Trigliceridi Alti: Quando Sono Pericolosi?

I trigliceridi sono una categoria di lipidi (ovvero grassi) che si possono dosare tramite gli esami del sangue. Nel nostro sangue circolano tanti tipi diversi di grassi. I più comuni sono i trigliceridi, che dopo essere stati assorbiti nell’intestino possono essere utilizzati come fonte di energia o immagazzinati come scorta per periodi “di magra”.

Capita, però, che i livelli dei trigliceridi nel sangue aumentino troppo. Questa situazione (detta di ipertrigliceridemia) può mettere in pericolo la salute di cuore e pancreas, ma correre ai ripari è possibile.

Cosa Sono i Trigliceridi?

I trigliceridi sono dei lipidi, ossia dei grassi, complessi costituiti da glicerolo e acidi grassi. Quando noi mangiamo cibi che contengono grassi, il nostro corpo li scompone in acidi grassi e glicerolo.

“Per soddisfare il suo bisogno energetico di riserva il nostro organismo è in grado, attraverso un complesso meccanismo, di convertire in trigliceridi i grassi e gli zuccheri che vengono assunti con l’alimentazione.

Parte dei trigliceridi, inoltre, è presente nel sangue, racchiusa insieme al colesterolo all'interno delle varie lipoproteine. Le lipoproteine sono una combinazione di proteine e vari tipi di grassi (colesterolo, trigliceridi, vitamine liposolubili ecc.) e ne esistono vari tipi. I chilomicroni sono deputati al trasporto dei grassi alimentari assorbiti dall’intestino al fegato e ai muscoli, passando prima per il circolo linfatico. VLDL e LDL sono entrambe considerate tipi di colesterolo "cattivo".

In condizioni di normalità (dieta equilibrata, assenza di patologie ecc.), la produzione di trigliceridi e relativi trasportatori è in linea con le esigenze delle cellule tissutali.

All'opposto di quanto descritto in precedenza, in condizioni patologiche o anomale (es: dieta ipercalorica ad alto contenuto di grassi o zuccheri, diabete, anomalie genetiche ecc.), la produzione di trigliceridi e relativi trasportatori supera abbondantemente le richieste delle cellule tissutali o non le soddisfa affatto, a causa dell'incapacità delle cellule tissutali di introdurre al proprio interno i trasportatori di trigliceridi.

Quando i Trigliceridi Sono Considerati Alti?

Si parla di ipertrigliceridemia tutte le volte che le analisi ematiche evidenziano valori di trigliceridi alti, cioè superiori ai 200 mg/dL. I valori ideali (a digiuno) sono inferiori a 150 mg/dl, mentre livelli di trigliceridi superiori a 200 mg/dl sono considerati elevati e potrebbero essere pericolosi per la salute. Non viene definito un valore soglia univoco, ma si consiglia di mantenere i trigliceridi al di sotto dei 150 mg/dl.

Per bambini e ragazzi fino a 17 anni i valori desiderabili sono più bassi, cioè inferiori a 90 mg/dl.

“Per conoscere il livello dei trigliceridi nel sangue basta sottoporsi ad un normale esame del sangue (cercando di mantenere un adeguato digiuno di almeno 12 ore prima del prelievo ed evitando eccessi gastronomici o alcolici la sera prima per non falsare i risultati).

Pericoli dei Trigliceridi Alti

Conoscere la concentrazione sanguigna di questi lipidi è molto importante, poiché permette di stabilire il rischio cardiovascolare di un individuo. Alti livelli di trigliceridi nel sangue possono contribuire all’aterosclerosi, una malattia caratterizzata dall’indurimento e dall’ostruzione delle arterie di grosso calibro.

Molto spesso i trigliceridi alti si associano ad una maggiore suscettibilità a malattie come trombosi, coronaropatie, angina ed infarto questa relazione è particolarmente valida quando l’ipertrigliceridemia si accompagna ad altri fattori di rischio, come l’aumento del colesterolo LDL e la riduzione della frazione HDL.

