Il cortisone, un potente ormone steroideo, è ampiamente utilizzato in medicina per le sue proprietà antinfiammatorie e immunosoppressive. I farmaci a base di glucocorticoidi, più comunemente definiti cortisonici o steroidi, includono diverse molecole come prednisone o metilprednisolone che, sebbene con dosaggi diversi, hanno effetti sul sistema immunitario e un profilo di sicurezza simili tra di loro.
Tuttavia, il suo impiego può influenzare significativamente i risultati delle analisi del sangue, rendendo cruciale una comprensione approfondita di queste interazioni. Questo articolo esplorerà in dettaglio come il cortisone agisce sull'organismo, quali parametri ematici sono più suscettibili alle sue alterazioni e quali precauzioni è necessario adottare per interpretare correttamente i risultati delle analisi.
Cos'è il Cortisone e Come Agisce?
Il cortisone è un ormone prodotto naturalmente dalle ghiandole surrenali, essenziale per la regolazione di diverse funzioni vitali. Agisce sul metabolismo di carboidrati, proteine e grassi, influenzando la risposta immunitaria e infiammatoria dell'organismo.
In medicina, vengono spesso utilizzati farmaci a base di cortisone (corticosteroidi) per trattare una vasta gamma di condizioni, tra cui malattie autoimmuni, allergie, infiammazioni croniche e alcune forme di cancro.
I corticosteroidi possono essere somministrati per via orale, endovenosa, intramuscolare, topica (creme, unguenti) o inalatoria, a seconda della condizione da trattare e della gravità dei sintomi. La dose e la durata del trattamento variano notevolmente in base alle esigenze individuali del paziente.
Effetti del Cortisone sugli Esami del Sangue
L'assunzione di cortisone può alterare diversi parametri ematici, rendendo essenziale informare il medico curante e il laboratorio di analisi in merito alla terapia in corso. Vediamo le principali alterazioni:
Emocromocitometrico
Una terapia anche breve può fortemente alterare il leucogramma, inducendo il cosiddetto “leucogramma da stress”: questo si caratterizza da leucocitosi con neutrofilia matura, monocitosi e concomitante possibile linfopenia ed eosinopenia. Questi cambiamenti sono più marcati nel cane rispetto al gatto.
Inoltre in alcuni pazienti canini, la leucocitosi può essere anche marcata, superando i 30.000 WBC/µL.
Biochimica Clinica
In questo ambito ci si possono aspettare numerose alterazioni. In primo luogo un'induzione enzimatica che coinvolge soprattutto la ALP, secondariamente anche GGT, ALT e colinesterasi e solo marginalmente la AST.
Come già riportato sopra, è comune lo sviluppo di iperlipemia e quindi di un aumento di trigliceridi e colesterolo. Inducendo iperlipemia, è possibile osservare anche un aumento delle lipasi (sia totale che DGGR). Nei casi di trattamento cronico, va tenuto in debito conto l’effetto di insulino-resistenza che ne deriva, responsabile di possibile sviluppo di diabete mellito con la classica iperglicemia ed aumento delle fruttosamine.
Meno conosciuti e considerati sono gli effetti del cortisone su altri analiti: ad esempio possono aumentare le albumine (per una incrementata sintesi epatica), ma in alcuni casi possono viceversa ridursi (se il cortisonico provoca in quel paziente una seria proteinuria, vedi sotto).
E’ stato recentemente descritto l’effetto degli ormoni corticosurrenalici sul metabolismo del calcio/fosforo nel cane: è comune infatti lo sviluppo di una condizione per certi versi analoga a quella dell’iperparatiroidismo, ma ancora non ben inquadrata da un punto di vista fisiopatologico. Ne deriva aumento della calciuria e di conseguenza, una possibile ipocalcemia ionica, mentre il fosforo in questi casi tende ad essere lievemente elevato.
Elettroforesi Sierica
Sono due le alterazioni principali che possiamo aspettarci. Innanzitutto, un aumento della frazione di alfa2-globuline, per una aumentata sintesi di aptoglobina. In secondo luogo, inducendo spesso iperlipemia, è possibile che diventi particolarmente marcata la frazione di alfa1-globuline contenenti per l’appunto le principali frazioni lipoproteiche del plasma.
Esame delle Urine
Il principale effetto dei cortisonici è un antagonismo nei confronti dell’ormone antidiuretico (diabete insipido nefrogenico secondario), con conseguente ridotta capacità di concentrazione dell’urina nei dotti collettori. I cani (ed in misura molto minore i gatti) sviluppano quindi rapidamente poliuria e quindi polidipsia.
