Polipo Cervicale e Uterino: Esame Istologico e Interpretazione

I polipi uterini sono neoformazioni benigne della parete interna (endometrio) dell'utero. Possono essere collegati all'endometrio da un sottile peduncolo o una base ampia. Di solito i polipi uterini sono benigni, ma possono causare disturbi mestruali o infertilità. I polipi possono essere rotondi o ovali e variano in dimensioni da pochi millimetri (grandezza di un chicco di sesamo) a pochi centimetri (grandezza di una palla da golf) o più grandi.

Per polipo cervicale si intende una neoformazione benigna che origina dall'epitelio della cervice uterina o dalla zona di congiunzione fra l’epitelio squamoso della portio e quello cilindrico del canale cervicale, in seguito ad uno stimolo infiammatorio costante.

Nella branca della ginecologia, quando si parla di polipo uterino si fa riferimento a un tumore benigno molto simile a un’escrescenza e che può svilupparsi al livello della cervice uterina o dell’endometrio. Le cause sono differenti e i sintomi non sono sempre evidenti, motivo per cui spesso se ne ha riscontro a seguito di una visita ginecologica.

Incidenza

La maggiore incidenza di questa patologia avviene tra i 40 e i 50 anni, o in perimenopausa. I polipi uterini possono verificarsi dopo la menopausa (postmenopausa), ma raramente colpiscono le persone sotto i 20 anni. L'età di maggiore incidenza è fra i 40 ed i 50 anni più di frequente si tratta di donne pluripare.

Fattori di Rischio

Molti fattori di rischio coinvolgono l'esposizione a quantità elevate di estrogeni. Il rischio di sviluppare polipi uterini aumenta anche se la donna presenta una o più delle seguenti caratteristiche:

  • Sovrappeso (BMI 25 < 30) o Obesità (BMI > 30)
  • Pressione alta (ipertensione)
  • Utilizzo di Tamoxifene, un farmaco usato nella cura del Tumore della Mammella
  • Terapia ormonale sostitutiva con dosi elevate di estrogeni
  • Predisposizione Genetica: Sindrome di Lynch o la sindrome di Cowden

Sintomi

I polipi uterini sono talvolta asintomatici, il che significa che non causano sintomi. Per questo motivo, molte persone con polipi uterini potrebbero non ricevere mai una diagnosi. Il sintomo più comune dei polipi uterini è il sanguinamento anomalo. Il sanguinamento anomalo include sanguinamento vaginale dopo la menopausa o cicli mestruali irregolari. Altri sintomi includono:

  • Ciclo mestruale irregolare (tempo e flusso)
  • Flusso mestruale insolitamente abbondante
  • Sanguinamento intermestruale
  • Infertilità (incapacità di rimanere incinta o portare a termine una gravidanza)
  • Spotting (tracce di sangue) o sanguinamento vaginale dopo la menopausa (sangue rosso, rosa o marrone)
  • Sanguinamento dopo il rapporto sessuale

I polipi talvolta possono fuoriuscire dalla cervice uterina.

I polipi cervicali possono causare sanguinamento e perdite vaginali bianco-giallastre (leucorrea). Compaiono solitamente in seguito a infiammazioni croniche e possono rimanere asintomatici ed essere riscontrati occasionalmente durante una visita ginecologica.

Diagnosi

Un accurata anamnesi che valuti alcuni fattori predisponenti seguita da un accurato esame ginecologico, e da esami di secondo livello sono utili per confermare la diagnosi di polipi uterini. Questi test possono includere:

  • Ecografia transvaginale: esame diagnostico medico in cui una sonda a ultrasuoni viene inserita delicatamente nella vagina per ottenere immagini dettagliate degli organi pelvici interni, come l'utero, le ovaie e il collo dell'utero.
  • Sonoisterografia: una procedura medica in cui viene introdotto un catetere attraverso la cervice dell'utero e un liquido speciale viene iniettato nell'utero per ottenere immagini dettagliate dell'endometrio e della cavità uterina tramite ultrasuoni. Per la sua minore invasività ha pressochè sostituito l’isteroscopia diagnostica ambulatoriale.
  • Isteroscopia: consiste l'inserimento di una telecamera sottile chiamata isteroscopio attraverso la vagina e il collo dell'utero per esaminare l'interno dell'utero. Questo esame permette di valutare la parete uterina, individuare eventuali anomalie, come polipi, fibromi o altre condizioni, e può essere utilizzato sia per diagnosi che per trattamento.
  • Biopsia dell'endometrio.

Trattamento

Il trattamento dei polipi dipende dalla gravità dei sintomi e dalla presenza di eventuali condizioni associate.

  • Osservazione: Se i polipi sono piccoli e asintomatici, il medico potrebbe raccomandare semplicemente di tenerli sotto osservazione senza intraprendere alcun trattamento immediato.
  • Farmaci: In alcuni casi, i farmaci possono essere utilizzati per regolare i livelli degli ormoni sessuali femminili, come gli estrogeni e i progestinici. Questo può aiutare a controllare il sanguinamento anormale associato ai polipi.
  • Rimozione dei polipi: Se i polipi causano sintomi o sono associati a problemi di fertilità, il medico potrebbe raccomandare la loro rimozione. La procedura di rimozione può essere eseguita ambulatorialmente mediante isteroscopia.

Quando necessaria, la rimozione dei polipi cervicali viene effettuata la maggior parte delle volte ambulatorialmente senza necessità di anestesia.

