Radiografia della Caviglia Sotto Carico: Tecnica, Indicazioni e Applicazioni

In radiologia, la tecnica di diagnostica per immagini si basa sull'interazione tra un fascio di fotoni (raggi X) diretti da una sorgente verso un ricettore e la materia interposta (corpo biologico). Gli atomi del corpo impediscono ai fotoni di raggiungere il ricettore, riproducendo un'immagine fedele del corpo, in "negativo".

Cosa si vede con una radiografia alla caviglia sotto carico?

Le indicazioni per la radiografia all'articolazione della caviglia riguardano soprattutto la traumatologia e la patologia articolare. È indicata in caso di:

  • Frattura (sia nei casi di frattura da traumi che di fratture causate da una debolezza dell'osso dovuta a lesioni già esistenti, sia per verificarne la guarigione)
  • In seguito a interventi chirurgici di riparazione
  • Per escludere o controllare la presenza di patologie di natura tumorale
  • Nel caso di processi degenerativi (artrosi)
  • Processi infiammatori (artrite)
  • O infettivi

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Altre applicazioni della radiologia

La radiografia al collo consente di ottenere immagini del tratto cervicale e di identificare alterazioni, processi degenerativi, post-traumatici (fratture, colpo di frusta), processi infiammatori, ecc. Anche in questo caso, la tecnica si basa sull'interazione tra un fascio di fotoni (raggi X) e la materia interposta.

Ecografia: un'alternativa diagnostica

L’esame ecografico viene richiesto quando è necessario valutare lo stato di salute di fegato, colecisti, vie biliari, reni, pancreas, milza, aorta, vescica e organi genitali interni. E’ indolore e privo di rischi e controindicazioni. Prepararsi all’esame è semplice: una dieta leggera nei giorni precedenti e il digiuno sei ore prima dell’esame.

Ecografia dell’addome superiore

Per l’ecografia dell’addome superiore (con cui si esplorano il fegato, la cistifellea e le vie biliari, la milza, i reni, il pancreas, lo stomaco, i grossi vasi sanguigni, in particolare l’aorta ed eventuali linfonodi ingranditi) occorre prepararsi con un’alimentazione adeguata. Nei tre giorni precedenti, per eliminare l’aria presente nell’intestino, si possono utilizzare tisane oppure pastiglie di carbone vegetale da assumere dopo i due pasti principali. Meglio anche evitare pasta, frutta, verdura, legumi, cereali, latte, succhi di frutta, bevande gassate.

Ecografia dell’addome inferiore (o ecografia pelvica)

Per l’ecografia dell’addome inferiore (o ecografia pelvica) occorre che la vescica sia piena.

Durante l’esame il paziente viene fatto sdraiare supino. La procedura non è dolorosa e prevede lo scorrimento della sonda ecografica - azionata manualmente dal medico - sull’addome cosparso di un gel trasparente che ha lo scopo di permettere il passaggio degli ultrasuoni dalla sonda ai tessuti. E’ una tecnica immediata, sicura e senza importanti effetti collaterali.

Ecografia con mezzo di contrasto (Ceus)

“I mezzi di contrasto consentono di studiare la struttura vascolare delle lesioni epatiche nodulari benigne e maligne. La Ceus rappresenta nel campo ecografico per la diagnostica delle lesioni epatiche uno strumento indispensabile: “La tecnica abbina l’ecografica con imaging armonico a basso indice meccanico alla somministrazione endovenosa di mezzo di contrasto ecografico (esafluoruro di zolfo, Sonovue). Il mezzo di contrasto è costituito da una soluzione in cui sono presenti microbolle rilevabili agli ultrasuoni”, spiega il dottor Pelosi. È fondamentale anche per studiare la vascolarizzazione delle formazioni nodulari del fegato, del rene e del pancreas e viene utilizzata nelle operazioni di diagnostica che riguardano le malattie cardiache oltre alle patologie che colpiscono le arterie cerebrali, la carotide e le arterie periferiche.

L’ecografia con mezzo di contrasto viene eseguita sia in condizioni ordinarie sia durante e dopo l’iniezione endovenosa del mezzo di contrasto ecografico (circa 5ml di soluzione preparata al momento). Il medico inietta in una vena del braccio del paziente il mezzo di contrasto. Questo percorre l’intero vaso sanguigno e in pochi secondi attraversa gli organi vitali interni come il cuore, i polmoni, il fegato, i reni, il pancreas. Le microbolle che compongono il mezzo di contrasto, sono colpite dagli ultrasuoni emessi dalla sonda ecografica. In questo modo aumentano e riducono ritmicamente il loro volume generando onde elastiche di ritorno amplificate e quindi visibili sul monitor dell’ecografo. L’intera procedura dura circa 15-20 minuti.

Le lesioni epatiche possono essere di origine benigna o maligna: in generale, le lesioni maligne ricevono più sangue e quindi una maggiore quantità di mezzo di contrasto che rilasciano molto più velocemente rispetto alle altre.

Elastografia epatica

“E’ un sistema di misurazione non invasivo della “rigidità” del tessuto epatico (in inglese stiffness) utile a quantificare la fibrosi epatica, ovvero il fenomeno di cicatrizzazione che consegue a malattie croniche come l’epatite virale e che può portare alla cirrosi epatica. L’esame si basa infatti sul principio che esistono differenze importanti nelle proprietà meccaniche delle varie componenti tessutali. L’elastogramma codifica le caratteristiche di elasticità dei tessuti e le sovrappone all’immagine ecogafica dell’area anatomica in esame. Prevede l’uso di una sonda ecografica che trasmette un’onda di vibrazione di media ampiezza e bassa frequenza (50 Hz) che si propaga attraverso il fegato consentendo di valutarne l’elasticità. Come unità di misura viene presa una sezione cilindrica di circa 4 centimetri di lunghezza e 10 millimetri di diametro alla profondità di 2.5 centimetri sotto la superficie cutanea.

“E’ un esame molto semplice, non invasivo, che può essere ripetuto nel tempo, con il vantaggio di non causare dolore alcuno. Ecco perché viene usato come procedura alternativa alla biopsia, strumento che fino a pochi anni fa rappresentava l’unico mezzo di valutazione della fibrosi”, spiega il dottor Pelosi.

Risonanza Magnetica

La risonanza magnetica è una metodica di diagnostica per immagini definita “non invasiva”. A differenza di molti altri tipi di metodiche radiologiche che prevedono l’esposizione del paziente a radiazioni ionizzanti (Tac, radiologia convenzionale), non utilizza Raggi X, ma campi magnetici molto intensi abbinati ad impulsi di radiofrequenze. Le forze generate da questo campo magnetico inducono delle temporanee modifiche alla disposizione dei componenti atomici del corpo che subisce il campo. A seconda della natura dei diversi atomi essi emettono diversi segnali elettromagnetici. Questi segnali sono proprio quelli che vengono captati da apposite apparecchiature e rielaborati da un computer che permette di ottenere immagini sia sul piano trasversale del corpo sia su piani orientati secondo altre angolazioni.

Durante la risonanza magnetica, il paziente viene fatto stendere su un lettino e intorno alla parte del corpo da esaminare viene posizionata una bobina, una specie di antenna che riceve le radiofrequenze. L’operatore esce ed ha inizio l’esame vero e proprio che può durare dai 20 ai 45 minuti.

TAC (Tomografia Assiale Computerizzata)

La strumentazione alla base della TAC si compone di una struttura circolare che funziona da scanner. Su di essa sono installati una sorgente radioattiva da un lato e un sensore dall’altro.

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