L'iperglicemia è un termine medico utilizzato per indicare la presenza di elevati livelli di zucchero (glucosio) nel sangue rispetto ai valori normali. La glicemia alta si verifica quando i livelli di glucosio nel sangue superano i valori normali, una condizione che può essere temporanea o cronica.
Il glucosio è la principale fonte di energia per il corpo, ma quando non viene metabolizzato correttamente, può accumularsi nel sangue. Avere glicemia alta non significa necessariamente essere diabetici, ma è un segnale che il corpo potrebbe non essere in grado di gestire correttamente il glucosio.
Cos'è la Glicemia Alta?
Per glicemia si intende la quantità di glucosio presente nel sangue, ovvero la concentrazione di zuccheri che sono la principale fonte di energia delle nostre cellule. L’iperglicemia, più esattamente, è un difetto metabolico che si verifica quando si superano i valori normali di glicemia, compresi tra i 70 e i 100 milligrammi per decilitro se la misurazione avviene a digiuno.
La glicemia viene misurata in milligrammi per decilitro (mg/dl) e i valori superiori a 126 mg/dl a digiuno sono generalmente indicativi di una glicemia elevata. Durante la giornata oscillazioni che vanno dai 60 ad 140 mg/dl sono considerate normali.
L’iperglicemia è l’elemento caratteristico del diabete mellito: in questo caso l’iperglicemia deve essere adeguatamente trattata, perché, se non si ripristinano i valori normali, il paziente può sviluppare complicanze croniche al sistema cardiovascolare, a quello nervoso, ai reni e agli occhi.
I livelli di glucosio nel sangue si misurano a 8 ore dall’ultimo pasto e vanno dai 70 ai 100 mg/dl: se questi valori aumentano il paziente ha sviluppato un’iperglicemia.
Cause della Glicemia Alta
Le cause principali della glicemia alta sono legate a fattori genetici e ambientali. La causa della glicemia alta è dovuta nella maggior parte dei casi alle forme classiche di diabete mellito: il diabete di tipo 1 in cui c’è una assente produzione di insulina da parte del pancreas e il diabete di tipo 2 che è caratterizzato invece da una ridotta capacità delle cellule a utilizzare l’insulina, oltre a altri molteplici meccanismi che sono stati individuati negli ultimi anni e che hanno consentito di mettere a punto nuovi ed efficaci farmaci.
Il diabete di tipo 1, una malattia autoimmune in cui il sistema immunitario distrugge le cellule del pancreas che producono insulina, è una delle cause più comuni nei giovani. Il diabete di tipo 2, invece, è spesso associato a stili di vita non corretti, come una dieta ricca di zuccheri e grassi, sedentarietà e sovrappeso.
Esistono anche situazioni temporanee che possono causare un rialzo della glicemia. Infezioni acute, traumi, interventi chirurgici o gravi malattie possono indurre una risposta ormonale che aumenta i livelli di glucosio nel sangue. La gravidanza può essere accompagnata da un'alterazione temporanea del metabolismo del glucosio, condizione nota come diabete gestazionale. Alcune malattie del pancreas, come la pancreatite cronica o i tumori pancreatici, possono compromettere la produzione di insulina e causare iperglicemia.
Possono sviluppare glicemia alta anche persone non diabetiche ma soggette a condizioni o patologie che comportano fattori di rischio. La glicemia alta è favorita da una dieta poco equilibrata, con un consumo eccessivo di zuccheri, grassi saturi e trans, e carboidrati raffinati.
L'insulina, un ormone prodotto dal pancreas, regola i livelli di zucchero nel sangue, ma in alcune persone, il corpo può diventare resistente all'insulina o produrne in quantità insufficiente. Quando ciò accade, il glucosio non riesce a entrare nelle cellule per essere utilizzato come energia, causando un accumulo nel sangue.