I trigliceridi alti sembrano più pericolosi per le donne e per chi soffre di diabete, non sempre, però, l’ipertrigliceridemia può essere considerata un fattore di rischio cardiovascolare perchè la pericolosità dipende dal tipo di lipoproteine in cui i trigliceridi sono prevalentemente immagazzinati. Sebbene questi lipidi siano presenti in tutti i tipi di lipoproteine , essi si concentrano soprattutto all’interno dei chilomicroni, che non sembrano però essere aterogenici, grazie alle loro grandi dimensioni che impediscono di infiltrarsi sotto l’ endotelio.

L'ipertrigliceridemia, infatti, facilita la comparsa di processi infiammatori a carico dei vasi arteriosi. Inoltre, possono contribuire, insieme ad altri lipidi, a creare depositi di grasso all'interno degli epatociti, determinando la steatosi del fegato.

Basta infatti superare la soglia dei 150 mg/dl per considerare il cuore in pericolo. Quando, poi, i trigliceridi salgono oltre i 500 mg/dl è bene iniziare a preoccuparsi anche per la salute del pancreas.

Cause dell'Aumento dei Trigliceridi

A cosa è dovuto l'aumento dei trigliceridi? Il motivo più comune è una dieta troppo ricca di grassi saturi, zuccheri e carboidrati raffinati: questo eccesso di calorie viene convertito in trigliceridi che si accumulano nel tessuto adiposo.

“Livelli troppo elevati di trigliceridi nel sangue possono indicare diverse condizioni ad esempio legate a una predisposizione genetica, sindromi metaboliche, diabete mellito tipo 2, patologie endocrine o ad abitudini alimentari scorrette. Per esempio è stata dimostrata una forte correlazione tra alti livelli di trigliceridi, obesità, abuso di alcool e sedentarietà.

Fra le cause che determinano un aumento dei trigliceridi nel sangue si riscontrano: obesità, diabete mellito, malattia renale cronica, alcolismo e utilizzo di alcuni farmaci.

Quando i trigliceridi aumentano per colpa del ciboIn effetti, spesso l’aumento dei trigliceridi affonda le sue radici in una causa assolutamente naturale: un’alimentazione troppo abbondante o sbilanciata, ricca di zuccheri semplici, cibi dall’indice glicemico elevato e grassi ben diversi dagli Omega 3 (i grassi saturi abbondanti in molti alimenti di origine animale). Non solo, sia sovrappeso e obesità sia il diabete di tipo 2 (una patologia strettamente dipendente dalle abitudini alimentari) sono associati all’ipetrigliceridemia.

I trigliceridi, poi, sono influenzati dal metabolismo degli zuccheri, che condizionano a loro volta.

Trigliceridi Bassi: Sono un Problema?

Finora abbiamo parlato di trigliceridi alti, ma cosa succede se sono troppo bassi? Di norma, non è un problema. Non esiste un limite ufficiale per i trigliceridi bassi. Bassi livelli di trigliceridi non sono generalmente pericolosi.

Ad esempio, uno studio suggerisce che tanto più bassi sono i trigliceridi di una persona, tanto minori saranno le sue probabilità di morire per qualsiasi causa. In questo studio, quasi 14.000 persone sono state seguite per 24 anni.

In presenza di condizioni patologiche, bassi livelli di trigliceridi possono rappresentare la spia (quindi la conseguenza NON la causa) di uno stato di sofferenza metabolica indotto dalla stessa. In un altro studio, le persone con malattia autoimmune presentavano valori di trigliceridi del 50-70% inferiori rispetto alle persone sane. I ricercatori hanno suggerito che bassi livelli di trigliceridi potrebbero effettivamente essere un marker di autoimmunità e risposta immunitaria iperattiva.

Alcuni studi suggeriscono che bassi livelli di trigliceridi sono collegati a risultati peggiori nelle persone con alcune malattie specifiche. In genere queste frazioni non vengono rilevate negli esami del sangue standard.

Se bassi valori di trigliceridi si associano ad alti livelli di HDL si tratta di una condizione ottimale, spia di un’alimentazione e uno stile di vita sani, con un buon apporto di "grassi buoni". Questo vale generalmente anche se i bassi livelli di trigliceridi si associano a valori elevati sia di HDL che LDL.

Bisogna inoltre considerare che, secondo uno studio, quando i trigliceridi nel sangue sono inferiori a 100 mg/dl, i valori di colesterolo LDL possono essere in qualche modo sovrastimati dalle formule usate nei laboratori.

