Dolore al polso in seguito ad un trauma? Purtroppo i microtraumi sono molto diffusi e spesso queste condizioni non vengono affrontate dal giusto specialista. La lesione della cartilagine triangolare può avvenire a causa di un trauma violento del polso o a causa di microtraumi ripetuti. In entrambi i casi si avverte dolore al movimento (soprattutto nell’estensione e nella deviazione ulnare) e/o instabilità dell’articolazione. Per la diagnosi è necessario visionare la radiografia e la risonanza magnetica.La cartilagine triangolare è chiamata così per la sua caratteristica forma a triangolo. Fa parte del complesso fibrocartilagineo ulnare del polso, è tesa fra il lato ulnare della fossetta lunare del radio e il processo stiloideo dell’ulna e per la sua conformazione è molto simile al menisco del polso.
Cos'è l'artroscopia?
L’artroscopia è una procedura chirurgica e diagnostica che si avvale di uno strumento a fibre ottiche, l’artroscopio.
L’artroscopio è uno strumento medico grande quanto una penna ed è costituito di una lente, una telecamera e un sistema a di illuminazione che consentono di vedere all’interno delle articolazioni. Si tratta di una tecnica non invasiva, per la quale sono necessarie solo due incisioni, chiamate “portali”, ognuno della grandezza di un centimetro.
L’artroscopia è una procedura chirurgica mini-invasiva che nel corso degli ultimi decenni ha rivoluzionato il campo dell’ortopedia e della chirurgia articolare. Grazie a tecnologie sempre più avanzate, i chirurghi possono esplorare e trattare l’interno delle articolazioni senza ricorrere a interventi tradizionali, molto più invasivi e con tempi di recupero prolungati. La parola “artroscopia” deriva dal greco e significa letteralmente “guardare dentro l’articolazione” (arthro- = articolazione, -scopia = osservazione). La sua prima applicazione risale ai primi decenni del Novecento, ma si è diffusa su larga scala a partire dagli anni Settanta, quando le tecnologie mediche si sono perfezionate e hanno permesso di sfruttare appieno le potenzialità di questa procedura.
Come Funziona l'Artroscopia?
- L’artroscopia è una tecnica chirurgica che consente di visualizzare e operare all’interno delle articolazioni utilizzando un dispositivo chiamato artroscopio. Questo strumento è dotato di una piccola telecamera a fibre ottiche e di una fonte luminosa, che permettono al chirurgo di proiettare su uno schermo l’immagine ingrandita dell’interno dell’articolazione.
- Le articolazioni del corpo umano sono strutture complesse, composte da ossa, cartilagini, legamenti, tendini e menischi (nel caso del ginocchio). Rispetto alla chirurgia tradizionale a cielo aperto, l’artroscopia riduce notevolmente l’impatto sull’organismo, in quanto richiede solitamente incisioni molto più piccole e comporta un minore danno ai tessuti circostanti. Ciò si traduce in un dolore post-operatorio ridotto, minor sanguinamento e un recupero funzionale più rapido.
- Un intervento di artroscopia si compone di diverse fasi, che possono variare leggermente in base all’articolazione interessata e al tipo di lesione o patologia da trattare.
- Nonostante i numerosi benefici, anche l’artroscopia può comportare dei rischi, seppur limitati. È importante che il paziente ne sia consapevole e che segua scrupolosamente le indicazioni del medico prima e dopo l’intervento.
- Dopo un intervento di artroscopia, il recupero dipende dal tipo di lesione trattata, dall’articolazione coinvolta e dalle condizioni fisiche del paziente. Il ritorno alle attività quotidiane o sportive varia da poche settimane a diversi mesi, a seconda della complessità dell’intervento e della risposta individuale del paziente alla riabilitazione.
Applicazioni dell'Artroscopia
L’artroscopia rappresenta una pietra miliare nell’ambito della chirurgia ortopedica e della cura delle patologie articolari. Grazie all’utilizzo di un artroscopio e di piccole incisioni, questa procedura consente di diagnosticare e trattare in modo mini-invasivo molte problematiche delle articolazioni, riducendo al minimo i disagi per il paziente. Nonostante ciò, è fondamentale affidarsi a professionisti qualificati, in grado di valutare correttamente la necessità di un intervento artroscopico e di eseguirlo con la massima precisione. Il paziente, dal canto suo, deve attenersi a un percorso di riabilitazione scrupoloso e personalizzato, che include esercizi di mobilizzazione, potenziamento muscolare e controlli periodici.
