Ecografia in Gravidanza: Guida Completa su Quando Farla e Cosa Aspettarsi

La prima ecografia in gravidanza è un passaggio spesso indimenticabile. Quell’immagine ci restituisce il frutto di un desiderio coltivato talvolta a lungo oppure, semplicemente, genera in noi un’emozione fino a quel momento sconosciuta. In ogni caso, si tratta della conferma che una vita è nata dentro di noi. Dopo avere fatto un test che ha dato esito positivo, finalmente si può osservare con i propri occhi quel piccolo cuoricino che batte. Scopriamo insieme come prepararsi all’evento e in cosa consiste.

Cos'è l'Ecografia in Gravidanza?

La prima ecografia è un esame medico. Si tratta di un momento fondamentale nel monitoraggio della gravidanza. Il suo scopo è ottenere informazioni circa il feto, la sua condizione all’interno dell’utero materno e anche alcuni aspetti specifici della salute della mamma.

Quando Fare la Prima Ecografia? Linee Guida

Secondo le linee guida la prima ecografia andrebbe fatta dalle 11/12 settimane. Come anticipato in premessa, per quanto le linee guida fornite dalla Società Italiana di Ecografia Ostetrico Ginecologica (SIEOG) prevedano la prima ecografia tra le 11 e le 13 settimane + 6 giorni (13 settimane + 6 giorni si ritiene sia il termine del primo trimestre di gravidanza), molti genitori le effettuano molto prima. Spesso, però, viene anticipata (dalla quinta alla nona settimana, mediamente all’ottava). In genere, infatti, viene fatta alle 8/9 settimane ma si potrebbe addirittura anticipare ulteriormente.

In genere ciò accade o perché i genitori sono preoccupati, ad esempio in presenza di piccole perdite di sangue, oppure su indicazione medica. Quando viene effettuata così precocemente generalmente si intende verificare la localizzazione della gravidanza. Questo perché il rischio, seppure ridotto, che la gravidanza avvenga fuori dall’utero esiste. Allo stesso tempo, però, bisogna dire che talvolta si anticipa l’ecografia per verificare che la gravidanza stia evolvendo in maniera fisiologica. Questa distanza tra linee guida e prassi comune ha parecchio a che vedere con il nostro desiderio di controllo che, rispetto alla gravidanza, prevale spesso sulla razionalità. Come dico spesso, la gravidanza ha molto a che vedere con l’incertezza e sin dai suoi esordi ne abbiamo la prova.

Perché Potrebbe Essere Controproducente Fare la Prima Ecografia Troppo Presto?

In caso non vi siano rischi particolari, effettuare un’ecografia troppo anticipata potrebbe non restituire le informazioni necessarie alla valutazione della gravidanza. Supponendo, ad esempio, che vi sia stata una datazione errata dell’inizio della gravidanza, un’ecografia troppo anticipata non mostrerebbe ciò che ci si attende di vedere, causando ansia. Inoltre, sarebbe comunque necessario ripetere l’esame a distanza di tempo. Teniamo conto che raccogliere informazioni valide è meglio che raccoglierne di frammentate da ricomporre. Infine, è normale che ad ogni esame i genitori possano sentirsi in ansia e questo non aiuta la mamma a mantenersi calma e serena. Anticipare, dunque, la prima ecografia non è un bene se non è indispensabile, e di questo bisogna tenere conto.

Cosa Si Vede se Viene Fatta nelle Primissime Settimane?

Potrebbe capitare che per ragioni puramente cliniche il ginecologo richieda un’ecografia nelle primissime settimana di gravidanza. In questi casi si potranno raccogliere dati diversi a seconda della settimana di gestazione. Vediamo quali:

  • Verso le 4 settimane: si osserva la camera gestazionale che altro non è che lo spazio entro il quale crescerà l’embrione. Ad esempio alla 4 settimana si può vedere la camera gestazionale, ovvero lo spazio dove vivrà e crescerà il feto.
  • Verso le 5/6 settimane: normalmente compare l’embrione (quando raggiunge la misura di 5 mm) e si può vederne il cuore battere. Una settimana dopo riusciamo a vedere le strutture embrionali, ad esempio il sacco vitellino. Addirittura, è possibile anche vedere un abbozzo di embrione che, quando raggiungerà i 5 mm di lunghezza mostrerà anche lo sfarfallio del cuore.
  • Verso le 6/8 settimane: è possibile cogliere il cosiddetto “sfarfallio” che indica l’attività cardiaca dell’embrione.
  • Dalle 10/12 settimane: grazie all’impiego del doppler si può percepire il battito cardiaco embrionale.

