Rapporto Proteine/Creatinina in Gravidanza: Valori Normali e Quando Preoccuparsi

Durante i 9 mesi di gestazione, le donne incinte devono sottoporsi a continui esami, e la presenza di proteine nelle urine potrebbe rappresentare un campanello d'allarme per la salute della futura mamma e del bambino.

In questo articolo, approfondiremo il tema della proteinuria in gravidanza, cercando di capire meglio cosa significa avere valori alterati del rapporto proteine/creatinina e quando è necessario preoccuparsi.

Cos'è la Proteinuria?

Con il termine proteinuria si indica la presenza di proteine nelle urine, ovvero la fuoriuscita di proteine dal sangue attraverso i reni e la loro conseguente eliminazione nell'urina.

In condizioni normali e nei pazienti sani, le proteine non dovrebbero essere presenti nelle urine, poiché i reni filtrano il sangue e riassorbono le proteine che sono necessarie per il corpo.

Semplificando, le proteine presenti nel flusso sanguigno sono composte da aminoacidi, alcuni prodotti dall’organismo (aminoacidi non essenziali) altri assunti solo attraverso la dieta (aminoacidi essenziali), fondamentali per le nostre funzioni vitali; se i reni non riescono a trattenerle e a separarle dalle sostanze di scarto da rimuovere tramite le urine, vuol dire che c’è qualcosa che non sta funzionando correttamente.

In effetti, in alcune condizioni patologiche, i reni possono perdere la capacità di filtrare correttamente le proteine e consentirne la fuoriuscita nell’urina.

Quali sono le Cause della Proteinuria?

Un singolo caso isolato o temporaneo potrebbe non indicare nulla, ed essere frutto di una banale influenza, di un eccessivo sforzo fisico, dell'assunzione di alcuni farmaci o di una gravidanza in corso.

Una proteinuria alta reiterata e persistente nel tempo, invece, è in genere sintomo di un disturbo renale o di altre condizioni patologiche, come:

  • Il diabete
  • L'ipertensione arteriosa
  • La sindrome nefrosica
  • L'insufficienza cardiaca
  • La nefropatia diabetica
  • L'amiloidosi
  • La malattia del rene policistico
  • La preeclampsia

La gravità della condizione può variare a seconda della causa sottostante, e può essere misurata attraverso un esame delle urine.

Proteinuria Alta in Gravidanza: Quando Preoccuparsi?

In soggetti senza malattia renale, i valori normali di proteine nelle urine dovrebbero essere inferiori a 150 mg al giorno, ma durante la gravidanza l’escrezione proteica urinaria aumenta notevolmente in maniera fisiologica.

Che una proteinuria alta in gravidanza è normale, a patto che resti entro certi limiti massimi, oltre i quali potrebbe indicare un’infezione del tratto urinario (es. cistite) o condurre ad una diagnosi della summenzionata preeclampsia, una condizione che si verifica generalmente nel secondo o terzo trimestre e può causare aumento della pressione sanguigna, gonfiore alle mani e ai piedi, mal di testa e altri sintomi.

Nel dettaglio, si parla di proteinuria alta in gravidanza quando i valori superano i 300 mg al giorno. In genere si procede alla raccolta delle urine per 24 ore, oppure si possono utilizzare dei dipstick, delle strisce che reagiscono all’urina.

Valori alti di proteine nelle urine durante la gravidanza potrebbero anche indicare la presenza di una malattia renale, primaria o secondaria, o di disturbi sistemici, come il diabete gestazionale o l’ipertensione.

Statisticamente, circa il 20-25% delle donne in gravidanza con ipertensione cronica, diabete mellito o malattia renale cronica sviluppa la preeclampsia.

Per ridurre il rischio, le donne incinte dovrebbero seguire una dieta sana ed equilibrata, esercitarsi regolarmente, controllare regolarmente la pressione sanguigna e seguire le istruzioni del medico.

Quali sono i Sintomi di una Proteinuria Alta?

La proteinuria alta in gravidanza di solito non provoca sintomi evidenti, di conseguenza la condizione viene spesso rilevata durante un esame delle urine di routine o durante una visita medica.

Tuttavia, se la proteinuria è associata a una malattia renale o a un’altra condizione medica sottostante, possono presentarsi sintomi specifici correlati alla patologia in questione.