- Ginocchio: È probabilmente la procedura più comune e conosciuta. Viene impiegata per trattare lesioni meniscali, lesioni dei legamenti (crociati o collaterali), correzioni della rotula, rimozione di corpi mobili e valutazioni del grado di danneggiamento cartilagineo.
- Spalla: Viene utilizzata per curare problematiche come la lesione della cuffia dei rotatori, l’instabilità della spalla (lussazioni ricorrenti), la sindrome da conflitto subacromiale e la rimozione di calcificazioni tendinee.
- Polso e Caviglia: Sebbene siano articolazioni di dimensioni più ridotte o più complesse, l’artroscopia può comunque rappresentare una soluzione efficace. Nel polso, ad esempio, si interviene per riparare legamenti lesionati o per trattare lesioni cartilaginee. Nella caviglia, l’artroscopia aiuta a rimuovere corpi liberi, osteofiti o a sistemare lesioni dei legamenti laterali.
Artroscopia del Polso: Dettagli della Procedura
La chirurgia artroscopica può essere utilizzata per diagnosticare e trattare una serie di condizioni del polso, tra cui il dolore cronico, le lesioni legamentose, la rottura o il distacco della fibrocartilagine triangolare, le cisti gangliari (dorsale e volare), le fratture del radio, dell’ulna e delle ossa del carpo (es. Il paziente è in posizione supina sul letto operatorio con l’arto superiore abdotto a 90°. Il chirurgo esegue piccole incisioni attraverso la pelle (chiamati portali), queste servono per introdurre l’ottica e gli strumenti di lavoro. L’artroscopio, strumento largo pochi millimetri (1,9 mm o 2,4 mm), è introdotto all’interno del polso attraverso i portali. L’artroscopio contiene un piccolo obiettivo, una fotocamera e un sistema d’illuminazione. Le immagini sono proiettate attraverso la telecamera su un monitor televisivo. Il chirurgo guarda il monitor mentre sposta lo strumento all’interno dell’articolazione. Pinze, Shaver (lama artroscopica) e Vaporizzatore (strumento a radiofrequenze) possono essere utilizzati attraverso i portali per trattare le patologie e le lesioni scoperti dal chirurgo.Mentre negli altri distretti l’artroscopia viene effettuata attraverso l’irrigazione di soluzione fisiologica all’interno dell’articolazione, nel polso questo non è sempre necessario. Infatti la “Dry Arthroscopy” è una metodica che distingue questa procedura nel polso dagli altri distretti, permettendo al chirurgo di visualizzare i tessuti come sono realmente e non imbibiti di liquido. Rappresenta sempre la prima fase nell’intervento artroscopico del polso. A volte l’artroscopia è utilizzata per chiarire la causa di un dolore o un deficit funzionale che non è stato possibile diagnosticare attraverso l’esame obiettivo o la valutazione degli esami strumentali. In tal caso valutando le strutture dal vivo, scoprendo la lesione, il grado e l’entità, Il chirurgo può offrire una migliore soluzione terapeutica (artroscopica o open) per il paziente.Negli ultimi anni la chirurgia artroscopica del polso ha fatto importanti progressi. Il vantaggio maggiore di quest’approccio terapeutico è un minor danno tissutale con recupero più veloce della funzionalità della mano e del polso e quindi ritorno precoce alle attività lavorative e sportive.
Condizioni Trattabili con Artroscopia del Polso
- Rottura / Distacco della Fibrocartilagine Triangolare (TFCC): questa struttura denominata comunemente “menisco del polso” serve per dare stabilità all’articolazione radio-ulnare distale e ulnocarpica ed inoltre assorbe gli urti che agiscono sulla testa dell’ulna. La TFCC può subire una lesione nella regione distale o staccarsi dalla fovea ulnare.
