I formaggi sono tra i cibi preferiti dagli italiani e fanno parte della nostra ricca tradizione casearia, con oltre 400 varietà di ottima qualità. Spesso, per non rischiare di avere il colesterolo alto, si tende a eliminare i formaggi dall’alimentazione. Tuttavia, non è necessario rinunciare completamente a questi alimenti tanto amati, poiché, nelle giuste quantità, possono non solo non innalzare il livello del colesterolo nel sangue, ma addirittura avere un effetto opposto.
Il Ruolo del Colesterolo e dei Grassi nei Formaggi
È indubbio che il colesterolo sia presente quasi esclusivamente nel regno animale, essendo parte essenziale delle membrane cellulari. Si pensa spesso che i grassi saturi del formaggio favoriscano l’aumento della colesterolemia, anche se vi sono studi scientifici controversi. Comunemente si pensa che i formaggi contengano solo grassi saturi, cioè quelli che hanno più possibilità di incidere sull’aumento del colesterolo, ma non è così. A seconda delle varie lavorazioni, nei formaggi troviamo entrambi i grassi (saturi e insaturi), ma in proporzioni differenti.
Il Grana Padano DOP, ad esempio, contiene il 68% di grassi saturi, il 28% di monoinsaturi (come quelli dell’olio d’oliva) e il 4% di polinsaturi (come quelli del pesce o delle noci). Questo formaggio contribuisce inoltre al fabbisogno quotidiano di importanti nutrienti: proteine ad alto valore biologico, inclusi i 9 aminoacidi essenziali, tanto calcio, zinco, selenio, vitamina A, B2 e B12, ma non contiene lattosio.
È importante ricordare che in un soggetto sano la sintesi endogena del colesterolo si adatta all'assunzione tramite la dieta, aumentando o diminuendo di conseguenza. Il colesterolo si ritrova nel sangue sotto forma di "colesterolo buono" (HDL) e “colesterolo cattivo” (LDL).
Formaggi e Colesterolo: Cosa Dice la Scienza
Uno studio condotto da università svedesi e pubblicato su “American Journal of Clinical Nutrition” ha indagato il ruolo della “milk fat globule membrane” (MFGM) nel limitare l’assorbimento del colesterolo e dei trigliceridi nell’organismo umano. Un altro lavoro positivo per il rapporto formaggi e colesterolo è quello realizzato all'Università di Copenaghen, che ha rivelato il lato “buono per la salute” dei prodotti caseari. Altri ricercatori hanno tracciato il bilancio dei vantaggi e degli svantaggi dell’abolizione del consumo di formaggio, concludendo che eliminare questo prodotto sembra la scelta meno conveniente.
La Membrana dei Grassi del Latte
Nel caso specifico del colesterolo, è tuttora oggetto di studio il ruolo della “Milk Fat Globule Membrane” (MFGM) - ovvero la sottile membrana a tre strati, ricca di fosfolipidi (70%) e di proteine (20%) - che avvolge i grassi del latte e nell’organismo svolge un’azione limitante sull’assorbimento del colesterolo e dei trigliceridi. Una recente ricerca pubblicata sull’American Journal of Clinical Nutrition conferma l’ipotesi che proprio la maggiore o minore presenza di questa membrana nei diversi prodotti (panna, burro o formaggi) sia la discriminante che condiziona l’impatto metabolico dei grassi assunti con i vari latticini.
Infatti, formaggi stagionati come il gorgonzola producono un incremento del colesterolo buono. Nello specifico, sono stati analizzati 139 volontari divisi in tre gruppi. Un gruppo ha mangiato due porzioni e mezza (circa 80 grammi) al giorno di formaggio stagionato, il secondo ha consumato la stessa quantità di formaggio fresco e meno grasso, mentre il terzo ha seguito una dieta molto ricca di carboidrati senza alcun formaggio. Al termine delle 12 settimane di sperimentazione, nessuno ha evidenziato alcun aumento del giro vita, degli zuccheri o del colesterolo cattivo LDL, ma, a sorpresa, solo il gruppo dei formaggi ha mostrato incremento del colesterolo buono HDL.
Quali Formaggi Scegliere?
