L’ernia cervicale è una patologia che interessa il rachide cervicale, ovvero le vertebre situate nella parte superiore della colonna vertebrale (C1-C7), i cui sintomi possono variare notevolmente da caso a caso o addirittura mancare del tutto. Come detto l’ernia discale cervicale è una condizione che colpisce la colonna vertebrale, nella sua porzione superiore, vicino al collo. Per comprendere meglio cosa sia, è necessario fare un breve excursus sull’anatomia della colonna vertebrale.
Per spiegarti bene a cosa si faccia riferimento con il termine “ernia cervicale” occorre avere una piccola panoramica riguardante la colonna. Come saprai le vertebre sono i segmenti ossei che costituiscono la colonna spinale. Una vertebra è separata dall’altra tramite il disco intervertebrale, una specie di cuscinetto costituito da una parte centrale semiliquida (detta nucleo polposo) e un’altra esterna più rigida (chiamata anello fibroso). Quando l’anello fibroso protrude verso l’esterno, oltre il limite osseo della vertebra, si parla di protrusione discale, mentre se fuoriesce il nucleo polposo si tratta di ernia discale.
Con il termine “ernia cervicale”, ci si riferisce alla condizione per cui il nucleo di uno di questi dischi, situato nella regione cervicale, fuoriesce dalla sua posizione normale.
Non tutte le ernie sono sintomatiche. Anzi, sembra che dopo i 30 anni la maggior parte della popolazione riporti la presenza di degenerazioni del disco intervertebrale ma non avvertendo alcun dolore particolare non lo sa, e da un punto di vista dell’effetto placebo questo è un bene, perché da quando ci dicono che abbiamo un’ernia, dato che la credenza generale è ERNIA = DOLORE, siamo condizionati. In realtà non è così, l’ernia produce dolore solo quando protrude dal disco in corrispondenza della radice nervosa, e la comprime.
Solo in quel caso infatti si verificano le cervicobrachialgie, in cui si avvertono dolore, scosse, formicolii e deficit della sensibilità in tutto il territorio innervato dalla radice colpita.
Sintomi dell'Ernia Cervicale
I sintomi dell’ernia cervicale possono variare notevolmente. Tra i sintomi più comuni troviamo:
- Dolore al collo e rigidità: Uno dei primi sintomi dell’ernia cervicale è il dolore nella regione del collo. Questo dolore può variare da lieve a intenso e può essere aggravato da movimenti improvvisi o dalla permanenza in una stessa posizione per lungo tempo.
- Irradiamento del dolore: Il dolore causato dall’ernia cervicale può irradiarsi verso altre parti del corpo, come le braccia, le mani o le spalle.
- Mal di testa occipitali: Un altro sintomo tipico dell’ernia cervicale sono i mal di testa che hanno origine nella parte posteriore della testa (regione occipitale) e possono irradiarsi verso l’alto fino alla fronte.
Cause dell'Ernia Cervicale
Le cause dell’ernia cervicale sono varie e spesso interconnesse.
- Degenerazione del disco: Con l’avanzare dell’età, i dischi intervertebrali perdono acqua e diventano meno flessibili, aumentando il rischio di rotture e erniazioni. Abbiamo visto che questa patologia origina dalla degenerazione o dall’usura dei dischi intervertebrali nella regione cervicale della colonna vertebrale.
Tipologie di Ernia Cervicale
Ma quanti tipi di ernia cervicale esistono e quali ne sono le conseguenze? Per comprendere meglio, è essenziale sapere che l’ernia cervicale può essere classificata principalmente in base alla posizione che assume rispetto al midollo spinale e alle radici nervose.
- Ernia Foraminale: Questo tipo di ernia si verifica quando il materiale discale fuoriesce lateralmente verso il forame intervertebrale, ovvero lo spazio attraverso cui passano le radici nervose.
- Ernia Mediana: L’ernia mediana, invece, si verifica quando il materiale discale sporge direttamente all’indietro nel canale spinale. Questa tipologia può essere più pericolosa poiché ha il potenziale di comprimere il midollo spinale stesso o più radici nervose contemporaneamente.
Esistono poi variazioni e sottoclassificazioni basate su fattori specifici come la dimensione dell’ernia o la sua esatta localizzazione e/o ulteriori aspetti. Tra le ernie discali cervicali si distinguono ad esempio l’ernia molle dall’ernia dura.
- Le ernie molli sono quelle in cui si ha una semplice erniazione del nucleo polposo.
- L’ernia “dura” è un misnomero per indicare un conflitto radicolare sostenuto da un becco osseo al margine del corpo vertebrale (osteofitosi margino-somatica).