- Lesione Legamentosa: I legamenti sono fasce fibrose che hanno il compito di collegare le ossa tra di loro e di dare una stabilità all’articolazione. Il polso è costituito da numerosi legamenti che possono subire una lesione in seguito ad un trauma o ad una distorsione portando alla condizione patologica di instabilità.
- Cisti Gangliare Articolare: Tumore benigno che si sviluppa dorsalmente o volarmente nel polso. Comprimendo le strutture nervose e occupando spazio provoca dolore e deficit funzionale. Si pensa che il ganglio articolare derivi da degenerazione delle fibre collagene (legamenti, capsula articolare) e quindi può essere associato a una condizione di pre-instabilità o instabilità del polso. Solo attraverso l’utilizzo dell’artroscopia si riesce ad asportare il ganglio valutando il danno capsulo-legamentoso presente all’interno dell’articolazione e trattandolo nello stesso tempo chirurgico.
- Fratture del Polso e delle Ossa del Carpo: Le fratture articolari possono essere trattate artroscopicamente. in tal caso la visualizzazione della superficie articolare fratturata e l’introduzione di strumenti attraverso i portali aiutano a ridurre i frammenti di frattura e a trattare le lesioni associate (legamenti e della TFCC).
Recupero Post-Operatorio
In seguito all’intervento di artroscopia di polso il paziente avrà i punti di sutura (1 punto per ogni portale) e una fasciatura compressiva. In alcuni casi sarà necessario l’utilizzo di un tutore gessato o un tutore su misura. In base alla patologia e al tipo di trattamento il paziente inizierà un percorso riabilitativo per recuperare la funzionalità della mano e del polso.
Lesioni della TFCC: Cosa Sono?
Il complesso fibrocartilagineo triangolare, o TFCC, del polso è un sistema di legamenti e cartilagine situato a livello della articolazione tra l’ulna ed il carpo, che fornisce stabilità e supporto alla regione ulno-carpica. La TFCC fornisce inoltre stabilità alla articolazione radio-ulnare distale. Le lesioni a carico di questo complesso possono coinvolgere la componente cartilaginea della TFCC o quella legamentosa, riducendo la stabilità della articolazione ulno-carpica e radio-ulnare distale. In presenza di lesioni della TFCC i pazienti lamentano frequentemente dolore sul versante ulnare del polso, riduzione della forza e dolore nella esecuzione di vari movimenti del polso e della mano.È fondamentale consultare un ortopedico specializzato in chirurgia della mano per una valutazione accurata e un piano di trattamento personalizzato in base alla gravità dei sintomi e alla condizione individuale. Il trattamento tempestivo e adeguato può aiutare a migliorare la qualità della vita per chi soffre di lesioni della TFCC, recuperando dai deficit funzionali che si sono instaurati. Presso la Clinica San Martino è possibile avvalersi della valutazione e del trattamento in modo integrato da parte di medici specializzati nella chirurgia della mano e del polso e di terapisti della mano che seguono il paziente dalla diagnosi fino a completamento del percorso riabilitativo.
Sintomi delle Lesioni della TFCC
- Dolore e disagio: solitamente il paziente percepisce dolore nella regione ulnare del polso, che può irradiarsi verso le dita e verso il braccio.
- Debolezza: difficoltà nel tenere oggetti o eseguire movimenti di presa con forza.
- Limitazione funzionale: risulta difficoltosa l’esecuzione di diversi movimenti di polso e mano e la esecuzione di attività quali girare una chiave o afferrare e sollevare oggetti.
- Sensazione di scroscio o scatto articolare.
- Sensazione di instabilità del polso.
- Gonfiore.
Cause delle Lesioni della TFCC
Le lesioni della TFCC possono essere causate sia da movimenti ripetitivi del polso, come la rotazione o attività manuali pesanti, sia da traumi diretti e cadute.
Diagnosi delle Lesioni della TFCC
La diagnosi è suggerita dalla sintomatologia, dalla presenza di segni clinici e supportata da esami di diagnostica per immagini. In casi particolari può essere necessario eseguire una artroscopia diagnostica del polso, che può avere sia un valore diagnostico che terapeutico.
