Quando si dona il sangue: quali analisi vengono fatte

Ogni giorno, il sangue e gli emocomponenti sono essenziali nelle strutture ospedaliere per interventi di primo soccorso, chirurgici e per curare malattie. La donazione di sangue è un gesto gratuito e non può essere remunerata in alcun modo. In Italia, la donazione a pagamento è perseguibile per legge. Il sangue di donatori periodici rappresenta una garanzia di affidabilità e sicurezza per il ricevente, oltre che una certezza di approvvigionamenti.

Per diventare donatore, è necessario collegarsi al sito avis.it, cercare la sede AVIS più vicina e fissare un appuntamento. L’appuntamento è preferibile poiché consente di regolare gli accessi e velocizzare le procedure.

Chi può donare il sangue?

Può donare il sangue ogni individuo sano, di età compresa tra i 18 e i 65 anni. La donazione di sangue da parte di donatori periodici di età superiore ai 65 anni e fino ai 70 può essere consentita previa valutazione clinica dei principali fattori di rischio età correlati. Chi desidera diventare donatore dopo i 60 anni può presentare richiesta e ricevere l’idoneità a discrezione del medico responsabile della selezione. Il peso corporeo del donatore non deve essere inferiore a 50 Kg.

Ad ogni donazione, vengono valutati i parametri relativi alla pressione arteriosa (PA sistolica inferiore o uguale a 180 mm di mercurio e PA diastolica inferiore o uguale a 100 mm di mercurio) e alla frequenza cardiaca (che deve essere regolare e compresa tra 50 e 100 battiti/minuto). Il valore dell'emoglobina deve essere uguale o superiore a 12,5 g/dL nelle donne e uguale o superiore a 13,5 g/dL negli uomini.

È possibile donare sangue intero o emocomponenti (globuli rossi, piastrine o plasma), raccolti mediante una procedura specifica chiamata aferesi. Il numero massimo di donazioni di sangue intero nell'anno non deve essere superiore a 4 per l'uomo e per la donna non in età fertile. Per la donna in età fertile sono possibili 2 donazioni all'anno. In ogni caso, l'intervallo tra due donazioni di sangue intero non deve essere inferiore a 90 giorni.

Come avviene la donazione?

Occorre recarsi presso un Servizio Trasfusionale oppure presso uno dei Centri di Raccolta fissi o mobili (autoemoteche) gestiti dalle strutture sanitarie pubbliche o dalle Associazioni o Federazioni dei donatori di sangue. Dopo l'identificazione e la compilazione di un questionario, il donatore avrà un colloquio riservato con un medico in cui poter discutere anche dell'eventuale esistenza di controindicazioni alla donazione e ricevere tutti i chiarimenti necessari.

Il medico, dopo aver raccolto l'anamnesi, cioè le notizie relative allo stato psicofisico e comportamentale del donatore, valuta l'idoneità alla donazione anche mediante misurazione della pressione arteriosa e della frequenza cardiaca. Viene determinato il valore dell'emoglobina mediante la puntura del polpastrello di un dito (digitopuntura) o mediante prelievo di sangue, per assicurarsi che la donazione di sangue venga effettuata soltanto da chi dispone di valori di emoglobina indicati dalla normativa di riferimento.

Dopo la verifica di idoneità, e previa sottoscrizione da parte del donatore del consenso informato, si procede con il prelievo al donatore che nel frattempo è stato fatto distendere su un apposito poltrona-lettino. Viene apposto un laccio emostatico su un braccio e viene inserito l'ago in una vena, previa accurata disinfezione della cute. Il sangue defluisce spontaneamente fino a riempire una sacca di raccolta in cui sono già contenuti un liquido anticoagulante e altre sostanze utili alla conservazione ottimale del sangue.

Contestualmente alla donazione, vengono riempite alcune provette per l'esecuzione degli esami previsti dalla legge. Ad ogni donazione il volume di sangue prelevato è pari a 450 mL. La quota liquida del sangue (plasma) viene ricostituita nell'arco di poche ore, grazie a meccanismi fisiologici di richiamo dei liquidi. La quota corpuscolare (globuli rossi, bianchi e piastrine) viene ricostituita in tempi variabili a seconda dell'elemento cellulare considerato.

Al termine della donazione, il donatore viene invitato a rimanere disteso per qualche minuto, quindi riceve congruo ristoro comprendente l'assunzione di liquidi in quantità adeguata. Al donatore vengono fornite anche indicazioni sul comportamento da tenere post-donazione.

Quali analisi vengono effettuate durante la donazione?

