L'Area Ematologica dell'Ospedale Bambino Gesù si occupa della diagnosi e cura dei bambini affetti da malattie del sangue, tra cui:
- Anemie congenite ed acquisite
- Leucemie
- Linfomi di Hodgkin
- Linfomi non Hodgkin
- Morbo di Hodking
- Istiocitosi e malattie del sistema monocito-macrofagico
- Coagulopatie congenite ed acquisite
Presso il reparto MITA (Modulo Interdisciplinare di Terapie Avanzate) vengono seguiti pazienti provenienti dall'U.O. di Ematologia e dall'U.O.
In particolare vengono assistiti bambini affetti da tumori solidi maligni quali:
- Tumori del sistema nervoso centrale
- Tumori di origine neuroectodermica
- Retinoblastoma
- Sarcomi dei tessuti molli
- Tumori renali
- Tumori epatici
- Tumori germinali
- Istiocitosi
- Tumori ossei
- Tumori rari (ad es.
Fino all’arrivo del Prof., le tre unità si sono fuse, pur mantenendo una loro autonomia a livello logistico, dando vita al “Dipartimento di Onco-ematologia Pediatrica e Medicina Trasfusionale”, del quale è appunto responsabile il Prof.
Franco Locatelli: Successi e Ricerca all'Ospedale Bambino Gesù
Franco Locatelli, direttore del dipartimento di Onco-ematologia pediatrica, terapia cellulare e genica dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma e presidente del Consiglio superiore di sanità, ha espresso grande soddisfazione per i successi ottenuti nel trattamento di gravi patologie.
Un esempio significativo è la storia di Alex, un bambino affetto da una rara forma di difetto funzionale del sistema immunitario - la linfoistiocitosi emofagocitica familiare (Hlh, Hemophagocytic Lymphohi-stiocytosis) -. Dopo il trapianto di cellule staminali emopoietiche effettuato con successo all’ospedale romano, Alex è potuto tornare a Londra, anche se per i controlli continuerà a essere seguito dai medici che lo hanno curato.
Locatelli ha confermato: "Sì, abbiamo provveduto alla rimozione del catetere centrale venoso, non è più giustificato visto che i controlli adesso saranno diradati. Faremo controlli per verificare che non si sviluppi neanche un minimo problema correlato alle terapie impiegate, ma la frequenza sarà sempre più dilazionata. Alex torna a casa sua, a Londra, ma noi continueremo a seguirlo e ovviamente rimarremo in contatto con i colleghi londinesi."
Questo era un caso particolare per rarità di malattia e complessità di trapianto da realizzare, un po’ anche per i riflettori mediatici. Possiamo dire che il bambino ha avuto un trapianto davvero privo di qualsiasi evento avverso, con un pieno attecchimento delle cellule del donatore e poi una risoluzione definitiva della problematica che atteneva alla sua patologia, e questo è per noi motivo di grande soddisfazione.
Locatelli ha sottolineato l'importanza della cultura della donazione: "Da una storia così particolare derivano innanzitutto conferme più forti sulla cultura della donazione: donare il midollo così come donare il sangue è sintomo di attenzione per gli altri, di quella che potremmo definire una 'bio-solidarietà'. Gli italiani sono molto attenti e sensibili a questo tipo di richiami".
Inoltre, ha evidenziato la cooperazione tra tutte le componenti coinvolte come uno dei segreti per il successo di storie come quella di Alex: "Infine, bisogna sottolineare che la cooperazione tra tutte le componenti coinvolte - mi riferisco al rapporto tra noi e i colleghi inglesi, piuttosto che all’interazione all’interno del nostro Paese con il Sistema sanitario e il Ministero della Salute - è davvero uno dei segreti per il successo di storie come questa."
Questa storia conferma che anche nelle forme più complicate, ereditarie, dove le sfide per ottenere l’attecchimento delle cellule del donatore sono più impegnative, lo studio, l’approfondimento, la ricerca, portano a ottenere risultati simili. Non dobbiamo mai dimenticarci che non esiste una buona assistenza senza un’ottima ricerca. Per questo bisogna sempre investire.
Alex non è stato il primo bambino a beneficiare di questo approccio: "Alex non è stato il primo bambino a beneficiare di questo approccio: avevamo già trattato come lui una cinquantina di pazienti affetti da immunodeficienze primitive, con un tasso di guarigione e sopravvivenza che supera largamente il 90%."
Profilo di Franco Locatelli
Franco Locatelli, nato nel 1960 a Bergamo, si è laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Pavia, dove ha ottenuto le specializzazioni in Pediatria ed Ematologia. Per apprendere le tecniche del trapianto di midollo osseo, è stato «Honorary Clinical Visitor» presso l’Hammersmith Hospital di Londra nel 1990.
Dal settembre 2000 a gennaio 2010 è stato direttore del reparto di Onco-ematologia pediatrica dell’Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico (Irccs) Policlinico San Matteo di Pavia. Dall’ottobre 2004 è Presidente dell’Associazione italiana di Ematologia e Oncologia Pediatrica (Aieop); nello stesso anno è stato coordinatore nazionale del Gruppo italiano sui trapianti di midollo osseo da donatore non consanguineo.
Coordinatore di numerosi progetti di ricerca nazionali ed internazionali, è autore di 290 pubblicazioni scientifiche apparse su riviste indicizzate. Ha ricevuto la medaglia d’oro al merito per la Sanità pubblica nell’aprile 2005.
Iniziative di Supporto all'Ospedale
La mattina di venerdì 29 Novembre il grande campione Christian Vieri, nostro amico e sostenitore, ha donato i suoi sorrisi ai piccoli pazienti del reparto di Neuro-Oncologia Pediatrica dell’Ospedale Bambino Gesù alla presenza del Prof. Franco Locatelli (Primario dell’unità di Onco-Ematologia dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma), della Dottoressa Angela Mastronuzzi (Responsabile del Reparto di Neuro-Oncologia Pediatrica dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma), del Neurochirurgo Dott.
La mattina di venerdì 29 Novembre il campione ha salutato i piccoli pazienti ed ha testato la potenza del Simulatore Neurochirurgico, uno strumento essenziale che stiamo riuscendo a donare all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù grazie al sostegno di quanti continuano a credere nella nostra missione.
Non è un caso che, proprio la sera del 29 Novembre - in occasione dell’inaugurazione della nuova sede romana di Progetto Heal in Via Angelo Bellani, n. 36 - sia stato consegnato alla Fondazione Bambino Gesù di Roma, nelle mani del Prof. Francesco Avallone, l’assegno di 250.000,00€ relativo alla prima tranche per l’acquisto del Simulatore.
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