Diabete: Tasso Glicemico, Cause, Sintomi e Trattamento

Il diabete mellito è una malattia cronica caratterizzata da livelli elevati di glucosio nel sangue (iperglicemia). Questa condizione si verifica quando il corpo non produce abbastanza insulina o non riesce a utilizzarla efficacemente. L’insulina è un ormone prodotto dal pancreas che regola i livelli di zucchero nel sangue permettendo alle cellule di assorbire e utilizzare il glucosio come fonte di energia.

Cos'è il Diabete?

Il diabete mellito è una malattia in cui aumentano i livelli di glucosio nel sangue (iperglicemia) per un deficit della quantità e, spesso, dell’efficacia biologica dell’insulina (insulinoresistenza), l’ormone che controlla la glicemia nel sangue e che è prodotto dal pancreas.

Diffusione del Diabete

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità il numero dei diabetici è quadruplicato in tutto il mondo in meno di quattro decenni ed ora i diabetici sono oltre 400 milioni. Cresce soprattutto il diabete di tipo 2 a causa dell’invecchiamento generale della popolazione, e dell’aumento di condizioni di rischio come sovrappeso e obesità, alimentazione scorretta, sedentarietà.

Per quanto riguarda l’Italia, secondo i dati ISTAT 2020 il 5,9% della popolazione è diabetica (5,9% negli uomini, 5,9% nelle donne) pari a oltre 3,5 milioni di persone.

Tipi di Diabete

Esistono diversi tipi di diabete, ciascuno con cause, sintomi e approcci terapeutici specifici:

  • Diabete di tipo 1: Il diabete di tipo 1 è una malattia autoimmune in cui il sistema immunitario attacca e distrugge le cellule beta del pancreas che producono insulina. Rappresenta circa il 5-10% dei casi di diabete e si manifesta tipicamente nell’infanzia o nell’adolescenza, sebbene possa svilupparsi a qualsiasi età. Le persone con diabete di tipo 1 necessitano di iniezioni quotidiane di insulina per sopravvivere.
  • Diabete di tipo 2: Il diabete di tipo 2 è la forma più comune, rappresentando circa il 90-95% dei casi. In questa condizione, il corpo sviluppa resistenza all’insulina o non produce abbastanza insulina per mantenere normali i livelli di glucosio nel sangue. A differenza del tipo 1, il diabete di tipo 2 è spesso associato a fattori di rischio modificabili come sovrappeso, obesità, sedentarietà e alimentazione scorretta. Tipicamente si sviluppa in età adulta, ma con l’aumento dell’obesità infantile, si osserva sempre più frequentemente anche nei giovani.
  • Diabete gestazionale: Il diabete gestazionale compare durante la gravidanza e in genere regredisce dopo il parto. Le donne che hanno avuto un diabete gestazionale sono a rischio di sviluppare diabete gestazionale nelle gravidanze successive e diabete di tipo 2 durante la vita.
  • Diabete monogenico (MODY): è una varietà ereditaria rara in cui esiste un difetto di un singolo gene capace di determinare iperglicemia. Insorge in età più giovane di quella del diabete di tipo 2.
  • Diabete secondario: ad altra patologia (pancreatiti croniche, cirrosi epatica, insufficienza renale cronica, acromegalia, ipercortisolismo) o farmaci (es. cortisone).

Cause e Fattori di Rischio

Le cause del diabete variano a seconda del tipo:

  • Diabete di tipo 1: è di origine autoimmune e consegue alla rapida distruzione delle cellule del pancreas che producono insulina. La distruzione è operata dalla reazione autoimmune in risposta ad un virus o a uno o più tossici presenti nell’ambiente. Questo tipo di diabete va trattato con terapia insulinica perché l’organismo non produce più insulina. Il diabete di tipo 1 compare soprattutto in bambini, adolescenti e giovani adulti e raramente inizia dopo i 40 anni.
  • Diabete di tipo 2: si sviluppa nell’arco di molti anni, passando attraverso una fase d’insulinoresistenza (minore efficacia dell’insulina) ed arrivando a un deficit relativo di produzione d’insulina. Multiple alterazioni genetiche e fattori acquisiti (ambientali) sono responsabili dell’insulinoresistenza e dell’entità del deficit d’insulina. Il diabete di tipo 2 è strettamente associato all’obesità che favorisce l’insulinoresistenza, e compare generalmente dopo i 40 anni ad eccezione che in determinate etnie a rischio (ispanici, asiatici, indiani Pima etc.) in cui può insorgere anche in età pediatrica. Stile di vita sedentario, fumo, scorretta alimentazione, sovrappeso, età avanzata, precedente diabete gestazionale, dislipidemia e ipertensione arteriosa sono fattori di rischio per diabete di tipo 2.
  • Diabete gestazionale: compare durante la gravidanza e in genere regredisce dopo il parto. Le donne che hanno avuto un diabete gestazionale sono a rischio di sviluppare diabete gestazionale nelle gravidanze successive e diabete di tipo 2 durante la vita.
  • Diabete monogenico (MODY): è una varietà ereditaria rara in cui esiste un difetto di un singolo gene capace di determinare iperglicemia. Insorge in età più giovane di quella del diabete di tipo 2.

