Quando si abbassa il colesterolo si dimagrisce: Collegamenti e Strategie

L'alimentazione, dapprima considerata dall’uomo come un semplice bisogno da dover soddisfare, ora è diventata parte integrante della nostra vita.

Sappiamo che i macronutrienti sono carboidrati, proteine e grassi. Un consumo bilanciato di questi tre nutrienti riveste un ruolo centrale nel mantenimento della salute e del peso corporeo.

Viene spontaneo chiedersi quale tra questi nutrienti sia necessario ridurre o ridimensionare per poter dimagrire. È preferibile eliminare i carboidrati o i grassi? Quello che affronteremo nel seguente articolo è un tema caldo, al centro di molti dibattiti tra alimentazione e salute, causati spesse volte dalle credenze e dai falsi miti che hanno indotto a puntare il dito contro una classe importante di nutrienti come quella dei grassi, portando in molti a credere che eliminarli completamente dalla propria alimentazione sia fondamentale per dimagrire.

Oggi possiamo affermare che non è proprio così! Cosa ci viene in mente quando pensiamo ai grassi? Questa demonizzazione dei grassi risale agli anni ‘80, periodo durante il quale il consumo dei lipidi era stato associato ad un aumento del rischio di contrarre patologie cardiovascolari.

Il consumo dei grassi era stato addirittura definito un rischio per la salute: un fattore scatenante l’aumento di peso e del grasso corporeo. Come ben sappiamo la nutrizione umana è una disciplina in continua evoluzione; le nuove scoperte fatte ci portano ad abbandonare le vecchie credenze che hanno determinato la limitazione e/o abolizione dell’assunzione di grassi e stare attenti più che alla quantità alla qualità.

Colesterolo: Un Equilibrio Essenziale

Il colesterolo (1.0 Colesterolo) non è sempre dannoso. Svolge un ruolo nelle nostre attività quotidiane ed è un componente essenziale delle nostre cellule. Tuttavia, livelli elevati di colesterolo (1.1 Colesterolo alto) sono dannosi per la salute poiché aumentano il rischio di malattie cardiache.1 (1.5 Colesterolo alto e malattie cardiovascolari).

Tuttavia, anche livelli bassi di colesterolo possono essere dannosi. Il nostro corpo necessita di livelli normali di colesterolo per svolgere diverse funzioni, e una sua carenza può causare alcuni sintomi. Livelli bassi sia di colesterolo HDL (lipoproteine ad alta densità) che di colesterolo LDL (lipoproteine a bassa densità) (1.3 Colesterolo buono e cattivo) possono essere dannosi. 2-4 Vediamo entrambe le condizioni.

Colesterolo LDL Basso: Cause e Sintomi

Le cause dei livelli bassi di colesterolo LDL si dividono in due categorie: cause primarie e secondarie.

  • Ipoproteinemia familiare: È una condizione genetica ereditaria. Chi ne soffre presenta accumulo di grasso nel fegato (steatosi epatica non alcolica) e un'aumentata resistenza all'insulina (ormone che regola i livelli di glucosio nel sangue), con conseguente iperglicemia.
  • Mutazioni del gene PCSK9 (Proprotein Convertase Subtilisin Kexin 9): Questa condizione può causare una riduzione del 30%-70% dei livelli di colesterolo LDL.
  • Ipolipidemia combinata familiare: Chi soffre di questa condizione presenta una maggiore degradazione sia delle HDL che delle LDL, con bassi livelli di entrambi nel sangue.
  • Abetalipoproteinemia: È una rara malattia ereditaria che può portare a livelli non rilevabili di colesterolo LDL nel sangue.

Una persona con livelli bassi di colesterolo LDL può soffrire di carenza di vitamine liposolubili A, D, E e K. Questo può anche portare a disturbi visivi, come riduzione della visione notturna e perdita della visione periferica. 2,3 Chi soffre di colesterolo LDL basso potrebbe aver bisogno di integratori di vitamine liposolubili e di una dieta a basso contenuto di grassi.

I sintomi associati a bassi livelli di colesterolo LDL includono:

  • Diarrea
  • Presenza di grasso nelle feci
  • Vomito
  • Distensione addominale
  • Problemi di coordinazione e equilibrio

Colesterolo HDL Basso: Cause e Sintomi

Un livello di colesterolo HDL è considerato basso se inferiore a 40 mg/dL (1 mmol/L) negli uomini e inferiore a 50 mg/dL (1.3 mmol/L) nelle donne.

  • Deficienza di Apolipoproteina A-I o mutazioni strutturali: Questa condizione provoca bassi livelli di colesterolo HDL. Chi ne soffre può presentare opacità corneale o accumulo di grasso sotto la pelle.
  • Deficienza di Lecitina-colesterolo aciltransferasi: Chi soffre di questa condizione ha bassi livelli di colesterolo HDL e può manifestare sintomi come opacità corneale, perdita di proteine nelle urine o anemia.

Il Mito dei Grassi e l'Importanza degli Zuccheri

Abbiamo sempre pensato che abolire il grasso dalla nostra dieta ci aiutasse a rimanere in linea, ma oggi sappiamo, grazie a diversi studi, che la riduzione dell’intake di grassi nella dieta non si associa ad un significativo calo ponderale del peso. Al contrario, oggi l’attenzione si è spostata sugli zuccheri, e su come un loro eccesso influisca negativamente non solo sul peso, ma anche sullo stato di salute generale.

Sono in molti a voler eliminare completamente i cibi grassi dalla loro dieta in quanto ritenuti i maggiori responsabili di un aumento del peso. In realtà, come spiegato nell'articolo di blog "Grassi Saturi: Sono Davvero Pericolosi Per La Salute?" i cibi che fanno ingrassare velocemente sono gli alimenti che contengono gli acidi grassi trans.

A tal proposito bisogna prestare attenzione a tutti quei prodotti definiti “light”, i quali presentano un ridotto contenuto di grassi ma una quantità maggiore di zuccheri, additivi e conservanti, aggiunti con lo scopo di conferire un gusto gradevole al prodotto stesso.

Effetti del Consumo di Zucchero sull'Organismo

Come spieghiamo nell'articolo "Zucchero E Colesterolo: Qual È Il Loro Legame?" è l'eccesso degli zuccheri, spesso zuccheri semplici contenuti negli alimenti industriali, a portare all'insorgenza di malattie cardiovascolari, obesità, indebolimento del sistema immunitario e invecchiamento della pelle.

Lo zucchero non favorisce soltanto l’aumento di peso, ma un suo eccesso interferisce con diverse funzioni vitali. Lo zucchero in eccesso è causa di diverse infiammazioni, che possono conseguire in danni anche cronici per l’organismo.

Alcune delle conseguenze dell'eccessivo consumo di zuccheri includono:

  • Insulinoresistenza: Condizione in cui le cellule non rispondono adeguatamente all'insulina prodotta dal pancreas.
  • Obesità: Diete ad alto contenuto di zuccheri o di amidi generano un incremento del peso corporeo e dell’accumulo di grasso viscerale.
  • Dipendenza da zuccheri: Un fenomeno parecchio presente tra i più piccoli, dovuto principlamente all'elevata presenza, nella dieta alimentare, di cibi industriali come: caramelle, merendine, cibi fast-food e più in generale tutto il "cibo spazzatura".

Nonostante l’assunzione di zuccheri sia associata a patologie come l’obesità e disturbi del sistema immunitario, questo nutriente ha comunque una certa importanza per il nostro organismo. Lo zucchero resta dunque un elemento importante per l’organismo, ed una sua assunzione bilanciata è cruciale per fornire energia al corpo: essenziale è dunque non esagerare, per evitare i picchi e cali di glicemia.

Grassi: Amici o Nemici?

In realtà il grasso è un elemento fondamentale per la dieta, ed eliminarlo dalla propria alimentazione corrisponde a privarsi di un nutriente che in grado di apportare diversi benefici.

I grassi (o lipidi) sono costituiti da una parte caratterizzata da una lunga catena di atomi di carbonio. Per lipidi si intende un gruppo eterogeneo di sostanze accomunate dal fatto di essere insolubili in acqua e solubili in solventi apolari come, ad esempio, gli alcani e l’etere.

I grassi esplicano diverse funzioni nel nostro organismo, come quella di veicolare particolari molecole, quali ormoni e vitamine liposolubili (vitamina D ad esempio), che altrimenti non saremmo in grado di assimilare.

Tipi di Grassi

I grassi si possono suddividere in:

  • Saturi: Sono tutti quei grassi in cui ciascun atomo di carbonio presente nella catena è legato al successivo da un legame semplice.
  • Monoinsaturi: Quando i due atomi di carbonio sono legati da un doppio legame detto legame insaturo.
  • Polinsaturi: Quando vi sono più di due atomi di carbonio legati da un doppio legame. In questa categoria vi sono due importanti sottoclassi di acidi grassi: Omega-3 e Omega-6.

I grassi da non evitare sono quelli definiti “buoni”, contenuti ad esempio nell’olio extravergine d’oliva, nel salmone, nel pesce azzurro e nella frutta secca. Oltre agli effetti benefici che apportano al nostro organismo, essi sono in grado di rallentare lo svuotamento gastrico. I grassi tendono rimanere più tempo nello stomaco rispetto a carboidrati e proteine, aiutandoci a sentirci sazi più a lungo.

Attenzione: i grassi trans sono quelli da evitare. Essi vengono definiti in etichetta come “vegetali idrogenati” e sono contenuti in alimenti di larghissimo consumo, come i prodotti da forno confezionati, formaggio fuso, margarine, patatine fritte confezionate, creme spalmabili al cacao ed alla nocciola.

Colesterolo Basso: Un Problema da Non Sottovalutare

Il colesterolo basso, noto anche come ipocolesterolemia, si verifica quando i livelli di questa sostanza lipidica nel sangue scendono al di sotto dei valori considerati normali. Sebbene spesso si parli dei pericoli del colesterolo alto, livelli troppo bassi possono anche comportare rischi per la salute.

