La cartilagine articolare è il tessuto liscio e bianco che ricopre le estremità delle ossa che si uniscono per formare le articolazioni. La cartilagine sana nelle nostre articolazioni rende più facile il movimento permettendo alle ossa di scivolare tra loro con molto poco attrito.
Ma la cartilagine si può danneggiare a causa di lesioni dovute a traumi o per la normale usura dovuta all'utilizzo eccessivo o all'età. Poiché le lesioni della cartilagine non guariscono bene autonomamente, i ricercatori hanno sviluppato tecniche chirurgiche per stimolare la crescita di nuova cartilagine. Il ripristino della cartilagine articolare può alleviare il dolore e permettere una migliore funzionalità ma fatto ancora più importante, far guarire un danno alla cartilagine può ritardare o prevenire l'insorgenza dell'artrosi. Le tecniche chirurgiche per riparare la cartilagine danneggiata sono ancora in evoluzione.
Anatomia e Funzione della Cartilagine Articolare
Il componente principale della superficie articolare è un tessuto speciale chiamato "cartilagine iàlina". Quando questo tessuto è danneggiato, la superficie articolare non è più liscia e il movimento delle ossa su una superficie articolare dura e danneggiata diventa difficile e provoca dolore. La cartilagine danneggiata col tempo inoltre può portare all'artrosi cioè alla usura degenerativa dolorosa di tutto il giunto articolare.
La cartilagine articolare è quel tessuto che riveste le superfici delle articolazioni. E’ un tessuto di colore bianco lucido, liscio, compatto, che ha la funzione di agevolare lo scorrimento delle due superfici articolari tra loro, ridurre le sollecitazioni e ammortizzare i carichi. E’ un tessuto molto importante perché la sua lesione determina una usura precoce dell’articolazione, è fonte di dolore, ed evolve verso il quadro di artrosi che necessita di un intervento di protesi articolare.
La cartilagine è un tessuto conosciuto per la sua resistenza e la sua elasticità ma all’interno del ginocchio svolge una funzione fondamentale: è responsabile di tutta la meccanica articolare. L’articolazione del ginocchio è composta dai condili femorali, dalla rotula e dai piatti tibiali. La cartilagine articolare copre i condili femorali, la parte finale del femore, i piatti tibiali e la parte superiore della tibia.
La rotula, nella parte posteriore, è coperta da uno strato di cartilagine articolare che può raggiungere anche i 10 mm, la più spessa del corpo umano, ed è l’unica che non segue il profilo dell’osso che deve proteggere. Pensiamo che, solo compiendo il movimento di alzarsi da soli dalla sedia, il carico che si concentra sull’articolazione femoro rotulea raggiunge 3,5 volte il peso del corpo.
Cause e Fattori di Rischio dell'Usura Cartilaginea
- Traumi e lesioni
- Utilizzo eccessivo dell'articolazione
- Età avanzata
- Asse meccanico del ginocchio alterato
- Lassità legamentosa
- Instabilità della rotula
- Attività sportive e lavorative ad elevato carico/impatto articolare
Diagnosi delle Lesioni Cartilaginee
In molti casi, i pazienti che hanno lesioni alle articolazioni, come ad esempio lesioni meniscali e legamentose, avranno anche danni della cartilagine.
Questo danno può essere difficile da diagnosticare perché la cartilagine ialina non contiene calcio e non può essere vista su una semplice radiografia e spesso anche la Risonanza Magnetica non riesce a far comprendere bene l'entità del danno.
Sintomi delle Lesioni Cartilaginee
I sintomi non sono specifici: dolore, limitazione funzionale e della prestazione sportiva, gonfiore e versamento nel ginocchio in particolare dopo attività.
Esami Diagnostici
- Risonanza Magnetica (RMN): L’esame fondamentale è la RMN (risonanza magnetica) con variabili di affidabilità legate anche alla qualità definizione di immagine e modalità di esecuzione tecnica dell’esame. In linea generale l’affidabilità della Risonanza magnetica per le lesioni cartilaginee è decisamente inferiore a quella documentata per le lesioni dei menischi e dei legamenti.
- Ecografia: L’ecografia ha una ridotta affidabilità.
- Radiografia: L’esame radiografico non valuta la condizione cartilaginea, ma fornisce informazioni integrate per quello che riguarda l’allineamento del ginocchio, l’artrosi, la congruenza femoro-rotulea.
