Arrivare prima che un evento accada è l'obiettivo della diagnosi precoce: cercare e scoprire i segni iniziali di una malattia, facendo gli esami che permettono di trovare alterazioni che non si sono ancora manifestate né con segni palpabili, né con particolari sintomi.
Prevenzione Serena è il programma organizzato di screening per la prevenzione e la diagnosi precoce del tumore della mammella, del collo dell’utero e del colon-retto messo a punto dalla Regione Piemonte. Esso è offerto a tutti i cittadini residenti o domiciliati con scelta del Medico di Medicina Generale nel territorio piemontese ed è attuato dalle Aziende Sanitarie Locali in collaborazione con le Aziende Sanitarie Ospedaliere.
Questo programma è organizzato e gestito dall’Unità di Valutazione e Organizzazione degli Screening dell'ASL AL di Ovada, attraverso “Prevenzione Serena”. Esso è inserito nei networks europei dei programmi di prevenzione per questo tipo di tumori e collabora con la Regione Piemonte, le Aziende Sanitarie piemontesi, i Comuni, l’Ordine dei medici, la F.I.M.M.G. “Prevenzione serena” ambisce a garantire alla popolazione piemontese un programma di screening di qualità, adottando protocolli nazionali ed europei, sia per l’organizzazione, sia per le procedure di diagnosi e l’eventuale terapia. Si tratta di un programma di screening organizzato, in cui tutte le fasi del processo sono sottoposte a rigorosi controlli di qualità.
Gli screening per la prevenzione dei tumori (screening oncologici) sono interventi sanitari effettuati su una popolazione per individuare le persone che potrebbero avere la malattia, quando essa non dà ancora sintomi. Per fare questo si utilizzano test semplici o esami, che consentono di rilevare forme tumorali o pre-tumorali con molto anticipo. Questi test ed esami sono efficaci e sicuri, non troppo invasivi e con effetti collaterali trascurabili. I programmi di screening non sono considerati efficaci per tutti i tipi di tumore, ma solo per alcuni.
Al momento gli screening per cui è stata definita l’efficacia sono quelli che riguardano i tumori della mammella, del collo dell’utero e del colon-retto. Tali screening sono raccomandati dalle Linee Guida del Ministero della Salute italiano e della Commissione Europea. Questi tumori sono molto frequenti e quindi sono un grande problema di salute per la collettività. Essi hanno una lunga fase asintomatica e sono disponibili test in grado di individuarli proprio in quella fase.
Screening per il Tumore della Mammella
In Italia il tumore della mammella è il tumore più frequente nelle donne, con circa 47.000 nuovi casi ogni anno, ed è la prima causa di mortalità per tumore nella popolazione femminile. Attualmente, in media, quasi l’87% delle donne colpite dalla malattia sopravvive cinque anni dopo la diagnosi. Anche in Piemonte il tumore della mammella rimane il più frequente nelle donne, sia in termini di incidenza (nuovi casi diagnosticati ogni anno) che di mortalità. Le stime attuali indicano che il numero medio annuo di nuovi tumori è di 3.323, mentre il numero medio di decessi all’anno è di 816.
L’opportunità dello screening è riservato di routine alle donne tra i 50 e i 69 anni che non hanno problemi di salute o disturbi a livello mammario per cui non si sono presentate a una valutazione più approfondita, ma vengono chiamate direttamente con una lettera di invito ogni due anni per sottoporsi ad una mammografia di controllo. Questa mammografia di controllo è l’esame di per sé stesso unico. Se il radiologo non osserva delle situazioni dubbie o sospette, conclude con la mammografia che verrà poi refertata e verrà inviato a casa un messaggio di negatività all’esame stesso; se invece il radiologo dovesse riscontrare delle aree che preferisce approfondire, la signora verrà richiamata per un approfondimento che può prevedere un’ecografia del seno per valutare l’area che si vuole controllare e, se necessario, anche una ago-biopsia che viene effettuata direttamente nella stessa sede.
