Procalcitonina: Interpretazione dei Valori negli Esami del Sangue

La procalcitonina (PCT) è una proteina presente nel nostro organismo e prodotta da diversi tipi di cellule. La procalcitonina (PCT) è un marcatore biologico di sepsi e shock settico, e di gravi reazioni infiammatorie. Vediamo insieme, con maggiore dettaglio, perché fare un test per la procalcitonina, quali sono i valori di riferimento e cosa indicano valori fuori forma.

Cos'è la Procalcitonina?

La procalcitonina è il precursore della calcitonina. La procalcitonina (PCT) è una proteina e viene prodotta, in maggiore quantità, dalle cellule C della tiroide. Questi due composti presentano, però, caratteristiche ben distinte tra loro. La calcitonina viene secreta esclusivamente dalle cellule C della tiroide, in seguito a determinate sollecitazioni ormonali; la PCT può essere prodotta da diversi tipi di componenti cellulari e da molti organi in risposta a stimoli pro-infiammatori.

Quando Effettuare il Test della Procalcitonina?

Tra gli esami del sangue che il medico professionista può indicare, l’esame relativo alla procalcitonina può essere richiesto quando il paziente si trova con sintomi e segni di sepsi e nei casi di infezioni batteriche sistemiche, che potrebbero essere determinate da immunodeficienza o altre patologie in stadio avanzato.

Informazioni Fornite dal Test

Esistono altri esami che possono essere richiesti in concomitanza. Esami quali emocromo completo, analisi del liquido cerebrospinale, nella evenienza di meningite acuta nell’adulto.

Oltre a supportare la diagnosi di sepsi, la procalcitonina si è dimostrata utile anche nel monitoraggio del decorso e della gravità della risposta infiammatoria sistemica.

Come si svolge l’analisi?

L'esame della procalcitonina viene eseguito su un campione di sangue prelevato dalla vena di un braccio.

Interpretazione dei Risultati del Test

A livello plasmatico, il riscontro di valori elevati di PCT è fortemente suggestivo di una risposta flogistica a un'infezione batterica sistemica. La procalcitonina plasmatica viene misurata come test precoce di sepsi. Per tale condizione, la PCT presenta un elevato grado di accuratezza diagnostica e permette di anticipare l'intervento terapeutico.

È interessante notare che può essere utile anche per escludere, non solo per riconoscere, un’infezione batterica; sembra una differenza sottile, ma in realtà non è così scontata in ematologia.

I valori di procalcitonina, come sarà approfondito in seguito, tendono a salire intorno alle 2, massimo 4 ore rispetto all’insorgenza dei sintomi correlati, per poi raggiungere un picco entro le 12 - 24 ore.

Un alto valore di procalcitonina deve indurre a iniziare la terapia antibiotica appena possibile.

Se i livelli plasmatici della procalcitonina risultano inferiori a 0,5 ng/ml, invece, la presenza di una sepsi batterica è improbabile. Si tratta quindi di un marker infiammatorio utile a evidenziare la natura batterica dell’infezione, a differenza di altri esami (come la proteina C-reattiva), che mancano di questa specificità, utile ad esempio a capire quando ricorrere a una terapia antibiotica.

Anche le patologie infiammatorie non generalizzate possono essere causa di un aumento della procalcitonina, con la specifica che non siano causate da infezioni. Il livello in questi casi difficilmente supera 1 ng/ml.

In queste circostanze i valori tendono ad aumentare in modo estremamente marcato.

Quando i valori di questa proteina sono di poco sopra la media, con tutta probabilità nell’organismo del paziente è in corso una infezione non grave e localizzata.

Un aspetto interessante è che la presenza di un’infezione virale nell’organismo non influenza la produzione di procalcitonina. Quest’ultima considerazione rende conto della specificità della procalcitonina per le infezioni di natura batterica e non per quelle virali, risultando fondamentale nell’orientarsi nella diagnosi eziologica di un’infezione ancora non identificata.

Le variazioni giornaliere dei livelli di procalcitonina danno indicazioni sul decorso della malattia e sulla prognosi del paziente con sepsi.

Valori di Riferimento della Procalcitonina

Normalmente, le concentrazioni plasmatiche di procalcitonina sono inferiori a 0,05 ng/ml. Superiori a 0,5 ng/ml vengono interpretati come valori anormali, suggestivi di una sindrome settica. Superiori a 2 ng/ml sono fortemente suggestivi di un processo infiammatorio con coinvolgimento sistemico.

Generalmente il valore normale della procalcitonina nel sangue è inferiore agli 0,05 ng/mL, tramite analisi condotta su un normale campione di sangue venoso. I livelli di questo marker cominciano ad assumere significatività clinica quando sono compresi tra 0,1 e 0,5 ng/mL, stabilendo vari cut-off oltre i quali è opportuno somministrare una terapia appropriata per il rischio di sepsi.

A seconda del tipo di infezione si adottano vari livelli di allerta della concentrazione di procalcitonina, intervenendo con una terapia antibiotica diretta contro l’agente patogeno.