Al fine di garantire elevati livelli di qualità e sicurezza del sangue e per tutelare la salute sia del donatore, sia dei pazienti, ad ogni donazione il donatore viene sottoposto ai seguenti esami:

  1. Esame emocromocitometrico completo: L’emocromo descrive la composizione del sangue nelle sue componenti cellulari e non.
  2. Fenotipo ABO ed Rh: Conoscere il gruppo sanguigno del donatore è fondamentale per assicurare ad ogni paziente la corretta sacca di sangue. I gruppi sanguigni rappresentano una caratteristica dell’individuo determinata geneticamente e non modificabile. Vengono classificati in base alla presenza o assenza di proteine chiamate antigeni.
  3. Esami per la qualificazione biologica del sangue e degli emocomponenti:
    • HBsAg (antigene di superficie del virus dell'epatite virale B)
    • HCV Ab (anticorpo contro il virus dell'epatite virale C)
    • Ab HIV 1/2 e Ag (test sierologico per la ricerca combinata di anticorpo anti HIV e antigene HIV)
    • TPHA (anticorpi anti-Treponema Pallidum, agente eziologico della sifilide, con metodo immunometrico)
    • HBV/HCV/HIV 1 NAT (test per rilevare la presenza del genoma virale dei virus HIV e delle epatiti virali B, C)
  4. Alla prima donazione vengono inoltre eseguiti:
    • la determinazione del fenotipo ABO mediante test diretto e indiretto
    • del fenotipo Rh completo
    • del fenotipo Kell/Cellano
    • la ricerca degli anticorpi anti-eritrocitari irregolari
  5. Il donatore periodico è sottoposto, con cadenza almeno annuale, ai seguenti controlli ematochimici:
    • glicemia
    • creatinininemia
    • alanin-amino-transferasi
    • colesterolemia totale e HDL
    • trigliceridemia
    • protidemia totale
    • ferritinemia

Cosa fare prima di donare?

È consigliabile non fare le ore piccole, fare una leggera colazione evitando grassi e latticini, ed evitare le sigarette a ridosso della donazione.

Cosa fare dopo la donazione?

È consigliabile concedersi una giornata di riposo ed evitare sforzi fisici, non mangiare cibi troppo pesanti per non affaticare il fisico e reintegrare i liquidi bevendo molto durante tutta la giornata.

Domande frequenti sulla donazione di sangue

È sicuro donare il sangue?

Assolutamente sì. Il materiale impiegato per effettuare la donazione è sterile e monouso (cioè viene usato una sola volta per il singolo donatore). La donazione non è una procedura pericolosa e il colloquio con il medico minimizza la possibilità che donino persone a rischio di eventi avversi. Inoltre, il personale medico ed infermieristico è formato appositamente per intervenire tempestivamente ed in modo adeguato in caso di complicazioni o di reazioni indesiderate durante la donazione.

Posso mangiare prima di donare?

Si, è possibile fare un pasto molto leggero che comprenda anche carboidrati (ad esempio fette biscottate con marmellata) e bere the o caffè con o senza zucchero. La donazione deve avvenire a distanza di due ore dal pasto.

Posso donare se prendo farmaci?

Dipende da quali farmaci e dal motivo per cui si assumono. Alcune terapie non sono compatibili con la procedura e può essere necessaria una sospensione temporanea. Bisogna quindi segnalare sempre al medico responsabile della selezione del donatore i farmaci assunti per consentire una corretta valutazione, anche nel caso di farmaci di uso comune quali i FANS (Farmaci Antinfiammatori Non Steroidei).

Ho fatto un tatuaggio o piercing, posso donare?

Si è sospesi temporaneamente dalla donazione soltanto se il tatuaggio/piercing è stato effettuato negli ultimi 4 mesi precedenti la donazione.

Ho avuto un rapporto sessuale a rischio, posso donare?

Sono esclusi temporaneamente dalla donazione coloro che nei 4 mesi precedenti la donazione hanno avuto comportamenti sessuali a rischio ivi inclusi rapporti eterosessuali/omosessuali/bisessuali con partner occasionale. Per qualsiasi dubbio o per ricevere informazioni su quali siano i comportanti a rischio è possibile fare riferimento al medico responsabile della selezione del donatore.

Sono incinta o ho partorito da poco, posso donare?

No, devono essere trascorsi 6 mesi dalla data del parto per poter donare.

Ho avuto un intervento chirurgico, posso donare?

Devono trascorrere almeno 4 mesi da un intervento chirurgico maggiore.

Ho ricevuto una trasfusione, posso donare?

Si, ma devono essere trascorsi almeno 4 mesi dall'ultima trasfusione ricevuta.

Perché donare?

Si stima che in Italia siano necessarie circa 2.500.000 unità di sangue intero e circa 860.000 kg di plasma ogni anno. Per molti, il sangue e i suoi componenti rappresentano una terapia indispensabile per la sopravvivenza. La donazione da parte di donatori volontari, periodici, responsabili, anonimi e non retribuiti è la migliore garanzia per la qualità e la sicurezza delle terapie trasfusionali.

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