Prima Ecografia Prenatale: Quando Farla in Italia

Nel corso di una gravidanza normale, devono essere eseguite almeno tre ecografie ostetriche: nel primo trimestre (in genere tra la 11a e la 13a settimana), nel secondo (a 19-22 settimane) e nel terzo trimestre (a 30-34 settimane).

Quando Fare la Prima Ecografia?

Contrariamente a una consuetudine, le indicazioni emesse dalla Società Italiana di Ecografia Ostetrico Ginecologica (SIEOG) ci dicono che la prima ecografia in gravidanza andrebbe eseguita tra le 11 e le 13 settimane + 6 giorni (13 settimane + 6 giorni è considerato il momento in cui termina il primo trimestre di gravidanza).

Questo è il tempo necessario all’embrione per attecchire e annidarsi nella parete uterina, iniziare il suo sviluppo e i processi di formazione degli organi al suo interno.

Perché Farla in Questo Periodo?

Da un punto di vista clinico e assistenziale, gli elementi che si riescono a indagare con la prima ecografia sono molto importanti e permettono di assicurarsi che i primi adattamenti della gravidanza siano avvenuti in modo regolare ed efficace. Dal punto di vista dei genitori accade spesso che la prima ecografia segni un passaggio, diventando un segno di realtà, di tangibilità della gravidanza.

Cosa Visualizzare con la Prima Ecografia

Con la prima ecografia, chiamata anche “Office” ed eseguita a supporto della visita ostetrica, è possibile:

  • Visualizzare il numero dei feti, verificando che si tratti o meno di un parto gemellare.
  • Osservare l’attività del cuore del feto.
  • Notare i movimenti del feto stesso.

L’ecografia del primo trimestre ha la finalità di:

  • Visualizzare il corretto impianto in utero della gravidanza.
  • Indagare il numero di feti.
  • Datare la gravidanza.
  • Misurare la translucenza nucale (cioè lo spessore del liquido raccolto a livello della nuca del feto, che aumenta nella maggior parte dei casi con anomalie cromosomiche).
  • Definire la corionicità (il numero di placente presenti) in caso di gravidanza multipla.

Questa ecografia ostetrica è lo strumento più efficace per valutare l’anatomia del feto ed escludere o diagnosticare malformazioni gravi degli organi fetali, alcune visibili già a partire dal primo trimestre di gravidanza.

Altre Ecografie Importanti Durante la Gravidanza

Ecografia Morfologica

Con la seconda ecografia, detta “morfologica”, vengono misurati gli organi fondamentali del feto (la testa, l’addome e il femore fetale, la colonna vertebrale) e le misurazioni ottenute vengono confrontate con quelle delle curve di riferimento. Un’operazione che permette di verificare che il feto abbia le dimensioni giuste, proprie del periodo esaminato, e non presenti malformazioni. Si ritiene che, ad oggi, un esame ecografico non mirato sia in grado di individuare dal 30% al 70% di tutte le malformazioni.

Ecografia Biometrica

L’ecografia del terzo trimestre, tra la 30esima e la 32esima settimana, detta anche ecografia biometrica, ha il fine di verificare la regolarità del battito cardiaco, la crescita e la posizione del feto.

Esami di Diagnosi Prenatale

Nel corso della gestazione, la futura mamma può monitorare lo sviluppo del feto attraverso esami specifici. Gli esami di diagnosi prenatale (invasivi e non invasivi) sono utili nella rilevazione di eventuali anomalie cromosomiche a carico del feto. La più importante anomalia cromosomica è la sindrome di Down (o mongolismo), che ha una frequenza che aumenta con l’età materna, essendo di circa 1:800 nella popolazione generale, 1:300 a 35 anni e 1:100 a 40 anni.

Test Combinato

Il test combinato è un esame di screening fortemente raccomandato a tutte le donne in gravidanza per valutare la probabilità che il feto possa essere affetto da una anomalia cromosomica, tra quelle più note e più frequenti. Il test combinato prevede un’ecografia e un prelievo ematico materno. Il test combinato deve essere eseguito tra la 11ª e la 13ª +6 settimane, quando la lunghezza del feto (CRL) è compresa tra i 45 e gli 84 mm.

L’esame ecografico consiste nella misurazione di vari parametri, cioè la lunghezza del feto e la translucenza nucale. I parametri ecografici biochimici, oltre a quelli relativi alla storia clinica materna, vengono inseriti in un software utilizzabile solo da operatori ecografici certificati.

Test del DNA Fetale

Il test consiste in un prelievo di sangue materno, finalizzato alla ricerca del DNA fetale circolante nel sangue della madre. Può essere seguito preferibilmente a partire dalla 11ª settimana di gravidanza. Il test è in grado di identificare circa il 99% dei feti affetti da trisomia 21, e circa il 95% di quelli affetti da trisomia 18 e 13 (è stato cioè validato a livello scientifico per le stesse anomalie indagate dal test combinato).

Amniocentesi e Villocentesi

L’amniocentesi viene effettuata a 16 settimane circa, sotto guida ecografica, e consiste in una puntura transaddominale dell’utero con prelievo di liquido amniotico. La villocentesi viene effettuata tra l’11esima e la 12esima settimana di gestazione, sotto guida ecografica, e consiste in una puntura transaddominale dell’utero con prelievo di trofoblasto placentare.

Il rischio di interruzione della gravidanza legato alla procedura è dell’1%.

Altre Analisi ed Esami Importanti

  • Test di Coombs indiretto: permette di scoprire l’eventuale presenza di anticorpi anti-eritrociti (globuli rossi), nel sangue materno.
  • Glicemia: quantità di glucosio (zucchero) nel sangue. Valore limite 95 mg/ml.
  • TPHA: test sierologico per la ricerca di anticorpi diretti verso il Treponema pallidum, microrganismo responsabile della sifilide, malattia sessualmente trasmessa.
  • Toxotest: è un esame per accertare la presenza nell’organismo di anticorpi antitoxoplasmosi.
  • Rubeotest: serve a verificare la presenza di anticorpi antirosolia nel sangue.
  • HIV: ricerca di anticorpi anti- virus dell’immunodeficienza acquisita.
  • Esame urine: esame chimico, fisico e microscopico delle urine.
  • Ricerca del GBS: tampone vaginale e rettale a tutte le gravide tra la 35° e la 37° settimana per ricerca dello streptococco ß-emolitico di gruppo B (GBS).
  • Cardiotocografia (NST): test per monitorare il battito cardiacodel bambino e l’attività contrattile della muscolatura uterina.

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