Programma di Screening Mammografico: Cos'è e Come Funziona

In Italia, il tumore al seno è il più diffuso tra le donne, sia per incidenza che per mortalità. Fortunatamente, grazie ai progressi nella diagnosi precoce e nel trattamento, le possibilità di cura sono notevolmente aumentate. Una diagnosi precoce è sempre più frequente grazie ai programmi di screening che prevedono di sottoporre a mammografia le donne nelle fasce di età raccomandate.

Secondo i dati del rapporto Airtum "I numeri del cancro in Italia 2022", nel 2022 sono stati stimati 390.700 nuovi casi di tumore (ad eccezione dei tumori della cute diversi dal melanoma).

Lo screening, come modello di sanità pubblica, permette di individuare i tumori in una fase precoce o, in alcuni casi, prima che diventino invasivi.

A chi è rivolto lo screening mammografico?

Lo screening mammografico si rivolge principalmente alle donne di età compresa tra i 50 e i 69 anni e si esegue con una mammografia ogni 2 anni.

In alcune Regioni italiane si sta sperimentando l’efficacia di programmi di screening che coinvolgano una fascia di età più ampia, in particolare le donne tra i 45 e i 49 anni, invitate a sottoporsi alla mammografia ogni anno, e quelle fino ai 74 anni con cadenza ogni due anni.

Secondo gli esperti della IARC, l'estensione della mammografia alle quarantenni potrebbe garantire una ulteriore riduzione della mortalità per cancro al seno, sebbene inferiore a quella che si ottiene nella fascia 50-69 anni. Allo stesso tempo, l'allungamento della durata media della vita e il protrarsi di un buono stato di salute anche in età più avanzata hanno fatto ritenere che possa essere vantaggioso offrire lo screening alle donne fino ai 74 anni.

Inoltre, per le donne sane ma con un’importante storia familiare di carcinoma mammario o portatrici di una mutazione, che quindi hanno un rischio più alto di sviluppare un tumore del seno, è previsto un programma di sorveglianza clinico-strumentale personalizzato. Dal 2012 diverse Regioni hanno attivato percorsi specifici che prevedono una risonanza magnetica (RM) con mezzo di contrasto a cadenza annuale, a seconda dei casi associata a mammografia e/o ecografia; questo screening per chi ha fattori di rischio ereditari viene effettuato a partire dai 25 anni oppure, verificato a quale età i vari membri della famiglia hanno sviluppato il tumore, 10 anni prima dell’età di insorgenza della malattia nel familiare più giovane.

Le donne che tra i 10 e i 30 anni sono state sottoposte a radioterapia al torace per curare un tumore hanno un rischio più alto di sviluppare un carcinoma della mammella proprio a causa dell’irradiazione.

Come funziona lo screening mammografico?

I programmi di screening seguono protocolli standardizzati a livello nazionale.

Le donne dai 50 ai 74 anni, ogni due anni, vengono invitate con una lettera personalizzata a un appuntamento prefissato per effettuare il test di screening.

Chi, pur rientrando nella fascia d’età indicata, non ha mai ricevuto una lettera d'invito dalla propria ASL o non ha mai aderito al programma può utilizzare il sistema di prenotazione online Screening Prenota Smart o telefonare al Numero Verde della ASL di appartenenza per concordare un appuntamento.

Il test di screening è la mammografia, una radiografia delle mammelle, l’esame più specifico, sensibile ed efficace per la diagnosi precoce del tumore al seno.

L'esame mammografico

L’esame consiste in una mammografia, ovvero una radiografia delle mammelle.

L’esame si esegue appoggiando le mammelle una per volta su un piano, dove vengono leggermente compresse e radiografate in senso orizzontale e in senso verticale.

L'esame di solito non è doloroso e non è associato ad alcun rischio per la salute, dato che le dosi di radiazioni emesse sono molto basse.

La mammografia non è rischiosa (nello screening si usano mammografia digitali che utilizzano dosi molto basse di raggi X).

La mammografia è un esame radiografico che permette di esaminare il tessuto mammario al suo interno.

