Ferritina Alta: Cause, Sintomi e Cosa Fare

La ferritina è una proteina di deposito del ferro presente all’interno delle cellule. La sua concentrazione nel sangue è un chiaro indizio delle riserve presenti nell’organismo di questo minerale. Quando ci si trova davanti a un livello anomalo di ferritina nel sangue significa che qualcosa non va e occorre intervenire quanto prima. In questa guida, scoprirai cosa significa la ferritina alta, quali sono le cause più comuni, i sintomi a cui prestare attenzione e come abbassarla in modo naturale o con trattamenti mirati.

Il Ruolo della Ferritina nell’Organismo

Uno dei compiti principali della ferritina è quello di gestire e garantire le riserve di ferro presenti nell’organismo. La ritroviamo in tutti i tessuti, con una maggiore concentrazione nel fegato, nella milza, nei muscoli scheletrici, nel midollo osseo e nel plasma. La ferritina è un complesso ferro-proteico che si trova in tutti i tessuti, ma particolarmente nel fegato, nella milza, nel midollo osseo e nei muscoli scheletrici. Ritroviamo piccole quantità di ferritina anche nel plasma, valutabili mediante il cosiddetto dosaggio della ferritinemia. Questo esame è molto importante, poiché la concentrazione di ferritina nel sangue rispecchia l'entità delle riserve corporee di ferro.

Quando l’organismo ha bisogno di minerali può attingere alla ferritina per soddisfare le sue richieste. A differenza di quello legato ad un secondo composto organico ferro-proteico, detto emosiderina, il ferro associato alla ferritina è rapidamente mobilizzabile. Grazie a un esame specifico, possiamo comprendere lo stato delle riserve di ferritina nell’organismo e individuare possibili carenze o eccessi. La misurazione può mettere in luce il sospetto di eccesso di ferro, dovuto ad esempio a malattie ereditarie, a un regime alimentare errato o a un eccessivo accumulo, oppure evidenziare un basso valore ematocrito e di emoglobina.

Il dosaggio della ferritina plasmatica (ferritinemia) è impiegato principalmente per quantificare le riserve di ferro presenti nell'organismo. In questo caso si parla di carenza di ferro che potrebbe causare anemia. Un basso livello di ferritina nel sangue è ritenuto l'indicatore più precoce di un impoverimento dei depositi del minerale. Più precisamente, una ferritina bassa (22 ng/ml), associata a valori alterati di emoglobina ed ematocrito, e in presenza di globuli rossi di piccole dimensioni e meno pigmentati della norma (microcitici e ipocromici), indica un'anemia sideropenica (cioè causata da carenza di ferro).

La ferritina è una proteina fondamentale per l'organismo, responsabile dell'immagazzinamento del ferro nelle cellule e rilasciarlo quando necessario. Il ferro è fondamentale per molte funzioni biologiche, tra cui la produzione di emoglobina, la sintesi degli enzimi e il supporto al sistema immunitario.

Valori Normali di Ferritina

I valori normali di ferritina oscillano tra 15-300 nanogrammi/ml. Attenzione! A seconda del tipo di tecnica utilizzata dal laboratorio, i valori della ferritinemia possono essere leggermente diversi.

  • Età: normalmente, i livelli medi di ferritina sono lievemente più elevati alla nascita (400 ng/mL) e verso i due mesi di vita si arriva a circa 600 ng/mL.
  • Sesso: i valori di ferritina sono più alti nell'uomo, mentre risultano più bassi nella donna prima della menopausa.
  • Diminuzione: i livelli della ferritina tendono a scendere in gravidanza, soprattutto a partire dal terzo mese. Una diminuzione dei valori di riscontra anche nelle persone che praticano un'attività fisica intensa e regolare.

Ferritina Alta: Cosa Significa?

Quando i suoi livelli nel sangue superano i valori normali (15-150 ng/mL nelle donne e 30-400 ng/mL negli uomini), si parla di ferritina alta o iperferritinemia. In presenza di iperferritinemia, alti livelli di ferritina, significa avere un sovraccarico di ferro nel sangue. Un alto livello di ferritina può essere dovuto a un eventuale sovraccarico di ferro. Nel caso quest'ipotesi venga esclusa, andranno valutate tutte le cause che possono determinarne un incremento aspecifico: stati infiammatori acuti e cronici, alterazioni epatiche, infezioni, alcolismo e neoplasie.

Capire cosa significa avere la ferritina alta è fondamentale, quindi, anche per cominciare a indagare la causa esatta e scegliere il trattamento più appropriato. Se ci si sta chiedendo "cosa succede se ho la ferritina alta?", è bene tener presente che il rischio dipende dall'entità dell'aumento e dalle cause sottostanti, che possono richiedere interventi specifici.

La ferritina è nota anche come un reagente di fase acuta. Ecco perché i livelli di ferritina possono essere elevati nelle persone che hanno malattie epatiche o tipi di tumori, come il linfoma di Hodgkin. Per questo motivo, la ferritina è considerata un marker tumorale.

Cause della Ferritina Alta

L'aumento della ferritina può essere dovuto a diverse condizioni.