Esiste però una predisposizione familiare, soprattutto in caso di diabete tipo 2, per cui chi ha un parente di primo grado (genitori, fratelli) diabetico ha un rischio di ammalare superiore rispetto a chi non ha parenti con la malattia.

Segni e Sintomi del Diabete

La diagnosi di diabete di tipo 2 è preceduta da una lunga fase asintomatica nella quale possono essere osservati lievi aumenti della glicemia. Una malattia acuta o un evento stressante possono far insorgere un’iperglicemia più severa che causa i classici sintomi del diabete (poliuria, polidipsia, dimagrimento). Spie di uno stato iperglicemico possono essere altre condizioni come le paraodontopatie e le infezioni ricorrenti dell’apparato genitourinario.

Nel diabete di tipo 1 invece l’esordio della malattia è improvviso con poliuria, polidipsia, dimagrimento, disidratazione, chetoacidosi (i chetoni che si trovano nelle urine derivano dall’utilizzo dei grassi in condizioni di uno scorretto metabolismo dei carboidrati).

Alcuni segni comuni includono:

  • Poliuria (minzione frequente)
  • Polidipsia (sete eccessiva)
  • Polifagia (fame eccessiva)
  • Perdita di peso inspiegabile (soprattutto nel tipo 1)
  • Affaticamento e debolezza
  • Visione offuscata
  • Guarigione lenta delle ferite
  • Infezioni ricorrenti
  • Formicolio o intorpidimento alle mani o ai piedi (neuropatia)
  • Pelle secca e pruriginosa
  • Irritabilità e sbalzi d’umore

Come si Diagnostica il Diabete?

Il diabete è diagnosticato quando:

  • l’emoglobina glicata (HbA1c) è uguale o superiore a 6,5% (confermata in due circostanze);
  • oppure la glicemia misurata in laboratorio è uguale o superiore a 126 mg/dl (al mattino, dopo 8 ore di digiuno, in due circostanze);
  • oppure la glicemia è uguale o superiore a 200 mg/dl alla seconda ora dopo un carico orale di glucosio (in due circostanze);
  • oppure la glicemia è uguale o superiore a 200 mg/dl in un momento qualsiasi della giornata in presenza di sintomi tipici della malattia (poliuria, polidipsia, dimagramento).

Esistono anche condizioni in cui i livelli di glucosio nel sangue sono lievemente elevati e che aumentano il rischio di sviluppare il diabete in futuro (circa un 1/5 soggetti in queste condizioni sviluppa diabete in 5 anni). Queste condizioni sono identificate da:

  • emoglobina glicata fra 6 e 6,49% (alto rischio di diabete);
  • glicemia a digiuno fra 100 e 125 mg/dl (alterata glicemia a digiuno);
  • glicemia 2 ore dopo il carico di glucosio orale fra 140 e 199 mg/dl (ridotta tolleranza glucidica).

Come si Previene il Diabete di Tipo 2?

Contrariamente al diabete di tipo 1, per il quale non esiste attualmente possibilità di prevenzione, il diabete di tipo 2 può essere prevenuto adottando un corretto stile di vita. Interventi per migliorare lo stile di vita, che includano un’attivita fisica aerobica di moderata intensità e della durata di almeno 20-30 minuti al giorno o 150 minuti alla settimana e il calo ponderale del 5-10%, riducono del 60% circa l’incidenza del diabete mellito di tipo 2 e rappresentano quindi uno strumento preventivo particolarmente efficace.

Alla regolare attività fisica va associata un’alimentazione ricca di fibre (cereali integrali, legumi verdura, frutta), povera di grassi di origine animale (dieta mediterranea) e il consumo di alimenti a basso indice glicemico.

