Tipi di Scintigrafia: Una Guida Dettagliata

La scintigrafia è una metodica di diagnostica per immagini che si basa sulla somministrazione di radiofarmaci e risale già agli anni Sessanta. Si tratta di una tecnica diagnostica di medicina nucleare per immagini, che consente di studiare la funzionalità di diversi organi del corpo umano e la loro anatomia.

La scintigrafia è un rilevamento che viene eseguito mediante l’ausilio di un apposito macchinario, attraverso delle radiazioni emesse da un radiofarmaco. L’esame viene eseguito da un medico radiologo specializzato in medicina nucleare.

Come Funziona la Scintigrafia

La tecnica diagnostica della scintigrafia richiede l’impiego di una gamma-camera che rileva le radiazioni emesse dal radiofarmaco precedentemente iniettato e le traduce in immagini. Le immagini restituite permettono uno studio molto preciso di sede, forma, dimensioni, peculiarità anatomiche e funzionalità dell’organo o del tessuto in esame. É il tipo di farmaco somministrato che andrà a interagire con l’organo sotto esame.

Si utilizzano molecole simili a quelle utilizzate nella PET, ma meno specifiche. Questi radiofarmaci, chiamati traccianti, non provocano alcuna reazione allergica, per cui non ci sono controindicazioni.

Al paziente viene introdotto per via endovenosa un radiofarmaco. Gli isotopi radioattivi vengono somministrati principalmente per via endovenosa, e successivamente rilevati da una macchina molto sensibile chiamata gamma camera.

Tipi di Scintigrafia

Sono molte le scintigrafie che si possono effettuare e in base all’oggetto dell’indagine, che può essere un organo, un tessuto, le ossa, i vasi sanguigni, la scintigrafia si distingue in:

  • Scintigrafia ossea: utilizzata per diagnosticare fratture, infezioni, metastasi e altre condizioni ossee. La prima viene effettuata principalmente in ambito oncologico ed è utile per l’individuazione precoce delle metastasi scheletriche.
  • Scintigrafia miocardica: utilizzata per valutare la perfusione del sangue al cuore e individuare eventuali problemi cardiaci come l’ischemia o l’infarto del miocardio. La scintigrafia miocardica perfusionale serve per la valutazione dei pazienti che presentano delle alterazioni sospette o già diagnosticate a livello delle coronarie. In questo caso la scintigrafia è utile non solo per la diagnosi, ma anche per la valutazione dopo la terapia, ad esempio dopo un’angioplastica.
  • Scintigrafia tiroidea: utilizzata per valutare la funzione tiroidea e individuare eventuali noduli o altre anomalie. La scintigrafia tiroidea è molto importante per la valutazione delle patologie tiroidee, sia di tipo infiammatorio che di tipo nodulare.
  • Scintigrafia renale: utilizzata per valutare la funzione renale, individuare ostruzioni urinarie, anomalie congenite o altre malattie renali.
  • Scintigrafia della mammella: utilizzata per individuare lesioni sospette al seno e valutare la loro natura.
  • Scintigrafia polmonare: per lo studio della perfusione polmonare.
  • Scintigrafia gastrointestinale: per lo studio del tratto digerente.
  • Scintigrafia paratiroidea: per lo studio delle alterazioni della paratiroide diagnosticate o sospette e per la localizzazione preoperatoria in pazienti con iperparatiroidismo già accertato.
  • Scintigrafia testicolare: per lo studio del flusso sanguigno dei testicoli.
  • Scintigrafia lacrimale: per lo studio di eventuali ostruzioni delle vie lacrimali.
  • Scintigrafia renale sequenziale: per lo studio della funzione renale in pazienti con patologia renale nota o sospetta.
  • Scintigrafia epatobiliare: per lo studio del fegato e delle vie biliari.
  • Linfoscintigrafia: per lo studio del sistema linfatico e per la visualizzazione dei linfonodi.
  • Scintigrafia globale corporea con traccianti immunologici e recettoriali o OCTREOSCAN: per lo staging e follow-up di tumori neuroendocrini esprimenti recettori per la somatostatina.

Ognuna di queste forme di scintigrafia prevede una preparazione e una esecuzione differente. Sarà il tecnico a fornire tutte le istruzioni del caso al momento della prenotazione dell’esame.

Preparazione e Durata dell'Esame

Non tutte le scintigrafie sono eseguite nello stesso modo o preparazione. Il digiuno da cibo per alcune ore prima dell’esame (non da acqua, sempre concessa) è utile, ma non sempre indispensabile. L’accompagnamento è invece indispensabile in caso di claustrofobia al fine di evitare la guida dopo l’assunzione di terapia ansiolitica eventualmente necessaria per l’esame.

