L’infezione da HIV non può essere diagnosticata attraverso i sintomi né attraverso le comuni analisi del sangue. L'unico modo per accertare l’infezione è quello di sottoporsi al test per l’HIV. Nessuna persona può essere sottoposta al test senza consenso, se non per motivi di necessità clinica nei suoi interessi. Il test è volontario e, perché venga eseguito, è necessario il tuo consenso esplicito ed informato.
La decisione di fare il test è solo tua: prendi il tempo che ti occorre per affrontarlo serenamente. Alcuni centri effettuano il test in forma anonima, altri in forma riservata. Nel primo caso non viene richiesto alcun documento personale, ma viene utilizzato un codice criptato per la tua identificazione. Nel secondo caso è necessario esibire un documento identificativo al momento dell’effettuazione del test o del ritiro dei risultati.
Dove Effettuare il Test HIV
Puoi effettuare il test negli ospedali, nei centri di cura delle IST (Infezioni Sessualmente Trasmissibili) e nei laboratori di analisi accreditati. Le modalità di accesso cambiano di struttura in struttura, chiedi informazioni.
Tipi di Test HIV
I test HIV vengono utilizzati per rilevare l'infezione da virus dell'immunodeficienza umana (Human Immunodeficiency Virus, HIV) nel siero, nella saliva o nelle urine. Tali test possono rilevare anticorpi, antigeni o RNA: a seconda dell'analita, si distinguono, infatti, vari tipi di indagini usate per la diagnosi di HIV/AIDS.
Test Anticorpali
Questo tipo di test non ricerca direttamente il virus nel sangue, ma rileva gli anticorpi anti-HIV, che si sviluppano solo a seguito dell’infezione. Poiché l’organismo non produce immediatamente gli anticorpi, vi è dunque un periodo in cui il test non è in grado di diagnosticare l’infezione (Periodo Finestra). A seguito di un comportamento a rischio, l’indicazione è quella di effettuare il test ad un mese di distanza, periodo sufficiente a riscontrare il contagio nella quasi totalità dei casi.
Test Combinati
Questo tipo di test, oltre ad individuare gli anticorpi anti-HIV, è in grado di rilevare la presenza di una particolare proteina (l’antigene P24) che compare e aumenta significativamente dopo pochi giorni dal contagio.
Test PCR (Polymerase Chain Reaction)
Il test PCR (Polymerase Chain Reaction) è in grado di rilevare precocemente la presenza dell’HIV nel sangue attraverso una tecnica di amplificazione molecolare di quantità molto piccole di RNA o DNA.
Test Rapidi
I test rapidi offrono l’indubbio vantaggio di fornire l’esito in pochi minuti. In Italia sono ancora poco diffusi ma stanno iniziando a prendere piede grazie al lavoro delle associazioni che, autonomamente o associate in un checkpoint, offrono i test rapidi per l’HIV e per altre Infezioni Sessualmente Trasmissibili.
Il test viene eseguito da personale formato ed è accompagnato da un colloquio di counselling finalizzato alla valutazione dei rischi corsi. Se il test è reattivo (ovvero preliminarmente positivo), la persona viene indirizzata ad un centro di malattie infettive per eseguire un test di conferma su prelievo di sangue.
Autotest
Dal dicembre del 2016 è possibile acquistare in farmacia un autotest per l’HIV: si tratta di un test rapido che prevede l’auto prelievo di una goccia di sangue dal dito e fornisce un risultato in 15 minuti. Il periodo finestra è di 3 mesi. Se il test è reattivo (ovvero preliminarmente positivo) è necessario effettuare un test di conferma presso una struttura sanitaria.
La possibilità di effettuare il test in autonomia, la riservatezza, la rapidità dei risultati, sono gli elementi allettanti di questa opportunità, ma è bene tener presente anche le controindicazioni: viene meno la possibilità di accedere al counselling e di essere sostenuti e orientati nel caso in cui il test sia reattivo. Fare il test è un momento delicato e a volte molto stressante: valuta l’opportunità di non affrontarlo in solitudine e di farti sostenere da una persona che ti è vicina e di cui ti fidi.
Che differenza c’è tra HIV-1 e HIV-2? I test per l’HIV sono in grado di rilevare entrambi?
HIV-1 e HIV-2 sono due differenti ceppi del virus: il primo è il più diffuso nel mondo; il secondo è meno diffuso e meno patogeno e si trova prevalentemente in Africa occidentale.
Esito del Test HIV
L’esito del test è positivo se viene riscontrata l’infezione da HIV (sieropositività all’HIV).
Cosa si intende per falsi negativi e falsi positivi?
Il test potrebbe dare esito negativo anche se la persona ha contratto l’HIV (falso negativo): questo può accadere se il test viene fatto a ridosso del comportamento a rischio, cioè nel cosiddetto Periodo Finestra.
