Cortisone e Colesterolo: Una Relazione Complessa

Il cortisone è un farmaco antinfiammatorio steroideo impiegato per trattare diverse patologie, da quelle autoimmuni a quelle infiammatorie. Quando il cortisone entra nel corpo, lavora imitando l'azione degli steroidi naturalmente prodotti dalle ghiandole surrenali. I cortisonici sono farmaci antinfiammatori e immunosoppressori, con struttura analoga ai corticosteroidi endogeni. I cortisonici di sintesi hanno una struttura simile a quelli endogeni e come tali si caratterizzano per la presenza di una struttura chimica simile a quella del colesterolo e degli ormoni steroidei.

Il colesterolo è un tipo di grasso che, grazie alla particolare struttura della sua molecola, è in grado di regolare numerose funzioni estremamente importanti nell'organismo. Sia un suo eccesso che una sua carenza possono causare importanti disturbi nell'organismo umano. Basti pensare che, trattandosi di una sostanza essenziale per la vita umana, il colesterolo assunto con l'alimentazione non sarebbe sufficiente. Per questi motivi, è importantissimo che ognuno di noi abbia la sua “fabbrica” di colesterolo, perché gli alimenti che consumiamo abitualmente non bastano a soddisfare il nostro fabbisogno di colesterolo buono.

Effetti del Cortisone sul Metabolismo e sul Colesterolo

I corticosteroidi hanno diversi effetti, tra cui una modulazione del metabolismo dei carboidrati, delle proteine e dei lipidi. Intervengono nel mantenere il bilancio dei fluidi e degli elettroliti, oltre che nel preservare la normale funzione del sistema cardiovascolare, del sistema immunitario, dei reni, dei muscoli scheletrici, del sistema endocrino e nervoso. Inoltre, i corticosteroidi permettono all’organismo di resistere agli stimoli che generano stress e a quelli nocivi, oltre che di adattarsi ai cambiamenti dell’ambiente circostante.

Tra gli effetti del cortisone sul metabolismo, si riscontrano:

  • Effetto sul metabolismo dei lipidi: aumentano i lipidi e il colesterolo nel sangue, dopo una somministrazione prolungata e a dosi elevate.
  • Effetto sul metabolismo dell’acqua e degli elettroliti: trattengono il sodio e aumentano l’eliminazione del potassio, sia a livello renale sia nelle ghiandole sudoripare, intestinali e salivari.

Come si vede, le azioni dei cortisonici sono veramente molte e differenti e la cautela nel loro utilizzo è più che giustificata, tanto più che gli effetti collaterali sono altrettanto numerosi, in base al loro meccanismo di azione multicentrico.

Il Cortisone fa male? Gestione e Precauzioni

L'uso del cortisone, nonostante sia efficace, può portare a una serie di effetti collaterali, alcuni dei quali possono essere gravi se il farmaco viene utilizzato per lunghi periodi o in dosi elevate. È opportuno impiegare sempre il dosaggio minimo di cortisone necessario per il controllo della malattia, attuando una graduale riduzione posologica non appena questa sia possibile.

Occorre a questo punto precisare un’ultima particolarità dell’uso dei cortisonici: dal momento che interferiscono con la funzione surrenalica, se vengono somministrati per un periodo di tempo superiore a 15 giorni, inibiscono la secrezione spontanea del cortisolo da parte dei surreni. In tal caso, al termine della terapia occorre sospendere la loro somministrazione gradualmente e non di colpo, per evitare che l’organismo si ritrovi con i surreni “bloccati” e non in grado di riprendere la funzionalità immediatamente.

Non tutti hanno lo stesso tipo di risposta all'eliminazione del cortisone e, ovviamente, ciò dipende dallo stile di vita ma soprattutto dalla dose che si assume. Se ad esempio fai molta attività fisica e lo hai assunto per un breve periodo, generalmente in poco tempo non ne rimangono tracce, però se lo prendi da anni e a dosi eccessive l'organismo si "abitua" e riscontra qualche difficoltà nell'eliminarlo. Non esistono tempistiche precise.

Un beneficio lo si può avere bevendo molta acqua, 2/3 lt. al giorno e, se la stanchezza, sintomo comune, non ci sovrasta, molto giova lo sport aerobico ad alta frequenza cardiaca, semprechè non vi siano proibizioni o complicazioni, ciò serve ad accelerare il metabolismo e ricambiare i ristagni liquidi che si stratificano nei tessuti del corpo.

