Intervento al Menisco in Artroscopia: Tempi di Recupero e Riabilitazione

L’elenco degli atleti e sportivi professionisti e amatoriali che si lesionano il menisco durante l’attività sportiva è lungo. In alcuni casi, come ad esempio i traumi sportivi, può accadere che il menisco possa danneggiarsi. Tra le problematiche che riguardano il ginocchio, le lesioni dei menischi sono sicuramente le più frequenti, potendo interessare sia giovani che persone in età più avanzata. I menischi sono 2 piccole strutture arcuate fibro-cartilaginee posizionate all’interno dell’articolazione del ginocchio, una posta sul lato interno (mediale) e l’altra su quello esterno (laterale).

Cos'è l'artroscopia del ginocchio

L’artroscopia del ginocchio è una procedura chirurgica mini invasiva utilizzata per diagnosticare e trattare diverse patologie articolari. L’artroscopia del ginocchio è una tecnica chirurgica che consente di visualizzare direttamente l’interno dell’articolazione attraverso piccole incisioni (di solito da 0,5 a 1 cm) praticate sul ginocchio, utilizzando una telecamera (artroscopio) e speciali strumenti chirurgici. Durante l’intervento, l’artroscopio trasmette immagini in tempo reale su un monitor, consentendo una visualizzazione dettagliata dell’interno del ginocchio. In genere, l’artroscopia è indicata quando i trattamenti conservativi non hanno avuto successo o quando è necessaria una diagnosi più precisa.

Come ci accorgiamo che ci sono problemi al menisco?

Al momento del trauma o del cedimento strutturale da degenerazione, il paziente avverte un dolore acuto localizzato in corrispondenza della parte del ginocchio del menisco lesionato che si accompagna alla sensazione di un crack interno. La lesione di un menisco può essere diagnosticata con l’esame clinico di un ortopedico tramite l’esecuzione di test di mobilizzazione attiva e passiva. La conferma e la quantificazione della lesione è data da esami strumentali quali la RMN o la TAC. Una semplice radiografia risulta quindi sostanzialmente inutile per accertare una lesione in quanto non riesce ad evidenziare il tessuto fibrocartilagineo di cui è composto un menisco.

Opzioni di trattamento per le lesioni meniscali

In caso di lesioni di dimensioni ridotte, senza lussazione del menisco, la cura dei sintomi classici (dolore in specifici movimenti associato o meno al gonfiore) può avvalersi dell’utilizzo di terapie fisiche come la laserterapia e la tecarterapia con ottimi risultati. Nei casi più gravi può essere indicato l’intervento chirurgico; questo può essere normalmente programmato con calma ma talvolta viene richiesto d’urgenza nei casi in cui la lussazione del menisco lesionato comporta un “blocco meccanico” nel normale meccanismo articolare, con conseguente impossibilità a piegare il ginocchio.

  • Sutura Meniscale: La riparazione meniscale, attraverso l’utilizzo della tecnica di sutura dei menischi, rappresenta oggi un intervento fondamentale per risolvere le lesioni del menisco, preservando la sua funzionalità e prevenendo l’insorgere di problemi articolari a lungo termine.
  • Meniscectomia: Fino a qualche anno fa, spesso si procedeva con la rimozione del menisco lesionato. Allo stesso modo, anche l’intervento di regolarizzazione meniscale (meniscectomia) viene effettuato in artroscopia.

Sutura Meniscale vs. Meniscectomia

La scelta tra sutura meniscale o meniscectomia (rimozione parziale del menisco) dipende dalla natura e dalla posizione della lesione. La sutura meniscale è preferibile per preservare il più possibile la struttura e la funzionalità del menisco. Tra i vantaggi della sutura, infatti, possiamo considerare che quest’ultima favorisce la conservazione del tessuto meniscale, riducendo come anticipato il rischio di artrosi e migliorando la funzionalità articolare a lungo termine. Sebbene talvolta sia necessaria, la meniscectomia invece può aumentare il rischio di degenerazione articolare nel lungo periodo, a causa della minore distribuzione dei carichi sul ginocchio. Asportare più del 50% del menisco mediante una meniscectomia è però una procedura che innalza il rischio di sviluppare artrosi del ginocchio. Riparare i menischi (sutura meniscale) è preferibile: farlo infatti preserva il ginocchio dalla degenerazione artrosica.

Tecniche moderne di sutura meniscale

Attualmente è possibile eseguire questa pratica anche attraverso suturatrici automatiche con tecnica mini-invasiva sempre in artroscopia (“a cielo chiuso”). La sutura meniscale viene eseguita con tecniche specifiche per ottimizzare la guarigione.

Il percorso post-operatorio e la riabilitazione

Il ricovero avviene solitamente in regime di Day Surgery, cioè il paziente effettua l’accesso in ospedale al mattino e viene dimesso nel pomeriggio. Dopo l’intervento, il paziente viene monitorato in una sala di risveglio. Per qualche giorno è possibile avvertire un lieve dolore o fastidio, che può essere gestito con i farmaci analgesici prescritti dal medico. Nei giorni successivi l’intervento è fondamentale seguire le istruzioni del chirurgo in merito all’assunzione di farmaci, all’applicazione di ghiaccio e all’attività fisica che deve essere limitata, evitando sforzi e movimenti bruschi.