Aggiornamenti 2025: Linee Guida e Innovazioni Tecnologiche

Gli ultimi documenti SIEOG pubblicati a dicembre 2024 confermano che, in assenza di indicazioni cliniche particolari, la prima ecografia ottimale resta quella compresa tra 11 settimane + 0 giorni e 13 settimane + 6 giorni. Una meta‑analisi internazionale del 2025 (Lancet Maternal Health) ha mostrato che gli ultrasuoni prima delle 8 settimane non migliorano gli esiti neonatali ma aumentano del 27 % i livelli dichiarati di ansia materna. Sempre nel 2025 è entrato in uso un software di intelligenza artificiale che supporta il ginecologo nel misurare CRL e traslucenza nucale con una tolleranza d’errore inferiore al 3 %. Risultato? Maggiore accuratezza diagnostica e referti più rapidi. La medicina e la scienza avanzano anno dopo anno.

Principali Informazioni Raccolte Durante la Prima Ecografia

  • Datazione della Gravidanza: La datazione si definisce anamnestica e fa riferimento alla data dell’ultima mestruazione. Nel primo trimestre si può misurare il CRL (lunghezza dell’embrione) per ottenere una datazione ecografica. Se queste non corrispondono la gravidanza sarà ridatata. Successivamente il metodo ecografico non è più attendibile per la datazione della gravidanza.
  • Numero di Feti: per gravidanze è gemellari o plurigemellari.
  • Battito Cardiaco Fetale: a conferma della vitalità del bambino. Di prassi il battito non viene auscultato ma solo osservato nel primo trimestre. Si tratta dell’osservazione visiva dello sfarfallio del cuore. Questo perché l’embrione potrebbe surriscaldarsi.
  • Misurazioni Fetali: forniscono una stima dell’età gestazionale e del tasso di crescita del feto.
  • Rilevamento della Traslucenza Nucale: se l’ecografia è effettuata tra la 11ª e la 14ª settimana il medico può misurare la traslucenza nucale. Trattasi di uno spazio detto plica nucale. Quando risulta troppo spesso può essere considerato come uno dei fattori che concorrono con altri a porre il dubbio di anomalie cromosomiche. L’ingrossamento della traslucenza nucale può essere un segno di anomalie cromosomiche, come la sindrome di Down.

Tipi di Ecografie in Gravidanza

Le ecografie durante la gravidanza servono a monitorare lo sviluppo e il benessere del bambino durante la gestazione, offrendo informazioni cruciali sulla salute del nascituro e della donna. Le ecografie fetali possono essere eseguite in due modalità:

  • ecografie transvaginali (o interne), indicate principalmente nelle prime fasi della gravidanza, quando il feto è ancora troppo piccolo per essere visibile dall’esterno;
  • ecografie addominali (o esterne), solitamente eseguite a partire all’incirca dall’11ª settimana, con una sonda passata direttamente sull’addome della madre.

Cosa Sapere Sulle Ecografie Gestazionali

Le ecografie ostetriche, o prenatali, sono considerate lo strumento diagnostico più efficace e sicuro per la gravidanza proprio perché sfruttano gli ultrasuoni, innocui sia per il feto che la madre, a differenza delle tecniche basate sulle radiazioni ionizzanti.

Secondo le linee guida italiane, si raccomandano almeno 3 ecografie obbligatorie durante una gravidanza fisiologica, garantite dal Servizio Sanitario Nazionale:

  • ecografia ostetrica nel primo trimestre (generalmente tra l’11ª e la 13ª settimana);
  • ecografia morfologica nel secondo trimestre (tra la 20ª e la 22ª settimana);
  • ecografia biometrica nel terzo trimestre (tra la 30ª e la 34ª settimana).

Oltre a quelle più importanti sopra citate, possono essere necessarie ulteriori ecografie di controllo su indicazione del medico, in base alle condizioni specifiche della madre o del feto, ad esempio in caso di gravidanze gemellari o se si sospettano delle complicazioni.

Infine, le ecografie possono essere classificate in due livelli di approfondimento:

  • eco di primo livello: includono le ecografie standard, ossia quelle eseguite in tutte le gravidanze per confermare la vitalità del feto e monitorarne la crescita;
  • eco di secondo livello: si tratta di ecografie ostetriche più dettagliate, generalmente impiegate per indagare eventuali malformazioni o anomalie strutturali.

Quali Ecografie Fare Nel Primo Trimestre

  • Ecografia di datazione (6ª - 8ª settimana): conferma la gravidanza, localizza il sacco gestazionale, determina l’età gestazionale e verifica il battito cardiaco. La prima ecografia della gravidanza, spesso chiamata anche ecografia di datazione, viene solitamente eseguita tra la 6ª e l’8ª settimana: si tratta di una ecografia transvaginale che permette di osservare l’embrione in uno stadio molto precoce. Gli obiettivi principali sono confermare l’effettiva presenza della gravidanza, determinare la sede del sacco gestazionale (intra o extra uterina) e il numero di embrioni presenti. Inoltre, l’ecografia di datazione consente di misurare il battito cardiaco del feto e di stabilire con precisione l’età gestazionale, prevedendo la data presunta del parto.
  • Ecografia genetica (11ª - 13ª settimana): misura la translucenza nucale e stima il rischio di anomalie cromosomiche, come la trisomia 21 o 18. Tra l’11ª e la 13ª settimana si può effettuare una seconda ecografia: lo scopo principale di questo esame è misurare lo spessore della translucenza nucale, una piccola raccolta di liquido dietro il collo del feto. Associata al test prenatale, questa ecografia consente di stimare il rischio di anomalie cromosomiche, come la sindrome di Down o di Edwards.