Effetti Collaterali e Precauzioni

Tra gli effetti collaterali più comuni del cortisone, si riscontrano:

  • Disturbi idroelettrolitici: ritenzione di sodio, ritenzione di liquidi, insufficienza cardiaca congestizia in pazienti predisposti, perdita di potassio con conseguente alcalosi ipokaliemica.
  • Disturbi endocrini: irregolarità mestruali, arresto della crescita nei bambini, ridotta tolleranza ai carboidrati, manifestazioni di diabete mellito latente.
  • Effetti collaterali gastrointestinali: i corticosteroidi possono favorire la comparsa di ulcera peptica, o favorirne il peggioramento qualora questa sia già presente.
  • Osteoporosi: i corticosteroidi sono in grado di ostacolare la formazione di tessuto osseo attraverso un meccanismo d'azione diretto e indiretto.
  • Iperglicemia e intolleranza al glucosio: i cortisonici sono ampiamente associati a questi effetti collaterali che possono verificarsi anche nei pazienti non predisposti allo sviluppo del diabete.
  • Iperlipidemia: con l'uso di cortisonici per lunghi periodi di tempo è possibile andare incontro a ipertrigliceridemia (alti livelli di trigliceridi nel sangue).

Prima di assumere il cortisone, è fondamentale informare il medico di eventuali altre terapie in corso, patologie preesistenti e condizioni particolari come la gravidanza. È importante monitorare attentamente la terapia con cortisone e seguire rigorosamente le indicazioni del medico per ridurre il rischio di complicazioni.

In caso di assunzione di cortisone è necessario fare attenzione all’esposizione al sole. Infatti, il cortisone può essere responsabile di reazioni ai raggi del sole che possono essere divise in tossiche e allergiche. È quindi opportuno sostituire questo ormone durante i mesi estivi con altri tipi di rimedi o prodotti ad azione simile ai cortisoni.

Colesterolo: Tipologie e Valori Ottimali

Sappiamo che esistono varie forme di colesterolo: il colesterolo buono (HDL) che ci protegge dalle patologie cardiovascolari e il colesterolo cattivo (LDL) che, al contrario, le favorisce. Le LDL contengono il colesterolo che viene trasportato dal fegato ai tessuti, mentre le HDL intercettano il colesterolo in eccesso nel sangue riportandolo al fegato e svolgono, quindi, la funzione di “spazzini”, regolando il colesterolo in eccesso.

La concentrazione di colesterolo nel sangue è un’informazione utile sul nostro stato di salute, ci dice se abbiamo problemi metabolici, se stiamo assumendo troppi grassi dalla nostra dieta, e se abbiamo un rischio di tipo cardiovascolare.

Valori di riferimento del colesterolo

Tipo di Colesterolo Valori Ottimali
Colesterolo Totale Inferiore a 200 mg/dL
Colesterolo LDL Inferiore a 100 mg/dL (per persone a rischio cardiovascolare molto alto)
Colesterolo HDL Superiore a 40 mg/dL (uomini), Superiore a 50 mg/dL (donne)
Trigliceridi Inferiore a 150 mg/dL

Come Gestire il Colesterolo Durante il Trattamento con Cortisone

Durante il trattamento con cortisone, è importante monitorare i livelli di colesterolo nel sangue e adottare misure per mantenerli sotto controllo. Questo può includere:

  • Dieta: Ridurre l’assunzione di grassi saturi e trans, preferendo grassi insaturi provenienti da fonti vegetali e da pesce azzurro ricco di omega-3. Aumentare il consumo di fibre solubili, presenti in frutta, verdura e cereali integrali.
  • Attività fisica: Praticare attività fisica regolare, in particolare l’esercizio aerobico moderato.
  • Farmaci: In alcuni casi, il medico può prescrivere farmaci per abbassare il colesterolo, come le statine.

Il monitoraggio dei livelli di colesterolo nel sangue è fondamentale per la prevenzione delle malattie cardiovascolari. Nei bambini e adolescenti, il primo screening è raccomandato tra i 9 e gli 11 anni, con un successivo controllo tra i 17 e i 21 anni, salvo diversa indicazione in presenza di fattori di rischio genetici o metabolici.

È fondamentale sottolineare che la terapia farmacologica deve essere prescritta e monitorata da un medico, previa valutazione del rischio cardiovascolare globale, dei valori ematici e della tollerabilità individuale.

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