Ad esempio:

  • Gonfiore alle caviglie, ai piedi e al viso
  • Aumento di peso improvviso
  • Urine schiumose
  • Affaticamento generale
  • Perdita di appetito
  • Stanchezza
  • Aumento della pressione sanguigna
  • Alterazioni del colesterolo nel sangue
  • Mal di testa
  • Visione offuscata
  • Dolore addominale
  • Nausea e vomito

Laddove si dovessero notare questi sintomi durante la gravidanza, è fondamentale non sottovalutarli e parlarne subito con il proprio medico.

Il Ruolo del Laboratorio: Misurazione della Proteinuria

La misura in laboratorio (sia della proteinuria che della albuminuria) presenta problematiche non ancora del tutto risolte, pur se alcuni punti fermi sono stati nel tempo fissati. Come per ogni altro misurando le fonti di variabilità riguardano le fasi preanalitica ed analitica.

Il Campione Urinario

Il campione da preferire è la prima minzione del mattino, (sia per la misura della proteinuria che della albuminuria), rapportando poi la misura alla concentrazione della creatininuria ed esprimendo il dato in mg/g o mg/mmol (di creatinina).

Questo evita le numerose problematiche causate da raccolte non accurate delle urine delle 24 ore consentendo di standardizzare le modalità di raccolta.

È dimostrato che la concentrazione di proteine e di albumina nel primo campione del mattino sia più bassa di quella misurata in un campione raccolto durante la giornata in quanto quest’ultimo risente degli effetti della postura, dell’esercizio fisico.

Le urine del mattino, quindi, permettono di contenere la variabilità biologica interindividuale.

Si raccomanda comunque di confermare il dato positivo su più campioni per escludere la transitorietà del riscontro.

I Metodi Analitici

Determinazione in chimica secca: Il test di screening per la misurazione della proteinuria (e della albuminuria) utilizzato comunemente nei laboratori si avvale di dispositivi in chimica secca, su strisce reattive noti anche come dipstick (dall’inglese “dip-and-read-test-strip”).

Si tratta di un metodo semi-quantitativo basato sul viraggio di un indicatore di pH, blu di tetrabromofenolo, che in presenza di proteine con un gruppo anionico, quali albumina e transferrina, assume una colorazione che varia dal giallo al blu in funzione della concentrazione.

Le proteine non dotate di un gruppo anionico, di contro, sono evidenziate con maggiore difficoltà. Il limite di rilevabilità, quindi, varia considerevolmente tra le diverse proteine: 150 mg/L per l’albumina, 200 mg/L per la transferrina, 500 mg/L per le IgG, 600 mg/L per la β2-microglobulina e >1000 mg/L per le catene leggere libere κ e λ.

E’ palese che tali dispositivi sono pressoché limitati al solo screening della proteinuria glomerulare a partire dai 150-200 mg/L e non sono adatti alla determinazione dell’albuminuria a bassa concentrazione, della proteinuria tubulare e della proteinuria di Bence Jones.

Esiste poi la possibilità di falsi positivi per la presenza di mucoproteine che possono essere escrete fino ad un livello di 500 mg/L; falsi positivi possono poi verificarsi in presenza di urine particolarmente alcaline.

Quando il metodo in chimica secca rileva la presenza di proteine, la misurazione accurata della proteinuria può essere effettuata solo su piattaforme di chimica analitica utilizzando metodiche turbidimetriche o colorimetriche.

Metodi turbidimetrici e colorimetrici: La determinazione quantitativa delle proteine totali urinarie avviene con metodi turbidimetrici e colorimetrici.

Rapporto Proteine/Creatinina (PCR)

Come anticipato, in sostituzione della raccolta delle urine delle 24 ore, si può ricorrere allo studio del rapporto proteinuria/creatininuria o albuminuria/creatininuria su un campione urinario a caso, meglio del mattino.

Quando il rapporto albumina/creatinina nelle urine (albuminuria/creatininuria) è compreso tra 3.5 mg/mmol e 35 mg/mmol, nelle donne, e tra 2.5 mg/mmol e 25 mg/mmol nei soggetti di sesso maschile.