Quali Ecografie Fare Nel Secondo Trimestre

  • Ecografia morfologica (20ª - 22ª settimana): valuta la crescita del bambino, individua eventuali malformazioni e monitora lo sviluppo degli organi. L’ecografia più importante del secondo trimestre di gravidanza è l’eco morfologica, richiesta generalmente tra la 20ª e la 22ª settimana di gestazione. Eseguita tramite sonda esterna, la morfologica è cruciale per valutare lo sviluppo anatomico del bambino e verificare la presenza di malformazioni congenite. Durante questa ecografia vengono esaminati il cervello, il cuore, i reni, la colonna vertebrale e gli arti del feto, oltre ad essere misurate le circonferenze della testa e dell’addome e la lunghezza del femore.
  • Eventuale ecografia 3D o 4D (23ª - 29ª settimana): può essere richiesta per una visualizzazione tridimensionale più dettagliata o in tempo reale del nascituro. In alcuni casi può essere eseguita un’ecografia 3D o 4D: l’eco 3D fornisce delle immagini statiche del nascituro in tre dimensioni, consentendo una visualizzazione più dettagliata delle strutture anatomiche, mentre l’eco 4D mostra immagini in movimento e in tempo reale.

In Cosa Consiste l’Ecografia?

Diciamo subito che nel corso del primo trimestre si effettua l’ecografia transvaginale. Quella transaddominale, comunemente detta ecografia, viene fatta in genere dopo la 12 settimana. E’ sempre sicuro e generalmente indolore. Si tratta di un esame clinico non invasivo che si svolge in ambiente ospedaliero o presso studi medici qualificati. Non è richiesta una preparazione particolare.

Preparazione all'Ecografia

  • Non è necessario bere un determinato quantitativo di liquidi o osservare alcuna regola particolare.
  • L’esame si effettua da sdraiata scoprendo l’addome.
  • Viene applicato un gel trasparente per migliorare il contatto tra la sonda dell’ecografo e la pelle, consentendo così il passaggio degli ultrasuoni.
  • La sonda emette ultrasuoni e rilevando i loro echi mentre rimbalzano dai tessuti interni. Gli ultrasuoni vengono tradotti in immagini.
  • Il medico o il tecnico eseguirà varie scansioni per osservare il feto da diverse angolazioni e per misurare le dimensioni e le strutture.

Al termine dell’esame verranno restituiti i risultati raccolti.

Cos'è l’Ecografia Transvaginale?

L’ecografia transvaginale, se richiesta dal medico, è utilizzata nelle prime fasi della gravidanza soprattutto durante il primo trimestre. Serve anch’essa a confermare la presenza del feto e a stabilire una datazione precisa. Talvolta può essere raccomandata anche in fasi successive della gravidanza per scopi diagnostici specifici. Si tratta di una procedura sempre sicura quando eseguita da operatori esperti. Questo tipo di ecografia è diverso dalla più comune ecografia addominale, in quanto prevede l’inserimento di una sonda ecografica direttamente nella vagina della mamma.

Preparazione all'Ecografia Transvaginale

  • In genere, non è richiesta una preparazione specifica, eccetto lo svuotamento della vescica prima dell’esame.

Come Si Effettua l’Ecografia Transvaginale

Sdraiata e con le gambe leggermente piegate e divaricate le verrà introdotta in vagina la sonda ecografica. L’inserimento sarà agevolato dall’impiego di un gel lubrificante a base di acqua e da un rivestimento monouso. La sonda ecografica, che è una sottile sonda a forma di tubo ed è progettata affinché non rechi dolore. Una volta che la sonda è posizionata correttamente, verranno acquisite le immagini ecografiche. L’intera procedura solitamente richiede solo pochi minuti ed è generalmente ben tollerata dalla maggior parte delle donne.

Tabella delle Ecografie Raccomandate

Trimestre Settimana Tipo di Ecografia Obiettivi Principali
Primo 6ª - 8ª Ecografia di datazione (transvaginale) Conferma gravidanza, localizzazione sacco gestazionale, età gestazionale, battito cardiaco.
Primo 11ª - 13ª Ecografia genetica Misura translucenza nucale, stima rischio anomalie cromosomiche.
Secondo 20ª - 22ª Ecografia morfologica Valuta crescita e sviluppo anatomico del feto, verifica malformazioni.
Secondo/Terzo 23ª - 29ª Ecografia 3D/4D (opzionale) Visualizzazione tridimensionale dettagliata del feto.

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