I formaggi che più sono adatti contro il colesterolo sono i caprini. Tra i caseari particolarmente indicati per chi soffre di colesterolo alto c’è la feta. Ecco alcuni esempi di formaggi con il relativo contenuto di colesterolo ogni 100 grammi:
- Fiocchi di latte: 17 mg
- Mozzarella: 46 mg
- Ricotta: 57 mg
- Crescenza: 53 mg
- Feta: 68 mg
- Gorgonzola: 70 mg
- Parmigiano Reggiano: 88 mg
I formaggi di capra, in particolare, sono spesso consigliati perché hanno una bassa percentuale di grassi ed un contenuto minore di colesterolo. Il latte di capra contiene acidi grassi a catena corta che inibiscono l’accumulo del colesterolo e ne favoriscono la mobilizzazione dai depositi. Tra i formaggi di capra con la più bassa concentrazione di colesterolo troviamo il Caprino fresco.
Gorgonzola e Colesterolo: Un Confronto
Per dare il giusto peso all’apporto di colesterolo proveniente dall’alimentazione, è utile confrontare il contenuto di colesterolo tra vari cibi. Per esempio, un etto di Gorgonzola, considerato a torto uno dei formaggi più “peccaminosi” in questo senso, ne ha 70 mg, che si possono considerare come il contenuto medio di colesterolo tra i vari formaggi italiani. Questa quantità è paragonabile alla maggior parte dei cibi di origine animale.
La stessa quantità di colesterolo (70 mg) è contenuta in:
- 100 grammi di carne magra di vitello
- 100 grammi di fuso di tacchino
- 100 grammi di pollo (senza pelle)
- 100 grammi di bresaola
- 100 grammi di orata o branzino (da allevamento)
Inoltre, mangiare due uova può significare assumere 4-6 volte più colesterolo rispetto a una fetta di formaggio. E in un etto di gamberi ci sono 150 mg di colesterolo, ovvero il doppio rispetto alla stessa quantità di gorgonzola che è stato preso come esempio iniziale.
Come Inserire i Formaggi in una Dieta Equilibrata
Rinunciare ai formaggi per il timore di alzare i livelli di colesterolo non è una buona abitudine alimentare, poiché ci si priva dei buoni nutrienti del latte (proteine, calcio, vitamine). La nuova piramide alimentare suggerisce i latticini nella dieta quotidiana (come fonti importanti di calcio) in quantità di 2-3 porzioni al giorno.
1 PORZIONE DI LATTICINI CORRISPONDE A:
- 200 ML DI LATTE, YOGURT O FIOCCHI DI LATTE
- 30 G DI FORMAGGIO DURO O SEMIDURO
- 60 G DI FORMAGGIO A PASTA MOLLE
Nell’ambito di un pasto principale, la quantità ideale di formaggi stagionati, scelti come secondo piatto al posto di altre fonti proteiche di origine animale (carne, pesce, uova), è circa 50-60 g, mentre per i formaggi freschi circa 100-120 g.
Il Pecorino "Senza Colesterolo"
Il pecorino “senza colesterolo” CLA è un prodotto con latte arricchito naturalmente in ALA (acido alfa-linoleico), acido grasso essenziale che appartiene al gruppo degli Omega 3. L’ALA è un elemento completamente naturale, particolarmente presente in alcuni pascoli sardi, inodore e insapore non altera le caratteristiche organolettiche del formaggio che mantiene intatto il suo tradizionale ed inconfondibile gusto. Questo pecorino è creato per restituire il piacere del formaggio anche a chi è alla ricerca di un prodotto capace, grazie alla presenza degli OMEGA 3 (ALA), di mantenere sotto controllo il colesterolo senza rinunciare al gusto e alla qualità in tavola.
Intolleranza al Lattosio e Formaggi
Per alcune persone spesso basta una tazza di latte o una fetta di formaggio fresco per creare gonfiore e crampi addominali. Se l’intolleranza al lattosio è stata diagnosticata correttamente, l’alternativa più semplice è utilizzare latte e latticini senza lattosio.
Conclusioni
Non è necessario eliminare completamente i formaggi dalla dieta per tenere sotto controllo il colesterolo. Scegliendo i formaggi giusti e consumandoli nelle giuste quantità, è possibile godere dei benefici nutrizionali dei latticini senza compromettere la salute cardiovascolare.
Tabella riassuntiva dei formaggi e del loro contenuto di colesterolo per 100g:
| Formaggio | Colesterolo (mg/100g) |
|---|---|
| Fiocchi di latte | 17 |
| Mozzarella | 46 |
| Ricotta | 57 |
| Crescenza | 53 |
| Feta | 68 |
| Gorgonzola | 70 |
| Parmigiano Reggiano | 88 |
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