Nel diabetico in terapia ipoglicemizzante, l'iperglicemia deriva molto spesso dall'insufficiente somministrazione di insulina o di farmaci ipoglicemizzanti. Altri fattori che possono influenzare la glicemia includono i cortisonici, l'eccessivo consumo di carboidrati e la riduzione dell'attività fisica.
Sintomi dell'Iperglicemia
L'iperglicemia può manifestarsi attraverso una serie di sintomi caratteristici che possono variare in intensità a seconda dei livelli di glucosio nel sangue e della durata dell'alterazione. Nelle fasi iniziali, soprattutto nel prediabete, i sintomi possono essere lievi o assenti, rendendo la condizione difficile da riconoscere senza esami specifici.
I sintomi sono molteplici e spesso poco riconoscibili, dalla sete costante all’urgenza di urinare, dalla stanchezza alla difficoltà di concentrazione. Altri sintomi comuni in condizioni di iperglicemia sono la perdita di peso (quando la condizione cronicizza), l'annebbiamento della vista, la facile affaticabilità, la nausea ed il vomito, la sonnolenza, l'arrossamento e la disidratazione cutanea, la xerostomia (scarsa ed alterata secrezione salivare), l'alito acetonemico (odore di frutta matura) e le infezioni da candida.
Quest'ultimo sintomo è dovuto alla perdita di glucosio con le urine (glicosuria), che favorisce la colonizzazione batterica delle vie urinarie. L'eccesso è meno sintomatico del difetto. È frequente che l’iperglicemia sia asintomatica, infatti spesso i sintomi si manifestano quando il paziente presenta questa condizione ormai da anni.
La glicemia alta (compresa l’iperglicemia) può essere asintomatica o manifestarsi con sintomi aspecifici. Spesso non ci si accorge neanche di averla, per questo il diabete si dice sia una malattia subdola.
Diagnosi dell'Iperglicemia
Come primo screening per monitorare i livelli di glucosio si effettua un prelievo ematico a digiuno. Il valore normale di riferimento della glicemia a digiuno è compreso tra 70 e 100mg/dl. La fascia di normalità è compresa tra 70-99mg/dl.
Nei soggetti con valori di glicemia compresi tra 110-125 mg/dl e parenti di primo grado, genitori e nonni, affetti da diabete, si consiglia l’esecuzione del Carico Orale di Glucosio, un esame che valuta i livelli glicemia a digiuno e a due ore dall’assunzione orale di 75g di glucosio, sempre mediante prelievo ematico. Rientrano nei limiti di norma, valori di glicemia a 2 ore dal pasto inferiori a 140 mg/dl.
Esiti nel range 141-199 mg/dl evidenziano una ridotta tolleranza ai carboidrati. Se l’esito dell’esame mostra invece valori superiori a 200 mg/dl, la diagnosi è di Diabete mellito (di tipo 1).
Si fa diagnosi di diabete quando i livelli di glucosio nel sangue a digiuno sono superiori a 126 mg/dl per almeno due volte. Nelle persone con glicemia a digiuno tra 101 e 125 mg/dl si parla di “prediabete”. Al dosaggio del glucosio può essere affiancata la ricerca di corpi chetonici, associati alla chetoacidosi diabetica, nel sangue e nelle urine. Il glucosio nel sangue può essere misurato con un'analisi di laboratorio o con l'aiuto di un glucometro.
Come Abbassare la Glicemia Alta
Il controllo della glicemia richiede un approccio completo che include modifiche dello stile di vita e, quando necessario, terapie farmacologiche specifiche. Va poi ridotta l’assunzione di cibi troppo calorici e seguito un regime ipoglicemico, inoltre non fare una vita sedentaria.
I rimedi per l’iperglicemia sono legati alla gravità della condizione e alla causa sottostante. Per quanto riguarda i pazienti diabetici, il trattamento implica sia cambiamenti nello stile di vita sia una terapia farmacologica. È importante ribadire che chi ha il diabete deve seguire i consigli e le terapie proposte degli specialisti diabetologi di riferimento, ma ci sono una serie di accortezze quotidiane che possono aiutare a contenere i fattori di rischio e diminuire il livello di glicemia nel sangue.
