La creatinina è un prodotto di scarto del metabolismo dei muscoli, prodotto in maniera costante dal nostro organismo ed eliminato attraverso i reni. La concentrazione di creatinina nel sangue è un indice molto importante per valutare la funzionalità renale. Infatti, un aumento dei livelli di creatinina nel sangue può indicare un malfunzionamento dei reni. La misurazione dei livelli di creatinina è un esame del sangue di routine e può aiutare a identificare precocemente problemi renali.
Valori Normali di Creatinina
I valori normali di creatinina nel sangue variano in base all’età, al sesso e alla massa muscolare. Generalmente, per gli uomini, il valore normale si aggira tra 0,7 e 1,3 mg/dL, mentre per le donne tra 0,6 e 1,1 mg/dL. Questi valori possono variare leggermente a seconda del laboratorio che esegue l’analisi.
Creatininemia: valori di riferimento
La concentrazione di creatinina nel sangue si misura in milligrammi di creatinina per decilitro di sangue (mg/dl). I valori variano in funzione di età, sesso, peso e altezza della persona. Nei bambini e nelle donne, ad esempio, è normale avere valori più bassi che negli uomini a causa della minore massa muscolare. È altrettanto normale che una persona anziana o poco muscolosa abbia valori più bassi rispetto ad uno sportivo. In genere i valori normali di creatininemia, per gli adulti, sono compresi tra 0,84 e 1,21 mg/dl (fonte ISS). Nello specifico, bisogna sempre tenere in considerazione i valori indicati come rifermento dal laboratorio dove sono state effettuate le analisi.
Creatinina alta e creatinina bassa nel sangue: le cause
Valori di creatininemia più bassi del normale non sono comuni e generalmente non destano preoccupazione, perché dipendono da condizioni come la gravidanza, la senilità o una dieta povera di proteine. Al contrario valori alti nel sangue possono indicare la presenza di un danno, a causa del quale i reni non riescono a compiere il loro lavoro di filtraggio del sangue. Le cause di valori troppo alti di creatininemia, oltre all’insufficienza renale, possono essere: patologie come ipertensione, diabete, ipertiroidismo; assunzione di alcuni farmaci tossici per i reni, come antibiotici, diuretici, chemioterapici; traumi muscolari o ustioni.
Quando la Creatinina Alta Richiede la Dialisi
Un livello di creatinina superiore al normale può indicare un problema renale. I sintomi di un elevato livello di creatinina possono includere affaticamento, perdita di appetito, nausea, confusione e gonfiore delle mani e dei piedi. Le cause di un aumento della creatinina possono essere varie, tra cui malattie renali, disidratazione, consumo eccessivo di proteine, farmaci nefrotossici e malattie muscolari.
La dialisi è un trattamento che riproduce alcune delle funzioni dei reni, come la filtrazione dei rifiuti dal sangue, quando questi non sono più in grado di svolgere il loro lavoro in modo efficace. Il livello di creatinina è uno dei parametri utilizzati per determinare la necessità di iniziare la dialisi. Quando i reni non funzionano correttamente, la creatinina e altre sostanze di scarto si accumulano nel sangue, causando vari sintomi e complicazioni.
Non esiste un valore preciso di creatinina che determini la necessità di iniziare la dialisi. La decisione di iniziare la dialisi dipende da vari fattori, tra cui i sintomi del paziente, la presenza di altre condizioni mediche e il tasso di filtrazione glomerulare (GFR).
Limite creatinina per dialisi
Con un esame del sangue è possibile diagnosticare un'Insufficienza Renale Cronica e capirne la gravità. Nell'esame vengono presi in considerazione i valori della creatinina nel sangue e la velocità di filtrazione glomerulare (GFR Glomerular Filtration Rate). La valutazione di questi due valori permette di diagnosticare e stadiare un’Insufficienza Renale Cronica.
Valori di creatinina sierica superiori agli 1,5-2 mg/dl sono indicativi di un’Insufficienza Renale, ma non bastano a prescrivere la dialisi che rappresenta solo l'ultima tappa di un percorso di cura denominato terapia conservativa. La dialisi (peritoneale o extracorporea) rappresenta, in attesa del trapianto, la scelta quando si è persa circa l'85-90 percento della funzionalità renale e il GFR è inferiore a 15 ml/min.
