Punti di Sutura Riassorbibili in Laparoscopia: Tipi, Materiali e Gestione Post-Operatoria

I punti di sutura sono dei nodini realizzati in diversi tipi di fili sottili e resistenti. Il loro compito è avvicinare i lembi di una ferita chirurgica in modo che formino una linea netta evitando che si apra o allarghi. Alcuni sono riassorbibili e scompaiono da soli dopo alcune settimane (di solito 60 giorni), mentre altri sono non riassorbibili e dovranno essere rimossi dopo un periodo definito in base al sito della ferita. Il medico indicherà quando prendere un appuntamento per rimuoverli.

Punti di Sutura: Quando Vengono Utilizzati Punti Riassorbibili

Chiudo la maggior parte delle ferite dopo l’intervento con punti riassorbibili perché ha diversi vantaggi. Non da ultimo quello che i punti cadono da soli quando la ferita è guarita. Non c’è bisogno di toglierli. Quella dei punti riassorbibili è una soluzione possibile sia per le piccole ferite degli interventi in artroscopia, sia per le ferite più grandi degli interventi di protesi. Le revisioni complesse delle protesi possono ancora invece avere la necessità di essere chiuse mediante punti di sutura metallici o non riassorbibili.

Tipi e Materiali dei Punti di Sutura Riassorbibili

I punti riassorbibili sono dei punti di sutura, realizzati con materiali biocompatibili capaci di essere assorbiti in maniera graduale dal corpo col passare del tempo. Questi punti offrono dei vantaggi importanti come l’attenuazione degli esiti cicatriziali, la stimolazione del collagene e l’evitare la rimozione manuale degli stessi. Tuttavia, questi punti possono comportare un riassorbimento non sempre prevedibile, in alcuni casi, potrebbero richiedere ulteriori visite dal medico.

I punti riassorbibili sono dei fili o suture sintetizzati con materiali biocompatibili che vengono adoperati per suturare le incisioni dopo un intervento chirurgico o un trattamento di chirurgia estetica. I materiali più comunemente utilizzati per la produzione dei punti riassorbibili includono gli acidi polilattici e gli acidi poliglicolici. Nel corso delle settimane o dei mesi successivi al trattamento, il materiale dei punti riassorbibili viene via via metabolizzato e assorbito dal corpo.

Applicazioni dei Punti Riassorbibili

  • Lifting del viso: Questo trattamento viene utilizzato per ridurre la flaccidità della pelle ed elicitarne la tensione. Sottili fili riassorbibili vengono inseriti sotto la pelle attraverso piccoli fori praticati ad hoc e quindi trazionati delicatamente per sollevare i tessuti cadenti.
  • Liposuzione assistita da punti riassorbibili: La liposuzione assistita da punti riassorbibili è un'opzione per l’eliminazione del grasso in eccesso. I punti vengono utilizzati per chiudere le piccole incisioni praticate durante la procedura di liposuzione.
  • Filler con punti riassorbibili: Alcuni filler per il viso sono ora disponibili in combinazione con punti riassorbibili.
  • Chiusura di incisioni in procedure estetiche: Oltre alle applicazioni specifiche sopra menzionate, i punti riassorbibili sono ampiamente utilizzati per chiudere le incisioni in varie procedure estetiche, mantenendo a contatto i lembi cutanei.

Gestione e Medicazione di una Ferita Chirurgica

La gestione della ferita dopo l’intervento chirurgico è semplice: alla dimissione uscirete dall’ospedale con un cerotto che nel caso delle protesi non dovrete mai cambiare. Si tratta di medicazioni avanzate che mantengono un ambiente ideale per la guarigione della ferita e che permettono di capire dall’esterno se ci sono dei problemi profondi. Per le artroscopie invece dovrete cambiare ogni 3-4 giorni passando un po’ di disinfettante sulla ferita (Betadine, Cytrosil, Bialcol…).

Come e Quando Lavare una Ferita Chirurgica?

Le ferite non devono essere bagnate. Se si fa la doccia vanno coperte con qualcosa di impermeabile (ad esempio pellicola per alimenti). Dopo 10 giorni le piccole ferite delle artroscopie possono essere lavate sotto la doccia (NON facendo il bagno!) e poi asciugate perfettamente al termine, disinfettate e ricoperte con il cerotto. Le ferite delle protesi invece non andranno mai toccate per 3 settimane e saremo noi in reparto a farlo controllando che tutto vada bene.