  • Cura post-operatoria: La cura post-operatoria include riposo, applicazione di ghiaccio, elevazione dell’arto e l’uso di farmaci per gestire il dolore e l’infiammazione. Talvolta è necessario immobilizzare per alcuni giorni il ginocchio con un tutore in estensione.
  • Deambulazione: Per i primi giorni la deambulazione sarà aiutata dall’uso di stampelle, le quali poco alla volta saranno abbandonate. Solitamente è possibile camminare con l’ausilio di stampelle già dal giorno successivo all’intervento, a seconda delle indicazioni del chirurgo. Il dolore dopo l’intervento, solitamente lieve-moderato, può essere facilmente controllato con antidolorifici.
  • Riposo e Attività Fisica: Il riposo assoluto è raccomandato per le prime 24-48 ore, seguito da un graduale aumento dell’attività fisica. Bisogna limitare la corsa e le attività pesanti nei primi 10-15 giorni per evitare un gonfiore del ginocchio.

L'importanza della fisioterapia

La fisioterapia riveste però un ruolo cruciale nel recupero. La riabilitazione inizia con esercizi leggeri, progredendo poi gradualmente per ripristinare la forza e la mobilità. La flessione del ginocchio può essere iniziata subito dopo l’intervento sotto guida fisioterapica, seguendo un programma riabilitativo specifico. Si passa quindi a rinforzare la muscolatura che stabilizza il ginocchio, con estensioni e flessioni a carico progressivo. Successivamente si procede con esercizi di propriocezione dell’arto, utili per migliorare la stabilità. Questi esercizi vengono eseguiti su particolari tavolette sulle quali bisogna cercare di restare in equilibrio.

Abbiamo chiesto al nostro Fisioterapista, il Dr. Serhiy D’avino, e ci ha spiegato che la fisioterapia deve in ogni caso iniziare sin dalle prime ore dopo l’intervento, per evitare l’instaurarsi di aderenze della capsula articolare. È sempre importante, anche a distanza di diversi mesi dall’intervento, eseguire una valutazione della biomeccanica del ginocchio. Attraverso diverse tecniche e strumenti si inizierà un precoce recupero della mobilità e della forza, sempre rispettando le tempistiche di guarigione del tessuto operato.

Esercizi di riabilitazione

Ecco alcuni esempi di esercizi che possono essere prescritti durante la riabilitazione:

  • Steso a terra, ginocchio completamente esteso, contrai il quadricipite e spingi il ginocchio verso terra, per almeno 5 secondi a contrazione.
  • Seduto su una sedia, con l’arto operato steso e il calcagno appoggiato su uno sgabello, rilassa il ginocchio cercando l’estensione. Puoi aggiungere un peso sulla rotula. Esegui flesso-estensioni della caviglia per facilitare la circolazione dell’arto.
  • Sdraiato a pancia in su, ginocchio controlaterale piegato, sollevare la gamba distesa formando un angolo di 60-70°, poi tornare in posizione piegata.
  • Sdraiato sul fianco opposto alla gamba operata, sollevare la gamba distesa e tornare alla posizione di partenza. - Puoi proseguire i precedenti esercizi. Se troppo facile, puoi aumentare gradatamente la resistenza usando un peso alla caviglia ( 1kg e successivamente aumentare).
  • Posizione prona, piegando il ginocchio, solleva la coscia verso l’alto e torna alla posizione di partenza.
  • In posizione eretta, mano contro un tavolo o al muro per l’equilibrio, con l’arto controlaterale steso, fletti il ginocchio operato fino a 90° e mantieni la posizione per qualche secondo poi torna in posizione iniziale.
  • In posizione eretta, mano contro un tavolo o al muro per l’equilibrio, contrai i quadricipiti e sollevati sulle punte mantenendo il ginocchio in completa estensione. Mantieni la posizione per qualche secondo poi torna in posizione iniziale.
  • Utilizza un cyclette in casa per migliorare l’articolarità e aumentare la flessione. Regola il sedile, in modo che il ginocchio abbia completa estensione con il tallone ben appoggiato sul pedale. 20-30 minuti per 2 volte al giorno.
  • Si possono utilizzare tavolette inclinate, cercando di rimanere in equilibrio con due piede e poi con il piede dell’arto operato.

Tempi di recupero

In base al tipo di intervento i tempi di recupero saranno più o meno brevi. In genere, dopo circa 20 giorni il paziente potrà tornare alla sua normale vita quotidiana e dopo circa 45 giorni potrà riprendere l’attività sportiva. Il recupero completo varia da persona a persona: la maggior parte dei pazienti può tornare alle attività lavorative quotidiane entro 2-3 settimane. Si guadagnerà poi gradualmente una deambulazione sempre più normale. In caso di semplice lesione, dopo la completa scomparsa dei sintomi (dolore, gonfiore, limitazione funzionale) con terapie fisiche, il paziente può tornare a praticare la sua attività sportiva. I tempi di recupero per un intervento al ginocchio, invece, si sono molto accorciati rispetto al passato. Già il giorno dopo l’operazione il paziente riesce a camminare con l’aiuto delle stampelle e dopo 2 settimane riesce a deambulare in maniera corretta autonomamente. È consigliato comunque, in questa breve fase, essere seguiti da un fisioterapista per un recupero più corretto, compiendo esercizi di riabilitazione propriocettiva.

Fattori che influenzano i tempi di recupero

Va specificato che i tempi di recupero post-frattura del menisco variano a seconda del tipo di lesione e dell’andamento del processo riabilitativo. Se la parte di menisco lesionata viene rimossa chirurgicamente, la riabilitazione sarà più rapida. Se la parte di menisco lesionata viene riparata chirurgicamente, i tempi di recuperano si allungano. La riabilitazione dopo lesione meniscale è più rapida se la parte di menisco lesionata viene rimossa chirurgicamente. Il processo riabilitativo è invece più lungo se il menisco viene riparato chirurgicamente (intervento di saturazione).

La prognosi dopo una sutura meniscale è generalmente positiva, con tassi di successo elevati.

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