Tramite i medici curanti, alle donne con 45 anni di età viene inviato un invito a contattare lo screening se si vuole partecipare ad una fase di controlli che inizia dai 45 e arriva ai 49 anni. In questo caso la donna viene chiamata tutti gli anni per fare il controllo. Si passerà poi al controllo ogni due anni tra i 50 e i 69 anni. Ai 69 anni la donna può dichiarare il suo interesse a proseguire i controlli fino ai 74 anni, anche in questo casi verrà chiamata ogni due anni per i controlli.
Perché è un esame semplice che può essere ripetuto senza creare problemi di salute in quanto la quantità di radiazioni è bassissimo. Ormai gli strumenti che vengono utilizzati sono stati negli anni aggiornati e rinnovati quindi c’è una strumentazione molto più precisa e con basse radiazioni. Inoltre, l’esame mammografico non è invasivo, seppur sia un po’ fastidioso; è un esame molto preciso che permette di vedere delle alterazioni anche piccole a livello della ghiandola mammaria che soprattutto da soli non riscontreremmo. Infatti, la famosa autopalpazione che può essere utile da farsi come buona pratica personale di attenzione verso se stessi può difficilmente mettere in evidenza dei piccoli noduli di 5-6 millimetri. Fare la mammografia, che eventualmente individua delle lesioni molto piccole, fa sì che la donna possa accedere ad un programma di cure anche meno aggressivo, l’intervento chirurgico potrà essere più ridotto e le terapie mediche previste nella fase successa più limitate, proprio perché prima si incontra la malattia e più piccola è, minore potrà essere l’aggressività con la quale viene curata e gestita.
La mammografia in questa fascia di età, cioè sotto i 40 anni, non è considerato l’esame migliore in assoluto perché la ghiandola mammaria è più densa, è in fase di fertilità e quindi è di più difficile lettura. E’ ovvio che però nel caso in cui ci sia una familiarità o ci sia un test genetico che dimostra delle mutazioni, si entra in un percorso assolutamente ben predisposto in cui è anche prevista la mammografia e ci sono visite cliniche ed esami ecografici per fasce di età. Si tratta di situazioni che sono già state visualizzate come situazioni a maggio rischio.
L’invito allo screening mammografico è molto alto soprattutto nelle regioni del nord Italia compreso il Piemonte e supera il 90% delle persone nella fascia di età prevista, ma le signore che poi vanno a fare la mammografia di screening sono circa il 55% delle persone invitatee circa il 25-30% delle signore che non si presentano allo screening così come previsto effettua spesso delle mammografie o delle ecografie al di fuori del programma di Prevenzione Serena.
Come funziona lo screening mammografico?
- per le donne tra i 45 e i 49 anni non è previsto che il primo invito avvenga da parte del programma di screening. Queste persone possono però aderire spontaneamente, contattando il centro di screening della propria zona di residenza o telefonando al numero verde 800001141, attivo 7 giorni su 7 dalle 8 alle 20, per prenotare la mammografia ed essere inserite nel programma. Dopo il primo accesso spontaneo, queste donne verranno invitate dal programma, ogni anno fino ai 49 anni e poi ogni 2 anni fino ai 69 anni
- alle donne tra i 50 e i 69 anni viene inviata una lettera di invito con appuntamento prefissato. L’intervallo di tempo stabilito tra un test con esito negativo e il successivo è 2 anni.
- alle donne tra i 70 e i 75 anni non viene inviata la lettera di invito, ma possono continuare a partecipare al programma aderendo spontaneamente. L’intervallo previsto tra una mammografia con esito negativo ed il successivo è di due anni.
Per modificare la data dell’appuntamento è possibile chiamare il numero verde 800001141 (digitando, se richiesto, il CODICE UTENTE posto in alto a sinistra sulla lettera).
La mammografia è una radiografia del seno. Per ottenere un risultato chiaro è necessario comprimere le mammelle. Il personale che effettua la mammografia è altamente qualificato e le apparecchiature utilizzate sono tecnologicamente avanzate e controllate.
Cosa succede dopo la mammografia?
- Se non risulta nulla di sospetto, il programma invierà alla donna una lettera di esito negativo.
- Se si evidenziano immagini dubbie, la donna sarà contattata ed invitata a recarsi al centro di screening per eseguire approfondimenti, che possono comprendere altre mammografie, ecografia o talvolta un piccolo prelievo di tessuto mammario (biopsia).
