L'insufficienza renale è una patologia insidiosa e purtroppo frequente nei gatti, soprattutto anziani, che comporta serie conseguenze. Possiamo affrontarla grazie alla conoscenza, al monitoraggio e a una corretta gestione terapeutica. Con il termine “insufficienza renale” si indica l’incapacità dei reni di svolgere le proprie funzioni, che sono numerose e fondamentali per la salute dell’organismo.
I reni sono gli organi deputati all’eliminazione di prodotti di scarto contenenti azoto, come urea, creatinina e ammoniaca, derivanti dalle normali attività metaboliche. Le sostanze tossiche non smaltite a lungo andare danneggiano anche altri organi ed apparati, come ad esempio l’apparato digerente, il fegato ed il cervello. La parte ancora sana del rene è colpita quindi da uno stato infiammatorio che danneggia le cellule renali le quali non riescono più a trattenere le proteine durante il processo di filtrazione e pertanto queste proteine, che normalmente verrebbero riassorbite, si rinvengono invece nelle urine.
L’insufficienza renale può insorgere in modo acuto oppure cronico. Invece la causa scatenante nelle forme croniche è raramente individuabile: si tratta infatti di un processo che si sviluppa lentamente nel tempo. Come per tutte le patologie che si sviluppano lentamente, i segni clinici dell’insufficienza renale cronica meritano particolare attenzione, perché possono insorgere in maniera insidiosa, non essere facilmente riconoscibili da parte del proprietario e portare a ritardi nella diagnosi e nel trattamento.
Comunemente si osserva aumento marcato della sete e della produzione di urine, perdita di peso, pelo opaco, letargia e calo dell’appetito.
Diagnosi dell'Insufficienza Renale
La diagnosi di insufficienza renale si basa principalmente sul riscontro agli esami del sangue dell’aumento di creatinina ed urea; per essere indicativo di insufficienza renale cronica il loro aumento dovrebbe durare da almeno tre mesi. Per giungere a una diagnosi è necessario inoltre che il veterinario effettui una visita clinica attenta e completa che comprenda anche il monitoraggio della pressione arteriosa.
Altrettanto importante è eseguire:
- esami del sangue completi
- esame ecografico dell’addome
- studio radiografico del torace
- esame batteriologico delle urine
- altri esami collaterali (es. citologie d’organo, test per malattie infettive, …)
Questo ha lo scopo di:
- cercare di individuare, anche se non sempre possibile, la causa scatenante
- individuare eventuali complicanze legate all’insufficienza renale, ad esempio: aumento della pressione arteriosa, alterazione degli elettroliti (es. aumento dei fosfati e del calcio), presenza di proteinuria (perdita eccessiva di proteine attraverso le urine) e anemia.
- verificare la presenza di eventuali malattie concomitanti (molto comuni vista l’età avanzata degli animali in cui si riscontra l’insufficienza renale)
Avere un quadro completo della situazione clinica del gatto al momento della diagnosi è fondamentale per una corretta gestione.
Classificazione IRIS
L’International Renal Interest Society (IRIS), ha individuato 4 stadi di gravità per l’insufficienza renale cronica, sviluppando delle linee guida per classificare le diverse fasi delle patologie renali croniche. Questa classificazione si basa sulla misurazione di diversi parametri, in particolare le misurazioni dei valori di azotemia e creatina nel sangue, alcuni parametri delle urine, come la presenza di proteine, il valore di SDMA, che indica la capacità di filtrazione dei glomeruli renali, e la pressione arteriosa. In base ai valori di questi parametri, si valuta lo stato del paziente, che ne è affetto e si applicano determinati protocolli terapeutici.
Seguendo le indicazioni delle linee guida internazionali possiamo classificare ogni paziente con insufficienza renale cronica in 4 stadi in base al valore di creatinina e in sottogruppi in base alla presenza o meno di ipertensione sistemica e proteinuria. Questa classificazione, oltre ad essere utile nel trattamento, aiuta a stabilire la prognosi per ogni paziente.
In particolare dagli studi emerge che gatti classificati in stadio II (con valori di creatina tra 1,6 e 2,8mg/dl) hanno un’aspettativa di vita di 3 anni mentre gatti in stadio IV (con valori di creatinina superiori a 5mg/dl) hanno una prognosi di poco più di un mese.