La differenza tra maschio e femmina è legata al fatto che gli uomini - in virtù delle maggiori masse muscolari - presentano concentrazioni urinarie di creatinina maggiori.

Si definisce proteinuria significativa quando il rapporto proteine/creatinina nelle urine (proteinuria/creatininuria) è uguale o superiore a 45 mg/mmo (che equivale ad un rapporto albuminuria/creatininuria superiore a 30 mg/mmol).

Creatinina Bassa o Alta in Gravidanza

Bisogna preoccuparsi in caso di valori di creatinina più alti o più bassi del normale durante la gravidanza? Scopriamolo insieme.

La gravidanza è un periodo ricco di cambiamenti e stravolgimenti fisici e fisiologici, durante il quale è possibile riscontrare anomalie nei valori normali di numerosi parametri, compresa la creatinina.

La creatinina bassa o alta in gravidanza potrebbe indicare un problema di natura renale, ma non è necessariamente indice di una condizione patologica da affrontare con urgenza.

Questo valore indica, infatti, la funzionalità dei nostri reni e la loro capacità di filtrare le sostanze di scarto e la conseguente rimozione attraverso le urine.

La creatinina è una di queste sostanze, frutto dei processi di produzione di energia nei muscoli, prodotta da fegato, reni e pancreas, e valori alti o bassi possono rappresentare un campanello d’allarme da non sottovalutare.

Creatinina Bassa in Gravidanza

La creatinina bassa in gravidanza è da considerarsi fisiologica, con valori inferiori rispetto a quelli considerati nella norma, già di per sé più bassi nelle donne che negli uomini.

In effetti, durante la gravidanza il flusso di sangue ai reni è maggiore e questo provoca un aumento dei livelli di velocità di filtrazione glomerulare (GFR) e del tasso di escrezione di creatinina.

Di conseguenza, le donne in gravidanza hanno in genere livelli più bassi di questa sostanza nel sangue, secondo alcuni studi addirittura del 70-80% rispetto alle donne non incinte.

Le ragioni principali sono le seguenti:

  • Nutrimento del feto: il feto inizia a svilupparsi nel grembo materno e assume le sostanze nutritive tramite il cordone ombelicale, con conseguente abbassamento dei livelli di creatinina nel sangue nella madre.
  • Diminuzione della massa muscolare in gravidanza: essendo la creatinina un prodotto di scarto dei processi di produzione di energia nei muscoli, i suoi livelli si riducono.
  • Emodiluizione: durante la gravidanza il sangue della donna è più diluito, quindi si abbassano i valori della creatinina ma anche dell’emoglobina.
  • Idrorrea: si tratta di una perdita di acqua durante la gravidanza, che si manifesta con perdite chiare o trasparenti.

I livelli di creatinina nel sangue durante la gravidanza tendono a variare durante i nove mesi di gestazione, e nella maggior parte dei casi non rappresentano una condizione patologica di cui preoccuparsi, a differenza di quanto accade con valori più alti della norma.

Creatinina Alta in Gravidanza

Mentre avere valori bassi in gravidanza non è quasi mai indicativo di un problema di salute nella donna incinta, non si può dire lo stesso in caso di valori elevati di questa sostanza di scarto.

Infatti, livelli di creatinina alta in gravidanza possono derivare da condizioni molto serie, che possono compromettere il prosieguo della gestazione:

  • Gestosi o preeclampsia: una condizione molto pericolosa, che può causare un aumento di pressione sanguigna e dei livelli di creatinina nel sangue.
  • Malattie renali o insufficienza renale.
  • Infezioni renali o delle vie urinarie, condizioni molto comuni in gravidanza.
  • Diabete gestazionale.
  • Disidratazione.

Se le analisi riportano livelli alti di creatinina nel sangue, e la donna avverte alcuni sintomi specifici, come pressione sanguigna alta, nausea, vomito, gonfiore agli arti inferiori, affaticamento, crampi muscolari, dolore durante la minzione, è essenziale rivolgersi al proprio medico per eseguire ulteriori controlli e avviare un percorso terapeutico specifico.

Classificazione delle Proteinurie

La proteinuria si distingue in non-nefrotica quando è rilevata in quantità <3500 mg/24h e nefrotica quando è riscontrata in quantità maggiori, più spesso associata a glomerulopatie.

