Come si vedono i polipi all'utero con l'ecografia?

I polipi endometriali sono escrescenze di natura generalmente benigna, che possono presentarsi nelle donne sia durante l’età riproduttiva, sia nel post menopausa. Generalmente non causano disagi ma in presenza di sintomi, più o meno gravi, possono essere rimossi in modo sicuro ed efficiente. È una piccola neoformazione che origina dalla mucosa endometriale, il rivestimento della cavità uterina (endometrio), o dalla cervice, aderendo alla parete interna dell’utero.

Definiamo come polipo endometriale, o uterino, una crescita anomala di tessuto composto da ghiandole, tessuto connettivo e vasi sanguigni, che sporge all’interno dell’utero. Le dimensioni di tali lesioni variano dai 5 mm fino a dimensioni molto maggiori, quasi a riempire l’intera cavità e generalmente sono più comuni tra i 40 ed i 60 anni. Distinguiamo i polipi peduncolati (dotati di un iniziale stretto peduncolo) da quelli sessili (privi di gambo ed a base piatta).

I polipi endometriali sono neoplasie focali intrauterine, singole o multiple, caratterizzate da morfologia sessile o peduncolata. Presentano tre elementi costitutivi: la componente ghiandolare, lo stroma e i vasi sanguigni.

Sembrano essere causati da iperplasia della mucosa in risposta anomala allo stimolo ormonale: sono dunque il risultato di uno stimolo estrogenico non bilanciato dal progesterone in più cicli mestruali.

Diagnosi dei polipi endometriali

La diagnosi può avvenire con un’ecografia transvaginale effettuata durante la visita ginecologica, che permette di guardare all’interno dell’utero. Nei casi sintomatici con sanguinamento uterino anomalo, la presenza di un polipo endometriale deve essere sospettata seguendo l’algoritmo PALM-COEIN e deve essere indagata tramite ecografia transvaginale, che rappresenta l’esame non invasivo gold standard. È preferibile eseguire l’esame ecografico durante la fase proliferativa del ciclo mestruale, poiché l’endometrio è più sottile, avvalendosi anche dello studio color Doppler, che permette la visualizzazione del peduncolo vascolare.

Altro esame utilizzabile e di un certo rilievo è l’ecografia con infusione salina uterina o sonoisterografia, ecografia transvaginale con introduzione di una soluzione salina nell’utero. Si può inoltre ricorrere alla sonoisterografia che, attraverso l’iniezione di soluzione fisiologica, permette la visualizzazione della cavità endometriale distesa e pertanto il più facile riconoscimento della lesione.

In caso di dubbi, è possibile confermare la diagnosi tramite una sonoisterografia o isteroscopia.

La diagnosi dei polipi endometriali si effettua mediante ecografia transvaginale e isteroscopia ambulatoriale.

Ecco alcuni metodi diagnostici:

  • Ecografia transvaginale: lo specialista inserisce un sottile dispositivo simile a una bacchetta all’interno della vagina.
  • Isterosonografia: viene inserito un catetere all’interno della vagina che permette di iniettare acqua salata.
  • Isteroscopia: all’interno della vagina viene inserito un telescopio sottile, che attraversa la cervice e l’utero per guardare il tessuto che riveste l’interno.
  • Biopsia endometriale: il ginecologo utilizza uno strumento di plastica morbida per prelevare un pezzo di tessuto dal rivestimento dell’utero (biopsia).

Durante una isteroscopia, un medico inserisce uno strumento a fibre ottiche chiamato isteroscopio attraverso il canale vaginale per visualizzare l’interno dell’utero. L’isteroscopio si collega a un monitor video per visualizzare le immagini dell’interno dell’utero. Un anestetico locale può essere somministrato per garantire comfort durante l’esame. Generalmente, l’intervento dura da 5 a 10 minuti ma può richiedere più tempo se necessario.

Sintomi e rischi

I polipi endometriali possono essere totalmente asintomatici, oppure possono manifestarsi con sanguinamenti uterini anomali (AUB) pre e postmenopausali o con infertilità.

Il polipo all’utero può causare una serie di sintomi fastidiosi, tra cui dolore addominale e pelvico, crampi al basso ventre, periodi mestruali abbondanti o irregolari e sanguinamento anormale tra i periodi. Le donne con polipi uterini possono anche sperimentare disagio durante i rapporti sessuali. Inoltre, può anche manifestarsi una sensazione di pressione nella zona dell’addome o del bacino.

Sanguinamenti: rappresentano il sintomo principale presentandosi in quasi 2 donne su 3. Non risultano proporzionati alle dimensioni del polipo ma verosimilmente all’età delle pazienti.