Certamente esistono molte variabili individuali, questi numeri non devono essere presi alla lettera ma ci aiutano a classificare la patologia, determinarne la gravità e monitorarne la progressione. È stato inoltre dimostrato come gatti con insufficienza renale che seguono un’alimentazione adeguata abbiano tempi di sopravvivenza significativamente maggiori rispetto a quelli che non la seguono. La prognosi risulta poi essere migliore nei pazienti in cui la proteinuria viene ridotta con terapia medica.
Cause di Insufficienza Renale
Alcune delle cause che provocano insufficienza renale nel gatto possono essere:
- malattie infettive (es. pielonefriti batteriche, FIP, FeLv, …)
- malattie metaboliche e infiammatorie
- malattie neoplastiche (es. linfoma)
- malattie congenite (es. rene policistico, una condizione comune nel gatto Persiano o Himalayano)
- calcoli vescicali o ureterali
- assunzione di farmaci o tossici (non è il caso delle forme croniche ma è bene ricordare che ad esempio il Giglio è una pianta che se ingerita induce tossicità renale acuta e fatale nel gatto!!!).
Questo vale soprattutto per le forme acute.
Come Affrontare l'Insufficienza Renale nel Gatto?
Nei casi in cui la diagnosi ci permette di identificare una causa specifica per l’insufficienza renale possiamo instaurare una terapia mirata. Tuttavia nella maggior parte dei casi la terapia è rivolta a supportare il paziente e ridurre segni clinici e complicanze. È molto importante pertanto cercare di prevenire la progressione della patologia, anche perché in medicina veterinaria è molto difficile effettuare la dialisi che viene utilizzata in umana, a causa dell’esiguità dei centri dialisi per cani e gatti, e non è possibile praticare il trapianto di reni che viene in alcuni casi effettuato negli esseri umani. La prevenzione è quindi l’arma più potente per i cani e gatti affetti da insufficienza renale.
Proteinuria: Un Marker Importante
Nel gatto, la proteinuria rappresenta un marker di malattia renale oltre che un importante fattore prognostico; trial clinici e studi retrospettivi hanno evidenziato che i gatti proteinurici hanno una progressione della malattia renale più rapida ed un rischio di morte per cause renali maggiore rispetto ai gatti non proteinurici. Un gatto affetto da proteinuria e nel quale la terapia antiproteinurica non sia efficace, ha un rischio di morte per crisi uremica maggiore rispetto ad un gatto non proteinurico.
Classificazione della Proteinuria
Attenendosi alle nuove direttive IRIS (Internatonal Renal Interest Society) vengono classificati cani e gatti:
- Gatto non proteinurico (PU/CU < 0,2)
- Gatto proteinurico borderline (PU/CU tra 0,2 e 0,4 nel gatto, e tra 0,2 e 0,5 nel cane)
- proteinurici (PU/CU > 0,4 nel gatto e > 0,5 nel cane)
*Il rapporto PU/CU deve essere valutato insieme al peso specifico delle urine.
Tipi di Proteinuria
In base all’origine delle proteine, possiamo classificare:
- Proteinuria pre-renale
- Proteinuria renale
- Proteinuria post-renale
Qualsiasi piccola proteina che passa attraverso un glomerulo sano viene riassorbita dai tubuli renali, la proteinuria in assenza di malattie del tratto urinario o riproduttivo è un’indicazione di danno renale o scompenso renale.
Proteinuria pre-renale
La proteinuria pre-renale è una proteinuria di basso livello causata da un sovrabbondante carico filtrato di proteine a basso peso molecolare che “ingolfano” la capacità di riassorbimento del tubulo prossimale, viene definita: proteinuria da sovraccarico, è presente quando vi è la presenza di sangue nelle urine o proteine di proteine di Bence Jones da plasmacellule neoplastiche.
