Massimo Franchini è un ematologo autorizzato alla libera professione. La sua attività professionale si svolge in diverse sedi, tra cui l'Ospedale Carlo Poma di Mantova.
Sedi Professionali
- Ospedale Carlo Poma di Mantova - Padiglione 5
- ARMONIA CENTRO POLISPECIALISTICO S.R.L. - Via F.lli Kennedy, 73/C, Porto Mantovano (MN)
- Centro di Medicina S.p.A. - Via Torelli Pietro, 16, Mantova
- CENTRO MEDICO SALUS S.R.L. - Via Robert Kennedy, 16, Nogara (VR)
- HESPERIA MEDICAL SERVICE S.R.L. - Via Ilaria Alpi, 4, Mantova
- POLIAMBULATORIO ANGELO CUSTODE S.R.L. - Via dei Toscani, 109, Curtatone (MN)
- MEDIGROUP SERVIZI S.R.L.
- SAN GIORGIO SERVIZI S.R.L. - Piazza Madre Teresa di Calcutta, 6, San Giorgio Bigarello (MN)
- CENTRO MEDICO SAN MARTINO S.R.L. - Piazza Castello, 4, San Martino dell'Argine (MN)
Formazione e Carriera
Dopo la laurea in Medicina con 110/110 e lode nel 1991 all’Università di Verona, Franchini si è specializzato in Ematologia con 50/50 e lode. In seguito, ha intrapreso un percorso specifico in Medicina Trasfusionale, lavorando inizialmente presso l’ASL di Verona in ambito del Servizio di Immunoematologia e Trasfusione, dove successivamente ha intrapreso la carriera di Dirigente Medico. L’esperienza si è evoluta con il conferimento dell’incarico di Direttore di Struttura Complessa Trasfusionale ed Immunoematologia, e l’incarico ad alta specializzazione per la Banca dei Tessuti della Regione Veneto.
È autore di circa 600 pubblicazioni ed è stato relatore in numerosi congressi nazionali e internazionali.
Contributi nella lotta contro il COVID-19
Massimo Franchini è noto per aver sperimentato, insieme con i colleghi del Policlinico San Matteo di Pavia, una cura efficace contro il coronavirus, utilizzando il plasma iperimmune da paziente convalescente. Questo farmaco biologico è stato utilizzato per la prima volta in Italia e successivamente esportato in molti paesi.
Plasma Iperimmune
Il plasma iperimmune si ricava dal sangue di chi ha contratto il Covid-19 ed è sopravvissuto. I pazienti guariti dal Covid-19 hanno in esso alte concentrazioni di Igg neutralizzanti, gli anticorpi che offrono un’immunità permanente e ci difendono anche nel caso in cui tornassimo a contatto con il virus. I risultati della sperimentazione sono stati significativi, con una riduzione della mortalità nei pazienti trattati.
La sperimentazione è durata dal 1° aprile al 1° maggio. Su 46 pazienti ricoverati a Mantova e Pavia, ai quali è stato trasfuso il plasma iperimmune, da una mortalità attesa del 15 per cento si è scesi al 6. È efficacissimo nell’abbattere la carica virale.
Il separatore cellulare ricava dal sangue intero 600 millilitri di plasma e ne reimmette in circolo altrettanti di soluzione fisiologica e globuli rossi, quindi i donatori non perdono neanche una goccia di sangue. Con questi 600 millilitri si curano due pazienti. Basta una dose unica per ciascuno.
Collaborazioni e Riconoscimenti
In piena epidemia, Franchini, in quanto consulente del Centro nazionale sangue del ministero della Salute, ha collaborato con Cesare Perotti del San Matteo di Pavia per mettere a punto il protocollo di cura con il plasma iperimmune. Il protocollo è stato reso disponibile gratuitamente su Clinicaltrials.gov.
Franchini ha sottolineato l'importanza del supporto ricevuto da Raffaello Stradoni, direttore generale del Poma.
Considerazioni sull'Ematologia
Franchini ha menzionato l'importanza della prevenzione delle anemie con i farmaci e ha ricordato un caso grave di emofilia trattato durante la sua esperienza a Verona.
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