Spesso non attribuiamo loro la giusta importanza, ma gli ormoni influenzano ogni aspetto della nostra vita, dalla salute fisica al benessere emotivo. Per questo motivo gli esami ormonali sono determinanti per individuare le cause reali di numerosi problemi e disturbi. Ci sono alcuni esami che possono rivelare i livelli ormonali.
I dosaggi ormonali sono i primi esami che vengono richiesti nel momento in cui una gravidanza non giunge. I dosaggi ormonali sono dei semplici esami del sangue che consentono di misurare i livelli di alcuni ormoni che potrebbero influenzare positivamente o meno le possibilità di rimanere incinta.
Cos'è il Pregnenolone?
Il pregnenolone è una molecola precursore di tutti gli ormoni steroidei. Per la normale produzione degli ormoni steroidei, il colesterolo viene convertito in pregnenolone al livello delle ghiandole surrenali; questo viene poi convertito in diversi ormoni ad opera di molti enzimi.
Quando viene richiesto l'esame del pregnenolone?
La misura del pregnenolone ematico viene di solito richiesta come parte degli approfondimenti diagnostici per la diagnosi, il monitoraggio e/o l’esclusione di due delle forme rare di iperplasia surrenalica congenita. Tutti i neonati vengono sottoposti alla misura del 17-idrossiprogesterone durante gli approfondimenti effettuati nell’ambito dello screening neonatale. Nel caso in cui venga rilevato un risultato anomalo, allora viene effettuato anche la misura dell’ACTH e quindi un pannello di esami per la misura di precursori e ormoni utili a determinare quale sia la carenza enzimatica presente.
Il pregnenolone viene richiesto nel caso in cui un neonato presenti genitali ambigui (non chiaramente definibili come maschili o femminili) e/o mostri segni di insufficienza surrenalica, perdita eccessiva di sodio e fluidi o ipertensione. In generale, la presenza di una carenza enzimatica in uno qualsiasi dei processi implicati nella produzione di ormoni steroidei comportare sia un aumento che una riduzione, da lieve a significativa, della concentrazione di pregnenolone. L’entità dell’aumento o della diminuzione dipende dal tipo di enzima carente e dall’entità del deficit.
Oltre all’iperplasia surrenalica congenita, esistono molteplici altre patologie responsabili del possibile ritardo nello sviluppo puberale o nell’alterazione dei caratteri sessuali maschili e/o femminili.
Interpretazione dei risultati
In caso di carenza di 3-beta-idrossisteroido deidrogenasi, il pregnenolone, il 17- idrossipregnenolone e il DHEAS sono solitamente elevati, e può esserlo anche il 17-idrossiprogesterone. In caso di carenza di 17-alfa-idrossilasi invece, si assiste all’accumulo di pregnenolone, progesterone e 11-deossicortisone.
È importante informare il proprio medico curante della diagnosi di iperplasia surrenalica congenita. Per informazioni sulla necessità di eseguire l'esame sugli altri componenti della famiglia, è necessario consultare il proprio medico curante o un consulente genetico.
Altri usi dell'esame
Sì, talvolta può essere richiesto per la diagnosi o il monitoraggio del trattamento in caso di problemi neurologici e di perdita della memoria. Il pregnenolone, il pregnenolone solfato e l’allopregnanolone, sono stati valutati nella loro attività come neurosteroidi in gran parte attraverso degli studi effettuati sui roditori. Esistono prove limitate e conflittuali riguardo il miglioramento della memoria negli esseri umani in seguito alla somministrazione di pregnenolone come integratore o farmaco.
È stato condotto uno studio clinico controllato con placebo, che ha dimostrato una certa efficacia del pregnenolone nel migliorare la capacità funzionale nei pazienti affetti da schizofrenia ma senza migliorarne significativamente i sintomi cognitivi.
Dosaggi Ormonali Femminili
In particolare, gli esami degli ormoni femminili sono fondamentali per valutare lo stato di salute endocrinologica di una donna, soprattutto in presenza di problematiche legate al ciclo mestruale, alla possibilità di concepire o all’insorgenza della menopausa.