CIN (Neoplasia Intraepiteliale Cervicale)

Il CIN, acronimo di Cervical Intraepithelial Neoplasia (Neoplasia Intraepiteliale Cervicale), è una lesione del collo dell’utero causata dall’infezione del virus HPV (Human Papilloma Virus). Anche se una lesione CIN non è ancora dichiaratamente un tumore, è considerata una lesione a rischio poiché può, nel tempo, evolvere in cancro delle cellule squamose del collo dell’utero.

La Neoplasia Intraepiteliale Cervicale si riferisce a un cambiamento anomalo nelle cellule del collo dell’utero, che non è ancora un tumore conclamato ma rappresenta un rischio per lo sviluppo di un carcinoma. La causa principale è l’infezione da HPV, un gruppo di virus che possono indurre lesioni cellulari sul rivestimento del collo uterino e favorire alla lunga trasformazione neoplastica.

  • CIN 1: indica modificazioni di basso grado, precancerosa, caratterizzata da alterazioni cellulari lievi. Le CIN 1 nella maggior parte dei casi regrediscono spontaneamente.
  • CIN 2: questo grado di CIN mostra alterazioni che coinvolgono circa la metà dello spessore del rivestimento cellulare del collo dell’utero.
  • CIN 3: in questo stadio, l’alterazione interessa tutto lo spessore cellulare del rivestimento cervicale. CIN 3 rappresenta una lesione di alto grado e, sebbene possa regredire o rimanere stabile, presenta un rischio più elevato di progressione verso il tumore.

I gradi CIN 2 e CIN 3, considerati lesioni di medio-alto grado, sono a rischio di progressione, anche se occorrono molti anni prima che una lesione di questo tipo si trasformi in un carcinoma. Tuttavia, non è possibile prevedere con certezza quali lesioni regrediranno spontaneamente e quali potrebbero progredire. Per questo motivo, l’indicazione comune è quella di trattare le CIN 2 e CIN 3 per ridurre il rischio che la paziente possa sviluppare un tumore invasivo del collo dell’utero anche a distanza di anni.

Screening per il Tumore dell'Endometrio

  • Pap-test: Il Pap-test consiste nel prelevare cellule della cervice uterina e permette di individuare, nella maggior parte dei casi, le anomalie cellulari che precedono l'insorgenza del tumore. Effettuare regolarmente questo esame riduce il rischio di sviluppare un tumore invasivo.
  • HPV DNA Test: Si tratta di un esame di laboratorio che permette, nelle pazienti con segni di infezione da HPV (Human Papilloma Virus), di identificare il ceppo virale responsabile dell'infezione. La famiglia degli HPV comprende decine di varianti virali che conferiscono un diverso livello di rischio (alto, intermedio o basso) di indurre un tumore della cervice uterina.
  • Visita Ginecologica con esame pelvico: Nelle pazienti con un sospetto o una diagnosi di tumore della cervice è necessario eseguire un esame pelvico approfondito, al fine di stabilire se il tumore sia confinato a livello del collo dell'utero o sia localmente avanzato, cioè se abbia invaso la vagina.
  • Colposcopia con biopsia: È una procedura che prevede l'utilizzo di un colposcopio, strumento che permette di visualizzare la cervice e la vagina in modo ingrandito e ben illuminato. Serve a identificare l'eventuale presenza di aree anomale, evidenziate grazie all'utilizzo di coloranti specifici. Quando vengono identificate aree sospette, il medico può procedere all'esecuzione di biopsie mirate: i frammenti di tessuto così prelevati vengono analizzati attraverso un esame istologico.
  • Risonanza Magnetica della pelvi: La Risonanza Magnetica è una metodica non invasiva che non utilizza radiazioni ionizzanti. È lo strumento diagnostico di maggior dettaglio anatomico per lo studio della pelvi, in grado di valutare l'estensione locale della malattia (dimensioni del tumore, estensione alle strutture vicine, coinvolgimento dei linfonodi).
  • TAC del torace: La Tomografia Assiale Computerizzata è una metodica che utilizza radiazioni ionizzanti, ed è indispensabile per escludere che il tumore abbia invaso organi distanti dalla cervice come, per esempio, i polmoni.
  • Tomografia assiale ad emissione di positroni (PET): È un esame che identifica le cellule tumorali in attività. Può essere utilizzata in casi dubbi di localizzazione a distanza del tumore.

Tabella di Approfondimento sulle Displasie Cervicali

Tipo di Displasia Descrizione Risvolti Terapeutici
Assenza di alterazioni significative In disaccordo con Pap-test e colposcopia, significa che il collo dell'utero è sano. Controllo periodico o intervento di chirurgia mini-invasiva a seconda della gravità dell'infezione.
Displasia lieve o CIN I Associata talvolta a displasia lieve o CIN I. Controllo periodico attraverso Pap-test ed eventualmente un'altra colposcopia.
Displasia moderata o CIN II Le alterazioni riguardano la metà dello spessore delle cellule del collo dell'utero. Intervento terapeutico finalizzato all'asportazione della lesione displastica.
Displasia cervicale severa Alta probabilità di evoluzione in carcinoma. Intervento terapeutico mirato all'asportazione della lesione displastica.
Adenocarcinoma cervicale Tumore delle cellule ghiandolari del collo dell'utero. Rimozione del tumore mediante intervento chirurgico (conizzazione o isterectomia).

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