La donna viene invitata a fare un’ulteriore radiografia del seno che permette di ottenere immagini ingrandite o più dettagliate. È un esame indolore, che utilizza gli ultrasuoni rilevati attraverso una sonda. È un esame di semplice esecuzione, effettuato utilizzando un ago sottile montato su una siringa o un apparecchio automatico. La durata è di pochi secondi e in genere non determina dolore o altri sintomi significativi, a parte un possibile leggero sanguinamento. È il prelievo con ago di una porzione di tessuto dall’area sospetta che viene poi analizzato al microscopio (esame istologico).
In genere, ogni 100 donne che effettuano una mammografia, circa 5 devono ripetere l’esame o sottoporsi ad approfondimenti. Per 4 di loro si tratta in realtà di ‘falsi allarmi’, in quanto gli approfondimenti escludono la presenza di un tumore.
È importante sapere che:
- non sempre la mammografia è in grado di evidenziare il tumore quando è presente.
- ci sono casi in cui la malattia si sviluppa molto rapidamente nell’intervallo tra due test di screening.
- alcune anomalie, tra quelle che vengono rilevate dalla mammografia, non sono destinate a trasformarsi in tumori invasivi e a compromettere la salute della donna. In questi casi si può incorrere in interventi che non sarebbero stati necessari.
Il fattore di rischio è una condizione o un comportamento che favorisce la comparsa di una malattia. La sua assenza non esclude la possibilità di ammalarsi, ma la sua presenza ne aumenta il rischio.
Fattori di rischio:
- l’età: con l’avanzare dell’età aumentano le possibilità di ammalarsi di tumore della mammella.
- la storia riproduttiva della donna: sono più a rischio le donne che hanno avuto la prima mestruazione in età precoce (prima dei 12 anni) e quelle che sono entrate in menopausa tardivamente (dopo i 55 anni). Le donne che non hanno avuto gravidanze rischiano di più; ma anche il numero dei figli e, soprattutto, l’età della prima gravidanza sono importanti.
Screening per il Tumore del Collo dell'Utero
Per le donne tra i 30 e i 64 anni è stato introdotto il test HPV, che a partire da gennaio 2015 ha sostituito gradualmente il Pap test come test primario di screening. La ricerca scientifica ha dimostrato che per le donne tra i 30 e i 64 anni lo screening con test HPV è più efficace dello screening basato su Pap test in quanto consente di individuare con maggiore anticipo eventuali lesioni pre-tumorali. Per le donne tra 30 e 64 anni il test HPV è il test raccomandato per prevenire il tumore del collo dell’utero.
Le donne di età compresa tra i 25 e i 29 anni sono invitate a eseguire il Pap test con una lettera di invito con appuntamento prefissato. Le donne di età compresa tra i 30 e i 64 anni sono invitate a eseguire il test per la ricerca del DNA di papillomavirus umano, o test HPV, che ha sostituito il Pap test a partire dal 2014, con una lettera di invito con appuntamento prefissato. Il Pap test e il test HPV vengono effettuati presso la sede del Fondo Edo Tempia sita a Biella in Via Malta n.3 oppure presso i mezzi mobili.
L’esame è effettuato da personale qualificato, richiede poco tempo ed è, in genere, indolore. Dopo aver evidenziato il collo dell’utero con un divaricatore, si passa una piccola spatola e/o uno spazzolino sul collo dell’utero per raccogliere alcune cellule della mucosa. Il materiale prelevato viene immerso in un liquido e sottoposto ad un esame di laboratorio che ricerca il DNA dei tipi di papillomavirus umano (HPV) ad alto rischio, che possono causare lo sviluppo del tumore del collo dell’utero.
Il Pap test è un esame veloce e, in genere, indolore. Dopo aver evidenziato il collo dell’utero con un divaricatore, applicato nella vagina, si passa una piccola spatola e/o uno spazzolino sul collo dell’utero per raccogliere alcune cellule della mucosa. Queste cellule vengono poi analizzate al microscopio presso laboratori specializzati.
Il test HPV si esegue, come il Pap test, con un semplice prelievo di cellule dal collo dell’utero.
Cosa succede dopo il test HPV?