Nei soggetti adulti in sovrappeso (BMI 25-29,9 kg/m²) o obesi (BMI ≥30 kg/m²) è raccomandato il calo ponderale attraverso una moderata riduzione dell’apporto calorico (300-500 kcal/die) e un modesto incremento del dispendio energetico (200-300 kcal/die).

Trattamenti per il Diabete

Il trattamento del diabete varia in base al tipo, alla gravità e alle condizioni individuali del paziente:

Diabete di Tipo 1

Il diabete di tipo 1 va trattato con la terapia insulinica sottocutanea. La terapia insulinica può essere somministrata mediante penne preriempite o microinfusore.

Per quanto riguarda le penne preriempite attualmente sono disponibili analoghi dell’insulina:

  • ad azione rapida (glulisina, lispro ed aspart) efficaci mediamente 10 minuti dopo l’iniezione
  • ad azione ultrarapida (aspart ultraveloce) somministrabili 2 minuti prima dell'inizio del pasto o anche fino a 20 minuti dopo il pasto
  • ad azione prolungata (detemir, glargine 100 e 300 U, degludec, biosimilari) che permettono di ottenere una riduzione della glicemia da 14 a 36 ore dopo l’iniezione.

Generalmente si associa una somministrazione di analogo insulinico a lunga durata d’azione (“insulina basale”) con la somministrazione di analoghi rapidi ai pasti (“bolo insulinico”). In soggetti selezionati che, nonostante un regime di terapia insulinica intensiva, presentino uno scarso controllo glicemico e/o ipoglicemie ricorrenti, può essere considerato l’uso del microinfusore erogante insulina integrato ad un sensore per il monitoraggio in continuo della glicemia.

Alcuni microinfusori associati a sensore sono in grado di sospendere automaticamente la somministrazione di insulina quando, sulla base dell’andamento della glicemia, viene prevista un’ipoglicemia e di riavviarla automaticamente al risolversi della situazione di rischio.

Diabete di Tipo 2

Nel diabetico di tipo 2, la prima tappa terapeutica è il raggiungimento e il mantenimento di un corretto stile di vita. Se il compenso metabolico non migliora, alle modifiche dello stile di vita va associata una terapia farmacologica. Generalmente si inizia con la metformina (se ben tollerata e non controindicata) che migliora la sensibilità all’insulina.

Dopo un intervallo di 2-6 mesi, se non si ottiene il miglioramento che ci si è prefisso, si aggiungono uno o più farmaci orali o iniettabili che sono in grado di aumentare la secrezione e/o la sensibilità insulinica, o la escrezione urinaria di glucosio.

Esistono diverse categorie di farmaci che possono essere associati tra loro e che vanno scelti tenendo presente l’età e le condizioni cliniche del soggetto:

  • tiazolidinedioni (pioglitazone)
  • analoghi del GLP 1 da somministrare sottocute 1 volta/giorno (liraglutide, exenatide, lixisenatide) o 1 volta/settimana (exenatide LAR, dulaglutide, semaglutide) o inibitori orali della degradazione del GLP 1 (sitagliptin, vildagliptin, lanogliptin, saxagliptin, alogliptin )
  • gliflozine (inibitori del trasportatore di glucosio 2): empaglifozin, dapaglifozin, canaglifozin, ertuglifozin)
  • sulfoniluree e glinidi (glicazide, glimepiride, repaglinide)
  • inibitori dell’assorbimento intestinale di glucosio (acarbosio)
  • terapia insulinica (vedi diabete tipo 1)

Tra i farmaci di seconda scelta vanno segnalati gliflozine ed analoghi del GLP-1 in quanto, oltre ad abbassare in sicurezza la glicemia, presentano un effetto protettivo sulle complicanze metaboliche, cardiovascolari e renali della malattia diabetica, le più frequenti e temibili della malattia diabetica.

Per ottimizzare il compenso glicemico e “calibrare” la terapia appare fondamentale che i diabetici in trattamento insulinico multiiniettivo eseguano l’automonitoraggio della glicemia mediante glucometro o sensori sottocutanei, quest’ultimi in grado di rilevare continuamente il livello del glucosio ed evitare al paziente di doversi pungere più volte al giorno.

L’automonitoraggio è inoltre indicato nei soggetti in terapia orale o con analoghi di GPL1 per capire come modificare la terapia se il compenso glucidico è insoddisfacente o quando si vuole verificare l’impatto della dieta e dell’attività fisica.