- Artroscopia: La diagnosi definita è sempre artroscopica e spesso le lesioni cartilaginee vengono repertate occasionalmente durante un intervento artroscopico eseguito per altre motivazioni principali (lesione di un menisco o di un legamento).
Radiografia del Ginocchio: Cosa Indica la "Riduzione della Rima Articolare Femoro-Tibiale"?
La radiografia ginocchio è un esame diagnostico di imaging che impiega i raggi X per mostrare le strutture interne del ginocchio. Da sempre è consigliato e utile per accertare varie condizioni quali fratture ossee, problemi articolari o la presenza di corpi estranei.
Una tipologia di radiografia molto importante è la radiografia ginocchio sano, che mostra le strutture ossee del ginocchio, il femore, la tibia e la rotula in perfetto allineamento e senza segni di fratture o deformazioni. Comparando il ginocchio sano con uno danneggiato risulta più semplice quindi identificare anomalie o condizioni serie, di conseguenza anche la cura viene individuata con maggior certezza e precisione.
Nel referto di una radiografia, la frase "riduzione della rima articolare femoro-tibiale" può sollevare dubbi. Analizziamo i termini:
- Rima articolare: È lo spazio tra le ossa dell'articolazione, occupato dalla cartilagine. Poiché la cartilagine non è visibile ai raggi X, questo spazio appare vuoto nella radiografia. Se la radiografia viene eseguita sotto carico (in piedi), la rima rappresenta la quantità di cartilagine presente.
- Riduzione della rima articolare: Indica una diminuzione dello spessore della cartilagine, condizione tipica dell'artrosi.
- Femoro-tibiale: Si riferisce alle ossa che compongono l'articolazione del ginocchio: femore e tibia.
Quindi, una "riduzione della rima articolare femoro-tibiale" segnala un'artrosi del ginocchio, ovvero un'usura della cartilagine tra femore e tibia.
Interpretazione del Referto Radiografico
Se nel referto si legge "riduzione della rima articolare femoro-tibiale interna o esterna", significa che la cartilagine è sofferente in una delle parti più importanti del ginocchio, quelle soggette a carichi maggiori. Non si tratta necessariamente di un consumo completo, ma richiede una valutazione ortopedica per quantificare il grado di usura e stabilire un trattamento, spesso conservativo.
Radiografia Sotto Carico
La radiografia ginocchio sotto carico è una variante specifica della radiografia tradizionale del ginocchio, che viene svolta mentre il paziente sostiene il proprio peso sulle gambe. La radiografia ginocchio sotto carico è alquanto rilevante in determinati scenari clinici poiché fornisce un quadro accurato e ben delineato delle condizioni del ginocchio sotto lo stress del peso corporeo.
In una radiografia del ginocchio standard il paziente generalmente è in posizione seduta o sdraiata e l’articolazione del ginocchio non è sottoposta al peso del corpo. La radiografia ginocchio standard è utile per individuare lesioni ossee o fratture, ma non sempre permette di osservare cambiamenti o problemi che si presentano soltanto quando il ginocchio è sotto sforzo.
Per esempio risulta valida per quanto riguarda artrite e osteoartrite, due condizioni che possono provocare un restringimento dello spazio articolare, che è più evidente quando il ginocchio è sotto carico. La radiografia ginocchio sotto carico permette di analizzare la gravità dell’artrite mostrando quanto lo spazio articolare si riduca quando il peso del corpo comprime l’articolazione.
Trattamenti per le Lesioni Cartilaginee
Il trattamento di una lesione della cartilagine varia in rapporto alle condizioni funzionali del ginocchio, sede e profondità della lesione e livello di attività sportiva e lavorativa del paziente.
Trattamenti Conservativi
- Rinforzo muscolare
- Terapia infiltrativa (cortisone, acido ialuronico, PRP)
- Condroprotettori
- Terapia fisica
- Stimolazione biofisica della cartilagine
Trattamenti Chirurgici
La maggior parte dei candidati per la cura della cartilagine articolare sono i pazienti giovani che hanno subito un singolo infortunio, ed hanno una singola lesione. Molte procedure per ripristinare la cartilagine articolare sono eseguite per via artroscopica.
Durante l'artroscopia, il chirurgo pratica due o più piccole incisioni della pelle intorno alla vostra articolazione per entrare con una microtelecamera chiamata artroscopio. Alcune procedure impongono al chirurgo di avere un accesso più diretto alla zona interessata. Spesso sono necessarie incisioni più grandi, chirurgia detta open. A volte assieme al danno cartilagineo è necessario affrontare altri problemi associati, come ad esempio rotture meniscali o legamentose e spesso devono essere curati i difetti di asse dell'arto, ad esempio bisognerà eseguire osteotomie del ginocchio per sistemare un varo o un valgo.
In generale, il recupero da una procedura artroscopica è più veloce e meno doloroso di quello dopo la chirurgia tradizionale a cielo aperto, ma per tutte le procedure di riparazione cartilaginea i tempi sono piuttosto lunghi.
Ecco alcune delle tecniche chirurgiche più comuni:
- Microfratture: L'obiettivo delle microfratture è di stimolare la crescita di nuova cartilagine articolare creando un nuovo afflusso di sangue. Uno strumento appuntito e tagliente chiamato punteruolo o condropick viene utilizzato per praticare più fori nell'osso della superficie articolare scoperta di cartilagine. Questa azione crea una risposta di guarigione. Il nuovo afflusso di sangue può raggiungere la superficie articolare, portando con sé nuove cellule che formeranno la nuova cartilagine. Lo svantaggio è che il tessuto che si forma non è cartilagine ialina, cioè vera cartilagine, ma una fibro-cartilagine che in genere non dura moltissimo nel tempo. Il vantaggio è che è una tecnica chirurgica molto semplice, veloce che può essere eseguita in artroscopia.
- Perforazioni: Le perforazioini, come le microfratture, hanno lo scopo di stimolare la produzione di cartilagine. Alcuni fori multipli vengono praticati nella zona lesionata dell'osso subcondrale con un trapano chirurgico o un filo metallico appuntito. L'osso subcondrale viene così penetrato per creare una risposta di guarigione. Anche per le perforazioni vale quanto detto per le mcrofratture e cioè che non danno origine a cartilagine ialina ma a fibrocartilagine.
- Abrasione (Shaving o Pulizia Cartilaginea): La tecnica dell'abrasione (detta anche shaving o pulizia cartilaginea) è simile alla perforazione. Invece di trapani o fili, vengono utilizzati frese ad alta velocità per rimuovere la cartilagine danneggiata e raggiungere l'osso subcondrale.
- ACI (Impianto di Condrociti Autologhi): La tecnica ACI è una procedura che viene eseguita in due fasi. In una prima fase vengono prelevate cellule sane di cartilagine dal paziente che poi vengono coltivate in laboratorio e fatte crescere di numero per poi impiantarle in una seconda fase nel difetto della cartilagine. Nella prima fase, il tessuto cartilagineo sano viene prelevato da una zona di non carico dell'articolazione del paziente stesso. Questo passo viene eseguito come procedura artroscopica. Questo pezzettino di tessuto che contiene cellule cartilaginee sane, dette condrociti, viene poi inviato al laboratorio. Ne vengono prelevate le cellule che sono messe in coltura e aumentano di numero per un periodo da 3 a 5 settimane. Dopo questo passaggio viene eseguita una seconda procedura chirurgica a cielo aperto, cioè mediante artrotomia, per impiantare le cellule di nuova produzione. Viene preparato il difetto della cartilagine mediante curettage e viene prelevato uno strato di tessuto dalla gamba stessa del paziente, chiamato periostio che poi sarà cucito sopra la zona lesionata. Questo "coperchio" viene sigillato con colla di fibrina. La tecnica ACI è indicata per i pazienti più giovani che hanno singoli difetti più grandi di 2 cm di diametro.
- Trapianto Osteocondrale Autologo: Nella tecnica di trapianto osteocondrale autologo, la cartilagine viene semplicemente trasferita da una parte all'altra della stessa articolazione. Il pezzo di tessuto cartilagineo sano (innesto) viene prelevato da una zona di osso fuori dal carico. L'innesto composto di osso e cartilagine viene prelevato a forma di cilindro (carotatura). In seguito durante la stessa procedura chirurgica viene pressato ad incastro nella zona del difetto opprtunamente preparata. Ciò lascia una superficie liscia di cartilagine nell'articolazione. Il trapianto osteocondrale autologo ha lo svantaggio che non può essere utilizzato per difetti della cartilagine di grosse dimensioni. Questo perché il tessuto sano dell'innesto può essere prelevato solo da un'area limitata della stessa articolazione altrimenti il danno che viene creato per prelevare il tessuto diventerebbe inaccettabile.
- Allotrapianto Osteocondrale: Se il difetto di cartilagine è troppo grande per un autotrapianto, allora può essere preso in considerazione un allotrapianto Un allotrapianto è un innesto di tessuto prelevato da un donatore di organi. Come un autotrapianto, è un blocco di cartilagine e di osso. In laboratorio viene sterilizzato e preparato e viene sottoposto a tutti i test per escludere eventuali trasmissioni di malattie. Un allotrapianto è tipicamente più grande di un autotrapianto. Gli allotrapianti in genere sono eseguiti attraverso un'incisione aperta, non in artroscopia. Ha gli stessi vantaggi del trapianto osteocondrale autologo senza avere lo svantaggio del danno causato al sito donatore.
- Scaffold Trabecolati Sintetici: Da qualche anno la ricerca ha prodotto tessuti sintetici trabecolati che mimano la struttura della matrice cartilaginea e dell'osso. La speranza è che dalle microfratture una piccola parte di cellule progenitrici vada ad abitare il trabecolato dello scaffold che poi col tempo diventi cartilagine sana.
- Ingegneria Tissutale e Cellule Staminali: La ricerca attuale si concentra su nuovi metodi per la crescita di tessuto cartilagineo sano. Questo è chiamato ingegneria tissutale. I fattori di crescita che stimolano nuovi tessuti possono essere isolati e utilizzati per indurre nuova formazione di cartilagine. L'utilizzo di cellule staminali mesenchimali è oggi oggetto di fervida ricerca. Le cellule staminali mesenchimali sono cellule umane ottenute da tessuto umano, come il midollo osseo. Quando le cellule staminali sono poste in un ambiente specifico, possono dare origine a cellule che sono simili al tessuto di quell'ambiente. La speranza è che le cellule staminali poste nei pressi di una superficie articolare danneggiata stimoleranno la crescita di cartilagine ialina. Le procedure di ingegneria dei tessuti sono ancora in fase sperimentale. La maggior parte dell'ingegneria dei tessuti è effettuata presso i centri di ricerca, nell'ambito delle sperimentazioni cliniche ma allo stato attuale dell'arte questa procedura è ancora in fase di studio e come tale non può essere proposta per i casi clinici.
Riabilitazione Post-Operatoria
Dopo l'intervento chirurgico, la superficie articolare deve essere protetta mentre guarisce la cartilagine. Se la procedura è stata effettuata sul ginocchio o alla caviglia, non si può caricare sulla gamba operata per diverse settimane. Quindi avrete bisogno di usare le stampelle per muovervi.
Il vostro ortopedico vi prescriverà la fisioterapia. Ciò contribuirà a ripristinare la mobilità dell'articolazione. Durante le prime settimane dopo l'intervento, si può cominciare con le mobilizzazioni passive dell'articolazione. Man mano che la guarigione progredisce, la fisioterapia sarà incentrata sul potenziamento muscolare.
Tabella: Confronto tra Trattamenti Chirurgici per la Cartilagine
| Tecnica Chirurgica | Tipo di Cartilagine Formata | Indicazioni | Vantaggi | Svantaggi |
|---|---|---|---|---|
| Microfratture | Fibrocartilagine | Lesioni piccole | Semplice, veloce, artroscopica | Cartilagine meno duratura |
| Perforazioni | Fibrocartilagine | Lesioni piccole | Semplice | Cartilagine meno duratura |
| ACI | Cartilagine Ialina | Lesioni grandi ( > 2cm), pazienti giovani | Cartilagine di alta qualità | Due interventi, procedura complessa |
| Trapianto Osteocondrale Autologo | Cartilagine Ialina | Lesioni piccole | Trasferimento di tessuto sano | Limitato alla dimensione del difetto |
| Allotrapianto Osteocondrale | Cartilagine Ialina | Lesioni grandi | Tessuto da donatore | Rischio di rigetto |
leggi anche:
- Interpretazione Radiografia Ginocchio: Guida Completa per Diagnosticare e Capire Ogni Dettaglio
- Radiografia Arti Inferiori e Bacino Sotto Carico: Quando Farla e Perché
- Radiografia Cranio Latero-Laterale: Indicazioni, Preparazione e Cosa Aspettarsi
- Analisi del Sangue a Cittadella: Scopri Orari Comodi e Come Prenotare Subito!
- Scopri Quali Esami del Sangue Sono Alterati in Caso di Tumore: Segnali da Non Ignorare!