Le urine sono poco concentrate, spesso isostenuriche (ovvero con un PS di 1.008-1.015) o addirittura ipostenuriche (PS urinario < 1.008). Questa condizione anche grazie all’effetto di immunosoppressione, in alcuni animali tende anche a favorire l’insorgenza di infezioni del tratto urinario.
Infine, bisogna ricordare l’aumentata permeabilità del glomerulo alle proteine plasmatiche indotta dai cortisonici: una aumento del PU/CU è estremamente frequente anche se di solito di entità moderata e soprattutto è solitamente rapidamente reversibile una volta sospesa la condizione di ipercortisolismo.
Citologia
Un trattamento cortisonico (anche uno solo!) può avere effetti profondi su alcune popolazioni cellulari che possono scomparire rapidamente dai tessuti per effetto di una vera a propria necrosi. Quello che è ancor più sorprendente e inaspettato è l’effetto che si può osservare in corso di leucemia acute, anche mieloidi: in pochissimi giorni il quadro ematologico e midollare può risultare completamente sovvertito tanto da rendere impossibile una diagnosi, salvo ripresentarsi rapidamente dopo pochi giorni/settimane dalla cessazione dell’effetto farmacologico.
Un pregresso trattamento con corticosteroidi può rendere complessa anche l’interpretazione della citologia articolare in corso di poliartrite immunomediata, o di quella del liquido cefalo-rachidiario in pazienti con malattie infiammatorie.
Tipizzazioni Fenotipiche/Citofluorimetria
Anche in questo caso, è bene evitare qualsiasi trattamento cortisonico prima di fenotipizzazioni (es. mediante citofluorimetria o immuno-citochimica) per le neoplasie ematopoietiche.
Dosaggi Ormonali
È ovvio l’effetto che possa avere un trattamento cortisonico in caso di misurazione del cortisolo. Qualsiasi cortisonico usato per le terapie (ad eccezione del desametasone), viene rilevato dalle tecniche di chemiluminescenza che usiamo in laboratorio. Ne risulteranno valori di “cortisolemia” sovra-stimati.
Nel caso in cui abbiamo invece provveduto a sospendere il trattamento prima del prelievo, bisogna invece considerare l’effetto di una terapia prolungata sulla corticale del surrene, che risulterà ovviamente atrofica/ipotrofica.
Nel caso del dosaggio degli ormoni tiroidei, bisogna considerare che i cortisonici tendono a deprimere l’asse ipotalamo-ipofisi-tiroide, determinando una riduzione del TSH e del T4 (con un quadro analogo a quello della c.d.).
Effetti Specifici del Cortisone su Alcuni Parametri Ematici
Glicemia
Il cortisone può aumentare i livelli di glucosio nel sangue (iperglicemia) attraverso diversi meccanismi. In primo luogo, stimola la gluconeogenesi, ovvero la produzione di glucosio a partire da fonti non glucidiche come aminoacidi e glicerolo. In secondo luogo, riduce la sensibilità delle cellule all'insulina, l'ormone che facilita l'ingresso del glucosio nelle cellule per essere utilizzato come fonte di energia. Questi effetti possono compromettere il controllo glicemico nei pazienti diabetici o predisporre allo sviluppo di diabete in soggetti sani.
Elettroliti
Il cortisone influenza l'equilibrio degli elettroliti, in particolare sodio e potassio. Tende a favorire la ritenzione di sodio e l'escrezione di potassio, con conseguente aumento dei livelli di sodio (ipernatriemia) e diminuzione dei livelli di potassio (ipokaliemia). L'ipokaliemia può causare debolezza muscolare, aritmie cardiache e altri disturbi neurologici.
Globuli Bianchi
Il cortisone ha un effetto significativo sui globuli bianchi, le cellule del sistema immunitario. In particolare, aumenta il numero di neutrofili (neutrofilia) e diminuisce il numero di linfociti (linfopenia). Questo effetto è dovuto alla redistribuzione dei globuli bianchi dai tessuti al circolo sanguigno e alla soppressione della produzione di linfociti nel midollo osseo. La linfopenia può compromettere la capacità dell'organismo di combattere le infezioni.
Globuli Rossi ed Emoglobina
L'effetto del cortisone sui globuli rossi e sull'emoglobina è meno diretto, ma può comunque influenzare i risultati delle analisi. In alcuni casi, il cortisone può stimolare la produzione di globuli rossi (eritropoiesi), con conseguente aumento dei livelli di emoglobina e del numero di globuli rossi. Tuttavia, in altri casi, può sopprimere l'eritropoiesi, soprattutto in pazienti con malattie infiammatorie croniche.