Medicazioni Avanzate

Da molti anni ormai dopo un intervento chiurgico di protesi siamo soliti mettere, dopo aver suturato la ferita chirurgica con punti interni riassorbibili, un cerotto di medicazione avanzata. Il giorno dell’intervento infatti in sala operatoria con il campo sterile ancora integro, verrà posizionato il cerotto occlusivo a protezione della ferita. Queste medicazioni avanzate sono antibatteriche e permettono di non toccare più la ferita per le tre settimane necessarie alla sua guarigione.

Come Controllare la Guarigione con Medicazioni Avanzate

Di fatto la ferita chirurgica può avere solo una condizione che necessita di osservazione continua: la secrezione. L’unica cosa che bisogna sapere è se la ferita butta liquido o sangue. Di fatto il cerotto è fatto apposta per essere trasparente e fare vedere subito se ci sono delle secrezioni profonde.

In caso vediate una macchia sul cerotto dovete fare così: prendete un pennarello indelebile e marchiate i contorni della macchia sul cerotto. Se la macchia si allarga raddoppiando in un giorno dovete venire a controllo per la visita medica. Altrimenti potete aspettare la visita di controllo senza problemi. In caso di ferita che butta vi sarà ordinato di stare a riposo e sospendere la fisioterapia per permettere una buona guarigione della ferita chirurgica.

Reazioni Visibili Attorno ai Punti Sottocutanei

A volte può succedere che diventino visibili delle vescicole con delle suture blu che spuntano dalla ferita. Non è un problema. Significa solo che il vostro corpo sta liberandosi dei punti espellendoli invece che riassorbendoli. Non preoccupatevi. Se vi accorgete quindi che i punti affiorano dalla ferita quindi, non preoccupatevi. Il vostro corpo assorbirà la parte profonda, quella superficiale potete lavarla con acqua e sapone finché verrà lavata via.

Al contrario una vera infezione si manifesta con dolore, arrossamento della pelle e secernente liquido in maniera continua. Se qualcosa della ferita vi preoccupa chiamatemi e la controllerò durante la visita.

Punti di Sutura Riassorbibili: Quando Cadono da Soli?

I punti di sutura riassorbibili sono dei fili che vengono digeriti dal nostro sistema immunitario nel tempo. Il tempo del riassorbimento è un po’ variabile a seconda del tipo e della dimensione del filo, oltre che a seconda della capacità del nostro sistema immunitario. Generalmente in 2 settimane per le ferite più piccole e in 3 settimane per le più grandi i punti saranno riassorbiti.

Cosa Vuol Dire Quando i Punti Prudono?

Punti di sutura che prudono? I punti riassorbibili generano un processo infiammatorio e una reazione interna che serve a digerirli. Questo combinato all’effetto della cicatrizzazione porta a prurito. Se la ferita prude senza alcuna secrezione e con un solo modesto arrossamento è una cosa assolutamente normale che non deve destare alcuna preoccupazione.

Quando Dobbiamo Preoccuparci per una Infezione della Ferita?

Una ferita infetta sarà una ferita che fa fatica a guarire completamente e che continua a provocare una secrezione. Le secrezioni di ferita specialmente nel caso di un intervento di protesi devono allarmare in quanto una secrezione prolungata può favorire il passaggio di germi in profondità. Un’infezione che scende in profondità fino alla protesi è una cosa da temere perché può mettere a rischio la salute dell’impianto protesico.

La Presenza di Aderenze Sotto la Ferita Chirurgica

La sutura delle ferite di una protesi richiede una riparazione di più strati dalla capsula articolare alla superficie cutanea. Questi strati vengono ovviamente suturati in maniera separata per poter garantire il reciproco naturale scivolamento tra strutture diverse per garantirne la loro funzionalità. Nel processo di guarigione però il naturale sanguinamento dei tessuti favorirà l’appicicarsi tra loro dei tessuti. Questo fenomeno è alla base della formazione delle aderenze. A ferita guarita tale fenomeno può essere ridotto con manipolazioni della ferita chirurgica da parte del fisioterapista. Anche il paziente stesso può aiutare mediante massaggio della ferita con semplice crema idratante più volte al giorno.

