Esami radiologici come una TAC, una risonanza magnetica o una radiografia possono essere eseguiti in gravidanza? E con quali precauzioni? La risposta è che il medico deve valutare attentamente se l'esame è realmente necessario.
Il primo passo è valutare se è veramente necessario fare l’esame o se si può rimandare a dopo il parto; allo stesso modo si stabilisce se sono possibili esami alternativi, come l’ecografia. Se una donna ha la reale necessità di sottoporsi all’accertamento radiologico, è bene che non vi rinunci. In questo caso è però opportuno prendere una serie di precauzioni per ridurre al minimo i rischi di recare danno al feto.
Precauzioni durante gli esami radiologici in gravidanza
Per minimizzare i rischi per il feto, è fondamentale adottare diverse precauzioni:
- Ottimizzare la quantità delle radiazioni: È possibile regolare l'apparecchiatura per utilizzare la minor dose possibile mantenendo una buona qualità dell'immagine diagnostica.
- Valutare l'area interessata: In generale, se la radiografia o la TAC interessa aree lontane dall’addome, come una gamba, un braccio, la testa, la dose di radiazioni che raggiunge il feto è davvero trascurabile, quindi il rischio è molto ridotto.
- Schermatura: Se necessario ai fini diagnostici in situazioni acute è possibile eseguire lastre anche nel primo trimestre, adottando però alcuni accorgimenti come usare una tecnica a cono lungo con opportuni centratori, schermando adeguatamente la tiroide e, ovviamente, l’addome.
- Informare il radiologo: In ogni caso il radiologo deve essere sempre informato dello stato di gravidanza della donna.
Il periodo più delicato
Il periodo più delicato, in cui le radiazioni possono essere pericolose anche a dosaggi inferiori, sono le prime settimane di gestazione (fino alla fine del primo trimestre), quando si ha l’impianto dell’embrione e la formazione degli organi. In questa fase vale la cosiddetta regola del “tutto o niente”: l’effetto delle radiazioni cioè può manifestarsi, causando direttamente un aborto spontaneo, o non manifestarsi, ed in tal caso la gravidanza prosegue senza problemi.
Soglia di pericolosità delle radiazioni
Il Comitato Internazionale di Radioprotezione indica che la soglia di pericolosità durante la gravidanza si raggiunge oltre i 100 milligray (sigla mGy, è l’unità di misura che indica la dose di radiazione assorbita), vale a dire una dose che, ad una stima indicativa, richiede almeno dalle 3 alle 5 tac o 10-20 radiografie a livello addominale o lombare. Se invece la dose di radiazioni alla quale il feto viene esposto è inferiore ai 100 mGy, la probabilità di aborto o di danno al nascituro è assimilabile a quella di una comune gravidanza.
Risonanza Magnetica in Gravidanza
La risonanza magnetica non utilizza radiazioni ionizzanti, come la tac e le radiografie, ma utilizza campi elettrici e magnetici. La letteratura scientifica ci dice che non esistono prove di danni al feto. Tuttavia, anche se non vi sono evidenze scientifiche, in via cautelativa si sconsiglia la risonanza nel primo trimestre, perché i campi magnetici potrebbero riscaldare i tessuti e fare aumentare la temperatura del feto oltre la soglia di sicurezza.
Radiografie Dentali e Gravidanza
Quello delle radiografie dentali e gravidanza è da sempre un tema dibattuto che mette in ansia le pazienti anche per via di informazioni sbagliate. ASSO, la Associazione delle Società Scientifiche Odontoiatriche ricorda come sia più dannoso trascurare la propria salute orale e come ADA, l’Associazione dei Ginecologi Americani e il Ministero della Salute italiano, affermino che le donne in gravidanza possono ricevere radiografie dentali durante l’intero periodo della gravidanza, purché vengano adottate adeguate misure di radioprotezione per mantenere la dose più bassa ragionevolmente ottenibile.
Per fare un esempio delle dosi che la paziente viene esposta durante una endorale, ASSO indica che quanto arriva al senso è paragonabile al equivalente ad una esposizione media in termini di radiazione in un’ora di volo di aereo mentre per il feto, “data la distanza dall’irradiazione prodotta di una sorgente radiogena collimata, cioè molto ristretta, come quella generata dagli apparecchi radiografici odontoiatrici, l’esposizione corrisponde a 15 minuti di volo aereo”.
Infine alla domanda se si possono eseguire radiografie dentali durante l’allattamento, ASSO risponde: “Non c’è alcuna evidenza che radiografie endorali, ortopantomografie o CBCT, tutti esami eseguiti senza mezzo di contrasto, possano alterare in qualche modo il latte materno.
Farmaci e Gravidanza
Farmaci e radiografie durante la gravidanza: quanto sono sicuri? Una domanda che tutte le donne in attesa di un bimbo si pongono, preoccupate per gli effetti collaterali che potrebbero avere sul nascituro. In realtà, con gli opportuni accorgimenti e in casi di effettiva necessità, è possibile assumere farmaci ed eseguire esami diagnostici radiografici anche durante i mesi della gestazione.
È vero che nessun farmaco può essere somministrato in gravidanza? Falso. Farmaci come l’amoxicillina (non in associazione all’acido clavulanico), il paracetamolo, alcuni anestetici locali come la lidocaina e l’adrenalina non comportano controindicazioni se assunti nelle dosi indicate. Secondo la campagna istituzionale dell’Agenzia italiana del farmaco (AIFA) sui farmaci in gravidanza, durante i nove mesi d’attesa possono essere assunti tranquillamente i medicinali necessari e prescritti dal medico.
Non tutti i farmaci assunti dalla madre attraversano la placenta e raggiungono il feto, con effetti tossici diretti o teratogeni. L’effetto di un farmaco sul feto è determinato in gran parte dall’età del feto stesso al momento dell’esposizione, dalla potenza e dal dosaggio del farmaco.
Ecco una panoramica degli effetti dei farmaci a seconda del periodo di gestazione:
- Entro il 20esimo giorno successivo alla fecondazione: i farmaci assunti in questo periodo hanno un effetto di tipo “tutto o nulla”, cioè possono provocare la morte dell’embrione o non danneggiarlo affatto.
- Durante l’organogenesi (tra il 20esimo e il 56esimo giorno dopo la fecondazione): la teratogenesi è più probabile.
- Dopo l’organogenesi (nei trimestri 2o e 3o): la teratogenesi è improbabile, ma i farmaci possono alterare la crescita e la funzionalità di organi e tessuti fetali normalmente formati.
Vaccini in Gravidanza
Altri vaccini vanno riservati a situazioni in cui la donna o il feto sono a rischio significativo di esposizione a un’infezione pericolosa e il rischio di effetti avversi da parte del vaccino è bassa. I vaccini con virus vivi devono essere evitati nelle donne in stato di gravidanza.
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