Quante Ecografie Sono Raccomandate Durante la Gravidanza?

Quando si parla di gravidanza, ci si riferisce a un periodo molto lungo per la donna durante il quale devono essere effettuati una serie di esami di cruciale importanza per valutare la salute del nascituro e della futura madre.

Tra questi esami, quelli che assumono un’importanza fondamentale per le prerogative precedentemente elencate, ci sono le ecografie in gravidanza. L’ecografia è un esame che consente, attraverso l’utilizzo di una sonda e di uno schermo computerizzato, di valutare la conformazione e le problematiche di organi e tessuti altrimenti impossibili da indagare in altro modo, se non attraverso l’utilizzo di incisione chirurgica.

Nel caso dell’ecografia in gravidanza, questa risulta di vitale importanza lungo tutta la gestazione per valutare numerosi parametri ed indagare differenti problemi relativi al feto. Tra questi parametri i più importanti che vanno valutati attraverso le ecografie in gravidanza, vanno ricordati la datazione della gravidanza stessa, la posizione del feto nella sacca di gestazione, la connotazione precisa del sesso del nascituro e la verifica di varie problematiche come i difetti presenti nel liquido amniotico o le problematiche che possono andare a caratterizzare la placenta.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) raccomanda di sorvegliare la gravidanza ricorrendo al più basso numero possibile di interventi di tipo medico necessari a garantire la sicurezza di mamma e bambino. Per questo motivo la comunità scientifica esprime e aggiorna continuamente la sua posizione in merito, in modo da raggiungere l’obiettivo di migliorare l’assistenza limitando al massimo i rischi.

L’OMS ha stabilito recentemente che nella gravidanza a basso rischio sono opportuni otto contatti tra la gestante e i sanitari che si prendono cura di lei. L’OMS raccomanda almeno un’ecografia entro la ventiquattresima settimana, ma in Europa la media è di due o tre ecografie.

Programma delle Ecografie in Gravidanza

Nel quadro d’intervento così delineato le ecografie in gravidanza vengono programmate secondo un preciso calendario impostato in base ad una programmazione settimanale lungo tutti i 9 mesi della gestazione. Ecco come si sviluppa il programma delle ecografie in gravidanza per come si verifica mese per mese.

Il programma per svolgere le ecografie in gravidanza viene solitamente suddiviso in tre appuntamenti così ripartiti:

  • Ecografia tra la 6a e l’8a settimana
  • Ecografia morfologica tra la 20a e la 21a settimana
  • Ecografia intorno alla 30a settimana

Ecografia tra la 6a e l’8a settimana

In questa ecografia viene di solito analizzato lo stato di salute del feto, anche valutando le condizioni di importanza fondamentale come il battito del cuore. Da questo momento, infatti, è più semplice da analizzare il funzionamento cardiaco del feto. In questo appuntamento vengono anche valutate le condizioni morfologiche della sacca gestionale.

Ecografia morfologica tra la 20a e la 21a settimana

Detta anche ecografia del secondo trimestre, nel programma delle ecografie in gravidanza questa assume un’importanza fondamentale per una definitiva valutazione della posizione assunta dal feto, potendo così programmare, in particolari casi, la sicurezza di un parto naturale o la necessità di intervenire, nei tempi, attraverso altre modalità ed altri interventi.

Viene anche definita ecografia morfologica perché serve al medico per studiare la morfologia del feto ed escludere eventuali malformazioni congenite visibili.

Entro la ventiquattresima va invece effettuata l’ecografia «morfologica», al fine di valutare la presenza di uno o più feti, eventuali anomalie e stabilire la data di inizio della gestazione.

Come screening delle anomalie fetali, secondo l’esperienza acquisita, l’ecografia del secondo trimestre permette di identificare eventuali malformazioni fetali, in percentuale variabile a seconda degli organi con una sensibilità di circa il 20-50%, oltre a misurare alcune parti del corpo e confrontarle con le curve di riferimento per valutare lo sviluppo fetale atteso per l’epoca della gravidanza, oltre a controllare il liquido amniotico, visualizzare la sede di inserzione placentare e la localizzazione della placenta.

