L'anemia mediterranea, nota anche come beta-talassemia, microcitemia o anemia di Cooley, è una malattia del sangue genetica ed ereditaria. È potenzialmente molto grave, causata da un difetto genetico nella sintesi dell’emoglobina: proteina contenuta nei globuli rossi, che ha per compito il trasporto dell’ossigeno alle diverse cellule del corpo.
Nel bacino del Mediterraneo è molto diffusa la β-talassemia. In Italia, le regioni più colpite sono la Sicilia, il Delta Padano e la Sardegna, che è la regione del Mediterraneo con la più alta incidenza dei portatori sani di beta-talassemia, la cui frequenza media è di circa l’11 per cento.
Questo gruppo di malattie sono delle anemie microcitiche (cioè caratterizzate da globuli rossi di piccole dimensioni) dovute a difetti in geni coinvolti nella produzione delle catene di emoglobina. L’accumulo di tali catene difettose all’interno del globulo rosso provoca il danneggiamento della membrana, seguita dalla precoce e diffusa distruzione dei globuli rossi e la conseguente comparsa di una carenza ed uno stato di anemia.
Generalità e Trasmissione Genetica
Sono state identificate oltre 200 mutazioni nel gene β-globinico che portano ad una ridotta o totale assenza di produzione della catena globinica. Più rare solo le forme di α-talassemia, anch’esse di gravità variabile.
La malattia è caratterizzata dalla trasmissione del difetto genetico di tipo autosomico recessivo. Ciò significa che le persone possono essere portatori sani del gene mutato (eterozigoti). Il problema nasce quando si formano coppie di portatori sani. In questo caso il figlio della coppia avrà il 25% di probabilità di ereditare entrambi i geni difettosi e quindi sviluppare la più grave forma di malattia, la talassemia major.
Forme di Talassemia
A seconda del profilo genetico la β-talassemia si può distinguere in tre forme:
- Talassemia major, detta anche anemia mediterranea o morbo di Cooley, è la forma più grave della malattia. I sintomi appaiono presto, tra i 6 mesi e i due anni di vita del bambino.
- Talassemia intermedia, che comprende un vasto spettro di manifestazioni cliniche che vanno da forme più lievi indipendenti dalle trasfusioni ad altre molto simili alla major. La comparsa dei sintomi si ha tra i 2 e i 6 anni di vita e i bambini possono avere difficoltà di crescita e di sviluppo.
- Talassemia minor, anche chiamata eterozigosi (portatore sano).
Andamento Clinico e Valori di Emoglobina
Dal punto di vista clinico le forme rilevanti sono quelle intermedie e la major. Nell’ambito delle stesse forme intermedie però si può operare un’ulteriore distinzione in forme lievi o severe. Le forme lievi possono anche essere asintomatiche fino all’età adulta. In generale le forme intermedie sono caratterizzate da un’anemia cronica con valori di emoglobina compresi tra 7-10 g/dl. Tali valori tendono a mantenersi stabili senza la necessità di trasfusioni continue.
Diagnosi dell'Anemia Mediterranea
L'anemia mediterranea riduce la produzione di emoglobina ed aumenta il tasso di distruzione dei globuli rossi nel sangue, causando così anemia. La diagnosi di sospetto è possibile con un esame emocromocitometrico e con l’elettroforesi dell’emoglobina.
Nel caso in cui uno o entrambi i genitori sappiamo di essere portatori del gene difettoso il test può essere fatto prima che il bambino nasca, per scoprire se è affetto da talassemia e per determinare quanto possa essere grave. Alcuni metodi diagnostici sono:
- Villocentesi.
- Amniocentesi.
Inoltre, sono riscontrabili segni emolitici associati all'eritropoiesi inefficace, con iperbilirubinemia indiretta, ipersideremia e iperferritinemia.
Durante la gravidanza, è possibile verificare se il bambino nascerà con anemia mediterranea, mediante la diagnosi prenatale sui villi coriali o l'amniocentesi. Lo screening prenatale è importante soprattutto nelle aree di maggior diffusione.
Terapia e Gestione
Le forme eterozigoti (portatori sani) non necessitano di terapie specifiche. Nel caso delle forme più gravi sono necessarie regolari trasfusioni per sostenere i valori di emoglobina tra 9-10 g/dl. Le numerose trasfusioni però provocano un apporto di ferro in quantità molto maggiore alla capacità di utilizzo da parte dell’organismo.
Per aiutare l’organismo a sbarazzarsi del ferro in eccesso, potrebbe essere necessario assumere medicinali noti come chelanti del ferro. La terapia ferrochelante, indipendentemente dal tipo di farmaco utilizzato, va assunta continuativamente e costantemente, ogni giorno, con regolarità, attenendosi alle indicazioni mediche.
Farmaci Ferrochelanti
- il deferasirox, disponibile in compresse, si assume per bocca una volta al giorno, generalmente al mattino. È raccomandata una abbondante idratazione giornaliera.
- il deferiprone, disponibile in compresse e sciroppo, viene assunto per bocca 3 volte al giorno. E’ previsto il monitoraggio dell’emocromo nel primo anno di assunzione del farmaco per il possibile calo dei globuli bianchi che talvolta si può riscontrare.
- la deferoxamina, somministrata in infusione sottocutanea continua per 10-12 ore, di notte, attraverso una pompa infusiva ed un deflussore che terminano con un ago sottocutaneo da applicarsi mediante apposito cerotto su addome, braccia, cosce variando costantemente il sito di infusione.
Monitoraggio del Ferro
- ferritina: proteina di deposito del ferro, il suo aumento persistente indica livelli patologici di ferro dell’organismo. Aumenta però anche in corso di infiammazione o di infezione e pertanto è un indice non preciso del sovraccarico.