- Anamnesi: il chirurgo della mano presterà attenzione ai sintomi lamentati dal paziente, inquadrandoli dal punto di vista diagnostico.
- Esame obiettivo: il chirurgo della mano condurrà un esame fisico ed eseguirà test provocativi in grado di mettere in luce particolare dolorabilità o instabilità delle strutture del polso causate dalla lesione della TFCC.
- RX: utili come diagnostica di primo livello per valutare l’aspetto delle strutture ossee del polso.
- TC: utile nel caso in cui sia necessario analizzare più dettagliatamente le strutture ossee.
- RMN: per studiare con maggiore precisione le strutture legamentose e cartilaginee della TFCC.
- Artroscopia: è l’unico esame che consente la visualizzazione diretta delle strutture della TFCC, consentendone la valutazione anche attraverso test specifici ed eventualmente la riparazione contestuale.
Terapie per le Lesioni della TFCC
- Terapia conservativa: la terapia conservativa viene intrapresa per i quadri più lievi di dolore ed instabilità e quando non siano ancora stati eseguiti trattamenti specifici per la risoluzione dei sintomi lamentati dal paziente. Essa si avvale di:
- Tutori dedicati notturni e diurni, confezionati su misura dai nostri terapisti della mano, al fine di mantenere il polso in una posizione di riposo durante la notte o di limitare i movimenti che causano dolore durante il giorno.
- Fisioterapia da parte di terapista della mano, con esercizi mirati che possono aiutare a rafforzare i muscoli e migliorare la flessibilità.
- Somministrazione di farmaci che riducono l’infiammazione locale, sia per via topica che sistemica.
- Iniezioni di corticosteroidi: occasionalmente somministrate per ridurre l’infiammazione e alleviare i sintomi.
- Magnetoterapia: in grado di ridurre l’infiammazione e dei tesuti molli e l’edema osseo.
- Terapia chirurgica: in caso di sintomi gravi e persistenti, instabilità marcata, importanti limitazioni funzionali e se non vi è miglioramento con il trattamento conservativo, l’ortopedico potrebbe raccomandare un intervento chirurgico.
- Artroscopia di polso: mediante incisioni cutanee di pochi millimetri vengono introdotti nell’articolazione del polso una telecamera (ottica) e vari strumenti (palpatore, shaver, pinze, etc…) che consentono di esplorare direttamente le superfici articolari e le strutture legamentose del polso, consentendo di formulare una precisa diagnosi. Mediante tecniche artroscopiche è inoltre possibile eseguire la regolarizzazione di lesioni della TFCC che causano dolore o la sua sutura ed il suo reinserimento, ripristinando la stabilità.
- Interventi a cielo aperto di reinserzione della TFCC: mediante incisioni di pochi cm sul lato ulnare del polso e la sutura delle strutture fibrocartilaginee e legamentose lesionate.
Decorso Postoperatorio Dopo Interventi per Lesioni alla TFCC
In fase postoperatoria si mantiene una medicazione con garze sterili, ovatta e un bendaggio della mano per circa 10 giorni, durante i quali si deve evitare di bagnare la ferita e di eseguire sforzi. Il polso viene immobilizzato e protetto da un tutore in materiale termoplastico per circa 6 settimane. Circa 6 settimane dopo l’intervento si intraprende il percorso riabilitativo che prosegue per alcuni mesi.
La Riabilitazione Post-Operatoria
La riabilitazione post-operatoria del polso è un processo importante che aiuta a recuperare la forza e la mobilità del polso dopo un intervento chirurgico e deve essere intrapresa con molta attenzione. Seguire gli step giusti di riabilitazione può aiutare infatti a velocizzare il processo di guarigione e a prevenire eventuali complicazioni.
- Riposo e ghiaccio: dopo l’intervento chirurgico, è importante fare riposare il polso per evitare ulteriori danni.
- Fisioterapia: la fisioterapia è un’importante parte della riabilitazione post-operatoria del polso: il fisioterapista infatti può aiutare nel processo di recupero della forza e della mobilità del polso attraverso esercizi specifici e tecniche di manipolazione.