Dieta per il Diabete

I vegetali, i legumi, la frutta e i cereali integrali devono far parte integrante della dieta dei pazienti con diabete di tipo 1 e 2; è essenziale che il diabetico non solo riduca il consumo di carboidrati semplici, ma anche quello dei grassi per correggere la frequente dislipidemia; nei casi in cui sia consigliato un apporto dei carboidrati al limite superiore delle raccomandazioni (per es, nei diabetici giovani sportivi), è importante consigliare cibi ricchi in fibre e con basso indice glicemico.

Una strategia chiave per l’ottenimento del controllo glicemico nel paziente in terapia insulinica è il controllo della quantità totale dei carboidrati assunti con il conteggio dei carboidrati e attraverso l’uso delle diete a scambio:

  • le proteine dovrebbero fornire il 10-20% dell’energia totale giornaliera (inferiori in presenza di nefropatia);
  • i grassi dovrebbero fornire il 20-35% dell’introito calorico giornaliero;
  • apporto giornaliero di grassi saturi inferiore al 10%;
  • evitare gli acidi grassi trans (per es. margarina);
  • sono raccomandate due porzioni/settimana di pesce, preferibilmente azzurro, ricco di acidi grassi omega-3 polinsaturi.

Attività Fisica per il Diabete

L'attività fisica nel paziente diabetico è fondamentale per:

  • migliorare il controllo glicemico;
  • favorire il mantenimento di un peso corporeo ottimale;
  • ridurre il rischio di malattia cardiovascolare;
  • contrastare il deposito di grassi nel fegato;
  • migliorare il tono dell’umore;
  • ottimizzare l’efficacia della terapia.

Sono consigliati almeno 150 minuti alla settimana di attività fisica aerobica d’intensità moderata (50-70% della frequenza cardiaca massima) e/o almeno 90 minuti alla settimana di esercizio fisico intenso (>70% della frequenza cardiaca massima).

L’attività fisica deve essere distribuita in almeno tre giorni/settimana e non devono passare più di due giorni consecutivi senza attività. La scelta dell’attività fisica deve tenere conto di età, trattamento farmacologico e compenso glicemico.

Le attività aerobiche suggerite sono: cammino a passo svelto, passeggiate in bicicletta in pianura o cyclette, ginnastica, nuoto, ballo, giardinaggio.

I pazienti senza complicanze possono eseguire anche esercizi contro resistenza che devono riguardare tutti i maggiori gruppi muscolari. Sono invece sconsigliati sport da combattimento, il sollevamento pesi, le immersioni e la vela in solitario.

È opportuno che i diabetici, in particolare se in terapia insulinica, eseguano l’automonitoraggio glicemico prima, eventualmente durante e dopo l’esercizio fisico per verificare che non siano in ipoglicemia. È inoltre fondamentale che i diabetici imparino a capire la quantità di carboidrati in più che devono assumere prima di un esercizio fisico intenso per evitare l’ipoglicemia.

L’attività fisica intensa va evitata in condizioni a elevato rischio cardiovascolare (per es. ipertensione non controllata) e di complicanze (neuropatia vegetativa grave, neuropatia periferica grave, retinopatia ed edema maculare, piede diabetico), in presenza di chetosi e se la glicemia è maggiore di 250 mg/dl al momento di iniziare l’esercizio o di 300 mg/dl a digiuno.

Complicanze del Diabete

Il diabete non controllato può portare a gravi complicanze che colpiscono diversi organi e sistemi:

  • Complicanze macrovascolari: Queste complicanze interessano i grandi vasi sanguigni e includono malattie cardiovascolari (infarto, angina), ictus cerebrale e arteriopatia periferica.
  • Complicanze microvascolari: Queste complicanze colpiscono i piccoli vasi sanguigni e includono retinopatia diabetica (danno ai vasi sanguigni della retina che può portare a cecità), nefropatia diabetica (danno renale che può progredire fino all’insufficienza renale) e neuropatia diabetica (danno ai nervi che può causare dolore, intorpidimento e, nei casi gravi, amputazioni).
  • Altre complicanze: Problemi del piede diabetico (ulcere, infezioni), disfunzione erettile, complicanze in gravidanza, maggiore suscettibilità alle infezioni, problemi cutanei, problemi gastrointestinali e compromissione cognitiva e demenza.

Valori di riferimento della glicemia

Test Normale Prediabete Diabete
Glicemia a digiuno Inferiore a 100 mg/dL 100-125 mg/dL 126 mg/dL o superiore
Test di tolleranza al glucosio orale (OGTT) Inferiore a 140 mg/dL 140-199 mg/dL 200 mg/dL o superiore
Emoglobina glicata (HbA1c) Inferiore al 5,7% 5,7-6,4% 6,5% o superiore

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