Ferita Chirurgica: Si Può Prendere il Sole?

Il sole sulla ferita è una domanda molto comune tra i miei pazienti. Di fatto il sole a guarigione ultimata non comporta particolari problemi. Si tratta però di un fatto estetico: prendere il sole sulla ferita nel primo anno dopo l’intervento causa una colorazione della stessa come se fosse un tatuaggio. Chi è interessato all’aspetto estetico dunque farà bene a fare molta attenzione a questo aspetto proteggendo con crema solare oppure coprendo con appositi indumenti la ferita.

Come Rendere Più Bella la Ferita dal Punto di Vista Estetico

Il risultato estetico della ferita dipende da diversi fattori. Il 40% dipende dal chirurgo che deve prestare attenzione alla posizione della ferita e alla sua accurata sutura meglio se con punti interni. Il secondo 40% dipende dalla genetica del paziente. Alcuni pazienti tendono per natura ad una cicatrizzazione ipertrofica detta cheloide su cui il chirurgo purtroppo non ha modo di interferire. Il restante 20% dipende da alcune accortezze che possono esser utilizzate: colla e steri strip sulla ferita per mantenere la pelle più priva possibile di trazione durante la guarigione sono un esempio. A guarigione avvenuta un miglioramento può inoltre essere ottenuto mediante gel a silicone che mantengano idratata e stabile la ferita.

Punti Metallici e Suture Tradizionali a Confronto

Le infezioni del sito chirurgico rappresentano una delle complicanze degli interventi ortopedici di maggiore rilevanza, non tanto per la frequenza quanto per l’impatto che possono avere sul decorso post-operatorio, sugli esiti clinici e sui costi sanitari. Tra i fattori di rischio modificabili legati alla procedura da tempo è oggetto di attenzione la modalità di chiusura dell’incisione chirurgica, con l’ormai annoso dibattito sulle prerogative di sicurezza dei punti metallici rispetto alle classiche suture ago e filo, riassorbibili e non.

Sulla questione della scelta tra i due metodi non esistono indicazioni ufficiali in quanto le principali linee guida nazionali e internazionali sulla prevenzione delle infezioni del sito chirurgico raccomandano piuttosto l’utilizzo di materiali da sutura trattati con antimicrobici, nella fattispecie con triclosan. Il motivo è che, a dispetto della consistente presenza nella letteratura specialistica, il confronto tra suture meccaniche e suture tradizionali non è ancora giunto a una risoluzione definitiva.

Per l’anca meglio ago e filo

Nel 2010 una metanalisi rilevava un rischio di complicanze settiche più che triplicato nel complesso, ma oltre quattro volte superiore nelle artroplastiche di anca, con l’utilizzo dei primi. I risultati portavano dunque gli autori a sconsigliarne la scelta sebbene con il limite del basso potere statistico dei lavori inclusi. Per contro, pochi anni dopo un’altra revisione giungeva a conclusioni opposte: l’assenza di differenze significative tra i due tipi di chiusura delle ferite chirurgiche in termini di infezione o altre complicanze locali consentiva di preferire l’una all’altra sulla base di motivi logistici ed economici piuttosto che clinici. Ma anche in questo caso l’indicazione veniva proposta “con beneficio d’inventario” data l’eterogeneità dei protocolli sperimentali adottati negli studi inclusi e l’alto grado di imprecisione e incoerenza dei dati da essi riportati.

Trascorso un altro quinquennio il confronto tra le due tecniche di sutura è tornato alla ribalta, con due metanalisi e un trial randomizzato controllato riservati alla chirurgia protesica di anca e ginocchio, una metanalisi e uno studio retrospettivo focalizzati sulla chirurgia di piede e caviglia e un’indagine dedicata non agli esiti clinici ma alle preferenze dei pazienti nei confronti del metodo di chiusura dell’incisione chirurgica, tutti pubblicati tra il 2021 e il 2022.

Sugli interventi di sola artroplastica di anca si è concentrata una metanalisi realizzata presso l’università cinese di Zhengzhou nel 2021 che ha riscontrato un’incidenza di infezioni superficiali ed essudazione prolungata di oltre due volte superiore per le suture con punti metallici rispetto a quelle tradizionali, senza differenze significative invece per quanto riguarda reazioni allergiche, grado di infiammazione, deiscenza della ferita, formazione di raccolte ascessuali, punteggio sulla scala Hwes (Hollander Wound Evaluation Score) e infezioni profonde.

Una successiva metanalisi pubblicata nel 2022 dagli ortopedici dell’ospedale universitario olandese di Gröningen non ha trovato elementi a favore dell’uno o dell’altro metodo nell’analisi cumulativa di tutti gli otto studi su sostituzioni protesiche elettive di anca e di ginocchio inclusi (1.130 pazienti), ma a conferma del precedente lavoro dei ricercatori cinesi ha rilevato un aumento di infezioni del sito chirurgico per le suture con punti metallici nel sottogruppo delle sole protesi d’anca, non presente invece nel sottogruppo delle sole protesi di ginocchio.

In entrambe le revisioni viene segnalata, ancora una volta, la carenza in letteratura di studi di buona qualità metodologica, sebbene nella seconda il risultato relativo alle suture metalliche negli interventi sull’anca sia stato replicato in un’analisi ad hoc limitata agli unici due studi, tra quelli inclusi, a basso rischio di bias (662 pazienti). La minore suscettibilità del ginocchio nei confronti del tipo di sutura utilizzata nelle sostituzioni protesiche è stata solo in parte confermata da un recente studio condotto presso il dipartimento di Ortopedia dell’Indus Hospital di Karachi, in Pakistan, su 30 pazienti sottoposti ad artroprotesi totale bilaterale che hanno ricevuto da un lato una sutura con punti metallici e dall’altro una sutura con filo non riassorbile in propilene. Nel campione, peraltro di piccole dimensioni, non sono stati registrati eventi infettivi con entrambi i metodi, tuttavia i punteggi sulla scala Hwes verificati ripetutamente nel periodo post-operatorio (fino a un anno di distanza) hanno riconosciuto una performance superiore alle suture in propilene.

Piede e caviglia: ancora pochi dati

Nella valutazione dei materiali da sutura la chirurgia di piede e caviglia è stata finora piuttosto trascurata. Di recente però, sul Journal of Foot and Ankle Surgery, è apparso il resoconto di uno studio prospettico effettuato in Germania, presso l’ospedale universitario di Hannover, che in un campione di 124 pazienti sottoposti a interventi su piede o caviglia in via elettiva ha messo a confronto tre tipi di sutura: punti metallici, filo in poliglactina riassorbibile e filo in poliammide non riassorbibile. Gli esiti depongono tendenzialmente a sfavore del terzo. Infatti mentre i tre materiali si sono aggiudicati un pari merito rispetto ai tassi di complicanze, indipendentemente dalle sedi di incisione, e hanno ottenuto punteggi Hwes comparabili, alle suture non riassorbibili si sono associati un minor grado di soddisfazione da parte dei pazienti e punteggi più alti sulla scala del dolore. Netta invece la superiorità delle suture meccaniche rispetto a quelle manuali in termini di tempi operativi, sia in totale, con un risparmio medio di 5,30 minuti, che per centimetro di incisione (13 s/cm vs 55 e 59 s/cm).

Sovrapponibili per quanto riguarda le prestazioni dei punti metallici le conclusioni di uno studio retrospettivo made in Usa, che ne ha verificato la sicurezza in termini di complicanze locali settiche e non in 360 interventi per fratture di caviglia, non rilevando differenze per nessuno degli outcome considerati nel confronto con le suture non riassorbibili in poliammide, fatta eccezione per un aumento non statisticamente significativo delle infezioni superficiali a carico di queste ultime.

La preferenza dei pazienti è per la colla chirurgica

Quali che siano i criteri clinici, tecnici e organizzativi sulla base dei quali è opportuno optare per un tipo di sutura piuttosto che un altro - sede e caratteristiche dell’incisione, difficoltà e tempi operativi, costi, necessità o meno di rimozione, esiti funzionali e cosmetici - secondo un team anglo-americano di ortopedici, appartenenti alla Wake Forest University del North Carolina e all’Università di Oxford, in assenza di indicazioni definite può essere appropriato tener conto anche delle preferenze dei pazienti.

Per accertarle i ricercatori hanno svolto un’indagine su un campione di 163 candidati a interventi elettivi di artroplastica di anca o di ginocchio, primaria o di revisione, nel trimestre maggio-luglio 2021, chiedendo loro di scegliere, selezionandone una su un foglio informativo redatto ad hoc, tra due tipi di sutura: con punti metallici e con colla chirurgica (Dermabond).

