Da anni la Clinica Fornaca punta moltissimo sulla prevenzione del tumore della mammella. Lo fa in virtù di un team multidisciplinare incaricato di prendere totalmente in carico la donna, attraverso una serie di strumenti di primo livello come mammografia digitale con tomosintesi ed ecografia e di secondo livello come agobiopsia o Risonanza magnetica, tutti deputati alla cosiddetta “diagnosi precoce”, vero obiettivo della prevenzione.
Nel percorso che la Clinica Fornaca dedica alle donne colpite da tumore al seno c’è una nuova procedura dedicata alle lesioni sospette riscontrate con la mammografia e non visibili con l’ecografia. A rendere ancora più completo il percorso di prevenzione della Clinica Fornaca c’è oggi anche la biopsia mininvasiva con guida stereotassica.
Cos'è la Biopsia Mininvasiva con Guida Stereotassica?
«La biopsia mininvasiva con guida stereotassica è una agobiopsia controllata da un sistema computerizzato collegato al mammografo digitale che consente un prelievo multiplo di tessuto mammario quando si sospettano lesioni tumorali per anomalie (come microcalcificazioni, aree di distorsione parenchimale od opacità millimetriche) riscontrate alla mammografia e che non trovano riscontro all’esame ecografico.
L’uso di questa tecnica consente di prelevare più campioni di tessuto da sottoporre agli esami di laboratorio (istologici) per stabilire se la lesione è di natura maligna o benigna (ad esempio una cisti). «L’uso di questa tecnica consente di prelevare più campioni di tessuto da sottoporre agli esami istologici di laboratorio per stabilire se la lesione è di natura maligna o benigna (come ad esempio una cisti).
Di solito si esegue dopo una mammografia che ha evidenziato lesioni sospette non visualizzabili all’esame ecografico. Se il giudizio istologico sarà di benignità, alla paziente sarà raccomandato un controllo clinico strumentale. Al contrario, se l’esito sarà quello di una lesione maligna, la paziente verrà indirizzata verso il successivo trattamento chirurgico.
Come si svolge la procedura?
La procedura avviene in un’unica seduta. La biopsia sotto guida stereotassica (in gergo chiamata Mammotome) viene praticata in anestesia locale, mediante una piccola incisione nella parte indicata. «La biopsia mininvasiva sotto guida stereotassica viene praticata in anestesia locale, mediante una piccola incisione nella parte indicata. Presenta quindi le normali precauzioni legate all’uso di anestetici concordate con lo specialista.
Per l’esecuzione in posizione prona, la paziente è coricata su un lettino. Per l’esecuzione in posizione seduta, la paziente viene fatta sedere di fronte all’apparecchiatura. A seconda della posizione dell’area da sottoporre all’agobiopsia, il medico radiologo valuterà la modalità di esecuzione più idonea che potrà essere con la paziente seduta oppure distesa in decubito laterale, su poltrona-lettino dedicata.
A mammella compressa - in misura sicuramente minore alla compressione di una mammografia standard - si eseguono radiogrammi per la centratura. Successivamente si pratica l’anestesia locale e si inserisce l’ago che, con un’unica inserzione, esegue prelievi multipli (in genere sono dodici).
Se viene eseguita con apparecchiature tradizionali, può essere relativamente lunga (20-40 minuti) e in alcuni casi fastidiosa, a causa della prolungata compressione della mammella. «La procedura dura in media 20/30 minuti e di solito non risulta dolorosa grazie all’anestesia locale.
Rischi e complicanze
I rischi associati alla procedura includono sanguinamenti eccessivi, dolore, comparsa di ecchimosi o tumefazione. «Possibili rischi e complicanze associati alla procedura includono sanguinamenti, dolore, comparsa di ecchimosi o tumefazione. Infezioni e altri tipi di complicanze sono rari.
Generalmente il disagio più intenso è avvertito dalle donne che hanno subito già un intervento nell’area individuata, per la presenza di cicatrici e tessuti più compatti. Generalmente il disagio più intenso è avvertito dalle donne che hanno già subito un intervento nell’area individuata, per la presenza di cicatrici e tessuti più compatti.
Al termine dell’operazione viene applicata una borsa di ghiaccio secco per accelerare l’assorbimento degli eventuali ematomi e alleviare la sensazione dolorosa. Al termine dell’operazione viene applicata una borsa di ghiaccio secco per ridurre il rischio di ematomi e alleviare l’eventuale sensazione dolorosa. La procedura non lascia grossolane cicatrici. La procedura di solito non lascia cicatrici.
La paziente può tornare subito dopo alla propria abitazione ed è consigliato evitare sforzi e movimenti bruschi con le braccia.
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