Cause del Colesterolo Basso

  • Predisposizione genetica
  • Malattie croniche come ipertiroidismo e cirrosi epatica
  • Disturbi dell'assorbimento intestinale
  • Dieta povera di grassi
  • Attività fisica intensa
  • Stress cronico

Strategie per Gestire il Colesterolo e il Peso Corporeo

È essenziale monitorare regolarmente i propri valori attraverso esami del sangue e mantenere un dialogo aperto con il proprio medico curante. Ogni individuo risponde in modo diverso ai trattamenti e alle modifiche dello stile di vita, quindi potrebbe essere necessario un periodo di aggiustamento per trovare l'approccio più efficace.

Alimentazione

La prima cosa da fare per tenere i valori di colesterolo nel sangue su livelli ottimali è quella di ridurre il consumo di alimenti che contengono carboidrati ad alto indice glicemico. Il consiglio è quello di preferire fonti di carboidrati integrali. Oltre a diminuire l’indice glicemico degli alimenti che li contengono, poi, anche gli alimenti ricchi di fibre riescono a ridurre l’assorbimento a livello intestinale del colesterolo alimentare e degli acidi biliari.

Scegliere alimenti salutari risulta operazione più semplice quando si parla di prodotti non lavorati. Tra gli alimenti da consumare con moderazione troviamo pasta, pane e pizza da farine raffinate, carne rossa, burro, strutto, lardo e margarine, cibi fritti, alcolici e superalcolici.

Attività Fisica

Uno stile di vita sedentario è associato a livelli elevati di colesterolo. Un stile di vita attivo può aiutarti a combattere la dislipidemia. Fare esercizio aerobico per 150 minuti a settimana (tre giorni a settimana, con ogni sessione della durata di 50-60 minuti) per un periodo di 12 settimane o più migliora i livelli di colesterolo HDL e riduce i livelli di trigliceridi e colesterolo LDL.

Il tuo medico potrebbe raccomandarti 30 minuti di esercizio di qualsiasi tipo al giorno, per 4-5 giorni alla settimana, per migliorare i tuoi livelli di colesterolo.⁵ Inoltre, uno stile di vita attivo aiuta anche a gestire l'ipertensione e il diabete.

Rimedi Naturali per Dimagrire

Le “piante sazianti” sono piante ricche di mucillagini e/o ricche di fibra rigonfiabile (acido alginico, carragenine, gomma guar, psillio biondo). Queste sostanze di origine vegetale ad azione saziante sono largamente impiegate come coadiuvanti delle diete ipocaloriche e hanno la proprietà di formare una massa voluminosa e viscosa a contatto con il contenuto gastrico, così da provocare sazietà per via meccanica.

Rosuvastatina

La rosuvastatina è un principio attivo utilizzato nel trattamento di alcune dislipidemie e nella prevenzione di disturbi cardiovascolari. Come tutte le statine, la rosuvastatina espleta la sua azione terapeutica attraverso l'inibizione dell'enzima HMG-CoA reduttasi.

Il dosaggio di rosuvastatina deve essere stabilito dal medico su base individuale per ciascun paziente. Durante il trattamento con rosuvastatina, invece, il medico sottoporrà i pazienti a regolari controlli per determinare la funzionalità del fegato e per individuare l'eventuale insorgenza di diabete.

Ipotiroidismo e Colesterolo

L’ipotiroidismo è un disturbo della tiroide che provoca una molteplicità di sintomi tra cui perdita di capelli, stanchezza, mancanza di concentrazione mentale, aumento di peso, stipsi e gozzo. Un ulteriore aspetto è la presenza di colesterolo alto o in generale di dislipidemia, che incidono negativamente sulla salute, in particolare su quella cardiocircolatoria.

L’ipotiroidismo riduce la captazione degli acidi grassi derivanti dai trigliceridi ed è associata ad una minore degradazione dei grassi tra cui il colesterolo. Ne consegue che le cellule sono meno attive nel metabolismo dei grassi con un conseguente accumulo di trigliceridi e di colesterolo LDL a livello del fegato, che diventa più vulnerabile nelle sue funzioni e struttura.

In sede di consulto con i nostri specialisti affrontiamo il disturbo tiroideo tramite molteplici cure, che devono essere valutate sulla base delle condizioni di salute della persona e degli eventuali analisi o esami effettuati. In particolare, il nostro approccio si focalizza sui processi che possono portare allo sviluppo o al mantenimento dell’ipotiroidismo attraverso i collegamenti che la tiroide mostra verso altri organi (es. fegato, intestino) ed in relazione anche agli aspetti sfavorevoli legati allo stile di vita.

Tabella Riepilogativa dei Consigli Alimentari

Alimenti da Limitare Alimenti Consigliati
Pasta, pane e pizza da farine raffinate Carboidrati integrali
Carne rossa Pesce azzurro, salmone
Burro, strutto, lardo e margarine Olio extravergine d'oliva
Cibi fritti Frutta secca
Alcolici e superalcolici -

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