Cause:
- Mieloma multiplo
- Ipertensione sistemica
- Reazioni ai farmaci
- Pancreatite acuta
- Iperadrenocortismo
- Convulsioni, Febbre
- Insufficienza cardiaca congestizia
Proteinuria renale
La proteinuria renale può essere funzionale o patologica, si ha quando vi è un difetto:
- Nella barriera di filtrazione glomerulare (quando vi è glomerulo-nefrite e amiloidosi)
- Nel riassorbimento tubulare (es. Sindrome di Fanconi)
Cause:
- Insufficienza renale acuta
- Insufficienza renale cronica
- Glomerulopatia/Glomerulonefrite
- Diabete mellito
- Iperadrenocorticismo
- Malattie immuno-mediate (lupus eritematoso sistemico, anemia emolitica immuno-mediata, poliartrite, epatite)
- Malattie trasmesse da zecche
- Leptospirosi
- Endocardite
- Filaria
- Malattia infiammatoria IBD
- Neoplasie
- Malattie infettive
- Uso prolungato di cortisonici
Proteinuria post-renale
Si ha proteinuria post-renale in presenza di:
- Infezioni del tratto urinario
- Infiammazione e sangue nelle urine
- Vaginiti
- Prostatiti
Cause:
- Malattia del tratto urinario inferiore
- Malattia del tratto riproduttivo
Trattamenti per Ridurre la Proteinuria
1. TRATTARE MALATTIE CONCOMITANTI - escludere patologie sottostanti in grado di determinare proteinuria e trattarle prima di instaurare terapia antiproteinurica.
2. DIETA PER NEFROPATICI -la somministrazione di dieta per nefropatici è efficace nel ridurre la proteinuria; in alcuni gatti, è possibile ottenere una adeguata riduzione della proteinuria con la sola dieta, senza dover ricorrere all’utilizzo di farmaci.
3. ACE-INIBITORI e SARTANI - Gli ACE-inibitori ed i sartani sono farmaci efficaci nel ridurre la proteinuria. L’efficacia del trattamento viene stabilita tramite PU/CU dopo un mese di terapia farmacologica. La terapia della proteinuria è considerata efficace se al follow-up ad un mese, il valore di PU/CU risulta ridotto di almeno il 90% rispetto al valore di partenza o risulta inferiore a 0,2.
La terapia per la riduzione della proteinuria urine gatto cane è considerata efficace se si riduce il PU/CU sotto 0.4
Dieta e Integrazione
Che sia cronica o acuta nell’IR è necessario offrire ai pazienti che ne sono affetti una dieta bilanciata e appetibile. In pazienti che si trovano nello stadio IRIS 1 e 2 non è sempre necessaria una restrizione della quota di proteine offerte, a patto che non abbiano proteinuria. Nei pazienti in stadio IRIS 3 e 4 va invece effettuata una restrizione proteica. In tutti i pazienti vanno offerte proteine di alto valore biologico, ovvero che contengano tutti gli aminoacidi essenziali e che non affatichino il lavoro dei reni. In commercio esistono numerosi mangimi completi specifici per pazienti cani e gatti con IR, e alcune aziende dividono la loro offerta anche in base allo stadio IRIS dell’IR, con diete specifiche indicate per gli stadi iniziali ed altre per quelli più avanzati.
Talvolta però questi mangimi risultano poco appetibili, soprattutto quelli con ridotto contenuto di proteine, e poiché il digiuno è acerrimo nemico di cani e gatti con IR, spesso è bene ricorrere a diete fresche formulate da medici veterinari esperti in nutrizione e dietetica clinica. Le diete fresche hanno numerosi vantaggi, soprattutto sul piano dell’appetibilità, malgrado siano più indaginose nella preparazione. L’alimentazione ideale dovrebbe avere un apporto proteico bilanciato, integrazione di vitamine, antiossidanti, acidi grassi omega3 e potassio. Esistono numerose diete commerciali ideali per questi pazienti; in alternativa un’alimentazione casalinga può essere presa in considerazione solo se formulata da un veterinario esperto in nutrizione.
Sia che il nostro amico si alimenti con una dieta commerciale che con una dieta fresca, l’integrazione funzionale nell’IR è fondamentale. Gli integratori da somministrare ai nostri amici affetti da IR mirano a ridurre l’assunzione di alcuni metaboliti tossici, che provengono dalla digestione delle proteine, come ad esempio l’azoto, l’ammonica ed il fosforo. Molti di questi sono sostanze chimiche in grado di chelare e annullare l’effetto di questi metaboliti, come ad esempio carbonato di calcio o calcio lattogluconato. Oltre alla riduzione dell’assorbimento di queste sostanze, gli integratori devono ridurre l’acidosi metabolica e lo stato infiammatorio generalizzato e dei reni.