Le cause possono essere:
  • accumulo di ferro: emocromatosi o emosiderosi
  • leucemia
  • infezioni croniche
  • trasfusioni
  • alcolismo
  • eccessiva introduzione alimentare, tramite dieta e integratori, o iatrogena, per mezzo di farmaci specifici
  • epatite acuta o cronica
  • emopatie
  • neoplasie maligne
  • emocromatosi ereditaria è una delle cause principali della ferritina alta, caratterizzata da un eccessivo assorbimento intestinale del ferro che porta al suo accumulo progressivo negli organi.
  • Le malattie infiammatorie croniche, come l'artrite reumatoide e le malattie autoimmuni, possono causare un aumento della ferritina come parte della risposta infiammatoria.
  • Lo stress ossidativo, l'obesità e la sindrome metabolica sono altre condizioni che possono influenzare i livelli di ferritina.
  • epatopatie: livelli elevati di ferritina possono indicare problemi al fegato come l'epatite, la cirrosi o il carcinoma epatocellulare.
  • emocromatosi: questa è una malattia genetica in cui il corpo assorbe troppo ferro dal cibo.
  • infezioni o infiammazioni croniche: la ferritina è una proteina di fase acuta; quindi, i suoi livelli possono aumentare in risposta a infiammazioni, infezioni o malattie autoimmuni.

Sintomi della Ferritina Alta

I sintomi legati all'aumento della ferritina sono spesso correlati alla causa sottostante e all'eventuale accumulo di ferro negli organi. In molti casi, la ferritina alta non causa sintomi evidenti e viene scoperta solo attraverso un esame del sangue di routine. Nelle fasi iniziali, l'iperferritinemia può essere asintomatica e venire scoperta solo attraverso esami del sangue di routine. La persistenza di livelli elevati di ferritina nel tempo può portare a complicanze serie a carico di diversi organi.

Cosa Fare in Caso di Ferritina Alta

Il trattamento della ferritina alta dipende dalla causa sottostante e può richiedere diversi approcci. Prima di tutto, è fondamentale capire la causa dell’aumento della ferritina: non esiste un unico rimedio valido per tutti. Per questo motivo è sempre necessario rivolgersi al proprio medico prima di intraprendere qualsiasi terapia fai da te, rischiando di aggravare ulteriormente il quadro clinico.

Nei casi di emocromatosi o sovraccarico di ferro, la terapia principale consiste in salassi periodici per ridurre le riserve di ferro nell'organismo. La terapia da seguire è costituita inoltre da salassi, prelievi di 350/400 ml di sangue, che consentono di rimuovere dall’organismo i globuli rossi ricchi di ferro, stimolando la produzione di nuovi globuli. Farmaci chelanti del ferro: prescritti quando il sovraccarico di ferro è pericoloso.

In altre situazioni, come nelle malattie infiammatorie, il trattamento si concentra sulla gestione della patologia di base. Terapie mediche: se la ferritina alta è causata da un sovraccarico di ferro, il medico potrebbe prescrivere una flebotomia, una pratica che consiste nel prelevare periodicamente il sangue per ridurre i livelli di ferro. Se i valori di ferritina sono solo leggermente alti, potrebbero bastare le semplici modifiche alla dieta di cui sopra e un monitoraggio regolare.

Approcci Naturali e Alimentari

Alcuni accorgimenti alimentari e integratori potrebbero supportare la gestione dei livelli di ferritina. Limitare il consumo di alimenti ricchi di ferro e di alcol può essere utile. Come emerge leggendo questa lista, gli alimenti di origine animale più ricchi di ferro sono le interiora: il loro consumo andrebbe assolutamente ridotto se non eliminato, almeno all'inizio della terapia dietetica. Nonostante le carni siano in fondo alla lista, il ferro contenuto in esse viene assorbito al 100%, cosa che non si verifica quando si assume ferro da fonti vegetali.

Integratori a base di curcuma, tè verde o estratti di cardo mariano potrebbero aiutare a proteggere il fegato. La vitamina C, se non controindicata, dovrebbe essere assunta lontano dai pasti per non aumentare l'assorbimento del ferro.

Monitoraggio e Follow-up

Un follow-up periodico con esami del sangue permette di valutare l'efficacia del trattamento e prevenire eventuali complicanze. Un monitoraggio regolare della ferritina leggermente alta tramite esami del sangue è fondamentale per controllarne i livelli e valutare l'efficacia del trattamento.

Esami Diagnostici Utili

Se i risultati del test sono elevati, il medico probabilmente ordinerà altri esami in grado di fornire un quadro più chiaro dei livelli di ferro nel corpo.

  • Percentuale di saturazione della transferrina nel sangue: valori elevati suggeriscono l'esistenza di un sovraccarico di ferro.
  • Indici infiammatori (VES, PCR, ...): utili per identificare infezioni o neoplasie.
  • Transaminasi: per valutare la funzionalità epatica.
  • Test del gene HFE: per escludere emocromatosi ereditaria.
  • Emocromo e reticolociti: per valutare lo stato generale del sangue.
  • Colesterolo, trigliceridi, glicemia, uricemia: per identificare eventuali dismetabolismi.
  • Studio famigliare: utile se si sospetta una forma ereditaria.
  • Risonanza magnetica (RM): per quantizzare il ferro epatico e di altri organi.
  • Valutazione del danno negli organi bersaglio.
  • Biopsia epatica: in casi selezionati, può essere necessaria per una diagnosi precisa.

E' sempre bene comunque rivolgersi al medico curante ed eventualmente ad un centro specialistico.

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