Quando Mangiare Dopo Gastroscopia: Guida Completa

La gastroscopia, nota anche come esofagogastroduodenoscopia (EGDS), è un esame invasivo utilizzato per diagnosticare con precisione numerose patologie del tratto digerente superiore, come esofagite, gastrite, ulcere, polipi e tumori. Durante la procedura, un sondino flessibile con una telecamera viene introdotto attraverso la bocca (o, meno frequentemente, il naso) per esaminare le superfici interne dell'esofago, dello stomaco e del duodeno.

Preparazione alla Gastroscopia

Prima di sottoporsi a una gastroscopia, è essenziale seguire alcune precise indicazioni per garantire che l'esame sia eseguito correttamente e che i risultati siano accurati:

  • Solitamente, il paziente dovrà astenersi dal mangiare e bere per almeno 6-8 ore prima della procedura.
  • Per la gastroscopia non esiste una preparazione specifica: occorre semplicemente essere a digiuno da almeno 12 ore (è consentita solamente l’assunzione di acqua, eventualmente anche zuccherata, fino a tre ore prima dall’esecuzione dell’esame).
  • In molti centri vengono richiesti gli esami della coagulazione del sangue, in previsione di una possibile biopsia.
  • Non devono essere somministrati antiacidi.
  • In caso di terapia farmacologica mattutina, i farmaci possono essere ingeriti con poca acqua.
  • I pazienti in terapia anticoagulante o affetti da patologie a rischio emorragico (cirrosi epatica, emofilia, piastrinopenia, coagulopatie, ecc) vanno sottoposti per tempo a specifici esami del sangue.
  • Inoltre, alcuni farmaci possono interferire con l’esame o aumentare il rischio di sanguinamento. Il medico potrebbe quindi richiedere al paziente di sospendere temporaneamente l’assunzione di determinati farmaci, come anticoagulanti o antiaggreganti piastrinici.

Come si Svolge la Gastroscopia

La gastroscopia viene solitamente eseguita in una sala operatoria o in un ambulatorio appositamente attrezzato. Ecco i passaggi principali:

  1. Prima della gastroscopia, in genere, il medico spruzza uno spray anestetico locale nella gola del paziente.
  2. La persona si posiziona sul lettino, sdraiata su un lato secondo le indicazioni del personale sanitario.
  3. A quel punto viene inserito lentamente il sondino fino ad arrivare al duodeno, poi altrettanto lentamente viene retratto.
  4. Durante la procedura il medico osserva sullo schermo la superficie interne degli organi grazie alla telecamera posta sul sondino.
  5. L’endoscopio, come spiegato, è dotato di una piccola telecamera all’estremità, che trasmette le immagini a un monitor.
  6. Su richiesta del paziente o per esigenze tecniche dell’endoscopista, si può eseguire una gastroscopia con sedazione endovenosa cosciente (iniezione endovenosa di benzodiazepine). In tal caso, oltre ad essere indicata la presenza di un accompagnatore, al termine dell’esame il paziente viene fatto aspettare in sala di osservazione fino alla scomparsa degli effetti della sedazione.

La procedura non è dolorosa e comporta solo un lieve fastidio nel momento dell’introduzione della sonda. La procedura viene eseguita dopo aver praticato un’anestesia locale con un spray di sostanza anestetica spruzzato nell’area del farige.

Quando e Cosa Mangiare Dopo la Gastroscopia

A meno che il medico non dia indicazioni differenti, il paziente potrà bere e mangiare qualcosa dopo la procedura. Già dopo 20-30 minuti si può mangiare, prediligendo cibi freddi o a temperatura ambiente soprattutto se sono state fatte biopsie. È comunque sconsigliato guidare o dedicarsi a lavori che richiedano attenzione per almeno 6 ore.

Rischi e Complicazioni

La gastroscopia è generalmente considerata una procedura sicura e ben tollerata, ma come qualsiasi procedura medica, può comportare alcuni rischi e controindicazioni:

  • Perforazione: in casi rari, l’endoscopio può causare una perforazione nella parete dell’esofago, dello stomaco o dell’intestino tenue. La frequenza massima della perforazione del primo tratto digestivo è pari allo 0,03% ed è generalmente legata alla presenza di particolari condizioni anatomiche preesistenti (neoplasie, stenosi esofagee, diverticolo di Zenker). In questo caso è necessario suturare la ferita con un intervento chirurgico.
  • Sanguinamento: durante la biopsia o altri trattamenti endoscopici, potrebbe verificarsi un sanguinamento, soprattutto se sono presenti ulcere o lesioni nella mucosa del tratto gastrointestinale. Nei casi in cui si effettua anche la biopsia è possibile che si verifichi un sanguinamento che può essere arrestato nel corso della stessa gastroscopia.
  • Problemi di coagulazione del sangue: pazienti con disturbi di coagulazione o che assumono farmaci anticoagulanti potrebbero essere a rischio di sanguinamento durante la procedura.
  • In alcuni pazienti potrebbero verificarsi complicanze cardio-respiratorie correlate all’uso dei sedativi, o dovute a patologie cardiache o polmonari.

Il medico eseguirà una valutazione approfondita della storia medica del paziente e delle condizioni cliniche prima di programmare una gastroscopia.

Dopo la Procedura

Dopo la gastroscopia, il paziente viene monitorato fino alla scomparsa degli effetti della sedazione. Ecco cosa aspettarsi:

  • Dopo il periodo di recupero, il paziente può tornare a casa accompagnato da un familiare o un amico.
  • Se la persona è stata sedata viene trattenuta in osservazione per circa 30-60 minuti dopo la fine dell’indagine. Può tornare a casa, accompagnata, quando gli effetti della sedazione si sono attenuati.
  • I risultati dell’esame saranno discussi con il paziente dal medico in un appuntamento di follow-up.
  • Se durante l’esame non si sono verificate complicazioni, è possibile tornare alla vita normale.

Dopo l’esame si potrebbe percepire irritazione alla gola e gonfiore allo stomaco. Questi ultimi sono disturbi che scompaiono rapidamente.

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