Biopsia Prostatica Fusion: Linee Guida e Preparazione

Ad oggi, le neoplasie prostatiche sono le più frequenti nell’uomo occidentale, rappresentando il 19,8% di tutti i tumori maschili. Solo nel 2022, sono state stimate circa 40.500 nuove diagnosi. Nel 2023 sono state stimate circa 41.100 nuove diagnosi (fonte AIOM). È importante avere una diagnosi corretta in tempi veloci, perché quando il tumore è individuato in fase iniziale può essere curato e possono essere salvate al paziente funzioni importanti come la continenza urinaria e la potenza sessuale.

La biopsia prostatica rappresenta dunque di frequente l’ultimo passaggio di visite ed esami prima della diagnosi. La biopsia è attualmente l’unico esame che consente di stabilire una diagnosi definitiva di tumore della prostata e consiste nel prelievo di piccoli frammenti (frustoli) della ghiandola prostatica da sottoporre ad analisi di laboratorio.

Indicazioni per la Biopsia Prostatica

La biopsia prostatica rappresenta al giorno d’oggi l’unica metodica che consente di diagnosticare con certezza una neoplasia prostatica di fronte ad un sospetto clinico o strumentale. L’indicazione all’esecuzione di una biopsia prostatica può derivare da un riscontro di un valore elevato di PSA, un’anomalia all’esplorazione rettale della prostata oppure ad un’area sospetta identificata tramite esecuzione di risonanza magnetica prostatica.

È in genere prescritta in base ai risultati di esami precedenti, come la risonanza magnetica, un valore elevato di PSA nel sangue (la sigla PSA sta per antigene prostatico specifico), o dopo che il medico ha rilevato la presenza di noduli all’esplorazione rettale.

Se per molto tempo ci si è basati solo sull’esame del valore di PSA come marcatore tumorale, oggi il PSA viene considerato solo come un campanello di allarme che indica l’esistenza di una disfunzione dell’organo, come ad esempio una infezione, una infiammazione o una patologia tumorale.

Tipologie di Biopsia Prostatica

La biopsia della prostata può essere eseguita per via transrettale, ovvero facendo passare l’ago dalla parete anteriore del retto, oppure transperineale, quando l’ago viene introdotto attraverso il perineo (la zona posta tra i testicoli e l'ano), fino a raggiungere la ghiandola. In entrambi i casi la procedura prevede l’utilizzo di una sonda ecografica transrettale che permette di visualizzare la prostata in tempo reale. A oggi la procedura per via transperineale è l’approccio preferibile per via del minor rischio di infezioni dopo la procedura.

Biopsia Prostatica Random

La biopsia prostatica sistematica va eseguita in caso di forte sospetto diagnostico, in assenza di un esame imaging mirato. I frustoli bioptici vanno prelevati campionando in modo completo e bilaterale la prostata, dall’apice alla base. Secondo le attuali linee guida europee nel caso di biopsia prostatica random il numero minimo di prelievi da eseguire deve essere pari a 12.

Biopsia Prostatica Fusion

Nei casi in cui vi è discordanza fra dati clinici e laboratoristici (valori del PSA tot), prima dell’esecuzione di una biopsia prostatica è sempre consigliato eseguire una risonanza magnetica prostatica multiparametrica. Quest’ultima permette di identificare aree a maggior sospetto di tumore secondo la classificazione PIRADS. In caso di risonanza magnetica positiva, ovvero riscontro di aree PIRADS ³3, è indicato combinare alla semplice biopsia sistematica un campionamento mirato della zona sospetta. La tecnica fusion è una moderna metodica che consente di ottenere una diagnosi mirata di PCa.

La biospia prostatica con fusione di immagini “FUSION” è una nuova metodica che permette di utilizzare i vantaggi della risonanza magnetica descritti e di eseguire i prelievi bioptici a carico della prostata seguendo le indicazioni multiparametriche dell’esame precedentemente eseguito. Sovrapponendo tali immagini a quelle ecografiche si ottiene una ricostruzione tridimensionale della prostata, che consente di guidare con maggiore precisione l’ago della biopsia verso le zone con una reale potenzialità tumorale.

Attraverso software specializzati è possibile “fondere” le immagini ecografiche ottenute per via transrettale al momento della procedura con quelle precedentemente ottenute tramite risonanza magnetica multiparametrica. Ciò consente all’operatore, con maggior sensibilità e precisione di mirare e campionare le aree PIRADS identificate.

La tecnica, essendo mirata, consente di ridurre il numero di prelievi bioptici dai 12-50 del passato ai 2-3 di oggi. Nonostante la riduzione dei prelievi, che causa minori disturbi ai pazienti, l’accuratezza diagnostica dei tumori più aggressivi è maggiore, insieme alla possibilità di una migliore gestione della malattia. Contribuisce, infatti, a selezionare in maniera più accurata i casi da sottoporre a intervento chirurgico perché clinicamente significativi, distinguendoli dai casi meno aggressivi (di basso grado), da monitorare con la cosiddetta sorveglianza attiva.

Come Viene Eseguita una Biopsia Prostatica Transperineale

La procedura è eseguita in regime ambulatoriale, la sua durata è variabile tra i 15 e 40 minuti in relazione all’esperienza dell’operatore e al numero di prelievi da effettuare. Il paziente viene fatto stendere in posizione litotomica (posizione ginecologica). Dopo esposizione della zona perineale e sua accurata disinfezione con Betadine, il medico operatore esegue un’ecografia prostatica transrettale.