In queste analisi del sangue, gli ormoni solitamente monitorati comprendono:
- Ormone follicolo-stimolante (FSH) e ormone luteinizzante (LH), coinvolti nella regolazione del ciclo mestruale e nel processo di ovulazione.
- Estradiolo, un ormone che regola lo sviluppo del follicolo ovarico e le fasi del ciclo.
- Progesterone, che prepara l’utero per una potenziale gravidanza dopo l’ovulazione e svolge un ruolo chiave nel mantenimento della gravidanza stessa.
- Ormone antimulleriano (AMH), utile per valutare la riserva ovarica e la fertilità.
L’esecuzione di FSH, LH, estradiolo e progesterone è consigliata nel 3 o 4 giorno del ciclo mestruale, mentre l’ormone antimulleriano può essere eseguito in qualsiasi momento.
I dosaggi ormonali sono indicati in diverse condizioni e fasi della vita riproduttiva femminile, e per questo motivo vanno interpretati in modo differente a seconda del caso specifico.
Condizioni in cui è indicato il dosaggio ormonale
- Problemi con il ciclo mestruale: amenorrea (assenza di mestruazioni), dismenorrea (mestruazioni dolorose) o cicli irregolari, possono essere causati da squilibri ormonali che influenzano la regolare produzione di FSH, LH ed estradiolo.
- Infertilità: in particolare quando una coppia non riesce a concepire per un periodo prolungato, può essere legata a uno squilibrio tra FSH, LH, progesterone e AMH, che potenzialmente possono ostacolare l’ovulazione o l’impianto embrionale.
- Menopausa: fase della vita in cui alcuni ormoni, di cui estradiolo e progesterone, diminuiscono drasticamente comportando l’insorgenza di vari sintomi più o meno fastidiosi, come le vampate di calore e la secchezza vaginale.
Ormoni in Menopausa
Quando si avvicina la fine del periodo fertile, per una donna è importante dedicarsi qualche attenzione in più non soltanto dal punto di vista estetico ma anche medico. Al primo accenno di scomparsa del ciclo, il medico in genere chiede di fare alcuni esami di controllo, primo fra tutti il dosaggio ormonale. Con la menopausa lo scompenso ormonale potrebbe causare la comparsa di alcune patologie, per questo si rende necessario svolgere una serie di esami a scopo preventivo.
Valori ormonali tipici in menopausa
- Ormone follicolo-stimolante FSH: Quando i follicoli che generano l’uovo diminuiscono, diminuisce l’attività delle ovaie e il livello di questo ormone inizia a salire.
- Ormone luteinizzante LH: Anche i valori dell’ormone luteinizzante in menopausa aumentano, ma in misura minore rispetto all’FSH, arrivando tra i 15 e i 62 mlU/ml.
- Beta-Estradiolo (E2): A differenza dei due precedenti, i suoi valori scendono quando si abbassa la vita fertile di una donna. In premenopausa i valori possono oscillare tra 147 e 1468 pmol/l (40-400 pg/ml) andando via via a scendere fino a 73 pmol/l (20 pg/ml) dopo la menopausa.
- Progesterone: Anche questo ormone come l’E2 con l’arrivo della menopausa inizia a scendere, incidendo anche sul ciclo mestruale che di conseguenza diventa irregolare.
Generalmente il ginecologo per avere un quadro completo della situazione prescrive anche un esame per valutare la funzione tiroidea. Si tratta sempre di un prelievo del sangue, che evidenzia i valori degli ormoni TSH, FT4, FT3 e Prolattina (PRL).
I controlli che in genere prescrive il ginecologo, sono tutti collegati tra di loro. La diminuzione dei livelli di estrogeni, per esempio, può aumentare il rischio osteoporosi e lo sviluppo di malattie cardiache. Contemporaneamente, l’emocromo completo permette di valutare se sono presenti altre patologie come anemie o colesterolo.
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