Dieta e Alimentazione
In presenza di diabete o glicemia alta per effetto di altre condizioni, seguire una dieta equilibrata è di fondamentale importanza. La dieta gioca un ruolo fondamentale: è importante limitare il consumo di carboidrati semplici e zuccheri raffinati, preferendo alimenti a basso indice glicemico e ricchi di fibre.
I pazienti con diabete, dunque, oltre a seguire le terapie indicate, dovrebbero anche prestare attenzione alla propria alimentazione. Va quindi favorita la dieta mediterranea, ricca delle fibre contenute nelle verdure, che vanno sempre quando possibile aumentate, mentre tra la frutta è opportuno limitare quella con maggiori quantità di zuccheri, come uva, banane, fichi o la frutta essiccata.
Anche il consumo di carne andrebbe limitato, in particolare le carni rosse, se lo si desidera si possono consumare moderatamente i tagli magri e le carni bianche, ma in generale è meglio inserire nella propria dieta altre fonti di proteine, come i legumi e il pesce. I formaggi vanno consumati con moderazione non più di 2-3 volte a settimana, privilegiando quelli freschi tipo ricotta, fiordilatte, primosale ed evitando quelli più grassi (es. mascarpone, gorgonzola) e stagionati.
Come abbiamo detto sono da evitare quelli raffinati, che vanno sostituiti dai cereali integrali (da consumare comunque con limitazione). Gli alimenti andrebbero conditi a crudo con olio extravergine di oliva e al sale sono da preferire le spezie e le erbe aromatiche. Le porzioni, inoltre, vanno contenute: regolare la quantità di calorie ingerite è utile a evitare picchi glicemici.
In primis è necessario ridurre il consumo di zuccheri, grassi saturi e trans, e carboidrati raffinati, in favore di alimenti ricchi di fibre, come le verdure. Evitare i carboidrati raffinati, che andranno sostituiti con cereali integrali. Importante è anche ridurre il consumo di carne, da sostituire con altre fonti di proteine, quali i legumi e il pesce.
Anche la quantità di tutte le pietanze deve essere contenuta per evitare picchi glicemici.
- Ridurre il consumo di dolci, di tutte le preparazioni artigianali, industriali e casalinghe che contengono zuccheri semplici (glucosio e saccarosio), sciroppi di tutti i tipi, bevande zuccherate - succhi inclusi - e alcoliche.
- Consumare raramente i frutti più zuccherini (uva, banane, fichi, cachi) oppure quelli con un più alto indice glicemico, come melone e anguria. Privilegiare invece la frutta a basso indice glicemico come ciliegie, mele, pere, albicocche, pesche, fragole, prugne, arance e pompelmo.
- Attenzione a riso brillato, farina di riso, cereali raffinati in genere (pane bianco comune, fette biscottate e cracker) perché hanno un elevato indice glicemico, pertanto, andrebbero consumati in piccole quantità e non abbinati nello stesso pasto.
- Verdura cruda e cotta da assumere in porzioni abbondanti per l’importante apporto di fibra.
- Olio d’oliva, aggiunto a crudo e con moderazione, 25 g al giorno garantiscono un buon apporto di vitamina E.
- Carne, sia rossa che bianca (proveniente da tagli magri e privata del grasso visibile).
- Legumi (ceci, fagioli, piselli, fave, ecc.) perché sono un’importante fonte di proteine vegetali (possono pertanto essere considerati dei veri e propri secondi piatti) e, seppur contengono una piccola quantità di carboidrati, hanno un indice glicemico basso e sembrano ridurre il picco glicemico.
- Spezie e aromi. Sono alimenti a basso indice glicemico che aiutano a insaporire le pietanze riducendo il consumo di sale.
Attività Fisica e Stile di Vita
Oltre all’attenzione alla dieta, che è bene ribadirlo, dovrà essere studiata dallo specialista su misura per ogni paziente, per tenere a bada la glicemia, è importante mantenere un peso adeguato e fare attività fisica con regolarità.
