Sindrome Nefrosica: Cause, Sintomi e Terapia

La sindrome nefrosica è un disturbo caratterizzato dall’escrezione di grandi quantità di proteine attraverso le urine, accumulo di liquidi nel corpo e bassi livelli di albumina nel sangue. La sindrome nefrosica (SN) non è una malattia vera e propria, ma un insieme di sintomi che possono essere causati da un certo numero di malattie che danneggiano il sistema di filtrazione dei reni, i glomeruli.

Che cos'è la Sindrome Nefrosica?

I glomeruli sono vasi sanguigni molto piccoli che funzionano come una sorta di filtro impedendo, in circostanze normali, alle proteine del sangue di essere espulse attraverso l'urina. La sindrome nefrosica consiste in un insieme di sintomi e segni clinici causati da un'alterazione dei glomeruli renali. Essa deriva dalla perdita di proteine plasmatiche a livello glomerulare in conseguenza di un danno delle capacità di flitro della parete dei capillari glomerulari. La sindrome nefrosica è la principale malattia glomerulare dell’infanzia. Ogni anno questa condizione viene diagnosticata a circa 1 bambino su 50.000; sebbene infatti possa colpire a qualsiasi età, la sindrome nefrosica esordisce più di frequente tra i 2 e i 5 anni di vita.

Sindrome Nefritica e Nefrosica: Qual è la Differenza?

Si parla di sindrome nefritica quando a prevalere è l’infiammazione glomerulare e nelle urine, insieme ad una quantità variabile di proteine, si riscontra la presenza di sangue (ematuria). Nella sindrome nefritica ematuria e proteinuria sono spesso accompagnate da aumento della pressione arteriosa, riduzione del volume delle urine e alterazione della funzione renale. Anche gli edemi (gonfiori) possono essere presenti, sebbene in genere di minore entità rispetto a quanto osservato nei pazienti con sindrome nefrosica.

Come si Manifesta la Sindrome Nefrosica?

La sindrome nefrosica può presentarsi in forma asintomatica, venendo riscontrata solo mediante le indagini di laboratorio, oppure con diversi disturbi, tra i quali il principale è il gonfiore (o edema) dovuto alla ritenzione di liquidi. L’edema è la conseguenza di una marcata proteinuria. L’edema è spesso presente intorno agli occhi, su piedi e caviglie, e in altre parti del corpo come la cavità addominale o il cavo pleurico (stato anasarcatico). Altri sintomi che possono presentarsi in corso di sindrome nefrosica sono: urine schiumose; respiro affannoso; aumentato rischio di infezioni e di eventi trombo-embolici.

Nella sindrome nefrosica primaria sono i glomeruli renali ad essere colpiti, diventando altamente permeabili al passaggio delle proteine. Normalmente, una persona sana espelle nell'arco delle 24 ore, meno di 150 mg di proteine con l'urina. Con il termine di sindrome nefrosica ci si riferisce, invece, ad un situazione clinica caratterizzata da proteinuria di origine glomerulare maggiore di 40 mg/h/mq nei bambini, quadro delle proteine del sangue fortemente alterato con albuminemia inferiore ai 3mg/dl, edemi ed iperlipidemia (aumento del colesterolo e trigliceridi). La proteinuria nefrosica supera talora valori di 3,5 g in 24 ore. I sintomi iniziano più frequentemente con la presenza di edemi (gonfiore agli occhi, alle caviglie, all’addome). I bambini possono inoltre urinare meno del solito, sentirsi più stanchi, o lamentare mal di pancia.

L’ipoalbuminemia causa edemi, cioè ristagno dei liquidi nei tessuti, che si manifestano tramite gonfiore in varie parti del corpo, soprattutto occhi e caviglie.

Quali sono le Cause della Sindrome Nefrosica?

La sindrome nefrosica è causata dalla presenza di alcune malattie dei reni che comportano una perdita di proteine nelle urine. Nella forma secondaria, le cause possono essere molteplici. Diverse malattie renali possono causare una sindrome nefrosica. Tuttavia, nei bambini, specialmente se la sindrome inizia fra 1 e 10 anni di vita, la forma più comune è la sindrome nefrosica idiopatica cortico-sensibile. Tra le cause:

  • Virus (ad es.
  • Neoplasie (ad es.
  • Disordini immunologici (ad es.
  • Malattie genetiche (ad es.
  • Disordini farmaco-correlati (ad es.
  • Malattie infettive (ad es.
  • Reazioni allergiche (ad es.
  • Cortico-resistente causata da mutazioni genetiche o causata da altre malattie, in particolare da infiammazioni del rene (glomerulonefriti) acute o croniche causate da malattie immunitarie (nefropatia da IgA, lupus eritematoso sistemico, vasculiti).

Dal punto di vista fisiologico, la sindrome nefrosica può dipendere da un adattamento alla riduzione del numero dei nefroni, obesità patologica e oligomeganefronia (forma di ipoplasia dovuta allo sviluppo deficitario di entrambi i reni). Tra le malattie infettive che possono causare la sindrome nefrosica rientrano: endocardite batterica, lebbra, sifilide, filariosi, infezioni da elminti, malaria e schistosomiasi. La sindrome nefrosica può dipendere, inoltre, da amiloidosi, ipertensione maligna, sarcoidosi, reazioni allergiche (ad esempio, in relazione a punture di insetti o inoculazione di veleno da parte di serpenti) e vari tumori (tra cui leucemia, linfomi, melanoma, mieloma multiplo e carcinoma di polmone, mammella, colon, stomaco e rene).

Come si Diagnostica la Sindrome Nefrosica?

La diagnosi della sindrome nefrosica si basa sulla raccolta della storia clinica, sull’esame obiettivo del paziente e su alcune indagini di laboratorio e strumentali. La diagnosi richiede di eseguire alcuni esami di laboratorio per dimostrare la presenza di proteine nelle urine in quantità aumentata e la simultanea riduzione delle proteine nel sangue. Esame delle urine: si può effettuare su un singolo campione o facendo la raccolta delle urine delle 24 ore. L’esame è utile a individuare il rapporto urina-creatinina e i livelli di albumina, ma anche per valutare il livello generale di proteine presenti, così come i livelli di sodio e potassio.

Per confermare la diagnosi di nefrosi renale è necessario che si documenti la contemporanea presenza di:

  • proteinuria, con valori di proteine nelle urine ≥ 3.5 g/die oppure superiore a 50 mg/kg/die nei bambini;
  • ipoalbuminemia, con valori di albumina sierica < 3 g/dl.

Altre anomalie che possono essere riscontrare sono: la riduzione delle proteine totali nel sangue; l’aumento dei livelli di colesterolo e dei trigliceridi; l’alterazione dei valori di funzione renale.

Sono utili anche esami di diagnostica per immagini dei reni: ecografia o tomografia computerizzata (TC), per approfondimento nel sospetto di anomalie strutturali o altro. La diagnosi definitiva, tuttavia, richiede una biopsia renale. Questa procedura consiste nel prelevare, in anestesia locale e con guida ecografica, un piccolo campione di tessuto renale per l’analisi al microscopio ottico, immunofluorescente e talvolta elettronico. Nei bambini di età compresa fra 1 e 10 anni si inizia di regola una terapia con cortisonici (generalmente con Prednisone) per diagnosticare le forme cortico-sensibili. Una volta confermata la presenza di una sindrome nefrosica, potrebbe essere necessario eseguire ulteriori accertamenti al fine di definire la malattia di base (ad esempio mediante una biopsia renale) o escludere cause secondarie (con test sierologici, ecografie ecc).

Quante Forme di Sindrome Nefrosica Esistono?

La sindrome nefrosica può essere causata da diversi meccanismi sulla base dei quali è possibile distinguere:

  • una forma primaria, quando la sindrome nefrosica è il risultato di una patologia isolata che colpisce soltanto i reni. In una piccola percentuale di casi, la malattia è causata dalla presenza di mutazioni nei geni responsabili della produzione delle proteine del glomerulo. Queste mutazioni possono essere familiari, se sono ereditate da uno o da entrambi i genitori, o sporadiche, se si manifestano per la prima volta nella persona affetta;
  • una forma secondaria, quando la sindrome nefrosica è la conseguenza di un altro disturbo, come ad esempio infezioni, tumori, malattie autoimmuni ecc.

Come si Cura la Sindrome Nefrosica?

Il trattamento della sindrome nefrosica si pone diversi obiettivi: ridurre la perdita di proteine nelle urine mediante farmaci anti proteinurici, detti anche nefroprotettivi, che fanno parte della categoria degli ACE inibitori e dei sartani; controllare i sintomi collegati alla patologia mediante terapia diuretica, infusioni di albumina, farmaci antitrombotici, ecc; individuare le forme secondarie per impostare il trattamento specifico della malattia di base. Il trattamento iniziale della sindrome nefrosica idiopatica è la terapia con cortisonici (generalmente con Prednisone). In questa fase, è fondamentale una dieta povera di sodio e, fin quando sono presenti proteine nelle urine, una limitazione nell'assunzione di liquidi.