La durata di questo esame può variare a seconda del tipo di scintigrafia e dell’area del corpo che viene esaminata.

  • Ossea - può richiedere da 1 a 3 ore.
  • Renale - può richiedere circa 1-2 ore.
  • Miocardica - può richiedere da 2 a 4 ore.

Dopo l’esame, la maggior parte dei radiofarmaci viene escreto attraverso le urine o le feci. Tuttavia, è importante seguire le istruzioni fornite dal personale medico o dal tecnico di imaging per ridurre al minimo l’esposizione alle radiazioni.

Perché Viene Prescritta la Scintigrafia?

La scintigrafia viene richiesta nelle diagnosi di patologie e tumori a carico di organi quali cuore, cervello, polmoni, tiroide, ossa, reni e fegato. Si tratta di un esame utile per l’individuazione delle coronaropatie e aiuta anche nel follow up di pazienti che hanno subito alcuni interventi chirurgici.

Come accennato, la scintigrafia ha molte applicazioni, perché consente di analizzare tessuti, organi e ossa. Il medico potrebbe prescrivere questo esame per molti scopi differenti, ad esempio:

  • Diagnosticare un infarto del miocardio, una stenosi delle coronarie o una coronaropatia.
  • Diagnosticare vari tipi di malattie della tiroide.
  • Diagnosticare varie malattie, infezioni e danni alle ossa o, in oncologia, tumori ossei e metastasi alle ossa.
  • Diagnosticare disturbi della motilità esofagea, una malattia da reflusso gastroesofageo, disturbi a carico dell’intestino tenue.
  • Distinguere l’embolia polmonare da altre patologie che alterano l’afflusso di sangue nei polmoni.
  • Identificare infiammazioni e infezioni.
  • Localizzare un sanguinamento intestinale.
  • Verificare eventuali blocchi dei dotti biliari, perdite di bile e disturbi della cistifellea.
  • Verificare la presenza di alcuni tipi di tumore, come il carcinoma polmonare che si è diffuso al fegato, il tumore della tiroide e il tumore del colon-retto.

La scintigrafia è un esame che può essere prescritto per valutare molte parti del corpo, come ad esempio le seguenti: tiroide, fegato, cistifellea, polmoni, vie urinarie, ossa, cervello e alcuni vasi sanguigni. Il principio dell’imaging scintigrafico si basa sulla verifica o sull’esclusione della diagnosi di una malattia visualizzando l’assorbimento di una sostanza radioattiva da parte dell’organo o del tessuto bersaglio.

Essendo molto complesso e lungo da eseguire, non rientra tra gli esami di routine ai quali capita ad ognuno di noi di sottoporsi nel corso della propria vita.

Sicurezza e Considerazioni

La scintigrafia è una procedura sicura. Inoltre, è importante sottolineare che la medicina nucleare è una tecnologia molto sicura, che comporta un rischio molto basso di effetti collaterali o reazioni avverse. La medicina nucleare è una tecnologia molto sicura e non comporta rischi significativi per la salute.

Mediante la scintigrafia si possono identificare molteplici condizioni senza ricorrere alla più invasiva e costosa chirurgia esplorativa.

Tutti possono essere sottoposti ad una scintigrafia, su indicazione del medico curante, tranne le donne in gravidanza e in allattamento per evitare eventuali conseguenze al feto e al bambino.

Comunicare al medico che prescrive la scintigrafia qualsiasi assunzione farmacologica in atto in quel momento, poiché esistono medicinali, alcuni anche molto diffusi, capaci di inquinare i risultati dell'esame diagnostico in questione. Salvo diversa indicazione da parte del medico, il digiuno non rientra tra le norme preparatorie.

La scintigrafia può durare dai 20 minuti alle 2 ore. Prevede l'esposizione del paziente a una dose di radiazioni nocive (derivanti dal tracciante radioattivo impiegato).

In alcuni soggetti, i radionuclidi che costituiscono i radiofarmaci potrebbero dar luogo a spiacevoli reazioni allergiche (reazioni anafilattica). L'ago impiegato per l'iniezione del radiofarmaco potrebbe essere responsabile di una piccola ferita e rossore, laddove è inserito.

Anche se nell’ultimo decennio l’avvento della PET ha consentito di ottenere immagini migliori, scintigrafia e PET continuano a convivere e, nell’immediato futuro, la scintigrafia non verrà totalmente soppiantata dalla PET. Questo per una questione di affidabilità della metodica della scintigrafia, che è conosciuta e utilizzata da molti anni. Ma esiste anche un problema di costi: se è vero che tutte le scintigrafie che si effettuano possono, o potranno, essere svolte anche con un tracciante PET, è altrettanto vero che i costi della PET sono di gran lunga superiori.

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