Come Funziona la Dialisi
La dialisi è un trattamento che diventa necessario quando i reni non riescono più a svolgere pienamente le loro funzioni e quindi è finalizzata all'eliminazione di scorie e liquidi in eccesso. Quando i tuoi reni non riescono più a funzionare nel modo corretto la dialisi mantiene il tuo corpo in equilibrio:
- rimuove rifiuti, sale e liquidi extra per evitare che si accumulino nel corpo
- mantiene in sicurezza i livelli di alcune sostanze potenzialmente pericolose, come potassio, sodio e bicarbonato
- aiuta a controllare la pressione sanguigna
Tipi di dialisi
Esistono due tecniche di dialisi:
- Emodialisi: viene eseguita in ospedale e nei centri ambulatoriali specializzati e consiste nella depurazione del sangue che attraversa un filtro (un rene artificiale): il sangue viene portato fuori dal corpo dopo la creazione di un accesso vascolare e dopo un processo di depurazione viene reinfuso. La procedura dura 4 ore e viene ripetuta a giorni alterni.
- Dialisi peritoneale: prevede depurazione del sangue all'interno del corpo. Può essere eseguita a casa e consiste nell'inseririmento più volte al giorno del liquido attraverso un catetere nella cavità peritoneale. La depurazione, quindi, avviene a livello del peritoneo, una membrana che ricopre i visceri addominali. Dopo alcune ore questo liquido contenente le tossine raccolte viene rimosso.
Dialisi temporanea
In alcuni casi di Insufficienza Renale Acuta dopo un periodo in cui si fa dialisi la funzione renale può migliorare e il trattamento dialitico può essere temporaneo. In caso di Insufficienza Renale Cronica o allo stadio terminale la dialisi non può essere interrotta in attesa di un trapianto renale.
Conseguenze della Dialisi
In passato la dialisi durava 12 ore e comportava non pochi fastidi durante e post trattamento. Oggi con le moderne tecniche la durata del trattamento è 4 ore a giorni alterni e la tecnica è molto più sopportabile. Solo ad inizio trattamento, quando vengono inseriti gli aghi, si può avvertire un po' di fastidio, il trattamento dialitico è ben sopportato dalla maggioranza dei pazienti.
Perché Misurare la Creatinina
Pur non avendo alcuna utilità per l’organismo, il test della creatinina è un ottimo indicatore del funzionamento renale. La misurazione viene normalmente prescritta ai pazienti che già soffrono delle patologie che possono comportare problemi ai reni, come diabete e ipertensione. Tuttavia, può essere eseguita a scopo preventivo anche da persone perfettamente sane. In particolare, al di sopra dei 50 anni è consigliato effettuare il test con una cadenza annuale o al massimo biennale.
La misurazione del livello di creatinina viene ovviamente eseguita anche quando si manifestano sintomi che sono correlabili con un’alterata funzionalità dei reni, come:
- gonfiore al viso, alle caviglie e ai piedi
- difficoltà ad urinare, con dolore e urina scura
- dolore alla schiena, nella zona dei reni
- disturbi della concentrazione e del sonno
Monitorare i livelli di creatinina è fondamentale per la diagnosi precoce e il trattamento delle malattie renali. Un controllo regolare dei livelli di creatinina può aiutare a rilevare eventuali problemi renali in una fase precoce, quando il trattamento è più efficace. Inoltre, adottare uno stile di vita sano può aiutare a mantenere i reni in buona salute e a prevenire l’aumento dei livelli di creatinina.
Creatinina nelle urine
La misurazione della creatinina nelle urine è utile per affinare le indagini ed avere delle indicazioni più precise sulla concentrazione di tale sostanza. Tale esame avviene mediante la raccolta di urine nell’arco di 24 ore. Per raccogliere correttamente le urine, il paziente deve gettare via la prima urina del mattino e raccogliere le urine dal campione successivo in poi. Le urine vanno raccolte in un contenitore, in genere del volume di 2,5l. Le ultime urine raccolte devono essere le prime del mattino successivo.
Creatininuria: valori di riferimento
La concentrazione della creatinina nelle urine si misura in mg di creatinina nell’arco delle 24 ore (mg/24h). Anche in questo caso i valori possono variare molto in funzione delle caratteristiche del paziente. Il valore normale di riferimento medio, comunque, si aggira intorno a 800mg/24h. Tuttavia si può arrivare anche a 2000mg/24h. Come sempre, bisogna tenere come riferimento i valori indicati dal laboratorio presso il quale è stata effettuata l’analisi.