Come detto nei paragrafi precedenti, in alcuni casi, la sindrome può essere causata da malattie come, come diabete, infezioni, neoplasie. Nelle forme cortico-resistenti non genetiche e nelle forme causate da alterazioni genetiche o da altre malattie, la terapia comprende generalmente l'uso di farmaci immunosoppressori associati a cortisonici. In tutte le forme cortico-resistenti è prevista generalmente una terapia con farmaci anti-ipertensivi che agiscono anche contro la perdita di proteine con le urine. Inoltre, le modifiche allo stile di vita possono anche svolgere un ruolo importante nel gestire la sindrome nefrosica.

Nelle forme primarie, come si è detto, vengono solitamente utilizzati i corticosteroidi o altri farmaci immunosoppressori e anticorpi monoclonali come il Rituximab. Queste terapie, in genere, sono utili nel controllo delle forme steroido-sensibili e steroido-dipendenti, mentre spesso si rivelano inefficaci in quelle steroido-resistenti. Il mantenimento della remissione può richiedere inoltre cicli ripetuti di terapia che possono essere gravati da importanti effetti collaterali. Per questo motivo, specie nei pazienti affetti da forme steroido-resistenti, è necessario valutare attentamente il rapporto rischio/beneficio delle terapie immunosoppressive e la possibilità di partecipazione a studi clinici basati sull’impiego di terapie sperimentali.

Farmaci Utilizzati nel Trattamento

  • corticosteroidi: sono la prima linea di trattamento per la maggior parte dei tipi di sindrome nefrosica.
  • altri immunosoppressori: utilizzati in casi specifici, talora in aggiunta ai corticosteroidi.
  • diuretici: utilizzati per controllare l’edema.
  • Ai precedenti farmaci viene spesso associato l’impiego di Inibitori dell’Enzima di Conversione dell’Angiotensina (ACE) o Antagonisti del Recettore dell’Angiotensina II (ARB).

Sindrome Nefrosica Steroido-Resistente: Qual è la Prognosi?

La sindrome nefrosica steroido-resistente rappresenta una grande sfida dal punto di vista terapeutico in quanto per definizione mostra bassi tassi di risposta alle terapie convenzionali e si associa a severe complicanze come l’insufficienza renale terminale con necessità di dialisi e l’elevato rischio di ricorrenza nel trapianto. È stimato che, in circa il 50% dei casi, può evolvere verso un progressivo deterioramento della funzione renale che può portare all’insufficienza renale terminale entro 10 anni dall’esordio.

La prognosi nella sindrome nefrosica varia in base a diversi fattori, primo tra tutti la causa della malattia; infatti, se si tratta di un disturbo trattabile (es. In genere, nella sindrome nefrosica primitiva è possibile assistere a remissione, spontanea o conseguente a terapia, anche se la proteinuria che spesso rimane può comunque portare a un progressivo danno renale. In una piccola percentuale di casi si possono invece presentare delle recidive anche in età adulta.

L'80% delle sindromi nefrosiche del bambino è cortico-sensibile. Questa forma ha un andamento clinico caratterizzato da ricadute (ripresa delle malattia), solitamente scatenate da episodi infettivi e favorite dalla riduzione della terapia cortisonica. La prognosi della sindrome nefrosica cortico-sensibile è buona. La maggior parte dei pazienti guarisce prima dei 18 anni di vita. Alcuni possono continuare a presentare ricadute in età adulta. Nelle forme cortico-resistenti, la prognosi dipende dalla risposta alla terapia. Le forme genetiche rispondono solo eccezionalmente alla terapia immunosoppressiva.

Potenziali Complicazioni

  • Malattia renale cronica: la sindrome nefrosica può portare gradualmente alla perdita della funzionalità renale.
  • Infezioni: la perdita elevata di immunoglobuline espone a un rischio maggiore di infezioni.
  • ipercoagulabilità da cause non meglio identificate, ma con riduzione di fattori anticoagulanti e di attivazione piastrinica, aumento del fibrinogeno.
  • suscettibilità alle infezioni (delle vie respiratorie, delle vie urinarie, talvolta peritoniti o sepsi, in particolare, da Pneumococco).

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