- risonanza magnetica epatica e cardiaca: tecnica che offre una determinazione precisa dei depositi di ferro nell’organismo. È necessario monitorarla annualmente in chi riceve trasfusioni croniche continuative.
- SQUID o biosuscettometria: metodica non invasiva che fornisce una stima realistica del quantitativo di ferro nel fegato. Questo macchinario è disponibile solo presso il centro di Torino.
- biopsia epatica: tecnica che offre la valutazione più precisa, reale ed accurata del sovraccarico di ferro.
Nuovi Farmaci e Terapie
Diverse sono le nuove molecole in fase di sperimentazione per la talassemia. Nel novembre 2021 è stato approvato da AIFA (Associazione Italiana Farmaci) un nuovo farmaco per il trattamento della talassemia trasfusione dipendente: il luspatercept si è dimostrato capace di migliorare l’eritropoiesi inefficace, riducendo, in una percentuale significativa di pazienti, la richiesta trasfusionale.
Il trapianto di midollo osseo permette di curare la talassemia trasfusione dipendente. La terapia genica è la nuova frontiera verso la cura definitiva della talassemia trasfusione dipendente.
Fertilità e Anemia Mediterranea
Per fertilità s’intende la capacità di avere e portare a termine una gravidanza: una ridotta fertilità è comune agli individui affetti da anemia mediterranea dipendente da trasfusioni, come la beta-talassemia maggiore. La fertilità è influenzata dalla capacità degli ovuli femminili e dello sperma maschile di maturare ed unirsi nella fecondazione: nelle donne è influenzata anche dalla maturazione sessuale e dalla capacità dell’utero di portare a termine una gravidanza.
Sembra che l’approccio migliore per cercare una gravidanza quando si ha l’anemia mediterranea consista nel tenere sotto controllo i livelli di ferro: il corpo non è in grado di sbarazzarsi delle quantità in eccesso che si accumulano per via delle trasfusioni croniche di sangue.
Stile di Vita e Dieta
Essere talassemici incide inevitabilmente anche sullo stile di vita della persona affetta da questa malattia, e bisogna prestare una maggiore attenzione alla dieta quotidiana. È quindi fondamentale adottare una dieta che consenta di bilanciare in maniera adeguata l’apporto di ferro per l’organismo.
Questo elemento è presente in grandi quantità nelle carni rosse, quali manzo, maiale o agnello, ma anche nel pesce, come sardine e frutti di mare. Il ferro è anche presente nell’uovo, cereali, vegetali, patate, fagioli, lenticchie, frutta, cioccolato. Gli alimenti ricchi di calcio, quali latticini, formaggi e yogurt, tendono a ridurre l’apporto di ferro e possono essere assunti per abbassarne la concentrazione nell’organismo.
È evidente come sia importante conoscere la composizione e la combinazione degli alimenti nei pasti per riuscire a bilanciare l’apporto di ferro nell’organismo.
Esami del Sangue: Interpretazione dei Valori
Diversi esami del sangue sono utilizzati per diagnosticare e valutare la gravità dell'anemia mediterranea. I più importanti includono:
- Emocromo Completo (CBC)
- Elettroforesi dell'Emoglobina
- Analisi del DNA (Test Genetico)
- Sideremia e Ferritina
- Bilirubina
L'interpretazione dei valori degli esami del sangue nell'anemia mediterranea richiede una valutazione complessiva dei risultati, tenendo conto della storia clinica del paziente, dell'etnia e della presenza di altri fattori che possono influenzare i risultati degli esami.
Tabella: Interpretazione dei Valori Specifici
| Condizione | Emocromo | Elettroforesi dell'Emoglobina | Analisi del DNA |
|---|---|---|---|
| Beta-Talassemia Trait (Portatore Sano) | Generalmente normale o con lieve anemia microcitica e ipocromica | Aumento dell'HbA2 (superiore al 3.5%) | Presenza di una singola copia del gene mutato |
| Beta-Talassemia Intermedia | Anemia microcitica e ipocromica di gravità variabile | Aumento dell'HbA2 e/o dell'HbF. La quantità di HbA può essere ridotta | Presenza di due copie del gene mutato (diverse combinazioni di mutazioni possono causare la beta-talassemia intermedia) |
| Beta-Talassemia Major (Anemia di Cooley) | Anemia grave, microcitica e ipocromica | Assenza o marcata riduzione dell'HbA. Aumento significativo dell'HbF. L'HbA2 può essere normale o aumentata | Presenza di due copie del gene mutato (generalmente mutazioni gravi) |
| Alfa-Talassemia Trait (Portatore Sano) | Generalmente normale o con lieve anemia microcitica e ipocromica | Di solito normale, ma può essere utile l'analisi del DNA per confermare la diagnosi | Presenza di una o due delezioni del gene alfa-globinico |
| Alfa-Talassemia Major (Idrope Fetale) | Incompatibile con la vita. Grave anemia e idrope fetale (accumulo di liquidi nei tessuti fetali) | Presenza di emoglobina Bart's (γ4) | Assenza di tutti i quattro geni alfa-globinici |
leggi anche:
- Risonanza Magnetica e Pacemaker: È Sicuro? Guida per i Pazienti
- Pacemaker e Risonanza Magnetica: È Sicuro Farla? Cosa Devi Sapere
- Talassemia: Scopri Tutto Quello che gli Esami del Sangue Rivelano!
- Gemini Brescia Risonanza Magnetica: Servizi Avanzati per la Tua Diagnosi
- Risonanza Magnetica Aperta in Friuli per Chi Soffre di Claustrofobia