Cos’è L’ernia del disco cervicale è una sporgenza del disco intervertebrale che comprime la radice nervosa diretta ad uno degli arti superiori ed, eventualmente, anche il midollo spinale. Può essere “molle”, o “dura” a seconda della consistenza. Si manifesta tipicamente con dolore e debolezza dell’arto superiore, la “cervicobrachialgia” rappresentata nella figura a fianco, ma spesso il corteo sintomatologico diventa fuorviante anche per il medico. Infatti, quando la compressione sul midollo spinale è significativa, viene compromessa anche la motilita e la sensibilità degli arti inferiori.
Si parla invece di spondilosi cervicale in presenza di una modificazione marcata dei dischi e delle vertebre cervicali con una sofferenza estesa delle radici e del midollo spinale.
- Ernia “molle”: E’ la classica ernia, per estrusione del disco nel canale neurale. Si produce per “usura” e “degenerazione” del disco, e puo’ essere dovuto a traumi cervicali con colpo di frusta .Usualmente si riscontra prima dei 50 anni. Il livello più colpito è C6-C7 (70%), segue C5-C6 (20%). La manifestazione prevalente è il dolore al braccio ed al collo, che spesso insorge acutamente al risveglio mattutino. E’ usuale una certa rigidità del collo, con torcicollo.
- Ernia “dura”: L’insorgenza dei sintomi è solitamente graduale, con dolore radicolare a cui spesso si associano deficits muscolari ed alterazioni dei riflessi osteo tendinei. Talora sono coinvolte più radici, perchè il processo spondilotico, a differenza della semplice ernia “molle”, interessa più di un livello.
- Spondilosi cervicale: La spondilosi cervicale riduce drasticamente i diametri del canale vertebrale (stenosi vertebrale).
Diagnosi dell'Ernia Cervicale
La diagnosi dell’ernia cervicale inizia solitamente con un’anamnesi dettagliata e un esame fisico approfondito. Durante la diagnosi, alla prima visita, il medico effettua dei test clinici e raccoglie i dati dell’anamnesi. Solitamente la presenza di formicolio, di parestesie delle dita della mano e di forti dolori fanno pensare ad una sofferenza nervosa che potrebbe essere causata dalla compressione dell’ernia sulla radice del nervo.
Il medico indagherà sulla natura e sulla durata dei sintomi presentati dal paziente, oltre a eseguire test per valutare la forza muscolare, i riflessi e la sensibilità nelle aree interessate. In molti casi, per confermare la diagnosi di ernia cervicale e valutarne l’estensione, sarà necessario ricorrere a metodiche di imaging.
Imaging Diagnostico
Per la corretta diagnosi dell’ernia cervicale tecniche di imaging come la risonanza magnetica (RM) o la tomografia computerizzata (TC) sono fondamentali. L’esame diagnostico di scelta è senz’altro la RM che permette di valutare il rapporto del midollo col canale cervicale e delle radici col forame di comiugazione, sia in proiezione assiale che sagittale. La TC è meno efficace della risonanza magnetica nel rilevare la malattia ed è nettamente insufficiente per la presenza di artefatti a C7-D1.
- Risonanza Magnetica (RM): La risonanza magnetica (RM) è considerata lo standard di riferimento poiché fornisce immagini dettagliate dei dischi intervertebrali e delle strutture nervose, permettendo così di identificare con precisione la presenza e la posizione dell’ernia.
- Radiografia (RX): Come abbiamo visto, eseguire una RX della colonna cervicale vuol dire sottoporsi a un esame di imaging radiologico utilizzato per indagare eventuali anomalie che riguardano il rachide cervicale, come fratture, patologie degenerative e molto altro. Il centro dispone di macchinari per RX di ultima generazione, in grado di fornire immagini dettagliate delle vertebre del rachide. Una radiografia in posizione obliqua dimostra la riduzione del canale neurale, la dove la radice nervosa esce dal canale vertebrale. Già la radiografia del rachide cervicale mostra gli indizi di una sofferenza radicolare e/o midollare per la presenza di osteofiti e per il restringimento del canale vertebrale e/o del forame di coniugazione. L’esame è assolutamente non invasivo, indolore e molto sicuro. Non è necessario alcun tipo di preparazione preventiva, né digiunare o interrompere l’eventuale assunzione di farmaci.
Trattamenti per l'Ernia Cervicale
Una volta posta la diagnosi di ernia cervicale attraverso questi strumenti, il medico può proporre il trattamento più adeguato alle specifiche esigenze del paziente. È importante ricordare che una diagnosi tempestiva può migliorare significativamente l’efficacia del trattamento, riducendo il rischio di complicazioni a lungo termine.