Clearance della creatinina
Una volta misurate le concentrazioni di creatinina nel sangue e nelle urine, è possibile calcolare la clearance della creatinina. Si tratta un indicatore preciso della funzionalità renale, perché indica quanti millilitri di sangue vengono depurati in un minuto dai reni. Tale indicatore si misura in millilitri al minuto (ml/min). L’intervallo di normalità è molto variabile e va da 85 a 125 ml/min.
La creatinina è una sostanza che deriva dalla creatina. Viene liberata nel sangue a seguito di lavoro muscolare o di un danno muscolare e il suo valore è un indicatore del funzionamento della filtrazione renale.
La creatininemia è la quantità di creatinina contenuta nel siero ematico. Il valore normale è tra 0,8 e 1,2 mg/dl e quando vengono riscontrati valori superiori significa che il rene non è stato in grado di depurare adeguatamente il sangue dalla creatinina.
La creatinuria è invece la quantità di creatinina presente nelle urine. Una riduzione della creatinuria si associa, di norma, con un aumento della cretininemia.
La clearance della creatinina è un valore che si calcola tenendo conto del volume di urina emesso per minuto e i valori della creatininemia.
La velocità di filtrazione glomerulare è il parametro utilizzato per valutare la gravità dell’insufficienza renale. È il valore che valuta la velocità con cui il sangue viene filtrato e ripulito da creatinina e altre scorie.
L’azotemia è un valore che si associa frequentemente a quello della creatinina. Per azotemia si intende il valore di azoto presente nel sangue. Queste scorie vengono immesse nel circolo ematico fino a che non vengono eliminate dal rene sotto forma di urea. I valori normali di azotemia sono tra 15 e 50 mg/dl, anche se ogni laboratorio utilizza parametri che possono differire fra loro.
Velocità di filtrazione glomerulare stimata
La velocità di filtrazione glomerulare stimata (eGFR) è un’indicazione stimata, quindi basata su dei calcoli, del corretto funzionamento renale e si misura in millilitri di sangue depurato al minuto (ml/min). I valori normali sono compresi tra 90 e 120 ml/min. Tale parametro si ottiene elaborando il valore della creatininemia con delle formule che tengono in considerazione anche l’età, il sesso, l’etnia, il peso e l’altezza del paziente.
La Decisione di Non Iniziare la Dialisi
È bene sottolineare che la decisione di NON iniziare una terapia sostitutiva renale deve essere una decisione razionale, la più appropriata per gruppo selezionato di pazienti nei quali la dialisi non migliora qualità e aspettativa di vita. Come abbiamo visto, il paziente con capacità di intendere e volere può decidere di non iniziare il trattamento dialitico. Il medico ha il dovere di indagare le motivazioni di questa scelta e discuterle con il paziente. In altre circostanze può essere il medico a proporre quest’opzione, qualora ritenga che la dialisi non solo non migliori aspettativa e qualità di vita, ma sia gravosa per il paziente.
La finalità sia del nefrologo che del paziente deve essere quella di arrivare ad una decisione condivisa, dove le preferenze, le prospettive e la visione di vita del paziente si incontrano e si integrano con le informazioni di natura clinica in possesso del medico. Per arrivare a questo obiettivo è necessario partire da lontano, da quando viene diagnosticata la malattia renale.
Infatti molti pazienti sono più interessati a capire come il piano terapeutico potrà influenzare la loro vita quotidiana, anziché conoscere informazioni tecniche o previsioni statistiche che non saprebbero poi come interpretare. In caso di rifiuto del trattamento dal parte del paziente, è importante escludere la presenza di depressione e di motivazioni sociali (essere di peso alla famiglia, senso di solitudine ed isolamento, difficoltà a raggiungere il centro dialisi, ecc.). Il non avvio della dialisi non dovrebbe mai essere motivato da ragioni sociali.
In caso di insorgenza di una malattia che comporta un progressivo deterioramento della funzione del rene, può essere opportuno che il nefrologo discuta fin da subito con il paziente ed i familiari sia la prognosi sia le terapie che con il progredire della patologia possono rendersi necessarie. È quella che viene chiamata la Pianificazione anticipata dei trattamenti (advance care planning). In quest’ambito deve essere discusso l’eventuale inizio della dialisi.
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