La mammella è un organo costituto da tessuto fibro-ghiandolare immerso nel tessuto adiposo. Questa sua conformazione la rende particolarmente adatta ad una indagine radiografica e alla identificazione di alterazioni anche millimetriche del suo tessuto.

Con la moderna mammografia digitale, le cosiddette lastre - dove un tempo venivano impresse e poi stampate le immagini - sono sostituite da componenti elettronici che convertono i raggi X in immagini mammografiche trasmesse direttamente su computer per la lettura da parte del radiologo e per la conservazione a lungo termine.

Nella mammografia di screening vengono acquisite due inquadrature: una in direzione testa-piedi e una latero-laterale.

La mammografia clinica, invece, può richiedere un numero maggiore di proiezioni, tra cui quelle ingrandite per lo studio e l’approfondimento di particolari.

Cosa succede dopo l'esame?

Se l'esito del test risulta normale il centro di screening invia una lettera a casa con il risultato e dopo due anni invia una nuova lettera con l'invito a ripetere l'esame.

Se invece l’esito del test di screening risulta sospetto o positivo la persona viene contattata telefonicamente dalla struttura sanitaria in tempi brevi (4-5 giorni dalla refertazione del test, differente da Regine a Regione) per il richiamo al secondo livello.

Se la mammografia di screening risulta sospetta o positiva, la persona viene contattata dalla struttura sanitaria per effettuare esami di approfondimento: visita senologica, ulteriore mammografia in dettaglio e in tomosintesi, ecografia mammaria, RM con mdc (Risonanza magnetica con mezzo di contrasto) agoaspirato o biopsia per esame citologico o istologico.

Nel caso in cui la mammografia presenti delle inadeguatezze tecniche o rilevi una anomalia o una lesione del tessuto mammario, la donna è contattata telefonicamente per concordare un appuntamento presso un centro di II livello del programma di screening.

Verranno quindi effettuate le indagini necessarie per ottenere la diagnosi (visita senologica, ecografia, ulteriori proiezioni mammografiche, ago aspirato, etc.).

Gli eventuali approfondimenti e trattamenti successivi, se necessari, sono prenotati ed erogati direttamente e gratuitamente sempre dalla Asl di appartenenza.

In caso di esito positivo, la donna viene invitata a eseguire una seconda mammografia, un’ecografia e una visita clinica che confermino l'effettiva presenza di un tumore, prima di procedere al trattamento che prevede, nella quasi totalità dei casi, un intervento chirurgico per rimuovere i tessuti malati.

Importanza della prevenzione

Si dice spesso che “prevenire è meglio che curare” e leggendo questo post capiamo che è proprio così quando parliamo di tumori.

In Italia i nuovi casi sono circa 1.030 al giorno (dati Aiom “I numeri del cancro in Italia 2020”), ma di questi circa il 40 per cento può essere prevenuto adottando uno stile di vita corretto ed essere diagnosticato in fase iniziale.

Ecco perché la prevenzione è fondamentale e il Servizio sanitario nazionale effettua tre programmi di screening per la prevenzione dei tumori: seno e collo dell’utero per la popolazione femminile e colon-retto per tutti.

Aderire a uno screening è il primo passo e il più importante per una eventuale diagnosi precoce: fondamentale parlarne con il medico di famiglia o uno specialista e fare gli esami: superati i 40 anni è consigliabile un controllo senologico periodico, mentre dai 45-50 anni è importante aderire alla lettera di invito ai programmi organizzati di screening.

Domande frequenti

La mammografia è dolorosa?

La mammografia non è di norma un esame doloroso e quindi si esegue senza ricovero, senza anestesia o sedazione della paziente.

Normalmente non è un esame doloroso; alcune donne trovano fastidiosa la compressione delle mammelle tra le due piastre dell’apparecchiatura per la mammografia, ma il disagio dura solo il breve tempo necessario per l'esame.

No, tutt’al più in alcune donne la necessaria compressione della mammella può dare fastidio per qualche minuto.

È necessaria una preparazione particolare all'esame?

Prima dell’esame non occorre alcuna preparazione particolare.

Non occorre alcun tipo di preparazione nelle ore o il giorno precedente all’esame, si può mangiare e bere.