Colesterolo e Trigliceridi
Il cortisone può aumentare i livelli di colesterolo e trigliceridi nel sangue (iperlipidemia). Questo effetto è dovuto all'aumento della produzione di lipoproteine a bassa densità (LDL) e alla diminuzione della clearance delle lipoproteine ad alta densità (HDL). L'iperlipidemia aumenta il rischio di malattie cardiovascolari.
Enzimi Epatici
In alcuni casi, il cortisone può causare un aumento degli enzimi epatici, come ALT (alanina aminotransferasi) e AST (aspartato aminotransferasi). Questo aumento può indicare un danno al fegato, sebbene nella maggior parte dei casi sia transitorio e non grave. È importante monitorare gli enzimi epatici durante il trattamento con cortisone, soprattutto in pazienti con preesistenti malattie del fegato.
Ormoni
Il cortisone, essendo un ormone steroideo, può influenzare i livelli di altri ormoni, come il cortisolo endogeno, l'ACTH (ormone adrenocorticotropo) e gli ormoni sessuali. L'assunzione di cortisone sopprime la produzione di cortisolo endogeno e di ACTH, poiché l'organismo percepisce un'eccessiva quantità di cortisolo nel sangue.
Cortisone e Preparazione agli Esami del Sangue
In linea generale, non è necessario sospendere l'assunzione di cortisone prima di sottoporsi a un prelievo di sangue, a meno che non sia specificamente indicato dal medico curante. Tuttavia, è fondamentale informare il laboratorio di analisi in merito alla terapia in corso, poiché ciò può influenzare l'interpretazione dei risultati.
In alcuni casi, il medico può richiedere di sospendere temporaneamente l'assunzione di cortisone per valutare la funzionalità delle ghiandole surrenali (test di stimolazione con ACTH). In questi casi, è necessario seguire attentamente le istruzioni del medico e non interrompere bruscamente il trattamento senza il suo consenso.
Interazioni Farmacologiche
Il cortisone può interagire con diversi farmaci, alterandone l'efficacia o aumentando il rischio di effetti collaterali. È quindi importante informare il medico curante di tutti i farmaci che si stanno assumendo, compresi farmaci da banco, integratori alimentari e rimedi erboristici.
Esempi di Interazioni Farmacologiche Comuni:
- Anticoagulanti: Il cortisone può aumentare il rischio di sanguinamento in pazienti che assumono anticoagulanti come warfarin (Coumadin) o eparina.
- Antidiabetici: Il cortisone può ridurre l'efficacia dei farmaci antidiabetici, rendendo necessario un aggiustamento della dose.
- Diuretici: Il cortisone, in combinazione con diuretici, può aumentare il rischio di ipokaliemia.
- FANS: L'associazione di cortisone con farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) come ibuprofene o naprossene può aumentare il rischio di ulcere gastriche e sanguinamento gastrointestinale.
- Vaccini: Il cortisone può ridurre l'efficacia dei vaccini.
Monitoraggio e Precauzioni
Durante il trattamento con cortisone, è fondamentale monitorare attentamente i seguenti aspetti:
- Glicemia: Soprattutto nei pazienti diabetici, monitorare attentamente la glicemia e aggiustare la dose di insulina o di altri farmaci ipoglicemizzanti, se necessario.
- Pressione arteriosa: Monitorare la pressione arteriosa e seguire una dieta a basso contenuto di sodio, specialmente in pazienti con ipertensione.
- Densità ossea: Effettuare esami di densitometria ossea (DEXA) per valutare la densità ossea e considerare l'assunzione di integratori di calcio e vitamina D, soprattutto in pazienti con osteoporosi.
- Pressione intraoculare: Monitorare la pressione intraoculare in pazienti con glaucoma.
- Umore e comportamento: Monitorare l'umore e il comportamento, soprattutto in pazienti con disturbi psichiatrici.
Cortisone e Condizioni Speciali
Cortisone e Gravidanza
L'uso di cortisone durante la gravidanza è controverso e deve essere valutato attentamente dal medico curante. Il cortisone può attraversare la placenta e raggiungere il feto, potenzialmente causando effetti collaterali come ritardo della crescita, soppressione delle ghiandole surrenali e malformazioni congenite. Tuttavia, in alcuni casi, l'uso di cortisone può essere necessario per trattare condizioni mediche gravi che mettono a rischio la salute della madre o del feto.
Cortisone e Allattamento
Il cortisone viene escreto nel latte materno, ma in quantità generalmente basse. Tuttavia, l'usoprolungato di cortisone ad alte dosi può potenzialmente causare effetti collaterali nel neonato, come soppressione delle ghiandole surrenali e riduzione della crescita.
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