Come Abbassare i Trigliceridi Alti

L’alimentazione rappresenta un’arma naturale e altamente efficace contro i trigliceridi alti. Per questo quando l’obiettivo è abbassare i trigliceridi, agire sull’alimentazione è sempre importante.

“Il trattamento deve partire da una modifica dello stile di vita, ossia da quello che possiamo controllare direttamente con una dieta sana e dell’attività fisica cercando di perdere il peso in eccesso.

Come prima cosa, seguire un regime alimentare sano ed equilibrato. Abbiamo visto quali sono i cibi da evitare per i trigliceridi alti, ma uno stile di vita sano è molto di più di un lungo elenco di divieti.

Una dieta corretta, che limiti il consumo di alcolici e di carboidrati semplici, è uno dei consigli più importanti da tenere in considerazione per ridurre i livelli di trigliceridi.

In caso di ipertrigliceridemia la dieta deve essere rivolta a correggere il sovrappeso e l’ obesità, ridurre o meglio astenersi dal consumo di alcol, ridurre il consumo di zuccheri semplici, portare in tavola cereali integrali e non raffinati, aumentare l’apporto di fibra alimentare, inserire nella propria dieta settimanale per 3-4 volte il pesce, ridurre la carne che sarà sostituita dai legumi, limitare il consumo di cibi ricchi di grassi saturi, sostituendoli con quelli ricchi di acidi grassi monoinsaturi ed in particolare di acido oleico (olio di oliva, frutta secca . . .

Lo stile di vita è fondamentale per mantenere o riportare i trigliceridi nella norma.

Omega 3 e Trigliceridi

Fra tutti i nutrienti, gli Omega 3 (EPA e DHA) sono particolarmente utili. Fortunatamente, il pesce non è l’unica loro fonte e anche chi non può o non desidera mangiarlo ha modo di farne il pieno.

Gli Omega 3 rappresentano un valido aiuto naturale per riportare e mantenere i trigliceridi nella norma. Questa capacità non è però riconosciuta a tutti gli Omega 3, ma solo all’acido eicosapentaenoico (EPA) e all’acido docosaesaenoico (DHA), cioè agli Omega 3 biologicamente attivi presenti nelle fonti di Omega 3: il pesce grasso (come salmone, tonno, acciughe, sarde e sardine), l’olio da esso derivato e quello di fegato di merluzzo, di krill e di microalghe del genere Schyzochytrium.

Quest’ultimo è una valida alternativa completamente vegetale ai prodotti derivati dal pesce per chi può o non desidera mangiarlo. Altre fonti di origine vegetale (come le noci e i semi di lino) non sono invece alternative altrettanto valide alle fonti di origine marina, perché non contengono EPA e DHA ma ALA, che per poter mantenere i trigliceridi nella norma deve prima essere convertito proprio in EPA e DHA. Purtroppo nell’organismo umano l’efficienza di questa conversione è molto bassa e non consente di raggiungere i 2 g al giorno di EPA + DHA necessari per ottenere l’effetto desiderato.

L’assunzione di Omega 3 deve essere sempre inserita all’interno di una dietoterapia mirata alla riduzione dell’ipertrigliceridemia.

Se nonostante tutti questi accorgimenti i livelli di trigliceridi fossero ancora superiori a 150 mg/dl si può decidere insieme al proprio medico curante di iniziare ad assumere degli integratori alimentari di acidi grassi omega 3, che sono contenuti appunto in pesce azzurro e frutta secca.

Farmaci per Abbassare i Trigliceridi

Ma quali sono le principali tipologie di farmaci?

  • Acidi grassi polinsaturi Omega-3.
  • Statine: Tra i farmaci più utilizzati grazie alla loro capacità di ridurre il colesterolo LDL (colesterolo cattivo) e i livelli di trigliceridi, inibendo un enzima chiave produzione del colesterolo nel fegato portando quindi a una riduzione del colesterolo endogeno, ossia prodotto dal nostro organismo.
  • Fibrati.
  • Sequestranti gli acidi biliari.

Una curiosità: di recente è stato condotto uno studio su caffè e trigliceridi alti da cui emerge un effetto benefico da parte della caffeina.

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