- Se il test evidenzia la presenza dell’HPV ad alto rischio (HPV positivo), le cellule, già prelevate, verranno esaminate al microscopio (Pap test).
- Se il Pap test non evidenzia anomalie, sarà invitata ad effettuare un test HPV a distanza di un anno per capire se c’è ancora l’infezione. Questo perché la grande maggioranza delle infezioni regredisce spontaneamente (oltre il 50% nel corso di un anno e circa l’80% in due anni).
- Nel caso di positività del pap test, la donna viene invitata ad eseguire una colposcopia tramite nuova lettera (con appuntamento prefissato e modificabile presso il reparto di ginecologia dell’Ospedale afferente alla sua residenza) o telefonicamente dal personale dell’UVOS. Gli approfondimenti diagnostici e gli eventuali trattamenti sono sempre garantiti a tutte le donne e prevedono protocolli di terapia e follow-up delle lesioni preinvasive e invasive.
Screening per il Tumore del Colon-Retto
Infine per quanto riguarda i tumori colorettali è importante sottolineare come in Italia i tumori del colon retto siano un rilevante problema sanitario e si collochino al terzo posto per incidenza tra gli uomini, al secondo tra le donne. In entrambi i sessi, l’incidenza è aumentata tra la metà degli anni ottanta e gli anni novanta, seguita da una lieve riduzione della mortalità.
Prevenzione Serena invita le persone che rientrano nella popolazione target del programma con una lettera firmata dal medico di famiglia. Attualmente la CT non è impiegata come test di screening di primo livello, se non in progetti pilota ancora in corso. Finora non è mai stato dimostrato che la CT, come test di screening di primo livello, sia efficace nel ridurre la mortalità per CCR. Ci sono però alcune evidenze indirette che sembrano indicare che questa strategia possa ridurre dal 76 al 90% l’incidenza del tumore.
L’esame, estremamente semplice, consiste nella raccolta (eseguita a casa) di un piccolo campione di feci inserendolo in un’apposita provetta che deve essere ritirata e riconsegnata in Farmacia e nella ricerca di tracce di sangue non visibili a occhio nudo.
Caratteristiche di Prevenzione Serena
Le attività di Prevenzione Serena, infatti, sono costantemente monitorate. Esiste un sistema informativo che assicura la raccolta, l’analisi e la valutazione dei dati per ogni fase del programma.
Il programma è multidisciplinare: è attuato da professionisti di diverse discipline (ginecologi, ostetriche, tecnici di radiologia, radiologi, endoscopisti, infermieri…) che cooperano per raggiungere gli obiettivi previsti.
I professionisti che operano nello screening sono altamente specializzati: l’elevato volume di attività che svolgono permette loro di raggiungere una considerevole esperienza, superiore a quella di chi svolge le stesse operazioni con meno frequenza.
I risultati del programma sono resi pubblici in varie forme (seminari, convegni, rapporti, articoli scientifici e divulgativi). Questo è importante non solo perché permette di dimostrare l’efficacia e l’affidabilità di Prevenzione Serena, ma anche perché fornisce informazioni per un confronto tra gli esperti di screening a livello regionale, nazionale e internazionale.
Nell’ambito dello screening si svolge anche un’importante attività di ricerca scientifica che permette di acquisire nuove conoscenze per aumentare l’efficacia degli screening, migliorare i servizi e ridurre gli effetti negativi e i disagi.
Tabella Riassuntiva degli Screening Offerti da Prevenzione Serena
| Tipo di Tumore | Esame di Screening | Fascia di Età | Modalità di Invito | Frequenza |
|---|---|---|---|---|
| Mammella | Mammografia | 50-69 anni (invito), 45-49 e 70-74 (adesione spontanea) | Lettera (50-69), Contatto (45-49), Adesione (70-74) | Ogni 2 anni (50-69 e 70-74), Ogni anno (45-49) |
| Collo dell'Utero | Pap test (25-29 anni), Test HPV (30-64 anni) | 25-29 anni (Pap test), 30-64 anni (Test HPV) | Lettera | Da definire in base ai risultati |
| Colon-Retto | Ricerca sangue occulto nelle feci | 50-69 anni | Lettera | Ogni 2 anni |
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