Le opzioni terapeutiche variano a seconda della gravità dei sintomi e della specifica situazione del paziente. La scelta della cura più adatta dipende da molti fattori, inclusa la gravità dei sintomi e l’impatto sulla qualità di vita del paziente. È importante consultare un medico specializzato in disturbi della colonna vertebrale per una valutazione accurata e per discutere il piano terapeutico più adatto. Un approccio multidisciplinare che combina trattamenti medici, fisioterapia e modifiche dello stile di vita offre le migliori prospettive di successo nel lungo termine.
Trattamenti Conservativi
- Farmacoterapia: l’utilizzo di farmaci anti-infiammatori non steroidei (FANS) può aiutare a ridurre il dolore e l’infiammazione. La terapia medica mira al controllo dell’infiammazione e del dolore. I farmaci più comunemente impiegati sono i FANS (farmaci antinfiammatori non steoirdei) che associano in proporzioni più o meno diversa, anche un’attività analgesica. Quando si vuole un’azione più intensa si possono associare cortisonici ed antidolorifici, con miorilassanti, se è presente spasmo muscolare. Siccome l’irritazione meccanica prodotta dai movimenti del collo contribuisce ad esacerbare i sintomi, risulta efficace per qualche tempo l’uso di un collare.
- Fisioterapia: esercizi mirati possono migliorare la flessibilità del collo e la forza dei muscoli supportivi, alleviando così i sintomi associati all’ernia cervicale. Anche le tecniche fisioterapiche di trazione e la laser-terapia e/o ionoforesi riescono ad alleviare i sintomi. Al giorno d’oggi i casi in cui è necessario l’intervento chirurgico sono una stretta minoranza. Questo perché nel nostro Paese, difficilmente si arriva in condizioni tali da richiedere un’operazione, la fisioterapia infatti cura oltre l’85% dei problemi cervicali.
Intervento Chirurgico
L’intervento chirurgico per l’ernia del disco cervicale rappresenta una soluzione terapeutica adottata in casi selezionati, quando i trattamenti non invasivi non hanno sortito l’effetto desiderato o quando si presentano sintomi gravi come deficit neurologici. L’intervento chirurgico si effettua quando l’ernia è completamente espulsa, i sintomi clinici sono molto acuti e rendono difficile la mobilità del collo, e soprattutto quando la compressione dell’ernia rischia di danneggiare il nervo.
Esaurite le possibilità della terapia conservativa, si rende necessario l’ intervento chirurgico per la rimozione del disco e degli eventuali osteofiti. L’approccio è tipicamente anteriore col paziente supino e la testa leggermente iperestesa (un rialzo sotto le spalle) e ruotata.
Esistono diverse tecniche chirurgiche per affrontare l’ernia cervicale, tra cui la discectomia cervicale anteriore e fusione (ACDF) e la sostituzione del disco cervicale (CDR).
- La discectomia cervicale anteriore e fusione (ACDF) è una delle tecniche più comuni. Il chirurgo effettua un piccolo taglio nel lato anteriore del collo per accedere alla colonna vertebrale cervicale. E` consigliabile la fusione specie quando sia interessato più di un livello. Il tassello osseo viene prelevato dalla cresta iliaca, ed adattato allo spazio discale con la corticale a livello dei margini vertebrali anteriori. Oggi si usa quasi sempre un tassello preconfezionato, detto “cage” di carbonio o altro materiale inerte. Quando si trattino più dischi contigui, le vertebre interessate possono venir “bloccate”con placche e viti.
- La sostituzione del disco cervicale (CDR), invece, prevede la rimozione del disco danneggiato seguita dall’inserimento di una protesi artificiale che mima la funzionalità del disco naturale.
Entrambi gli interventi sono eseguiti sotto anestesia generale e richiedono un ricovero ospedaliero.
Prevenzione
La prevenzione primaria si basa sull’adozione di un corretto stile di vita che include attività fisica regolare, postura adeguata durante le attività quotidiane e l’utilizzo ergonomico dei dispositivi tecnologici. Un altro aspetto chiave nella prevenzione dell’ernia cervicale è rappresentato dall’ergonomia sul posto di lavoro e nelle abitazioni. La prevenzione dell’ernia cervicale rappresenta un investimento nel lungo termine per la propria salute. Sono fondamentali le abitudini, quindi fare un’attività fisica costante, mantenere una corretta postura mentre lavoriamo, e praticare delle sedute fisioterapiche nel corso dell’anno per restare in forma ed essere controllati.
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