Bassi livelli di procalcitonina non sono associati, di solito, a problemi di tipo medico e/o a conseguenze patologiche, pertanto non vengono considerati clinicamente rilevanti.

I livelli di procalcitonina devono essere ripetuti ogni 6-24 ore in assenza di remissione spontanea dei sintomi, al fine di valutare se la copertura con i farmaci antibiotici risulti adeguata o meno.

La seguente tabella riassume i livelli di procalcitonina e la loro interpretazione clinica:

Livello di Procalcitonina (ng/mL) Interpretazione
Inferiore a 0.05 Normale
0.05 - 0.5 Possibile infezione, monitorare
0.5 - 2 Sindrome settica, considerare terapia antibiotica
Superiore a 2 Processo infiammatorio sistemico, terapia antibiotica necessaria

Fattori di Interferenza

Indipendentemente dalla presenza di un processo infettivo, i livelli di PCT possono risultare elevati anche subito dopo un trauma multiplo o un intervento di chirurgia, nelle ustioni gravi o nei neonati (con meno di 48 ore di vita). In questi casi, però, il ritorno ai valori di base è rapido; un eventuale secondo aumento della procalcitonina potrebbe indicare lo sviluppo di un episodio settico.

I livelli di procalcitonina aumentano anche nel corso delle malattie infiammatorie generalizzate non causate da infezioni come nella sindrome d'attivazione macrofagica. Modesti innalzamenti possono verificarsi anche nel corso di malattie autoimmuni, di allergie, di infezioni virali o di infezioni localizzate.

I livelli nel sangue possono elevarsi anche in seguito a condizioni non infettive, come: traumi, ustioni o carcinomi e nei pazienti con cirrosi epatica. nelle patologie croniche del rene, rendendo difficile prevedere se vi sia una concomitante infezione batterica in atto. In questi casi è sempre opportuno che il medico esamini a dovere il quadro clinico del paziente e la sua anamnesi patologica, al fine di determinare eventuali fattori di interferenza.

Patologie Associate a Valori Alti

Valori alti di procalcitonina sono riconducibili a diverse patologie, oltre quelle indicate finora: peritonite, complicazione di un’appendicite.

Misurazione della procalcitonina nel sangue?

La procalcitonina è un indice diagnostico di sepsi e serve a monitorare nel tempo l’evoluzione di un quadro clinico delicato o a testare l’efficacia di una terapia antibiotica in un paziente infettato. La sepsi è una condizione clinica potenzialmente fatale nella quale dei microrganismi patogeni si riversano nel sangue a partire da un focolaio primario di infezione. Questa condizione determina una risposta infiammatoria sistemica ingente da parte dell’organismo ospite che può danneggiare le funzionalità di uno o più organi, provocando tachicardia, febbre, iper-ventilazione e leucocitosi. Per questo motivo il dosaggio della procalcitonina nel sangue permette al medico di cominciare con anticipo la terapia appropriata in un paziente ad alto rischio di sepsi nonché di seguire l’efficacia della terapia stessa, una volta somministrata. La misurazione della procalcitonina viene usualmente associata al dosaggio di altri marcatori di flogosi come VES e PCR, soprattutto in seguito a processi estesi di danneggiamento tissutale, come per un trauma.

Fisiopatologia della procalcitonina

La procalcitonina è un piccolo peptide, costituito da 116 amminoacidi, e viene sintetizzato nelle cellule C della tiroide, che si localizzano tra un follicolo e l’altro. Una volta sintetizzata viene poi convertita in calcitonina, la quale è ipocalcemizzante perché riduce la concentrazione ematica di calcio. La procalcitonina ha una concentrazione molto bassa in condizioni fisiologiche. Essa può aumentare fino a 100-1000 volte in seguito alla stimolazione da parte di endotossine batteriche o di citochine infiammatorie primarie. In alcuni tessuti extratiroidei, come il fegato, l’intestino e il polmone, la stimolazione infiammatoria determina una produzione aggiuntiva di procalcitonina, in aggiunta alla quantità basale elaborata dalle cellule C tiroidee.

I livelli di procalcitonina plasmatica aumentano rapidamente (entro 6-12 ore) in seguito a un insulto infettivo con conseguenze sistemiche. Nei pazienti con sindrome da risposta infiammatoria sistemica (SIRS) non di origine batterica, le concentrazioni di procalcitonina sono inferiori, di solito, a 1 ng/ml.

La determinazione della procalcitonina può essere richiesta insieme ad altre indagini di laboratorio, come emocultura, emocromo con formula leucocitaria, analisi del liquor e misura della proteina C-reattiva (PCR).

La sepsi è la risposta ultima del sistema immunitario a un’infezione batterica e si verifica quando il batterio responsabile trova la strada per il flusso sanguigno; la temibile conseguente diffusione innesca una reazione a catena in tutto il corpo, che provoca un’immediata e rilevante infiammazione che si manifesta anche con la formazione di pericolosi coaguli di sangue.

leggi anche: