La gravidanza è un periodo di trasformazioni fisiologiche in cui i valori normali di vari parametri, inclusa la creatinina, possono subire delle alterazioni. La creatinina, prodotta da fegato, reni e pancreas, è una sostanza di scarto derivante dai processi di produzione di energia nei muscoli, e valori alti o bassi possono rappresentare un campanello d'allarme. Ma quando preoccuparsi in caso di creatinina bassa o alta in gravidanza? Scopriamolo insieme.
Cos'è la Proteinuria?
La proteinuria è la presenza di proteine nelle urine. Può essere una condizione temporanea e benigna o rappresentare la conseguenza di disturbi sottostanti, che nella maggior parte dei casi riguardano i reni. La significativa presenza di proteine nelle urine, che i medici sono soliti indicare con il termine tecnico proteinuria, può essere dovuta a danni renali o ad altre condizioni piuttosto serie.
In condizioni fisiologiche, infatti, questi organi fanno in modo da preservare nel circolo sanguigno le sostanze utili all’organismo, tra cui appunto le proteine: i valori di queste ultime nelle urine dovrebbe essere inferiori ai 150 mg nelle 24 ore. Valori superiori indicano la presenza di proteinuria, che può essere dovuta a un’alterata capacità di filtrazione dei reni a causa di problemi a questi organi.
Normalmente, i livelli proteici urinari sono molto bassi: nelle 24 ore, le proteine eliminate con l'urina non dovrebbero superare i 200 mg. Entro certi limiti, una presenza minima di proteine nelle urine può essere considerata normale. Allo stesso modo, possono essere ritenuti non preoccupanti i livelli alti che si riscontrano in particolari condizioni, come dopo uno sforzo fisico intenso o dopo una malattia.
Cause della Proteinuria
La proteinuria può essere dovuta a molte cause differenti. La prima causa di proteinuria è il diabete, sia di tipo I che di tipo II, a cui segue l’ipertensione arteriosa. Altre condizioni, invece, conferiscono un significato clinico più importante alla proteinuria. Si tratta, in particolare, di quelle che determinano proteinuria persistente e che sono indicative di problemi renali primari (cioè che originano direttamente dai reni) o secondari (cioè in cui il danno renale è dovuto ad altre patologie).
- Glomerulonefrite: È un’infiammazione di strutture microscopiche dei reni dette glomeruli.
- Mieloma multiplo: È un tumore che determina la proliferazione incontrollata delle plasmacellule.
- Diabete: L’alta concentrazione di glucosio nel sangue (iperglicemia) dovuta al diabete danneggia progressivamente i piccoli vasi sanguigni dei reni, compromettendo la funzione dei glomeruli (nefropatia diabetica).
- Disturbi cardiovascolari: Vari disturbi cardiovascolari, dall’ipertensione allo scompenso cardiaco, danneggiano progressivamente i reni e possono portare all’anomala presenza di proteine nelle urine.
Non tutte le condizioni che causano proteinuria sono patologiche e, anche tra quelle che lo sono, non tutte possono essere prevenute. Tuttavia, si possono prevenire alcune delle patologie che più comunemente causano danno renale e conseguente proteinuria, in particolare i disturbi cardiovascolari (soprattutto l’ipertensione) e il diabete, seguendo uno stile di vita sano.
Proteinuria in Gravidanza
Durante la gravidanza, molte donne si sottopongono a numerosi esami medici per garantire la salute propria e del bambino in arrivo. Uno di questi test è l’analisi delle urine, che può rilevare la presenza di proteine tra gli altri marcatori. Quando una donna è in stato di gravidanza, è normale che si verifichi un lieve aumento delle proteine urinarie.
Tuttavia, la presenza di proteine nelle urine durante la gravidanza può essere un segno di problemi potenziali che richiedono attenzione medica. In alcuni casi, questi valori possono aumentare temporaneamente, senza destare particolari preoccupazioni. In genere si procede alla raccolta delle urine per 24 ore, oppure si possono utilizzare dei dipstick, delle strisce che reagiscono all’urina.
Le cause possono essere diverse, tra cui:
- Preeclampsia: Una condizione piuttosto grave che può manifestarsi nel secondo e terzo trimestre di gravidanza. Si caratterizza per un aumento di pressione arteriosa, oltre che per proteinuria.
- Infezioni del tratto urinario: Le infezioni del tratto urinario sono comuni durante la gravidanza a causa dei cambiamenti nel sistema urinario.
- Malattie renali: Alcune malattie renali possono causare la perdita di proteine nelle urine, incluso il glomerulonefrite, che è un’infiammazione dei glomeruli renali.
- Diabete gestazionale: Il diabete gestazionale è una forma di diabete che si sviluppa durante la gravidanza.
- Sforzo fisico eccessivo: In alcuni casi, l’eccessivo sforzo fisico durante la gravidanza può causare la comparsa temporanea di proteine nelle urine.
Proteinuria Alta in Gravidanza: Quando Preoccuparsi?
In soggetti senza malattia renale, i valori normali di proteine nelle urine dovrebbero essere inferiori a 150 mg al giorno, ma durante la gravidanza l’escrezione proteica urinaria aumenta notevolmente in maniera fisiologica. Che una proteinuria alta in gravidanza è normale, a patto che resti entro certi limiti massimi, oltre i quali potrebbe indicare un’infezione del tratto urinario (es. cistite) o condurre ad una diagnosi della summenzionata preeclampsia, una condizione che si verifica generalmente nel secondo o terzo trimestre e può causare aumento della pressione sanguigna, gonfiore alle mani e ai piedi, mal di testa e altri sintomi.
Nel dettaglio, si parla di proteinuria alta in gravidanza quando i valori superano i 300 mg al giorno. Detto questo, è importante ricordare che valori alti di proteine nelle urine durante la gravidanza potrebbero anche indicare la presenza di una malattia renale, primaria o secondaria, o di disturbi sistemici, come il diabete gestazionale o l’ipertensione.
Statisticamente, circa il 20-25% delle donne in gravidanza con ipertensione cronica, diabete mellito o malattia renale cronica sviluppa la preeclampsia. Per ridurre il rischio, le donne incinte dovrebbero seguire una dieta sana ed equilibrata, esercitarsi regolarmente, controllare regolarmente la pressione sanguigna e seguire le istruzioni del medico.
Sintomi della Proteinuria
Quando si presenta in maniera lieve o moderata, la proteinuria è generalmente asintomatica. La proteinuria di per sé non causa sintomi, ma alla condizione si possono associare quelli della patologia che l’ha causata. L’unico elemento caratteristico, in sé, della proteinuria è la formazione di urine schiumose.
Tra i sintomi della proteinuria - generalmente assenti nei casi lievi o moderati - rientrano la presenza di schiuma nelle urine e l'edema, cioè l'abnorme accumulo di liquidi negli spazi interstiziali, a causa di un calo della pressione oncotica del plasma. La ritenzione idrica, con comparsa di edemi e gonfiori (soprattutto alle mani, ai piedi e alle caviglie, quindi al viso e all'addome nei casi più gravi), è comunque un segno tardivo, tipico degli stadi più severi di proteinuria.
Se la proteinuria è associata a una malattia renale o a un’altra condizione medica sottostante, possono presentarsi sintomi specifici correlati alla patologia in questione. Ad esempio:
- gonfiore alle caviglie, ai piedi e al viso;
- aumento di peso improvviso;
- urine schiumose;
- affaticamento generale;
- perdita di appetito;
- stanchezza;
- aumento della pressione sanguigna;
- alterazioni del colesterolo nel sangue;
- mal di testa;
- visione offuscata;
- dolore addominale;
- nausea e vomito.
Laddove si dovessero notare questi sintomi durante la gravidanza, è fondamentale non sottovalutarli e parlarne subito con il proprio medico.
Diagnosi della Proteinuria
La diagnosi di proteinuria è particolarmente importante per identificare e monitorare nel tempo possibili patologie renali o sistemiche che causano la condizione. Il gold standard di riferimento per la diagnosi di proteinuria consiste nella misurazione quantitativa delle proteine urinarie nelle 24 ore. Un esame più accurato è rappresentato dal rapporto albumina su creatinina, che si effettua sulle urine della prima minzione mattutina.
In sé, la presenza di proteine nelle urine può essere rilevata con l’uso della striscia reattiva per l’analisi delle urine, o urine dipstick test. A seconda dei reagenti che sono sulla striscia, possono essere individuate diverse proteine; quella principalmente rilevata è l’albumina, la proteina più abbondante dell’organismo e uno dei primi segni di danno ai reni.
Per quanto riguarda gli esami specifici che permettono di valutare meglio lo stato di salute dei reni, uno dei principali è la clearance della creatinina. Questo esame si basa sul confronto tra la concentrazione della proteina creatinina nel sangue e quella nelle urine raccolte nell’arco di 24 ore, calcolando il volume di plasma che i reni riescono a depurare dalla creatinina in un minuto per stimare il tasso di filtrazione glomerulare (GFR).
Esami Specifici
- Albumina urinaria: Utilizzato per stabilire la presenza di microalbumina nelle urine, indicatore precoce di danno renale.
- Rapporto albumina su creatinina: Considera meritevole di approfondimenti diagnostici qualsiasi situazione in cui si registrino più di 30 mg di albumina per ogni grammo di creatinina (30 mg/g o 30 mcg/mg).
- Urea e creatinina su campione di sangue: Prodotti di scarto rilasciati nel sangue che, tramite la filtrazione renale, giungono nelle urine.
- Velocità di filtrazione glomerulare: Parametro molto attendibile dello stato di salute dei reni.
Trattamento della Proteinuria
Il trattamento della proteinuria consiste nel trattamento della patologia che l’ha causata; cause non patologiche all’origine di una proteinuria temporanea non richiedono di norma alcuna terapia. Una corretta ed efficace gestione delle patologie che determinano la perdita di proteine con le urine (per esempio mantenendo la glicemia nella norma in caso di diabete, o la pressione arteriosa nei limiti fisiologici per chi soffre di ipertensione) è invece fondamentale per evitare danni progressivi ai reni.
In alcuni casi, il/la nefrologo/a, la figura specializzata nella diagnosi e cura di malattie renali, può raccomandare specifici farmaci che aiutano a limitare la proteinuria. E’ il caso degli ACE inibitori, che agiscono su un particolare meccanismo di regolazione della pressione arteriosa favorendo la vasodilatazione e abbassano la pressione riducendo il carico di lavoro del cuore; nei reni, contribuiscono a proteggere i glomeruli dalla pressione eccessiva, riducendo la proteinuria e rallentando la progressione delle malattie renali.
Prevenzione
Per prevenire le proteine alte nelle urine in gravidanza, è bene in primis non mettere sotto sforzo i reni. Limitare l’apporto di sale e di proteine è il primo passo da compiere: la carne rossa e i legumi in particolare sono ricchi di proteine. Bisognerebbe evitare anche i cibi ricchi di zucchero, i fritti e le salse. No anche ad alcolici o caffeina. È invece fondamentale bere acqua: sarebbe meglio consumarne almeno 2 litri al giorno!
E’ fondamentale, quando si aspetta un bambino, essere consapevoli che la proteinuria può essere un segno precoce di problemi gravi che richiedono trattamento immediato per proteggere la salute della madre e del piccolo. Il monitoraggio regolare della pressione sanguigna e delle proteine nelle urine è una parte essenziale della cura prenatale.
ATTENZIONE: Le informazioni qui riportate hanno carattere divulgativo e orientativo, non sostituiscono la consulenza medica. Eventuali decisioni che dovessero essere prese dai lettori, sulla base dei dati e delle informazioni qui riportati sono assunte in piena autonomia decisionale e a loro rischio.
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