Si consiglia di indossare abiti comodi e di non applicare sulla pelle nella zona interessata dall’esame creme o deodoranti perché potrebbero alterare l’immagine a disposizione del medico per l’esame.

Si consiglia di evitare l’uso di deodoranti, lozioni, creme o talco prima dell’esame, perché potrebbero interferire con la qualità delle immagini.

L’esame andrebbe eseguito, preferibilmente, nella prima parte del ciclo mestruale quando minori sono l’addensamento e la tensione della ghiandola mammaria. Inoltre, in questa fase, c’è la certezza che la donna non sia incinta.

Quanto dura l'esame?

Il tempo di un esame è di circa 15 minuti non considerando le fasi di accettazione e di colloquio con il medico.

La durata effettiva dell’esame al macchinario è di pochi secondi per proiezione.

Il tempo di esecuzione di una mammografia è di 5-10 minuti.

Ci sono rischi associati all'esame?

L'esame comporta dei rischi a lungo termine? Come per ogni altra indagine radiografica, l’esame espone a una minima quantità di raggi X, giustificata dal beneficio ottenibile dall’esame stesso.

Per questo motivo l’intervallo di età e la periodicità con cui viene effettuato lo screening mammografico in donne senza segni o sintomi sono stabiliti in modo che i benefici associati alla possibile diagnosi precoce a livello di popolazione siano superiori ai possibili rischi legati all’esposizione alle radiazioni.

Quali sono i limiti dello screening mammografico?

Lo screening del tumore della mammella è ormai un'attività consolidata che ha dato dimostrazione di efficacia nel ridurre la mortalità per questo tumore. Nonostante ciò, ancora oggi si dibatte sul rischio di sovra-diagnosi, ovvero l'identificazione di una lesione tumorale poco pericolosa che non sarebbe mai stata diagnosticata se la persona non avesse effettuato l'esame.

Questo per due ragioni: perché il tumore è caratterizzato da una crescita molto lenta o perché nel frattempo la persona sarebbe morta per altre cause.

Dal momento che oggi non esistono strumenti che consentono di prevedere quale lesione diventerà un cancro invasivo e quale rimarrà silente per anni, per una donna che si sottopone allo screening esiste il rischio di ricevere la diagnosi (e poi gli approfondimenti diagnostici e il trattamento) per una lesione che probabilmente non si sarebbe mai trasformata in un tumore invasivo.

Le ricerche condotte fino a oggi fanno però ritenere che questo rischio sia inferiore ai benefici che si ottengono eseguendo lo screening con la frequenza e nelle fasce di età raccomandate.

Attualmente la mammografia è l’indagine più efficace e specifica per individuare precocemente i tumori della mammella, ma come tutti gli esami diagnostici ha dei limiti dovuti a la densità del tessuto mammario e/o alle caratteristiche di alcuni tipi di tumori che possono manifestarsi in forma subdola.

Inoltre, ci sono tumori che possono crescere rapidamente dopo una mammografia negativa.

I tumori che si manifestano nel periodo che intercorre tra gli esami biennali si definiscono “carcinomi di intervallo”.

È quindi importante prestare sempre attenzione a eventuali cambiamenti delle mammelle ed effettuare sistematicamente l’autopalpazione delle mammelle e dei cavi ascellari.

Si consiglia di contattare il coordinamento screening in caso di comparsa di un nodulo, alterazione della cute o secrezione dal capezzolo.

Altri screening oncologici

Oltre allo screening mammografico, il Servizio Sanitario Nazionale offre programmi di screening per altri tipi di tumore:

  • Tumore del collo dell'utero: Pap-test e test per Papilloma virus (HPV-DNA test).
  • Tumore del colon-retto: ricerca di sangue occulto nelle feci (SOF) e rettosigmoidoscopia.

Tabella riassuntiva

Screening Età Frequenza Test
Mammografico 50-69 anni (in alcune regioni fino a 74) Ogni 2 anni Mammografia
Collo dell'utero 25-64 anni Ogni 3 anni Pap-test o HPV-DNA test
Colon-retto 50-69 anni Ogni 2 anni Ricerca sangue occulto nelle feci

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