Può anche accadere che il test dia esito positivo in una persona che non ha l’HIV (falso positivo): per questo motivo, a fronte di un risultato preliminarmente positivo, è prevista l’effettuazione di un test di conferma prima dell’eventuale diagnosi di positività all’HIV e della comunicazione dei risultati.
Cosa si intende per sieroconversione tardiva?
Se il Test viene eseguito nel rispetto del Periodo Finestra, il risultato è da considerarsi valido e definitivo.
Counselling
Si tratta di colloqui di breve durata con personale esperto che dovrebbero essere previsti da tutti i centri pubblici che effettuano il test, sia prima del prelievo che al momento della comunicazione dei risultati.
Nel 2019 WHO ha introdotto il termine “HIV testing services” (HTS), per descrivere tutti i servizi che devono essere forniti insieme al test: counselling pretest (informazioni sul test e significato del risultato, tempistica e tipologia del rischio) e post-test (eventuale necessità di test di conferma, prevenzione della trasmissione ad altri, comunicazione ai partner, avvio diretto ai centri per la terapia, ecc.).
Il counselling è anche un componente essenziale delle strategie preventive per le Infezioni Sessualmente Trasmesse (IST), che possono portare a conoscere meglio la possibilità dell’uso di molteplici mezzi di protezione.
Diagnosi Precoce e Terapie
In Italia è però altissima e in costante crescita la percentuale di diagnosi tardive: sono molte, dunque, le persone non consapevoli di aver contratto il virus e che arrivano al test HIV in uno stato di salute già debilitato.
Non esiste ancora una cura in grado di guarire dall’HIV ma, se l’infezione viene diagnosticata precocemente, le terapie antiretrovirali disponibili offrono un’aspettativa di vita paragonabile a quella della popolazione generale.
Oltre a sostenere lo stato di salute, le terapie antiretrovirali hanno un’importante funzione preventiva: riducendo la quantità di virus nell’organismo, riducono significativamente anche il rischio che l’HIV venga trasmesso ad altre persone.
La diagnosi precoce è in ogni caso un fattore di grande importanza per prevenire complicazioni alla vostra salute.
HIV e Gravidanza
L’esecuzione del test non è mai obbligatoria, ma le Linee Guida nazionali sul concepimento raccomandano che questo venga prescritto tra gli esami di routine nel corso della gravidanza. Una donna con l’HIV può infatti trasmettere il virus al nascituro o alla nascitura (trasmissione verticale) durante la gravidanza, il parto e l'allattamento al seno.
Il rischio può essere estremamente ridotto (<1%) adottando le dovute precauzioni: idonea terapia durante la gravidanza, parto cesareo, allattamento artificiale, idonea terapia al neonato.
Un uomo con l’HIV non può invece trasmettere il virus direttamente ai nascituri, ma è necessario che non lo trasmetta alla futura madre al momento del concepimento.
Diritti e Privacy
La Legge 135/90 vieta a datrici e datori di lavoro lo svolgimento di indagini volte ad accertare lo stato di positività all’HIV.
Nonostante questo, la LILA riceve diverse segnalazioni da parte di persone con HIV in cerca di lavoro, alle quali è richiesto, tra la lista degli esami comuni da fare, anche il test dell'HIV.
La richiesta del test è una pratica diffusa, ma si tratta di un abuso non giustificato da rischi reali e dettato da ignoranza e pregiudizi. Nel caso ti venga richiesto il test HIV senza un valido e giustificato motivo, puoi rifiutarti di farlo e denunciare l’abuso.
Sintomi
In alcuni casi l’infezione non genera alcun sintomo (sieroconversione asintomatica), in altri casi si manifesta invece una sintomatologia acuta (sindrome acuta retrovirale) che insorge tra i 4 giorni e le 4 settimane successive al contagio e dura solitamente da 1 a 3 settimane.
I sintomi più comuni includono febbre, spossatezza, sudori notturni, rigonfiamento dei linfonodi, mal di gola, eruzioni cutanee: poiché si tratta di sintomi molto comuni e in parte simili a quelli di una semplice influenza, non c’è motivo di allarmarsi, ma se si manifestano (al di fuori della stagione fredda e) a ridosso di un comportamento sessuale a rischio, è importante fare subito i dovuti accertamenti.
Ciò che deve spingere una persona ad effettuare il test non è la presenza di sintomi, che possono non comparire, bensì la consapevolezza di aver avuto comportamenti a rischio.
leggi anche:
- AIDS e Test del Sangue: Cosa Rivelano le Analisi? Guida Completa
- Test HIV: Scopri Come e Dove Fare l'Esame del Sangue per l'AIDS
- Analisi del Sangue per l'AIDS: Quali Valori Controllare e Cosa Significano
- AIDS: Esami del Sangue Normali Escludono l'Infezione?
- Risonanza Magnetica Veterinaria in Emilia Romagna: Centri specializzati e costi
- Colesterolo Totale Siero: Scopri i Valori Normali e i Segreti per Mantenerli Sani!