Capitolo a parte riguarda l’assunzione di acqua nei pazienti con IR: il bilancio idrico è infatti fondamentale in quanto gli animali con IR tendono a urinare e bere di più, rischiando disidratazione e alterazioni elettrolitiche pericolose. È importante favorire una maggiore assunzione di acqua da parte del gatto, sia somministrando cibo umido (se gradito) sia fornendo sempre acqua fresca e corrente a disposizione.
Probiotici e Prebiotici
Ultimante la ricerca ha avuto modo di constatare che la supplementazione della dieta con prebiotici e probiotici gioca un ruolo fondamentale nel controllo della patologia renale. I prebiotici sono delle fibre, che fungono da substrato per la crescita dei prebiotici i quali sono invece dei fermenti lattici. Alcuni ceppi di questi ultimi utilizzano per il loro metabolismo azoto e creatinina, formando ammoniaca. Questa ultima, altamente tossica, viene però degradata ad amminoacidi da altri fermenti lattici, rendendola di fatto innocua. La supplementazione di prebiotici e probiotici inoltre è priva di effetti collaterali e contribuisce a ridurre lo stato infiammatorio intestinale grazie al miglioramento della qualità del microbiota enterico. Anche l’assorbimento e la digestione di numerosi nutrienti è di fatto agevolata quando il pool di batteri che compongono il microbiota intestinale è ricco ed in salute.
Semintra (Telmisartan)
Semintra è un medicinale veterinario usato nei gatti per ridurre la proteinuria (proteine nelle urine) e per trattare l’ipertensione lieve. Il principio attivo contenuto in Semintra, telmisartan, è un antagonista specifico del recettore dell’angiotensina II (sottotipo AT1) attivo per via orale che causa una riduzione dose-dipendente della pressione arteriosa media nelle specie mammifere, incluso il gatto.
In uno studio clinico condotto nei gatti con malattia renale cronica, si è osservata una riduzione della proteinuria entro i primi 7 giorni dall’inizio del trattamento. Gli effetti associati alla stimolazione del recettore AT2, quali vasodilatazione, natriuresi ed inibizione dell’inappropriata proliferazione cellulare non vengono soppressi. Il telmisartan non manifesta alcuna attività come agonista parziale a livello del recettore AT1.
Se il Semintra per gatto non si trova, il MICARDIS per uso umano è ancora disponibile quindi in alternativa al Semintra, si può chiedere al veterinario la preparazione di uno sciroppo galenico.
Cure Naturali
Preparazioni galeniche ad uso veterinarioProteinuria urine gatto cane CURE NATURALII reni controllano la pressione sanguigna attraverso gli ormoni renina-angiotensina, regolando la vasodilatazione e la vasocostrizione.Acidi grassi omega-3 EPA esclusivamente a catena lunga, riducono la pressione e l’infiammazione.Cordyceps è dimostrato che l’impiego del fungo medicinale nell’insufficienza renale cronica diminuisce la proteinuria e la glomerulosclerosi.AstragaloRiduce la proteinuria e la sindrome nefrosica. Vai alla pagina dedicataSOLIDAGO COMPOSITUM ad us vet - (Protocollo Heel)Ha un’attività antimicrobica, analgesica, antinfiammatoria, spasmolitica e diuretica, l’attività diuretica è paragonabile all’effetto del benazepril.L’attività diuretica di Solidago virga urea è stato collegato all’inibizione dell’ACE paragonabile all’effetto del Benazepril.
leggi anche:
- Proteinuria di Bence Jones: significato, diagnosi e importanza nell'esame del sangue
- Proteinuria delle 24 Ore: Scopri Cause, Sintomi e Come Gestirla Efficacemente!
- Proteinuria: Scopri Tutto sull’Esame delle Urine, Cause Nascoste e Valori da Non Ignorare!
- Scopri Tutto sui Farmaci per il Colesterolo Alto: Effetti Collaterali Sconvolgenti e Alternative Naturali Efficaci!
- Laboratorio di Analisi Humanitas Mater Domini Arese: Orari, Prenotazioni e Servizi Essenziali