- Terapia fisica: la terapia fisica è un’altra forma di trattamento che aiuta a recuperare la forza e la mobilità del polso. Può comprendere l’utilizzo di pesi leggeri, esercizi di stretching e massaggi.
- Terapia occupazionale: la terapia occupazionale aiuta a recuperare la capacità di compiere attività quotidiane, come scrivere o cucinare, con il polso operato. Il terapista occupazionale può fornire aiuti come splint o strumenti di sollevamento per aiutare nella riabilitazione.
- Terapia del dolore: se il dolore persiste dopo l’intervento chirurgico, potrebbe essere necessario ricorrere a terapie per il controllo del dolore, rivolgendosi sempre al proprio medico di fiducia.
In conclusione, la riabilitazione post-operatoria del polso è un processo importante che richiede impegno e pazienza. I tipi di intervento a cui può essere sottoposto il polso, come abbiamo visto, sono diversi, e per ogni intervento andrà concordato un percorso post-operatorio specifico con il proprio medico e il proprio fisioterapista, per recuperare la forza e la mobilità del polso in modo efficace.
Domande Frequenti
Molti pazienti si pongono delle domande riguardo l'artroscopia del polso e il recupero post-operatorio. Ecco alcune delle domande più comuni:
- Chi è specializzato sull’operazione al polso? Chi cura la frattura del polso? Il Chirurgo ortopedico super specialista della diagnosi e del trattamento delle patologie dell’arto superiore è il professionista più adatto ad occuparsi della frattura del polso.
- A seguito di frattura scomposta al polso serve l’intervento chirurgico? Qualora i trattamenti conservativi (approcci non chirurgici e meno invasivi) abbiano scarse o nulle probabilità di successo e non garantiscano buone condizioni di stabilità articolare è necessario ricorrere all’intervento chirurgico.
- Avere la mano gonfia dopo un intervento al polso è normale? Nei primi giorni successivi ad un intervento al polso è normale avere la mano gonfia. È bene però che tale condizione non si protragga per tempi molto lunghi.
- Dopo una frattura al polso trattata con gesso è normale il dolore? A seguito della rimozione del gesso e quindi di un lungo periodo di immobilizzazione articolare, è normale provare dolore.
- È normale a seguito di frattura del polso avere gonfiore dopo la rimozione del gesso? A seguito della rimozione del gesso è normale avere gonfiore.
- A seguito di frattura composta del polso quali sono i tempi di recupero? Il tempo di recupero della frattura composta del polso è di circa quattro-cinque settimane.
- Dopo la frattura scomposta del polso quali sono i tempi di recupero? Nella frattura scomposta di polso i tempi di recupero sono di circa cinque settimane.
- Cosa fare con una frattura del polso composta? La frattura del polso composta viene solitamente trattata in modo conservativo (approccio non chirurgico e poco invasivo).
- Quali sono, a seguito di una frattura del polso, i sintomi? I sintomi principali che il paziente può riconoscere a seguito di una frattura del polso sono: Dolore piuttosto intenso, Gonfiore, Stravaso ematico, Impotenza funzionale, Problemi nella mobilità, Possibili deformità del polso.
- Cosa fare con una frattura dello scafoide del polso? La frattura dello scafoide può essere trattata sia conservativamente, tramite l’adozione di un apparecchio gessato o un tutore rigido, sia chirurgicamente tramite artroscopia e intervento di osteosintesi.
Il Futuro dell'Artroscopia
Lo sviluppo di tecnologie robotiche, di imaging avanzato e di terapie rigenerative sta aprendo nuovi orizzonti per l’artroscopia. Il futuro di questa metodica appare più che mai promettente, sia in termini di ulteriore riduzione dell’invasività, sia per la possibilità di intervenire su condizioni oggi ancora difficili da trattare.
| Aspetto | Dettagli |
| Tecniche | Mini-invasive, utilizzo di artroscopio con telecamera e strumenti miniaturizzati |
| Condizioni Trattate | Lesioni TFCC, legamentose, cisti gangliari, fratture del polso |
| Decorso Post-Operatorio | Medicazione, immobilizzazione con tutore, riabilitazione |
| Riabilitazione | Fisioterapia, terapia fisica e occupazionale |
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