Tra le principali concause del diabete figurano obesità e sovrappeso, spesso dovuti a uno stile di vita errato, in cui non viene praticata attività fisica. Effettuare un’attività sportiva regolarmente, invece, aiuta a contenere il peso e favorisce l’utilizzo dello zucchero da parte dell’organismo, che lo trasforma in energia.
Attività motoria: è il sistema migliore per ridurre la quantità di zucchero nel sangue e per migliorare l'efficienza metabolica. Infatti, l'allenamento fisico (soprattutto aerobico con picchi di alta intensità) interviene positivamente anche sulla sensibilità ormonale, migliorando la glicemia anche a riposo.
Rendere lo stile di vita più attivo (abbandona la sedentarietà!
Idratazione e Riposo
Fondamentale è inoltre l’idratazione: bere molto consente di rimanere idratati e permette di eliminare il glucosio in eccesso, tramite le urine.
Una delle conseguenze dell’iperglicemia è la disidratazione: bere molta acqua aiuta a mantenersi idratati e a eliminare il glucosio in eccesso tramite le urine.
Anche lo stress favorisce la glicemia alta, a causa della maggior secrezione di ormoni che aumentano i valori di glucosio nel sangue. Infine anche avere un riposo notturno regolare aiuta l’organismo a mantenersi in salute: poco riposo e un ritmo sonno-veglia irregolare favoriscono l’iperglicemia, proprio come lo stress.
Evitare caffeina e cioccolato nelle ore precedenti al sonno, non esporsi a schermi come quelli di televisione, computer o smartphone e creare una routine che introduca il corpo al riposo, possono essere semplici trucchi per dormire meglio.
Altri Rimedi e Consigli
- Alcuni integratori naturali potrebbero contribuire al controllo della glicemia. La cannella ha mostrato proprietà ipoglicemizzanti naturali. Il cromo e il magnesio possono migliorare la sensibilità all'insulina.
- Se è presente l'attitudine a bere piccole quantità di alcol, prediligere il vino rosso.
- Acido eicosapentaenoico e docosaesaenoico (EPA e DHA): biologicamente i più attivi della famiglia omega 3. Sono contenuti nei prodotti della pesca e nelle alghe. Esercitano un ruolo protettivo da tutte le patologie metaboliche e riducono sensibilmente gli scompensi creati dalla glicemia alta.
- Acido alfa linolenico (ALA): è meno attivo dal punto di vista biologico ma esercita la stessa funzione dei precedenti.
- Prediligere alimenti ricchi di antiossidanti non vitaminici: si tratta principalmente di polifenoli (fenoli semplici, flavonoidi, tannini). Moderano ulteriormente lo stress ossidativo e ottimizzano i parametri metabolici; peraltro, agiscono anche come agenti antinutrizionali riducendo la digeribilità dei carboidrati.
- Rispettare un lasso di tempo abbastanza ampio tra l'ultimo pasto della giornata e la colazione seguente. Alcuni studi riportano che aumentando il tempo di digiuno si può ottenere un miglioramento della glicemia.
Quando la Glicemia Alta Diventa Diabete?
La diagnosi di diabete mellito scatta a precisi valori glicemici, ovvero quando si attestano uguali o superiori a 126 mg/dl. Si fa diagnosi di diabete quando i livelli di glucosio nel sangue a digiuno sono superiori a 126 mg/dl per almeno due volte.
È pertanto fondamentale che i soggetti a rischio (familiarità per diabete, obesi, sedentari, con pregresso diabete gestazionale), si sottopongano a un controllo periodico annuale della glicemia, tramite prelievo ematico.
Tabella dei Valori Glicemici
| Condizione | Glicemia a Digiuno (mg/dl) | Glicemia 2 ore dopo pasto (mg/dl) |
|---|---|---|
| Normale | 70-100 | < 140 |
| Prediabete | 101-125 | 141-199 |
| Diabete | ≥ 126 | ≥ 200 |
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