In tempo reale viene eseguita la fusione delle immagini ecografiche con quelle ottenute attraverso risonanza magnetica e precedentemente caricate sul software. A questo punto, sempre sotto controllo ecografico viene effettuata un’anestesia locale superficiale e profonda. Si procede al campionamento in un primo momento della lesione target e successivamente al mapping bioptico sistematico della ghiandola.

Prima di eseguire i prelievi biotici viene effettuata una anestesia locale a livello della base prostatica. In questo modo vengono temporaneamente bloccati gli stimoli dolorosi del plesso pelvico e della prostata.

4) Si procede all’esecuzione dell’anestesia locale ed alla biospia transrettale o trans perineale pungendo le zone sospette alla risonanza magnetica. I prelievi bioptici infatti risulteranno perfettamente centrati all’interno delle zone sospette identificate dalla risonanza.

Anche in caso di biopsia prostatica mirata con tecnica fusion, la sonda ecografica viene introdotta attraverso il retto. La sincronizzazione delle immagini della RM multiparametrica con le immagini ecografiche consente di effettuare dei prelievi mirati della zona sospetta (in genere 2-3 prelievi). Nella maggior parte dei casi viene successivamente eseguito un concomitante campionamento del resto della ghiandola prostatica mediante prelievi casuali con tecnica a sestanti, in modo da ottenere comunque una mappatura quanto più accurata possibile, in vista di un eventuale trattamento, nel caso in cui venga diagnosticato un tumore della prostata.

Entrambe le tecniche bioptiche possono essere eseguite anche con accesso transperineale, in sedazione o in anestesia locale sulla base delle caratteristiche del paziente.

Preparazione all'Esame

Prima dell’esecuzione della biopsia prostatica è necessario che il paziente segua alcune indicazioni:

  • Assunzione di profilassi antibiotica, se indicato dal medico
  • Esecuzione di clistere per la pulizia rettale: questo consente di evitare artefatti ecografici e ridurre il rischio infettivo in caso di procedura transrettale
  • Sospensione di eventuali farmaci antiaggreganti o anticoagulanti
  • Depilazione della regione perineale
  • Digiuno da circa 6 ore, solo nel caso in cui la procedura venga eseguita in sedazione

Almeno 5 giorni prima dell'esame è necessario, se possibile, sospendere i farmaci che interferiscono con la coagulazione, qualora si assumano. Se occorre, il medico li sostituirà con eparina a basso peso molecolare da iniettare sottocute. Per prevenire lo sviluppo di infezioni è necessario seguire una profilassi antibiotica dal giorno prima della biopsia. È prevista, inoltre, l'esecuzione di un clistere per pulire il retto qualche ora prima dell'esame.

Il paziente deve segnalare se è portatore di problemi della coagulazione o terapia che determinano alterazione dei tempi di sanguinamento .

Cosa Aspettarsi Dopo la Biopsia

Dopo la biopsia il paziente viene tenuto in osservazione per poco tempo fino a minzione spontanea del paziente.

  • Sanguinamenti: sono lievi e transitorie e incidono per un 20% circa: si manifestano generalmente con presenza di sangue nello sperma) o nelle urine e rettale. Mentre il sangue nelle urine e dal retto scompare dopo pochi giorni, il sangue nello sperma può persistere per diverse settimane.
  • Ritenzione Urinaria: Il gonfiore indotto dalle biopsia sulla ghiandola prostatica può causare raramente ritenzione acuta di urina con la necessità di posizionare temporaneamente un catetere vescicale.

Possibili Complicazioni

Le possibili complicanze della biopsia prostatica sono nella maggior parte dei casi lievi ed autolimitanti. È frequente (circa nel 30% dei casi) riscontrare sangue nelle urine, nelle feci e nel liquido seminale; la loro durata è variabile da 1 a 15-20 giorni e non necessitano di trattamento.

Per quanto ritenuta sicura, la biopsia della prostata è una procedura invasiva e non esente dalla possibilità di complicazioni. Circa 1 persona su 50, al termine dell'esame, fa fatica o non riesce a svuotare spontaneamente la vescica. In questi casi è necessario posizionare temporaneamente un catetere vescicale che verrà rimosso dopo qualche giorno. A partire dai giorni seguenti l’esame - e fino ad alcune settimane - è frequente riscontrare sangue nelle feci, nell'urina e nello sperma. Generalmente, però, il disturbo scompare spontaneamente e non deve perciò destare preoccupazioni. Raramente può comparire febbre alta, che non va sottovalutata, in quanto potrebbe essere segno di un'infezione in atto.

Consigli Utili Post-Esame

Al fine di ridurre il rischio di sanguinamento, è bene evitare lunghi viaggi in macchina nelle 48 ore successive e i rapporti sessuali per circa una settimana. Per il resto si può riprendere subito la vita normale. In caso di impossibilità alla minzione, di febbre superiore a 38 °C o importante sanguinamento, contattare il pronto soccorso più vicino alla propria abitazione.

Screening e Prevenzione

A partire dai 50 anni tutti gli uomini dovrebbero fare uno screening, come l’esame dei livelli di PSA e una visita urologica.

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