Ecografia intorno alla 30a settimana

Detta anche ecografia del terzo trimestre, in quest’occasione si è in grado di valutare con maggiore precisione quelle che sono le misure del feto con un’ulteriore valutazione delle condizioni del liquido amniotico, potendo così valutare la possibilità di sviluppare patologie di varia natura ed importanza.

Serve a verificare l’accrescimento del feto, visualizzare i suoi organi e apparati, e controllare il liquido amniotico e la localizzazione della placenta.

Ecografie aggiuntive e considerazioni

Questi appuntamenti, ovviamente, possono essere seguiti e preceduti da ulteriori ecografie in gravidanza. La futura mamma non deve, infatti, sottovalutare nessun segnale che arriva dal feto lungo i mesi della gestazione.

È bene sapere, però, che non c’è alcuna evidenza scientifica che supporti l’effettuazione di un’ecografia nel corso di ogni visita in gravidanza se non esiste un’indicazione specifica. Le mamme italiane vengono sottoposte a un numero esagerato di ecografie, doppio e talvolta anche triplo rispetto allo standard consigliato.

Gli appuntamenti prima elencati hanno carattere gratuito se eseguiti presso strutture pubbliche su indicazione del proprio medico di fiducia. Sono a costo zero anche le prime due ecografie, mentre la terza viene offerta soltanto in caso considerati a rischio: per la mamma o per il feto.

Avere una gravidanza cosiddetta “a rischio” non significa essere di fronte a un reale pericolo per sé e per il bambino, ma vuol dire far parte di un gruppo per il quale esiste una maggiore probabilità di complicazioni: in questo caso c’è necessità di un numero più alto di controlli durante la gravidanza. Ogni donna in gravidanza deve essere accompagnata sulla base del concetto di rischio fin dall’inizio, e la valutazione deve essere rivista a ogni controllo.

In particolare, in Italia, oltre alle due ecografie di comprovata utilità effettuate nei primi due trimestri, si usa aggiungere anche una terza ecografia nel terzo trimestre, utilizzata soprattutto per controllare l’accrescimento fetale.

Se non è stata effettuata l’ecografia del primo trimestre, l'ecografia del secondo trimestre serve a determinare il numero e le dimensioni dei feti, visualizzare alcuni organi e apparati.

Altre considerazioni importanti

La gravidanza è nella maggior parte dei casi un processo fisiologico che richiede sorveglianza e sostegno, non soltanto di tipo sanitario. Informazioni corrette, una rete familiare e sociale solida, e la possibilità di accedere ai servizi erogati dalle ostetriche presenti, rappresentano in questo periodo un insostituibile strumento di salute per la donna.

Ricordiamo anche che nei consultori di alcune regioni italiane viene distribuito un libretto per agevolare le future mamme nella comprensione e nella fruizione dei test di screening.

La letteratura scientifica evidenzia da sempre i benefici materni, in termini di gradimento e salute, determinati da un’assistenza ostetrica. L’ostetrica ha il compito di proteggere questo naturale processo, vigilando sullo stato di salute di mamma e figlio, potenziando le competenze materne, fornendo strumenti che possano aiutare la coppia a scegliere, riducendo l’intervento medico se non necessario e garantendo un prezioso sostegno.

È importante che l’ostetrica e la futura mamma comunichino fra loro efficacemente, con lo scopo di instaurare una relazione basata sulla fiducia. Durante ogni incontro verranno affrontati temi relativi alla gravidanza, allo sviluppo del feto, al parto e all’allattamento.

Le nuove linee guida dell’Oms facilitano l’adozione di misure preventive e l’individuazione di rischi: in questo modo calerà il numero delle complicanze e sarà incoraggiata l’adozione di comportamenti sani.

leggi anche: