e non richiede la dilatazione della pupilla. Uno strumento molto utile, in tal senso, è il retinografo che, sfruttando la registrazione digitale dell’immagine ottenuta senza midriasi (dilatazione della pupilla), ne consente la trasmissione e la refertazione a distanza.

Trattamento della retinopatia diabetica

Il trattamento della retinopatia diabetica nei primi stadi della malattia è l’osservazione periodica del fondo oculare, cercando di mantenere il più possibile controllata la malattia diabetica. Il trattamento si rende necessario quando alla periferia retinica iniziano a comparire aree di ischemia retinica che sono uno stimolo alla crescita di nuovi vasi estremamente dannosi. In questi casi, solitamente asintomatici, è necessario eseguire un trattamento fotocoagulativo laser per bruciare completamente le aree di retina diventate ischemiche. Il trattamento non comporta rilevanti cali della vista.

Oltre alla periferia retinica spesso si ammala anche il centro della retina, cioè la macula. La parete dei capillari malati per via del diabete tende ad aumentare la permeabilità, in conseguenza i capillari non riescono a trattenere più la componente più liquida del sangue (siero) che si accumula nello spessore della parte centrale della retina (macula) provocando un edema maculare.

In caso di retinopatia non proliferante e in presenza di edema maculare il trattamento classico è la fotocoagulazione laser, con pattern a griglia o focale, volta a ridurre l’edema, contenere l’andamento della malattia e ripristinare la funzione visiva. Il trattamento per la Retinopatia non proliferante con aree ischemiche prevede un’accurata ed estesa fotoablazione.

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