Infertilità: le portatrici di polipi uterini presentano una minore tendenza ad iniziare e concludere una gravidanza. I polipi endometriali infatti possono interferire, ostacolando il transito degli spermatozoi diretti alle tube, impedendo l’impianto dell’embrione nell’endometrio o provocando una generalizzata infiammazione dell’endometrio stesso, che interferirà con tutte le attività uterine.

Come detto, i polipi sono lesioni benigne ma in meno dell’1% dei casi è descritta una loro trasformazione maligna in adenocarcinoma, soprattutto nelle pazienti in post-menopausa. I fattori di rischio per tale trasformazione sono rappresentati soprattutto da: età, ipertensione arteriosa, obesità, terapia ormonale, uso di farmaci antineoplastici tipo il Tamoxifene, nonché le dimensioni del polipo.

La trasformazione maligna si verifica in una percentuale variabile fra 0 e 12,9% dei casi.

Fattori di rischio

I principali fattori di rischio per la formazione di un polipo endometriale sono l’età, l’ipertensione, la terapia con tamoxifene e l’iperestrogenismo. Quest’ultimo è legato tipicamente a condizioni quali obesità, sindrome dell’ovaio policistico, menopausa tardiva, tumori stromali estrogeno-secernenti e insufficienza epatica cronica. È invece ancora discusso il ruolo della terapia ormonale nella patogenesi dei polipi endometriali, dal momento che alcuni studi mostrano un’aumentata prevalenza in queste pazienti, mentre altri non trovano differenze rispetto a donne non trattate.

Inoltre, le donne con una maggiore esposizione a certi tipi di prodotti chimici industriali hanno anche maggiori probabilità di sviluppare questa condizione.

Trattamento dei polipi endometriali

La terapia dei polipi endometriali è essenzialmente chirurgica, isteroscopica (endoscopica) ambulatoriale o in sala operatoria, in base al numero, alle dimensioni e alla localizzazione delle neoformazioni. Si procede con l’asportazione del polipo al fine di risolvere i sintomi ed effettuare la diagnosi istologica, per escludere possibili alterazioni neoplastiche.

L’asportazione di un polipo endometriale viene routinariamente eseguita mediante isteroscopia operativa office o videoresettoscopia in sala operatoria. Il rischio di formazione di aderenze intrauterine dopo la procedura è trascurabile e il tasso di complicanze è estremamente basso.

Attualmente non ci sono dati sufficienti per giustificare la rimozione routinaria dei polipi endometriali in tutte le pazienti sub-fertili, tuttavia questo intervento è considerato sicuro ed è stato dimostrato un vantaggio in termini di pregnancy rate nelle donne infertili che vengono sottoposte a polipectomia prima di eseguire una inseminazione intrauterina (IUI) o una tecnica di procreazione medicalmente assistita di II livello (FIVET/ICSI).

In caso di riscontro occasionale di un polipo endometriale asintomatico in donne in pre o postmenopausa è consigliabile l’asportazione se sono presenti fattori di rischio anamnestici per lo sviluppo di carcinoma dell’endometrio e/o se la lesione misura più di 2 cm di diametro.

Dopo la menopausa un sospetto polipo endometriale sintomatico dovrebbe sempre essere indagato mediante isteroscopia diagnostica e, se confermato, dovrebbe essere asportato per poter poi eseguire anche l’esame istologico. Il rischio di diagnosticare una iperplasia atipica o un carcinoma è maggiore in presenza di AUB e non aumenta all’aumentare delle dimensioni del polipo.

Ecco alcuni trattamenti:

  • Chirurgia
  • Ablazione mediante laser
  • Conizzazione
  • Asportazione chirurgica della massa tumorale
  • Isterectomia: si tratta di un intervento chirurgico con anestesia che prevede l’asportazione dell’utero.

Prevenzione

Per prevenire lo sviluppo dei polipi uterini è importante condurre uno stile di vita salutare e mantenere un corretto equilibrio ormonale. Al fine di ridurre il rischio si consiglia anche di evitare periodi prolungati di stress emotivo e l’esposizione a sostanze chimiche potenzialmente dannose per l’organismo. La prevenzione è un principio fondamentale per la salute della donna.

Tra le patologie più comunemente identificate durante le visite ginecologiche c’è quella dei polipi all’utero, che può essere molto dannosa se non tenuta sotto controllo. Una visita ginecologica regolare è un modo efficace per rilevare queste anomalie in anticipo e trattarle con successo, evitando più complicazioni gravi in futuro.

Prevenire questa patologia è fondamentale per la salute e il benessere della vita femminile. La migliore prevenzione è senza dubbio quella di condurre una vita sana ed equilibrata: alimentazione sana, esercizio fisico regolare, evitare lo stress e le cattive abitudini come fumare o bere alcolici.

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