Proteinuria nel Gatto: Valori e Interpretazione

La proteinuria è il segno distintivo di danno glomerulare ed è comunemente identificabile con gli esami delle urine eseguiti in ambito ambulatoriale e clinico.

In uno studio morfologico su reni di 101 cani con e senza storia di patologia renale, il 90% degli animali aveva segni di lesioni glomerulari, la cui prevalenza sembrava aumentare con l’aumentare dell’età dei soggetti.

Valutazione della Proteinuria

In caso di proteinuria non marcata, essa deve essere confermata con almeno 2-3 misurazioni da eseguire nell’arco di due o più settimane. Una proteinuria persistente, con PU/CU >0.5 nel cane e >0.4 nel gatto, e in assenza di cause pre-renali e post-renali, è da considerarsi patologica e associata ad un danno glomerulare, tubulare o misto. L’International Renal Interest Society (IRIS) ha proposto degli intervalli di riferimento per il rapporto PU/CU (UPC, rapporto tra proteine urinarie e creatinina urinaria) nel cane e nel gatto per l’identificazione dei pazienti proteinurici (ovvero che presentano proteine nelle urine) in corso di stadiazione della malattia renale cronica (CKD).

I cani vengono definiti non proteinurici quando l’UPC è < 0.2, borderline per valori di UPC compresi tra 0.2 e 0.5, proteinurici per valori di UPC > 0.5. Non esiste un valore di PU/CU che sia diagnostico per una particolare patologia, ciononostante, maggiore è il valore di PU/CU, maggiori sono le chance di avere una patologia glomerulare.

Cause della Proteinuria

In caso di sospetta glomerulopatia è necessario impostare un iter volto a identificare la presenza di eventuali patologie sistemiche che possano indurre la patologia glomerulare stessa; fra queste ricordiamo ad esempio cause infettive, infiammatorie, immunomediate, vascolari, neoplastiche, endocrine, tossiche o genetiche.

Esami Diagnostici Raccomandati

Le linee guida internazionali raccomandano l’esecuzione di alcune indagini in tutti gli animali in cui si sospetta una patologia glomerulare:

  • una adeguata raccolta anamnestica,
  • un approfondito esame obiettivo generale,
  • la misurazione della pressione sistemica (generalmente in due occasioni diverse),
  • l’esecuzione di esami del sangue completi e delle urine con eventuale esame batteriologico.

Nel caso in cui l’animale provenga, o abbia transitato, da zone endemiche per malattie infettive, se ne consiglia l’esclusione tramite test specifici.

In caso di marcata proteinuria (PU/CU≥ 3.5) o proteinuria progressiva, ipertensione, ipoalbuminemia e/o azotemia si raccomanda inoltre:

  • una ecografia addominale completa,
  • delle radiografie del torace
  • una approfondita ricerca di tutte le malattie infettive.

In particolare, in presenza di ipertensione o ipoalbuminemia è consigliabile eseguire indagini specifiche per la ricerca di patologie che possano favorire/contribuire all’insorgenza di tali condizioni.

Biopsia Renale

La biopsia renale è raccomandata soprattutto nei casi in cui:

  • la proteinuria sia grave (PU/CU ≥ 3.5),
  • non responsiva ai trattamenti impostati,
  • sia progressiva nonostante l’utilizzo delle terapie standard,
  • o nel caso in cui si stia valutando l’inserimento di una terapia immunosoppressiva.

Prima dell’esecuzione della procedura, un’eventuale ipertensione sistemica deve essere adeguatamente controllata e la coagulazione verificata. La biopsia renale consente il raggiungimento della diagnosi; tuttavia essa potrebbe non essere necessaria nel caso in cui il trattamento di una patologia sottostante conduca alla risoluzione della proteinuria.

Controindicazioni all’esecuzione di una biopsia renale includono la presenza di malattia renale cronica con stadio IRIS IV, idronefrosi, pielonefrite, ascessi renali e alterazioni dell’emostasi, sospetto di patologie il cui trattamento non sarebbe influenzato dall’esito della biopsia stessa o patologie tubulo-interstiziali.

Sono state descritte diverse tecniche per l’esecuzione della biopsia renale e queste includono il campionamento ecoguidato con Tru-Cut, laparoscopico e chirurgico; indipendentemente dalla tecnica utilizzata, è fondamentale che il prelievo coinvolga solo la corticale renale per motivi diagnostici (a livello corticale si localizzano infatti i glomeruli) e di sicurezza (maggior rischio di emorragie nel caso in cui la biopsia coinvolga anche la midollare renale con conseguente lesione a carico delle arterie arcuate).

Nel caso in cui venga eseguita una biopsia percutanea, è cruciale che almeno due campioni di qualità vengano raccolti dalla corticale renale e che questi abbiano una lunghezza di almeno 10 mm, usando un ago da 16 o 18 gauge; una biopsia è adeguata quando sono presenti almeno 5 glomeruli. Un microscopio a dissezione può essere utilizzato per verificare l’adeguatezza del prelievo. La biopsia ecoguidata percutanea è da riservare secondo alcuni autori agli animali di almeno 5 kg di peso.

Un campione bioptico deve quindi essere posizionato in formalina mentre, il rimanente campione deve essere diviso in due parti (ognuna deve contenere glomeruli); una parte deve essere posizionata, entro 5 minuti, in un fissativo adatto per la TEM (ad es.

Le glomerulonefriti sono classificate da un punto di vista istologico sulla base della presenza o meno di immunocomplessi, depositati nel glomerulo o prodotti in situ. Tale classificazione è fondamentale perché influenza le scelte terapeutiche del clinico.

Le glomerulopatie da immunocomplessi (ICGN) riportate nel cane e nel gatto includono:

  • la nefropatia membranosa,
  • la glomerulonefrite membranoproliferativa,
  • le nefrite da lupus,
  • la glomerulonefrite proliferativa,
  • la glomerulonefrite a semilune,
  • la nefropatia da depositi IgA.

Le glomerulopatie non da immunocomplessi (non-ICGN) comprendono:

  • la glomerulosclerosi (forma globale e forma focale segmentale),
  • l’amiloidosi,
  • la nefrite ereditaria
  • e la glomerulopatia a lesioni minime.

Esame delle Urine: Aspetti Chiave

Rispetto all’esame delle feci, l’esame delle urine può risultare più laborioso nella raccolta dei campioni. Per i cani maschi, è utile avere sempre con sé un raccoglitore sterile per le urine (il classico barattolino che si compra in farmacia). Più complessa è la raccolta delle urine di cagne e gatti.

Il test delle urine si realizza attraverso l’analisi di tre aspetti: l’esame fisico, l’esame chimico e l’esame dei sedimenti urinari. Per ognuno di questi aspetti, si valutano delle specificità che possono diventare indicatori di disturbi in atto nel cane o nel gatto.

Esame Fisico

  • COLORE: Normalmente le urine sono giallo chiaro per i cani, leggermente aranciate per i gatti.
  • ASPETTO: In controluce, dovrebbero essere trasparenti e limpide.
  • PESO SPECIFICO e DENSITÁ: Indicano la capacità dei reni dell’animale di concentrare e diluire le urine. Un basso Peso Specifico indica la presenza di insufficienza renale cronica, di ipercorticosurrenalismo, a seguito di somministrazione di cortisonici.

Esame Chimico

  • pH: Indica il livello di equilibrio acido-basico dell’organismo. Alcalosi in caso di vomito ripetuto, cistiti, infezioni urinarie, iperventilazione polmonare. Il pH dell’urina varia con la dieta e l’equilibrio acido-basico.
  • GLUCOSIO: Non dovrebbe essere presente nelle urine. La soglia renale è di 180 mg/dl nel cane e 300 mg/dl nel gatto. Valori superiori si osservano in caso di iperglicemia e glicosuria, diabete mellito, ipertiroidismo e altri disturbi.
  • SANGUE: Non dovrebbe essere presente nelle urine. La presenza di sangue (emazie) nelle urine può essere indicativa di varie problematiche: calcoli e cristalli, cistiti infiammatorie.
  • BILIRUBINA: Quando presente nelle urine, può indicare problemi epatici oppure un’anemia emolitica. Se presente può indicare epatiti, intossicazioni, cirrosi epatica, neoplasie, leptospirosi, ostruzione da calcoli. Falsi negativi si verificano spesso per l’ossidazione della bilirubina dopo una lunga conservazione delle urine e per la presenza nell’urina di acido ascorbico.
  • CORPI CHETONICI: Vengono prodotti durante la scomposizione dei grassi. Servono a riconoscere uno stato di scompenso metabolico come quello che si manifesta nella chetoacidosi diabetica, aggravamento del diabete felino. Possono inoltre indicare digiuno prolungato o diete povere di zuccheri e ricche di proteine (diete dimagranti), danno epatico, iperemesi gravidica.
  • PROTEINE: Normalmente le proteine sono presenti nelle urine in piccole quantità. La proteinuria indica la presenza nell’urina sia di albumine che di globuline. Si possono avere falsi positivi nelle urine molto alcaline o in presenza di composti di ammonio quaternario usati come disinfettanti.

Esame dei Sedimenti Urinari

  • ERITROCITI: La presenza degli ERITROCITI, cioè dei globuli rossi, è in correlazione con il peso specifico o un pH alcalino.
  • CILINDRI: Sono di diversi tipi e possono indicare la presenza di infiammazione del tratto urinario. Cilindri: si dissolvono nell’urina neutra o alcalina. La loro presenza indica una patologia renale acuta, se i cilindri sono numerosi, cronica se i cilindri sono pochi per diluizione dell’urina.
  • CRISTALLI: Sono di diversi tipi e variano a seconda che le urine siano acide o basiche. Cristalli: spesso sono composti da normali costituenti dell’urina o dalla somministrazione di alcuni farmaci. In caso di urine basiche con PH superiore a 6,5 possiamo trovare cristalli di struvite, di fosfato di calcio o carbonato di calcio. In urine acide con Ph inferiore a 6,5 possiamo trovare cristalli di ossalato di calcio o urati amorfi.

Per prelevare le urine si può utilizzare un piccolo contenitore sterile nell’atto della minzione evitando che le urine si possano contaminare con agenti microbici esterni.

Esame delle urine (compreso il rapporto PU/CU, essenziale per stadiare la malattia renale cronica, CKD) e del sangue

Presso la nostra struttura si effettuano: l’esame chimico-fisico delle urine, il rapporto PU/CU (UPC, rapporto tra proteine urinarie e creatinina urinaria), l’albuminuria patologica (eccesso di albumine nelle urine), il profilo biochimico ematico di base e l’emocromo.

Gli esami del sangue sono strumenti diagnostici fondamentali per individuare un possibile problema di salute del pet, l’eventuale “sofferenza” di uno o più organi o la loro compromessa funzionalità. È importante che vengano eseguiti entrambi gli esami.

L’albumina è la proteina più abbondante nel plasma (la componente “liquida” del sangue): viene prodotta dagli epatociti (ovvero le cellule epatiche) ed immessa nel torrente circolatorio.

I glomeruli sono strutture specializzate presenti all’interno dei reni in grado di filtrare il sangue: trattengono le proteine plasmatiche di maggiori dimensioni e permettono il passaggio di quelle più piccole(es. le albumine) che vengono poi riassorbite, in gran parte, dai tubuli.

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