La proteinuria si distingue in diverse tipologie:

  • Proteinuria transitoria: E’ una proteinuria temporanea o intermittente, presente sporadicamente per esempio dopo un episodio di febbre o un esercizio fisico intenso. Costituita prevalentemente da albumina in concentrazione <1000 mg/24h; non ha solitamente significato patologico.
  • Proteinuria ortostatica: Si riscontra dopo prolungata permanenza in posizione eretta, mentre è assente in posizione sdraiata. È frequente nei giovani e tipicamente è assente in età matura; viene confermata dal confronto tra un esame urine eseguito a riposo (ad esempio dopo il riposo notturno) che risulta negativo ed un esame urine eseguito dopo aver assunto la posizione eretta per un adeguato periodo di tempo che conferma la presenza di proteinuria. E’costituita da albumina, solitamente in concentrazione <1000 mg/24h e non necessita di terapia.
  • Proteinuria prerenale o da sovraccarico: Si osserva quando, nonostante l’integrità della funzionalità renale si riscontra proteinuria. È associata a patologie quali discrasie plasmacellulari (proteina di Bence Jones), rabdomiolisi (mioglobina), emolisi (emoglobina). L’aumentata concentrazione plasmatica di queste proteine che attraversano liberamente il filtro glomerulare per il loro basso peso molecolare, può essere tale da superare la capacità di riassorbimento del tubulo.
  • Proteinuria persistente: cioè rilevata su ripetuti esami urine ed indicativa, pertanto, di un danno strutturale del rene o espressione di un danno renale secondario ad altre malattie. La proteinuria persistente a sua volta si distingue in proteinuria glomerulare e proteinuria tubulare.
    • Proteinuria glomerulare: è la più comune causa di proteinuria e si produce quando si verifica un danno della barriera di filtrazione del glomerulo con conseguente aumentata permeabilità della stessa. Le cause più comuni di proteinuria glomerulare possono essere primarie quali glomerulonefrite, oppure secondarie, quali infezioni, diabete mellito, connettiviti e patologie autoimmuni, vasculiti, cardiopatie, ipertensione, patologie linfoproliferative, dislipidemia. La proteinuria glomerulare è caratterizzata da albumina eventualmente accompagnata da proteine a più alto peso molecolare in dipendenza dalla gravità del danno di barriera. Può provocare ingenti perdite di proteine fino a >3500 mg/24h.
    • Proteinuria tubulare: a livello tubulare avviene il riassorbimento della maggior parte di quanto filtrato dal glomerulo. La proteinuria tubulare è solitamente costituita da proteine di basso peso molecolare ed è causa di perdite proteiche inferiori a quella glomerulare; mediamente non raggiunge i 2000 mg/24h. E’ possibile osservare questo tipo di proteinuria in malattie congenite o sistemiche (tubulopatie interstiziali croniche) e in caso di tossicità causata da farmaci e tossine.
  • Proteinuria secretoria o post renale: Si rilevano proteine normalmente prodotte a livello del tratto urinario quali uromucoide, proteina di Tamm-Horsfall. Mediamente la sua concentrazionehtml<1000 mg/24h.

Tabella Riassuntiva delle Tipologie di Proteinuria

Tipo di Proteinuria Caratteristiche Cause Concentrazione Proteine
Transitoria Temporanea, intermittente Febbre, esercizio fisico intenso < 1000 mg/24h
Ortostatica Presente in posizione eretta, assente da sdraiati Frequente negli adolescenti < 1000 mg/24h
Prerenale (da sovraccarico) Funzionalità renale intatta Discrasie plasmacellulari, rabdomiolisi, emolisi Variabile
Persistente (Glomerulare) Danno alla barriera glomerulare Glomerulonefrite, diabete, connettiviti, ecc. > 3500 mg/24h
Persistente (Tubulare) Danno al riassorbimento tubulare Malattie congenite, tossicità da farmaci < 2000 mg/24h
Secretoria/Post-renale Proteine prodotte nel tratto urinario Normale produzione di uromucoide < 1000 mg/24h

È fondamentale consultare il proprio medico per una diagnosi accurata e un piano di trattamento adeguato in caso di proteinuria durante la gravidanza.

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