I risultati descrivono una decisa predilezione da parte degli intervistati (93%) per la sutura con colla chirurgica, senza differenze legate a eventuali esperienze chirurgiche precedenti. «È probabile che il maggiore appeal di questo tipo di sutura risieda nel fatto che non necessita manovre di rimozione e che ciò attenui almeno in parte l’ansia dei pazienti nei confronti dell’intervento chirurgico - concludono gli autori -. Quando clinicamente fattibile, quindi, può essere vantaggioso offrire agli interessati la possibilità di una scelta condivisa almeno su questo aspetto della procedura».

Materiali antimicrobici in evoluzione

Tradizionalmente i materiali da sutura antimicrobici sono quelli rivestiti/impregnati con triclosan, il cui impiego è caldeggiato da buona parte delle principali linee guida e per contro svalutato da importanti associazioni scientifiche, sulla base della mancanza di prove di efficacia definitive e soprattutto di notizie certe sull’impatto di tali materiali sull’insorgenza di resistenze nei microrganismi bersaglio, prevalentemente Staphylococcus aureus, Staphylococcus epidermidis, Escherichia coli, Pseudomonas aeruginosa, Acinetobacter species ed Enterococcus species.

Una metanalisi pubblicata nel 2021 non ha rilevato una superiorità delle suture trattate con triclosan rispetto a quelle standard nel prevenire le infezioni del sito chirurgico, tranne che negli interventi di chirurgia spinale.

Negli ultimi trent’anni sono stati esaminati numerosi composti antimicrobici, sia sintetici che naturali, per il trattamento dei diversi materiali da sutura allo scopo di identificare le prerogative di efficacia e sicurezza ideali. L’ultima frontiera di questo settore di ricerca però è rappresentata dallo sviluppo di materiali da sutura ingegnerizzati attraverso l’uso di nanoparticelle metalliche capaci di espletare attività antibatterica, con una bassa citotossicità e immunogenicità e senza alterare le caratteristiche morfofunzionali dei materiali stessi.

Tempi di Rimozione dei Punti di Sutura

In caso di applicazione di punti di sutura per la guarigione di una ferita, è importante ricevere istruzioni chiare dal proprio medico su quando rimuoverli. A seguire riportiamo una guida sui tempi di rimozione dei punti in base alla parte del corpo interessata.

Parte del Corpo Tempi di Rimozione (Giorni)
Viso 3-5
Cuoio Capelluto 7-10
Braccia 7-10
Mani e Piedi 10-14
Gambe e Busto 10-14

Guarigione della Pelle con i Punti: Lasceranno Segni?

Alcuni punti non lasciano alcun segno poiché passano interamente sotto la superficie della pelle (la tecnica intradermica preferita dai chirurghi plastici). I punti tradizionali - che sembrano nodi che suturano la ferita - possono lasciare piccoli puntini bianchi di tessuto cicatriziale, soprattutto se rimossi più tardi del dovuto, quindi accertati che il medico ti fornisca indicazioni chiare su quando toglierli. La tecnica chirurgica è fondamentale perché dei punti troppo stretti possono lasciare segni nonché alterare la forma della ferita. Chiedi consiglio al tuo farmacista per creme che ottimizzino il processo di guarigione e contribuiscano a evitare che restino segni sulla pelle.

È importante comprendere che la maggior parte delle ferite chirurgiche lascerà dei segni sulla pelle. L'obiettivo è ottenere la migliore ferita possibile ottimizzando la guarigione della pelle dopo un intervento chirurgico. La sutura intradermica è un particolare tipo di sutura cutanea. La sutura intradermica è il livello più elevato di una sutura cutanea. Si tratta di una sutura con un ottimo risultato estetico, dove la cicatrizzazione non lascia evidenti segni.

Le suture assorbibili sono preferibilmente intradermiche, sottocutanee quindi, e sono preferibili per ferite leggere o per rimarginare parti di incisioni. Le suture nonassorbibili invece devono essere rimosse da un medico, che lo farà con una tempistica adatta al tipo di ferita. La sua tempistica dipende molto dalla posizione del corpo in cui sono stati apposti, che comporta diversi tempi di cicatrizzazione.

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